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Senza via d’uscita…

di rafael1756

… è questa la sensazione che provo da un pezzo.
Credo di essere il risultato di una adolescenza poco felice; sono stato il classico caso da telefono azzurro; i miei cinque sensi, e non solo, hanno fatto incetta di tutto il peggio che in termini di abusi sessuali e botte poteva capitarmi. Quand’è cominciata avevo otto anni, ma è andata avanti parecchio. E’ stato un membro della mia famiglia, non sono riuscito a fermarlo, non sono riuscito a chiedere aiuto perché ero terrorizzato. Più tardi mi sono scoperto omosessuale; anche se tanti affermano il contrario sulla base di svariate teorie, io sono certo di esserci diventato a causa delle violenze, è una certezza interiore che non so spiegare.
Di solito accettare la propria omosessualità non è mai facile, richiede un percorso, ed è solo un modo di sentire fisicamente gli altri, ma quando te la ritrovi come conseguenza di quello che mi è capitato, è un incubo. Pensate a tutta la conflittualità che, mio malgrado, finisco per metterci nel rapporto; quando mi innamoro di qualcuno mi sembra di impazzire: la sensazione è quella di mettere la mia vita nella mani di un altro carnefice. Anche se razionalmente so che non è così, è il mio corpo a reagire come se stesse per essere fatto nuovamente a pezzi. E il decennio di psicoterapia è come se non lo avessi fatto.
Così ora c’è questa apatia, polare, terribile, che non riesco a vincere, che è ancora peggio di tutte le cose che mi sono capitate in passato. Ed è questa apatia che mi spaventa e che mi spinge a scrivere, a voler sentire la vostra voce, le vostre parole come rami a cui aggrapparmi per tirarmi fuori dalle sabbie mobili.
Perché non riesco più a frequentare nessuno, non ce la faccio ad incontrare gente come tutto sommato sono riuscito a fare per anni. Non ce la faccio più a non provare più nulla.

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Categorie: - Me stesso

15 commenti

  • 1
    Vittoria77 -

    Vorrei che esistesse un modo per chiudere in un pacchettino un pò di forza per mandartela, non ne ho molta ormai nemmeno per me ma credo che quel pò che rimane te la regalerei volentieri! Non esistono termini per definire ciò che ti è successo e quanto l’essere umano possa arrivare ad essere schifoso in ogni senso ma ciò che più di tutto ti auguro è di trovare il piacere di guardarti allo specchio e vederci riflessa una bella persona ciò che realmente sei è non quello che ha creato la cattiveria altrui…se ti lasci andare è come se vincesse quel mostro della tua famiglia al quale posso solo augurare quanto c’è di peggio al mondo perchè per il “dopo” ci penserà già qualcuno al “piano di sotto” e spero che capiti nel girone peggiore! Per quanto riguarda la tua omosessualità
    se dici di essere riuscito anche ad innamorarti forse non è effettivamente dovuta ai ripetuti abusi visto che è una cosa che vivi anche col cuore ma se ci pensi bene non è ciò che davvero conta, l’importante è quello che ti senti di essere e di fare, non obbligarti a far ciò che non vuoi in modo da non vivere ancora la sensazione di un abuso. Io ti dico sinceramente che c’è una cosa che non faccio a letto proprio perchè mi riporta a sensazioni terribili come rivivere il preciso istante e nonostante questo ho trovato chi ha saputo amarmi comunque capendo il mio disagio…..non dimenticherò mai questo è sicuro posso solo conviverci…..ai tempi non ho avuto forza di reagire e parlarne ma nel tempo posso dire di aver maturato la forza per far sì che se mai dovessi reincontrare quelle persone non gli rimarrebbero certo “mezzi” per fare ancora del male! Non ho la soluzione al tuo problema ma spero di averti tenuto almeno un pò compagnia. Un abbraccio.

