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Serietà, competenza e dovere civico non hanno significato in Italia

Da uno dei tanti telegiornali serali apprendo che in Spagna uno dei “colpevoli” del tristemente famoso attentato in cui persero la vita circa 200 persone, è stato condannato a 30 anni per ogni persona uccisa. Neanche le piramidi hanno tutti gli anni a cui questa persona è stata condannata.
Noi in Italia saremma stati sicuramente più benevoli, lo avremmo potuto condannare a 30 anni di residenza fissa in un lussuoso agriturismo, salvo poi con benefici, buona condotta ecc. mandarlo a casa con tante scuse dopo, diciamo una decina di anni.
La seconda notizia (comica ma molto tragica) riguarda un ricercatissimo narco trafficante che dopo essere stato arrestato (pare non senza una notevole fatica) è riuscito a dimostrare che il carcere gli procurava una depressione, che si manifestava in malesseri di vario tipo, per cui si decideva di trasferirlo in una bellissima clinica privata. Ma questa sistemazione non era di suo gusto, pare che si sentisse troppo rinchiuso dai vincoli di obbligatorietà e di ristrettezza che lo colpivano, il giudice allora gli toglie la custodia cautelativa e in nostro “povero carcerato” si volatilizza e scompare. Ora un giudice chiede la perizia psichiatrica, ma per chi? per il carcerato o per quelli che gli hanno concesso tanta libertà !!!.
Chiedo scusa ma la cosa mi offende, mi fa schifo e mi convince sempre più che il nostro sia un paese in cui la parola serietà, responsabilità, competenza e dovere civico non abbiano alcun significato.
ge45

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