Saggezza di vita
Riferimento alla lettera:
Quì ho scritto frasi, citazioni e aforismi , a volte anche senza autore, che vi potrebbe aiutare a vivere e a riflettere. La mancanza di riflessione per me è uno dei grandi problemi di questo secolo. In una società dove ormai sembriamo tutti schiavi del dio denaro anche se sono...
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Data di pubblicazione: 24 Febbraio 2022
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Categorie: - Attualità
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La bontà non deve essere confusa con il buonismo, l’educazione col perbenismo, la correttezza col moralismo.
(Anonimo)
Rossana, non ho capito bene cosa farai a partire dall’anno nuovo. Spero che tu scriva ancora qua. Mi dispiace che LaD sia cambiata tanto in peggio.
Dante, grazie per gli auguri, che ricambio.
Ecco, vorrei però chiarire una cosa che mi riguarda, relativamente all’ipotesi che hai paventato circa il comportamento di Trad verso Suzy e gli eventuali condizionamenti nei miei confronti. Il fatto è che io non sono tipo da farmi condizionare dalle scelte relazionali degli utenti con i quali a mia volta mi relaziono. Trad è libero, anzi DEVE essere libero, di fare quello che gli pare che per me non cambia nulla, e penso che cosi farà. Qui è noto a tutti chi mi piace e chi no, inoltre sono il tipo che non si fa problemi a spiegare senza peli sulla lingua il perchè dell’uno e dell’altro motivo.
Insomma, non dipendo da nessuno, nè desidero che nessuno dipenda da ne. Nel pur attuale scarso livello qualitativo dei dialoghi laddiani, non c’è niente di meglio che temere di deludere o di essere delusi da eventuali presunti sodali per finire dritti nel girone infernale degli “incoerenti doubleface”.
Ne abbiamo già avuti di “autorevoli” esempi di quel genere, che non gradirei proprio vedere riapparire su questo “palcoscenico”.
“Trader, probabilmente perché l’hai fatta passare per una bugiarda dicendo che lei ha negato di aver rifiutato il laDuno”
Ma è la verità. È colpa mia se ha mentito, tra l’altro andando in escandescenze? Rompe le scatole e poi sarebbe lei che dovrebbe prendersela? Qualunque persona intelligente capisce che è lei in malafede.
“Ma poi, sei sicuro di non aver frainteso?”
Si. Non c’è niente da fraintendere in un fatto del genere e comunque se lei fosse stata fraintesa avrebbe voluto chiarire.
“non è che ti vuoi riappacificarti con lei solo perché hai paura di aver contro Golem?”
No, altrimenti se la sarebbe già presa. Lui è sempre stato neutrale nelle beghe degli altri.
Semplicemente sono una persona che non ama litigare. Speravo che anche Suzanne fosse fatta così, ma l’ho sopravvalutata. Nessuna pace, bene, me ne farò una ragione.
Dante, ma non è che la difendi oltre ogni evidenza per quella cosa in mezzo alle gambe? Tira più un pelo di… Che un carro di buoi!
Trader,
ancora non so bene nemmeno io cosa farò nel 2023, anche se è difficile che lasci del tutto LaD. Tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 sono stata sei mesi limitandomi quasi esclusivamente a leggere. L’idea di non comunicare più nel virtuale si va ora facendo sempre più persistente ma non ho idea di quando sfocerà nella chiusura definitiva.
Nel nuovo anno prevedo grandi cambiamenti nella mia quotidianità, in cui mi ripropongo di impegnarmi di meno in attività e sentimenti che non meritano grandi investimenti di tempo e attenzione.
Anche perché quasi certamente gran parte delle mie energie saranno assorbite da un compito per me della massima importanza.
Grazie per l’equilibrio e per il rispetto che mi hai riservato, nonostante che ci siano tra noi sintonie più di temperamento e interessi che di che di concetti.
Tanti auguri di buon Natale.
“Una buona coscienza è un Natale perpetuo.” (B. Franklin)
Dante,
ho impiegato più di metà della vita (quasi 40 anni) a capirmi, a sapermi orientare quanto basta per mantenermi in equilibrio ed evitare le cantonate più nefaste. Non che in seguito non ci sia più cascata ma, via via, si sono fatte meno gravi e meno incisive.
Essere in pace con la propria coscienza è un ottimo punto d’arrivo. Per quanto mi riguarda lo considero pienamente raggiunto. Mi dà forza e serenità.
Auguri di buon Natale a te e a Marc, che ha offerto questo spazio, a me molto gradito, per riflettere e giocare a modo mio, spaziando in un’infinità di menti di tutti i tempi, ugualmente ricche nella loro diversità.
Cara Rosanna, grazie e tanti auguri di buon Natale anche a te.
Oggi non riesco a dilungarmi ulteriormente nei commenti, risponderò domani con più calma.
