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Ragazzo pesantissimo

di atleastbutnotlast

Il mio ragazzo è pesante, pesante da far cadere le braccia. Studente brillante e capacissimo, continuamente gratificato da insegnanti, compagni di università, amici (e ME), non fa altro che lamentarsi.
Dice che non è abbastanza, che potrebbe fare di meglio: e giù con l’umore funesto, coi silenzi interminabili per telefono, con le risposte monosillabiche, col tono piatto, soporifero, indolente.
Io gli voglio bene, ma soprattutto lo stimo. Gli faccio notare come riesca in ogni cosa in cui si cimenti, come spicchi rispetto agli altri, quanto sia intelligente, abile, naturalmente incline al successo.
Gli dico che credo in lui, che le sue insicurezze lasciano il tempo che trovano, che questi sforzi saranno ripagati con mille soddisfazioni. E lo penso veramente.
Ho sempre una parola di conforto, mica buttata lì così per dire. Gli parlo a lungo, anche per ore, e lui sembra capire, alla fine si mostra convinto, come avesse avuto un’epifania, sembra sollevato e mi ringrazia tanto per il sostegno.
Si scusa per le lamentele continue, “figurati, mi fa piacere ascoltarti”. Cerco di non farglielo pesare.
Tempo un giorno e ricomincia l’agonia. Spesso quando usciamo è cupo, silenzioso, imbronciato. Dice che non ha studiato abbastanza quel pomeriggio, a telefono monopolizza l’attenzione, oramai si parla solo della sua università. Quando, parlandone, comincia ad avvilirsi ricominciano i silenzi e i monosillabi, ammutolisce. Alla fine ci salutiamo con un senso di pesantezza da suicidio.
Quindi cerco di consolarlo, di farlo ragionare sul fatto che non abbia proprio niente di cui preoccuparsi, sul fatto che è al passo, che tutti sono molto soddisfatti del suo lavoro, e che io sono orgogliosissima di lui.
Pace per due giorni, e poi di nuovo.
Aggiungo che io sto passando un periodo di inferno per questioni familiari gravi e delicate, lui ne è al corrente, ma io non ne parlo spesso, ho un carattere estremamente chiuso, non mi piace piagnucolare, ma soprattutto far carico agli altri dei miei problemi personali.
Certo mi piacerebbe svagarmi di più, mi piacerebbe che la smettesse di lamentarsi, che si ricordasse che esiste anche altro oltre al suo smisurato egocentrismo, di cui non si rende conto. Mi piacerebbe uscire col mio ragazzo e sentirgli dire “Stasera divertiamoci, non voglio avere orari!” E invece no, l’orologio è il suo fardello, perché sicuramente il giorno dopo ha troppo da studiare e “non ha fatto niente”.
Se glielo faccio notare, mi risponde con tono vagamente offeso “Ok, non fa niente, non ti parlo più dei miei problemi”.
Non vorrei questo, consolarlo e rassicurarlo mi dà gioia. Vorrei che fosse un poco più spensierato, e vorrei esserlo anche io, un poco più spensierata, dato che non ho ancora 22 anni. E invece mi sembra di stare con uno che potrebbe essere mio nonno.

Grazie a tutti.

L'autore, atleastbutnotlast, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore

17 commenti

  • 1
    VETERANO -

    Mi dispiace per te hai trovato un vampiro affetivo. Una persona che da poco e pretende molto. Il mio consiglio e spiegargli sinceramente quello che non ti va come hai fatto in questa lettera e nel caso in cui lui non cambi atteggiamento di cominciare a guardarti intorno. Sei giovane puoi trovare di meglio.

  • 2
    maty7 -

    Sei una ragazza matura e piena di buoni sentimenti, direi che meriti anche tu qualcosa indietro no?? Questo non è un rapporto d’amore. Parla con lui, esponigli chiaramente il tuo malessere, se recepisce e si sforza di rettificare i suoi atteggiamenti, bene, altrimenti lascialo perdere ora, un ragazzo così egocentrico potrebbe svegliarsi una mattina e mollarti così da un giorno all’altro in assenza di validi motivi senza troppi complimenti.

  • 3
    Alastor -

    Bhe domandati se lo ami… perchè già il fatto che stai qui a scrivere e sfogarti vuol dire che non stai bene, e poi fossi il tuo ragazzo mi preoccuperei dato che tu ad inizio lettera hai scritto “lo stimo”, invece di dire lo amo…c’è una differenza assurda, abissale…parlatene ma sul serio,con fermezza,e se c’è possibilità di cambiare drasticamente la situazione e se TU LO AMI non buttate tutto al vento…

  • 4
    Alfonso -

    E che sei una badante?
    E’ il classico caso del tipo che sa di riuscire nelle cose e che vuole perennemente l’ approvazione di chi gli sta intorno!
    Ovviamente non spetta a me stabilire se tutto ciò sia giusto o sbagliato, ci mancherebbe, ma sicuramente non salutare …. decisamente.