  • 2
    rafael1756 -

    Un abbraccio anche a te Vittoria; è un bel nome il tuo, di quelli che dovrebbero aiutare a uscirne bene. Spero che ti porti fortuna e felicità!

  • 3
    Vittoria77 -

    Grazie a te con la tua lettera mi hai ulteriormente ricordato che occorre volersi un pò di bene per riuscire a non darla vinta al tanto schifo che c’è in giro e se dovessi aver bisogno di un piede in prestito da dare sul sedere a chi se lo merita ho due n° 39 credo si sentano abbastanza! : o > Miraccomando resisti spetta a tutti un raggio di sole!

  • 4
    Vittoria77 -

    Ciao Rafael come andiamo?

  • 5
    Isis -

    Ciso Rafael, io…consigli da darti non ho…è un sacco di tempo cehhvengo a leggere la tua lettera nella speranza di darti un aiuto, un messaggio forte…sono senza parole…vorrei poter fare qualcosa di buono per te..darti coraggio per affrontare questo mondo ostile, darti una mano a superare tutto…regalarti un pò di felicità…
    Devi volerti bene, devi amarti…se gli altri non lo hanno fatto devi farlo tu…lo so che da qui è facile dirlo ma fatti tanta forza non…non farti sopraffare da ciò che ti è successo…perchè realizzaresti ciò che gli altri hanno innescato…
    Ti sono vicina, con tutto il cuore
    Un abbraccio Isis

  • 6
    DAGO44 -

    La prima parte della lettera è terrificante,non tanto per le botte prese,quelle le ho prese anche io da un padre che regolarmentew rientrava ubriaco tutte le sere,e per me mia madre e mio fratellinotutte le volte che sentivamo chiudersi il cancello la sera sapevamo che sarebbe iniziato il supplizio,ma la parte più drammatica delle violenze subite,quello non dovrebbe accadere mai perche dal momento che un bambino viene abusato termina la propria crescita,viene tranciata la costruzione della propria personalità,ed ancor più terrificante è portarsi questo terribile segreto per tanti anni dentro,una cicatrice che non si rimarginerà mai,per questo non ci sono parole,alla bruttura che hai subito,vorrei dirti tante cose,ma ho paura che tante te ne abbiano dette altri,e che ora tutto risulti vano,posso offrirti la mia amicizia,se ti va,un amicizia sincera che spero possa aiutarti,credo che la tua omosessualità non dipenda dalla terribile situazione che hai vissuto,credo che comunque omosessuale o no tu sia una gran bella persona,con tante cose da dire,da tirare fuori,tutti noi siamo una miniera inesauribile di idee,progetti sogni,,parliamone insieme,per quanto tu lo ritenga oppurtuno o lo voglia mi trovi a leggere,a leggerti in questo sito che frequento da qualche tempo,in amicizia DAGO44

  • 7
    ChiaraMente -

    Chissà perchè invece io credo che la tua omosessualità possa- e ripeto possa- dipendere da quello che hai vissuto, proprio sulla base di svariate teorie, così come ora questa sensazione di abbandonarti a un altro carnefice, quando ti innamori, che ti perseguita. Sarà assurdo ma la testa a volte rivive il trauma nel tentativo di eliminarlo, seppure in circostanze diverse. Non che la cosa sia di molto aiuto, e dopo che lo sai? Il meccanismo è automatico, sotto la soglia della volontà cosciente, e vai a pescare lì dove senti che c’è quello che conosci meglio. Ovviamente consigli non ne esistono come neppure parole di conforto. L’unica cosa che ti può aiutare è prendere coscienza del fatto che ora sei grande e grosso, che sapresti difenderti, visualizzare anche le occasioni in cui potresti farlo a livello di fantasia, riprendere sicurezza in te stesso e nelle tue possibilità perchè adesso neppure potrebbe impunemente provare a farti qualcosa contro la tua volontà. Ora sei tu che decidi chi può farti cosa perchè se non ti va ci metti niente a prenderlo a pugni.E magari guarda “il mostro” come è oggi. Forse, se non è già morto, ti apparirà per quello che è: uno squallido, malato, fragile individuo che non è capace di rapportarsi normalmente con i suoi pari e ha bisogno di bambini da seviziare per sentirsi potente. Peccato che oggi potresti schiacciarlo con una mano sola. Ci avevi pensato?

