Saggezza di vita
Riferimento alla lettera:
Quì ho scritto frasi, citazioni e aforismi , a volte anche senza autore, che vi potrebbe aiutare a vivere e a riflettere. La mancanza di riflessione per me è uno dei grandi problemi di questo secolo. In una società dove ormai sembriamo tutti schiavi del dio denaro anche se sono...
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Data di pubblicazione: 24 Febbraio 2022
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Categorie: - Attualità
581 commenti
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@Alieno, se hai intenzione di andartene dalla città fai benissimo, è diventata uno schifo totale.
Le motivazioni le spiego domani, ora sono troppo inca**ato e stanco!
“Nessuno è più ingiusto, nel suo giudizio degli altri, di chi ha una grande opinione di sé.” (Charles Spurgeon)
E quanti modi ci sono per avere (e mostrare) una grande opinione di sè? Tanti. Dai più espliciti ai più celati. Anzi, si potrebbe affermare che ognuno ha il proprio.
“Il bisogno di avere ragione è segno di una mente volgare.” (Albert Camus)
Nell’ ostentare continui giudizi al prossimo, si cela un non così segreto”amore per il dominio” su tutto e tutti e,soprattutto, il timore,mai debellato e che MAI verrà cancellato,della diversità altrui!!
Peccato non aver letto quell’aforisma quando chi lo pubblica conduceva lunghe battaglie proprio per avere ragione. Ma ci si adatta ai tempi, “evidement”.
“Coloro che hanno bisogno di fingere sono i veri perdenti.”
Teomondo Scrofalo
https://youtu.be/_lytXdH1Mv8
“In Italia non c’è niente di sacro, tranne l’osso dove si prendono i calci.” (Marcello Marchesi)
Nel valutare i temperamenti, le scelte e gli amori di una persona, per me l’opinione A ha lo stesso valore dell’opinione B. Nessuna delle due è verità assoluta, se non è sostenuta che da intuizioni o interpretazioni.
Entrambe hanno diritto a essere difese, sempre che non si abbia a contrapporsi con chi non è in grado di accettare che esistano attitudini e punti di vista diversi dai suoi.
Può essere comprensibile difendere a oltranza UNA opinione, magari per essersi lasciati troppo coinvolgere nel confronto. Molto meno accettabile difendere a oltranza TUTTE le proprie opinioni, come se ognuna di esse facesse parte di un indiscutibile Vangelo esistenziale.
CLAUDIO,
condivisibile il concetto della mancanza di tolleranza per la diversità nel sentirsi minacciati da qualcosa di non congeniale al proprio modo di essere e di pensare e che, pertanto, va respinto e possibilmente stroncato.
In alcuni casi in queste attitudini impositive e dominanti può essere riscontrato un profondo e ben mascherato senso di inferiorità, che si rivela nel deridere o sminuire chi si contrappone, percepito come minaccia alle certezze su cui si regge la propria identità.
Molto ruota anche intorno alla parola rispetto, così definito sul web:
“Il rispetto si dimostra tramite l’empatia, ossia partendo da quell’atteggiamento comunicativo che dimostra che siamo consapevoli, accettiamo e rispettiamo com’è l’altra persona, nonostante talvolta non condividiamo le sue decisioni, opinioni o comportamenti.”
Se si è incapaci di empatia, non si può provare rispetto per nessun tipo di diversità.
Ehhh, che analisi “pissicologiche” ardite: “…un profondo e ben mascherato senso di inferiorità, che si rivela nel deridere o sminuire chi si contrappone”.
E se invece si trattasse solo del perverso, goliardico piacere di prendere per il culo un/una tarello/a che si sente un/a padreterno/a solo perchè nessuno ha mai messo in luce il vero valore di costoro?
Dai, se la volessimo vedere dal punto di vista medico, è come si fa con le pastiglie per la pressione alta, che con opportune azioni “di-uretiche” (sempre l’urinonterapia c’entra, tricologica in questo caso) la riportano a valori fisiologici, onde evitare che l’iperegotensione gonfi troppo le pareti del “pallone umano” facendolo esplodere in un orrendo miscuglio di merda sangue e frattaglie varie.
Ci vuole sempre chi ogni tanto fa uno “sciampo” di “uroumiltà” a queste genti e gentesse, acciocché lo cor di questi trovasse loco ove merita di essere e non ove crede di dovere stare.