    Tu dici che riesce in cio che fa ed è intelligente….probabilmente non abbastanza da capire che la vita alle volte sarebbe meglio prenderla con un pò di spensieratezza.

    Mi raccomando, non adagiatevi l’un l’ altro sui vostri reciproci affetti.

  • 5
    katia -

    cara mia in questa lettera non hai scritto nemmeno una volta ke ami il tuo ragazzo..questa è la prima cosa ke mi è saltata agli okki.

  • 6
    aliiii -

    eeeeeeeeee…..in questo rapporto non esiste alcun problema l’unica cosa che dovresti fare è porti una domanda che è: “cosa aspetto a scaricare sto cervellone pizzoso e vivere come si deve?”

  • 7
    kombo -

    Cosa studia di così pesante il tuo ragazzo?

  • 8
    katy -

    Ciao…

    IO penso che se te cominci la lettera con
    “Il mio ragazzo è pesante, pesante da far cadere le braccia.”

    E chiudi con
    “E mi sembra di stare con uno che potrebbe essere mio nonno”

    hai già trovato la soluzione del problema, solo rileggendo ciò che scrivi.

  • 9
    atleastbutnotlast -

    Intanto grazie a tutti per le risposte.

    Non ho scritto che lo amo perché stiamo insieme da un anno scarso, e personalmente prima di riempirmi la bocca di solennità preferisco consolidare il rapporto. Peraltro ciò che provo, ossia un sentimento molto intenso, lo dimostro coi fatti, giorno per giorno, senza riserve. Al momento non mi servono due parole per sentirmi una fidanzata affettuosa e amorevole.
    Quando me la sentirò lo dirò. Intanto lascio che siano i fatti a parlare per me.

  • 10
    Nick73 -

    CAra ragazza, io intravedo dei problemi :
    uno : tu . . . ami lui ?
    Sei ad un bivio, e la risposta ti puo’ portare a destra piuttosto che a sinistra, e fra le due strade c’e’ l’abisso.
    Alastor (un grande, piu’ volte ho incrociato i suoi commenti), ha detto molto.
    Parlatene, presto e completamente, senza piu’ nessuna mezza misura, non c’e’ altro tempo da perdere, almeno per riuscire a non buttare tutto al vento.
    Scusate l’estremismo, ma io sono cosi’. Almeno ci provo sempre, se no non sarei piu io. Sottolineo ancora il bivio, perche’ se per il tuo ragazo il suo essere cosi’ fatto e’ un fatto “di costruzione”, lui se lo portera’ appresso per sempre : avra’ sempre troppo da lavorare, troppo da sistemare, troppo da prevedere per farsi una posizione, un reddito, poi una casa, poi una reputazione. . . non so se mi sono spiegato : non e’ un problema di oggetti e situazioni, ma un problema del suo avvertire in un certo modo il mondo che lo circonda. MEglio scoprire subito e la situazione e’ recuperabile, oppure no. Se lo e’, recuperabile, sara’ una grande liberazione, per lui stesso ! MA ci vorra’ un sacco di sacrificio da parte tua, cara ragazza, e pure da parte sua. E qua ritorniamo al bivio di cui sopra : lo ami davvero ? Allora tenta il tutto per tutto. Io ne vengo, dall’essere simile al tuo ragazzo, ma parliamo dei miei 18 / 25 anni. Ora, a 38, tutto e’ moooolto diverso, ne sono ampiamente fuori, passato attraverso varie storie e situazioni. . Mi fermo qua solo perche’ il comemnto e’ stretto, eh. Spero di aiutarti in qualche modo, mi rifaro’ vivo, in questa discussione. Ciao.

  • 11
    atleastbutnotlast -

    Alastor: “Lo stimo” e “Lo amo” non sono utilizzati uno in alternativa all’altro. La scelta non è stata casuale.
    Hanno significati completamente diversi: lui è una persona talentuosa, questo me lo fa stimare, mica amare.

    Sul discorso amore ho spiegato sopra, comunque.

  • 12
    atleastbutnotlast -

    Per chi mi ha chiesto il percorso di studi: il mio ragazzo studia al conservatorio. La forma mentis degli studenti suoi colleghi è più o meno la stessa, ma lui è particolarmente perfezionista ed ambizioso.

    Vedo che giustamente avete dato molta importanza a ciò che provo per lui. Diciamo che ci conosciamo da tanti anni, ne abbiamo passate tante, forse troppe, e adesso ho veramente voglia di costruire qualcosa di duraturo. Non so se sia già amore, forse non voglio portarmi sfiga da sola, non voglio illudermi prima del tempo, ma sicuramente lo diventerà presto.

    So che alcuni di voi avranno trovato nella mia lettera un’implicita ma chiara decisione già presa, in realtà io vorrei davvero far decollare questo rapporto che, comunque, POTENZIALMENTE ha le carte in regola per farlo. E ne sono certa.
    E’ che non so come pormi nei suoi confronti, come chiarirgli questa situazione senza che intenda erroneamente che non m’importi delle sue preoccupazioni. Non vorrei neanche che si censurasse qualora avesse voglia di sfogarsi un po’.
    Insomma, sono un po’ confusa sul da farsi.