  • 8
    rafael1756 -

    Ho letto attentamente i vostri commenti; per me sono molto importanti. Assai spesso, quando ho cominciato a raccontare, mi è stato chiesto se non ero stato io a sedurre in qualche modo: fa molto male sentirsi chiedere una cosa del genere: è un po’ come mettermi sullo stesso piano di chi ha abusato. Il pericolo più grande è quello di tacciare di lolitismo un bambino. C’è sempre questa tendenza a ripartire le colpe, per cui la colpa non può essere totalmente di qualcuno: ecco perché mi è stato chiesto spesso cosa ho fatto per spingere il povero carnefice alla violenza nei miei confronti. Ma non si può essere salomonici di fronte a queste situazioni; è proprio questo atteggiamento falsamente equilibrato che carica di colpe le vittime di abuso, ulteriore fardello, come se non bastasse.
    E ancora, un mio caro amico, mi ha detto una volta che se ancora ci soffro per questa cosa è perché non sono stato e non sono abbastanza forte. Io penso che molti parlano senza sapere, e soprattutto, senza ascoltare veramente, dico col cuore. Dico che molti non sono capaci di leggere certe ferite interiori o, più semplicemente, preferiscono guardare altrove, per non essere turbati o per non essere messi di fronte a certi loro fantasmi, e si attaccano a ragioni sterili ed egoiste.
    Non faccio volentieri queste valutazioni. Dopo aver ricevuto quei contatti avvelenati, uscito dall’incubo, mi aspettavo che il mondo mi stringesse in un unico grande abbraccio; si sa, i bambini e i ragazzi pensano in grande. E invece tanti, vi assicuro tanti fra quelli con cui mi sono confidato, alla fine, in un modo o nell’altro, hanno accusato me. Sono stato io a salire sul banco degli imputati, io a dovermi difendere dalle loro elucubrazioni (ho tralasciato quelle degli analisti e dei freudiani convinti). E’ questo che un po’ alla volta torna a fare di te carne da macello e ti priva della forza di andare incontro all’altro, cosa che mi riesce di fare tra infinite difficoltà, perché può far male, molto male.
    Vi assicuro, sono quelli come voi che mi tengono ancorato, altrimenti me ne sarei andato da un pezzo. Un abbraccio a tutti.

  • 9
    Vittoria77 -

    Rafael “mi hai fatto murì!” mi ero preoccupata non sentendoti….Certo che dire quelle cose è davvero da poveri inetti!!! Facile dar fiato alla bocca quando non si è passati per una situazione così tragica!! Ma come si può dire che un bambino può essersela cercata una cosa del genere!! Occorre spiegare a questi idioti che il cervello non va lasciato nel cassetto a marcire bisogna farlo funzionare e non ci dotano del libretto delle istruzioni per imparare ad usarlo! E’ come dirmi che se le ho prese ed ho subito quello che ho subito è giusto perchè ho ricambiato le attenzioni di un ragazzo carino ma questo non gli dava certo il diritto di farmi ciò che ha fatto!! Tante persone poi non sprecano troppo tempo a capire il disagio che passi o perchè proprio non ci arrivano vedi l’esempio del tuo caro amico o semplicemente perchè non hanno nulla da dare agli altri nemmeno una spalla dove piangere! Non sei abbastanza forte?! E allora?! Questo non fa di te una cattiva persona o qualcuno da giudicare, deprezzare, sei semplicemente umano!Voglio vedere un altro nella tua situazione! Non permettere che ti trasformino ancora in “carne da macello” lo sei già stato per quel mostro non dare più la soddisfazione a nessuno di farti soffrire…tu sai meglio di chiunque altro che il colpevole è solo lui e che non potevi far nulla purtroppo, questo importa ok? Un grosso bacio!