Vi è un grado di falsità incallita, che si chiama coscienza pulita.
(Friedrich Nietzsche)
Dante,
non conosco il film citato ma quanto accennato in merito mi ha indotta a “vivere” la chat di LaD come un videogioco. Forse il più significativo dei cambiamenti già inconsciamente in atto in me da qualche mese, che spero proseguano nel 2023.
Lì, se X muove una critica a Y, questi non si limita a glissare o respingerla. Dopo aver lanciato poco più di un sassolino, spesso X riceve in risposta una gragnuola di sassate. Viene iscritto a libro paga di Y e richiamato in ballo in quasi ogni suo nuovo post.
Se X o Z (coinvolto in conflitti giorni o anni prima) avessero deciso di smettere di polemizzare, sono così quasi sempre trascinati a riprendere a controbattere.
Per meglio provocare/aizzare, al fine di mostrarsi campioni assoluti di eccessi di autodifesa, è anche utile classificare come troll chiunque scriva POCHE righe.
Ecco una delle principali ragioni per cui questi battibecchi durano anni o diventano infiniti, abbassando la chat a videogioco. Pessimo esempio che incoraggia schieramenti in rosso o in blu, inclusi momentanei cambi di divise/utenti su cui scagliarsi.
“Chi il suo can vuole ammazzare, qualche scusa ha da trovare.” (Anonimo)
@rossana, il film è Squid Game, sono 9 puntate, guardatelo e capirai che c’è una certa similitudine in laD, siamo stati “colpiti” io e Trader nella chat, e mi dispiace comunque per Trader dato che si è beccato uno stronzo che è stato più sarcastico di lui, io gliel’ho detto già dall’inizio che era meglio se lasciava laD, perché non è per lui, non lo è nemmeno per me, ha voluto non darmi ascolto e fare di testa sua!
Passa un buon Natale rossana.
“Alla stupida domanda: ” perché io?” l’universo si prende a malapena il disturbo di replicare: perché io?”
(Christopher Hitchins)
“Avere la coscienza pulita è segno di cattiva memoria.”
(Mark Twain)
Chi semina vento, raccoglie tempesta.
“La lite è una forza tremenda per sé stessa; la lite, dopo una lunga rottura, porta gli uomini fino all’assurdo, fino all’oscurarsi e al corrompersi dell’intelligenza e dei sentimenti. Nella lite l’offensore, avendo coscienza di aver offeso, non va a far la pace con colui che è stato offeso, ma dice: l’ho offeso, dunque, debbo vendicarmi.” (Fëdor Dostoevskij)
Per indole, credo di essere incapace di rancore e non mi rallegro affatto se utenti che non mi sono simpatici sono coinvolti in baruffe.
Se ho affermato di voler “stare a vedere” come andranno a finire alcuni scontri verbali in corso, non è per il gusto di assistere allo spettacolo che offre l’arena virtuale ma per poterne raffrontare l’inizio, l’evoluzione e la fine con quelli in cui ho avuto la sfortuna e la dabbenaggine di farmi coinvolgere.
Concordo con Dostoevskij, la lite, portata all’estremo, è come un uragano, che travolge tutto, anche l’essenza di se stessi.
Dante,
non avendo Netflix, né Timvision, non potrò vedere il film che suggerisci.
Tutto sommato, mi dispiace, perché ne sono incuriosita. Ma, si sa, non tutto si può avere! 😊
“Spesso sottostimiamo il potere di una carezza, un sorriso, una parola gentile, un orecchio attento, un complimento onesto, o il più piccolo gesto d’attenzione, i quali tutti hanno il potenziale di cambiare una vita.”
(Leo Buscaglia)
Omaggio a Linda
Adolescente sorridente e silenziosa che, nel momento del mio commiato da un povero pranzo natalizio, mi ha donato un’inattesa attenzione, dolce come il profumo di un fiore.
Doveva necessariamente essere “povero” il pranzo. Fosse stato ricco, ma anche solo normale, non ne sarebbe mai sortito l’effetto “piccola fiammiferaia” di cui è pervaso il raccontino natalizio.
È una forma retorica che specie in Italia ha avuto molto successo nel tardo ottocento, sia in letteratura che in opere musicali, (soprattutto pucciniane) che notiamo non avere ancora perso quel fascino della “sottile sofferenza con premio finale” che lo caratterizza.
È una delle tante declinazioni della sofferenza nel cattolicesimo, dove la sofferenza è sì in se stessa un provocare il male. Ma Cristo ne ha fatto la più solida base del bene definitivo, cioè del bene della salvezza eterna.
Menù di Natale 2022, per 6 persone, preparato dall’operaia di una piccola azienda tessile.
– Aperitivo industriale in rosa, arricchito da fettine d’arancia, e patatine.
– Antipasti: crostini al burro e salame, specie di involtini primavera preparati in casa, fagottini di pasta del pane con particolare ripieno alla veneta, olive.