“Guardati dalle persone modeste: non immagini con quale commosso orgoglio coltivano le loro debolezze.”
Arthur Schnitzler
Se si è costantemente provocati (come su questa lettera), sovrastati con derisione o annichiliti da aggressività, più o meno giustificate, è difficile non reagire e molto banale prevedere che non si sia indotti a farlo.
Sarebbe preferibile lasciare l’ultima parola a chi non può fare a meno di sentirla come conferma della correttezza del suo pensiero, ignorando chi spadroneggia su un sito pubblico come se fosse il salotto di casa sua.
Infatti, se si reagisce, si alimentano noiose polemiche, derivanti da riprovevoli soggettive intolleranze; ma… se si lascia correre, si consente a chi giudica e provoca di ringalluzzirsi immaginandosi dominante.
In ambito pubblico non si può che riaffermare di tanto in tanto i propri punti di vista, con umana comprensione per i temperamenti e i passatempi altrui.
“Ci sono due tipi di orgoglio, quello buono e quello cattivo. L’orgoglio buono rappresenta la nostra dignità e il rispetto di sé. L’orgoglio cattivo è il peccato mortale di superiorità che puzza di presunzione e arroganza.”
(John Calvin Maxwell)
Il Dubbio LaDmletico.
(Da leggersi alla Giggi Proietti)
“Replicare, o non replicare, questo è il dilemma:
se sia più nobile nella mente soffrire
colpi di fionda e dardi d’oltraggiosa fortuna
o prender armi contro un automa di creta
e, opponendosi, por lui fine? Morire, dormire…
nient’altro, e con un sonno dire che poniamo fine al dolore del fegato e ai mille tumulti naturali di cui è erede la carne: è una conclusione
da desiderarsi devotamente. Morire, dormire.
Dormire, forse russare
Sì, qui è l’ostacolo,
perché in quel sonno rumoroso quali sogni possano venire
dopo che ci siamo cavati di dosso questo groviglio mortale
deve farci riflettere.》
》È questo lo scrupolo
che dà alla sventura una vita così lunga su LaD.
Perché chi sopporterebbe le frustate e gli scherni del mostro,
il torto dell’oppressore, l’ingiuria del Golem superbo,
gli spasimi dell’amore disprezzato, il ritardo della legge,
la mancanza delle cariche ufficiali perdute, e il disprezzo
che il merito paziente riceve dagli indegni,
quando egli stesso potrebbe darsi quietanza
con un semplice: “vado a letto”? Chi porterebbe fardelli,
grugnendo e sudando sotto il peso di una vita faticosa, se non fosse che il terrore di qualcosa dopo LaD, il paese inesplorato dalla cui frontiera
nessun viaggiatore fa ritorno, sconcerta la volontà
e ci fa sopportare i mali che abbiamo
piuttosto che accorrere verso altri che ci sono ignoti?
Così la coscienza ci rende tutti codardi,
e così il colore naturale della risolutezza
è reso malsano dalla pallida cera del pensiero,
e imprese di grande altezza e momento
per questa ragione deviano dal loro corso
e si perdono ner nome der cazzone.»
(Secondo me così le è “piaciata”)
Una birra stasera all’inferno con Dante. 🍻
No, non è mio l’inferno, se fosse mio le cose andrebbero diversamente, credo che l’inferno è il mondo stesso che stiamo vivendo tutti quanti noi comuni mortali.
Stiamo vivendo gli anni peggiori della nostra vita.
Ed è qui che le domande mi vengono spontanee, sono solo io l’unico a credere che siamo in una prigione senza sbarre, da innocenti per di più?
Siamo pedine su una scacchiera?
Siamo una società non libera?
Bé, a questo punto mi viene in mente il film fuga da Alcatraz, è un film del 1979 diretto da Don Siegel, a me è piaciuto.
Devo studiare un piano per evadere proprio come ha fatto il protagonista nel film che ho visto.
Poi sarò finalmente libero e in pace, in un altro posto paradisiaco magari, lontano da tutto questo caos, dalla follia collettiva che sta imperando, lontano da tutti.
Nel frattempo beviamoci su. 🍻
Non concentratevi sugli ostacoli, ma sui vostri obbiettivi, ignorando tutto il resto! >>
>>Oh, credo che domani mi verrà un gran mal di testa, già mi immagino di essere come Zeus quando fu accolto da un mal di testa terribile, si fece aprire la testa con un’ascia dal Dio Vulcano ed è uscita Athena, la dea della bellezza.