  • 10
    ChiaraMente -

    Caro, non dovrebbe sorprenderti troppo l’atteggiamento colpevolizante della gente. tu sei il portatore di una verità scomoda da gestire e sulla quale non resta niente da dire. Chi ha paura di sentirsi impotente o peggio colpevole in qualche oscuro modo non può che scaricare delle responsabilità su di te in modo che si alleggerisca il loro fardello. E’ triste ma è così, in queste cose sei sempre un pò solo.

  • 11
    rafael1756 -

    So di rispondere con un certo ritardo. Sono riuscito a prendermi una bella vacanza… anche dal computer. Quindi Vittoria, “non morire” perché io non ne ho nessuna intenzione; ti ringrazio di cuore per esserti preoccupata per me.
    Tutto sommato io credo di essere forte, forse non ad ogni ora del giorno, ma molte cose strada facendo sono riuscito a metterle insieme, e se tanto mi dà tanto… Il punto è che puoi apparire fragile non appena ti lasci andare agli sfoghi interiori; mostrare le proprie ferite è sempre stato preso per un segno di debolezza, e qualche volta si dimentica che la prova di coraggio talvolta sta nel raccontarle, proprio in vista delle reazioni che puoi suscitare negli altri e del sale che possono gettarti addosso. A questo ero preparato, ‘ChiaraMente’, non lo ero invece di fronte al fatto che sono in troppi, tantissimi, ad opporre resistenza di fronte a queste cose. Col tempo, mi sono reso conto di aver agito da cartina di tornasole: ho messo a nudo più i problemi degli altri che i miei. Questo è capitato soprattutto nelle relazioni sentimentali; per quanto abbia tentato di agire con circospezione, ci sono mondi interi che riesci a trasmettere anche solo nel modo di sfiorare la pelle di chi ami, senza usar parole. Ma in questo la responsabilità è soprattutto mia; come hai affermato tu, ChiaraMente, un meccanismo perverso mi spinge a ripetere gli stessi errori proprio con persone che in un qualche modo somigliano a chi per primo ha ‘sfiorato’ me (per usare un eufemismo) e la cartina di tornasole fa il resto.
    E’ questa la mia strada senza via d’uscita.
    Un mio amico si divertiva ad imprigionare le formiche in una goccia di gelatina azzurra per contemplare la sua fine al rallenty. Qualche volta mi sento un po’ cosi’.

  • 12
    ChiaraMente -

    Beh, però..che gran cosa che tu veda la somiglianza tra il primo carnefice e i successivi partners, è un grande inizio.una volta appurato che cerchi determinate tipologie sei in grado anche di evitarle perchè appunto senti la somiglianza, e appurato che son CERTE caratteristiche che vorresti mentre di ALTRE faresti a meno sei ingrado di accettare una tipologia forse meno affine a quella che istintivamente ti attrae ma con in più le caratteristiche di interesse per te anziche quelle negative annesse di solito.La strada è lunga ma non è senza via d’uscita, anche nel caso sia a vicolo cieco. Basta riuscire per dove si è entrati. Discorso valido per partners maschili e femminili..