– Primo: crespelle, buonissime!
– Secondo: tante cipolle in agrodolce in cui si nascondevano sardine fritte e pochi gamberoni.
– Frutta: mandarini e arance da spremuta.
– Dolce: panettone.
– Vino: 1 bottiglia di bianco e 1 di nero.
Evito di precisare cosa ho portato, da gustare a fine pasto.
Uno dei miei più sereni pranzi natalizi, in un’atmosfera di affettuosa e gioiosa semplicità.
Poche le tazzine per il caffè, prive di piattini. Non per mancanza di fondi ma per carenza d’interesse a provvederne altre.
Linda, di un paio d’anni più giovane del fratello, epilettico, non deve aver ricevuto molte attenzioni dai genitori. Forse proprio per questo sa regalarne anche a chi incontra per la prima volta.
Ebbene sì: nel mio ambiente “piccole fiammiferaie” a dozzine, che faticano ad arrivare a fine mese. “Nani zucconi’, che rischiano di perdere la casa, per imprudenze d’altri.
Una giovane donna che un paio d’anni fa, non vedendo rientrare il marito, è andata a cercarlo e l’ha trovato morto, in ufficio. È lei che non rinnova le tazzine da caffè per una casa in cui si sta abituando a vivere da sola.
Poi, c’è il Paperon de’ Paperoni di famiglia, che abita in un castello, ha un’auto super moderna ma esce pochissimo perché cammina con stampelle, perseguitato dal timore di cadere e di finire in sedia a rotelle.
Ci sarebbe altro in ambito di sofferenza, che non mi va di raccontare. Ravvivato da 6 “piccole donne” di 3a generazione. Tutte bellissime, tra i 6 mesi e i 6 anni. Frutti equamente condivisi tra 2 giovani coppie. Di queste solo 1 ha difficoltà: a 3 anni non pronuncia più di 7-8 parole.
Eh sì, dovrei cantare e ballare nel riferire un gesto gentile. Usare uno stile “leggero”, da 3° millennio, per sofferenze ben poco diverse da quelle descritte nell’800.
Ma davero? Ma allora qui, in questo modesto luogo di convegno, veniamo a sapere di un enorme tesoro di un ignorato Piccolo Mondo Antico, che meriterebbe di essere portato alla ribalta della cronaca. E si tratta pure di dozzine di storie, mai banali e con trame lacrimevoli già bell’e fatte. La dolce adolescente poco amata e col fratellino epilettico; la giovane donna che trova il marito morto sulla scrivania e il riccone che nonostante i soldi non può comprare la salute e in fondo la felicità. C’è tutto: il “pietismo”, la sofferenza, l’empatia. Tutta “l’algofilia buonista” della sottocultura cattolica insomma.
L’altro giorno parlavo della mia sadica perversione nel divertirmi coi fessi, e la riconoscevo come tale: una perversione, senza fingere altre ragioni. Siamo sicuri che non lo sia anche questa insaziabile “passione” per le vite “disgraziate”, dai tragici risvolti umani da romanzo pietistico?
È interessante no? La gioia dell’anima che nasce dall’oggettivazione della sofferenza propria e altrui. Ma non è un po’ strano?
“Dio ci scampi dai tuoni e dai lampi, dalle idee dei cogl.oni e da quelli che fanno i buoni.”
(San Trifone da Sofìa)
Essere buoni, secondo il volgare modello di bontà, è ovviamente facilissimo. Richiede una certa qualità di sordido terrore, una certa mancanza di pensiero immaginativo, e una certa bassa passione per la rispettabilità borghese.
(Oscar Wilde)
“Facciamo bene ad accettare senza ribattere le accuse che ci vengono mosse, anche quando ci fanno torto, qualora l’accusatore vedesse un torto ancora più grande da parte nostra nel fatto che noi lo contraddicessimo e magari addirittura lo confutassimo.
Certo a questa stregua uno può avere sempre torto e prendersi sempre la ragione e diventare alla fine con la migliore coscienza del mondo il più insopportabile tiranno e seccatore.”
(F. Nietzsche)
E quando quelle non fossero accuse, ma solo un modo per mostrare la vera trama della storia. Una specie di “sottotitoli” per chi parla una “lingua” diversa.
“Se fai finta di essere buono, il mondo ti prende molto seriamente. Se fai finta di essere malvagio, il mondo non ci crede. È sbalorditiva la stupidità dell’ottimismo.”
Oscar Wilde
Finiscila di mastinarmi! Sei peggio di un segugio con la bava alla bocca… da OTTO anni!
Ma a chi vuoi che importi la “storia delle storie”, tradotta dai tuoi onestissimi “sottotitoli”?
Anche se umanamente comprensibile, ridicolo e penoso il tuo ossessivo accanimento.