Che sensazioni strane mi sento addosso…
Se l’evasione avviene nelle ore notturne è più sicura di riuscire, è chiaro. Ma attenzione, perchè proprio per quelle evasioni antelucane si diventa automaticamente degli
“E vasi di notte”.
Quindi agli evidenti dic di non trascurae certi dettagli.
Dante,
sto anch’io vivendo gli anni peggiori della mia vita. Forse più tristi dei tuoi, perché si avviano a essere gli ultimi, con scarse speranze per il futuro.
Buona parte della mia tristezza di questi ultimi anni non deriva da situazioni che mi affliggono in modo diretto (tranne una, per ora la più pesante) ma da un insieme che coinvolge ben quattro nuclei famigliari a me cari.
Da sempre ho fatto parte della società tenendomi, di fatto, in molti aspetti in disparte. Per me è andata benissimo così, esserci e non esserci, farsi coinvolgere ma non in tutto e per tutto. Scegliere di volta in volta, più istintivamente che razionalmente.
Mentre mi rendo conto che metà delle persone che amo e che sono ora in grandi difficoltà economiche si sono fatte fagocitare dal sistema, uscendone a pezzi, anche moralmente.
Sforzati di restare ai margini, e già avrai risolto i problemi più invasivi. Il mondo cambia sempre nelle sue manifestazioni esteriori ma la natura dell’uomo resta quella di milioni di anni fa.
Commenti 363 e 364.
Quanta dedizione! Ottimi risultati nell’impegno interpretativo degno di migliori cause! Inno quasi amoroso. 😁
Grazie a Mangiafuoco per l’omaggio. Sempre e comunque insieme: “Like two peas in a pod”, con qualche inevitabile momento di reciproca intolleranza…
Verissimo, Mangiafuoco!
Meglio mai evadere da qui, né di giorno né di notte!
Meglio trascorrere ore e ore affacciati alle sbarre della propria cella, in attesa dell’arrivo del prossimo malcapitato su cui perdere tempo sputando sentenze o donando amorevoli attenzioni.
Non c’è al mondo giostra più vivacizzante ed elettrizzante, stando tranquillamente spaparanzati sul divano di casa. Ed è sempre un gran piacere trovare briciole di condivisione…
Non sei l’unica rossana, siamo tutti nella prigione senza sbarre, purtroppo siamo vittime di un sistema marcio e corrotto, ragion per cui conviene cercare una soluzione per evadere.
Non illudiamoci aspettando che arrivi un nuovo Messia, il salvatore che ci salverà perché non esiste, quindi salviamoci da soli.
“Il modo migliore per evitare che un prigioniero scappi è assicurarsi che non sappia mai di essere in prigione.”
(Fedor Dostoevskij)
“Meglio trascorrere ore e ore affacciati alle sbarre della propria cella, in attesa dell’arrivo del prossimo malcapitato”
Ro, premesso che la cosa avrebbe un peso irrilevante nel merito della questione, se fai un semplice calcolo quelle “ore e ore”, sono …una. Complessivamente.
Ma quel che conta è l’enfatizzazione di un concetto o di una posizione, n’est pas?
Dante,
bellissima e più che condivisibile la citazione di Dostoevskij. Uno dei miei scrittori preferiti, soprattutto per la grande sensibilità che gli ha consentito di comprendere così bene l’essere umano, in tutte le sue sfumature.
Touchee! Con accento mancante!!!
Sì, nel battibeccare conta parecchio la capacità di enfatizzare concetti e posizioni. Magari, anche e soprattutto difetti. Mai, ovviamente, per quanto concerne i temperamenti, n’est pas?
PS: per me una o due ore di passatempo socializzante, perché amo correggere molto quello che scrivo, se e quando scrivo. Per leggere qua e là mi basta meno di mezz’ora, come immagino sia per J.J.Bad e per chi, come lui, preferisce dedicare il suo tempo ad altri interessi.
Che c’entra, il tarello è carismatico nato, non ha bisogno di enfatizzare niente. È come il Re Sole, Baddo XIV, tutto si illumina al suo passaggio. Sfiga vuole che è capitato durante l’eclissi.