  • 13
    rafael1756 -

    “Una volta appurato che cerco determinate tipologie” le sto per l’appunto evitando; il fatto è che restano ancora le uniche persone che riescono a coinvolgermi molto, emotivamente. Così, oggi come oggi, mi comporto come se i sentimenti fossero solo un punto di vista; è ovvio che non sono un anafettivo, ma mi comporto come se lo fossi; mi tengo alla larga da coloro che mi procurerebbero conflagrazioni affettive che già conosco e che sono state per me devastanti, perché gestite malissimo (non poteva essere altrimenti); così, ora come ora, sono bloccato in una penosa situazione di stallo e mi precludo mondi interi. Non c’è stoicismo o atarassia alla base di tutto questo; in realtà il mondo e la mondanità mi piacciono, e parecchio. Subito dopo gli abusi non ho vissuto proprio male, anzi: il consorzio umano tutto sommato mi ha sempre benvoluto perché era sinceramente ricambiato da me, tanto che gli unici veri danni li ho ricevuti solo da chi ha abusato di me e non da altri, questo almeno finché non offrivo il fianco raccontando la mia storia.
    Fondamentalmente chi ha vuoti affettivi immensi può diventare un irresistibile seduttore la cui fortuna resiste, almeno nel mio caso, finché non s’innamora perdutamente. Perché è allora che le cautele vengono meno e certe scomode verità cominciano ad emergere e a spaventare.
    Ed è per evitare questo che sono stato anche capace di grandi bugie per mascherare certi miei stati d’animo che talvolta fanno ritorno come succede con certi incubi. Ma le grandi bugie in un rapporto basato sulla fiducia non possono che guastarlo. I bivi davanti a cui mi sono trovato non sono mai stati facili, perché, come poi è successo, entrambe le strade portavano sull’orlo del precipizio; voglio dire che anche l’altra strada, quella della verità, troppo spesso ha fatto di me un viandante solitario.
    Ma quello che mi è capitato non è una semplice storia da raccontare o meno: sono io, è parte di me, come lo sono i miei capelli neri, i miei occhi scuri o il mio modo di tenerli chiusi quando ascolto la mia musica preferita, lo stesso di sempre fin da quando ho cominciato a farlo.
    La mia verità non mi ha mai reso libero, le bugie, meno che mai.
    Sono quello che sono, un po’ complicato mio malgrado, attento a tenere la distanza di sicurezza, finché non mi faccio fregare dalla commozione.
    C’è una canzone di Dalla, Com’è profondo il mare, che parla di qualcuno che la inventò questa commozione, “scoprì la commozione
    che rimise d’accordo tutti, i belli con i brutti,
    con qualche danno per i brutti che si videro consegnare
    un pezzo di specchio così da potersi guardare”.
    Una volta ho avuto modo di parlare con lui (ci ho lavorato assieme in un’occasione) e chiedergli davanti a un caffé se si riferisse a qualcuno in particolare: la sua risposta mi ha spiazzato perché era così e perché era una persona che avevo conosciuto. A volte credo tutti noi siamo un pezzo di specchio dentro cui alcuni decidono di guardare mentre altri guardano altrove.

  • 14
    ChiaraMente -

    Vabbè, ma questa storia deve per forza essere verità da raccontare o da nascondere come bugia?

  • 15
    marysha -

    Scusa ma non puoi prorpio fare a meno di diventare lo speccho degli altri? hai mai pensato a come sarebbe potuta essere la tua vita se non avessi subito quel che hai subito da questo tuo carnefice? se lo hai fatto non ti è mai venuta un po’ di sana rabbia e incazzatura? quel genere di incazzatura che porta la persona a riprendere la propria identità. Per quanto riguarda le vittime, come portatrici di una verità scomoda che il perbenismo ipocrita vuole ignorare diventando così complice dei carnefici che in questo sistema sanno che potranno sempre farla franca, che dire? è un bel MONDO DI M…A che ha tutto il mio ragionevole e adulto disprezzo. Invece di andare dagli psicoterapeuti che, da quel vedo per l’ennesima volta fanno più danni che bene, forse ci voleva solo che si muovesse la macchina della giustizia, che fine ha fatto il tuo carnefice? è finito in galera? spero di sì….sai no che trattameno viene riservato ai pedofili nei carceri?..spero davvero abbia ricevuto quel bel trattamento

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