    @NICK73: Ti va di spiegarmi, se possibile, come sei riuscito a venire fuori da questo ciclo infernale?

    Comunque grazie ancora a tutti!

  • 13
    atleastbutnotlast -

    Voglio aggiungere anche, per amor della verità – e per evitare di far apparire lui un mostro e me una santa – che questo suo approcciarsi in modo “ansioso” e “pesante”, sopperisce ad una mancata spinta motivazionale da parte del padre che si è SEMPRE lamentato di lui, e ad una tiepida accoglienza da parte della madre, dei suoi risultati.

    Questo non per “assolverlo”, perché ribadisco che a volte è veramente insopportabile ed irritante, ma per dire che il problema è radicato.
    E temo una chiacchierata vis-à-vis possa non bastare. A volte sono insofferente e mi viene di evitarlo, ma lui ne soffre e non capisce neanche perché.
    Sono un’imbranata in fatto di rapporti sentimentali…

  • 14
    matteo81 -

    Cambia subito… se ti poni questi dubbi il rapporto è già incrinato.

  • 15
    Lady Malys -

    Cara atleastbutnotlast,
    in che misura questi suoi problemi inficiano il vostro rapporto?
    Oserei dire determinante.
    Ricercherei la causa dei crolli d’autostima in un ossessivo desiderio di riconoscimento verso il suo lavoro e la sua condotta;
    seppur brillante infatti, avverte ugualmente il bisogno di essere costantemente lodato.
    Personalmente ti suggerisco di fargli capire che la tua presenza non è scontata e che se gli interessi, deve fare una scelta e modificare il suo comportamento.
    I problemi non si risolvono senza parlare.
    Se invece non è in grado di cambiare, direi che il problema non si pone e in tal caso ti suggerisco di separartici prima che l’affezione nei suoi confronti maturi in qualcosa di considerevolmente più inestricabile.

    Lady Malys

  • 16
    Nick73 -

    E lo sapevo! E lo sapevo ! La famiglia : la radice di tutto, nel bene e nel male. Assolutamente non voglio “demonizzare” la o le famiglie, eh. Io stesso sono quello che sono grazie alla mia famiglia e a tutto quello che ha fatto e sta fecendo per me. Lui non e’ un mostro e tu non sei una santa. Purtroppo pero’ i fatti sono quelli che hai raccontato tu. Come pensi che lui possa sentirsi, sempre immerso nella situazione con questo padre che si lamenta sempre di lui, e con la madre che, lui : “suona o non suona”, e’ la stessa cosa ? Ha ragione LAdy Malys, una semplice chiacchierata da sola non risolve tutto e subito. Ribadisco ancora una cosa : lui, di tutta questa situazione che stai vivendo, ancora non sa niente ? Se non ne sa niente, e’ il momento di metterlo al corrente, se no che cosa pensi che possa mai decollare ???
    Altra cosa (mai per indagare troppo sia chiaro, raccontaci solo se ti va e nei limiti del discreto) : com’e’ comincata la vostra storia ? Lo domando solo perche’ mi hai fatto un discorso che “addosso a me” non sta per niente in piedi . Cito : “Non so se sia già amore …… ma sicuramente lo diventerà presto”. E ancora : “vorrei davvero far decollare questo rapporto che, comunque, POTENZIALMENTE ha le carte in regola per farlo. E ne sono certa.” Questo che dici mi da’ da pensare . . . Non so se sia gia’ amooore ??? Dopo un anno insieme ? Ma “amore” non fa rima con “motore”! Non e’ come costruire un aeroplano, pianifico tuto, lo monto, lo metto in moto e poi lo faccio decollare. La mia partenza d’amore e’ quando vedo una “tipa”, e mi ritrovo a guardarla in continuazione, quando mi batte il cuore quando solo la sento al telefono, quando ho paura di stringerle la mano quando e’ troppo vicina, e tutto questo qando e’ ancora una sconosciuta o quasi. Non ci si conosce certo in pochi mesi, frequentandosi un po’.
    Nota, eh, non voglio farmi maestro, non potrei mai. Racconto le mie esperienze ed emozioni passate. Tu dici che sei imbranata in campo sentimentale ? Io ti dico che sono il vicerè degli imbranati in quel campo.
    Parlagli, prima inizi, prima finisci ; se c’e’ un problema della coppia, ci vuole la coppia per risolverlo. E soprattutto . . parlarsi, parlarsi, parlarsi… Azzardo un’ipotesi : il tuo ragazzo, non parla granche’ col padre, ne’ tantomeno con la madre. Azzardo… che non ha modo di confidarsi dle tutto ne’ con l’uno ne’ con l’altro.

  • 17
    Nick73 -

    @atleastbutnotlast : non mi ero scordato della tua domanda, e’ solo che non avevo piu’ spazio. Purtroppo non credo di riuscire ad aiutarti. Comunque, ti racconto. Guarda, io non ero esattamente come il tuo ragazzo, nessuno andava pretendendo da me prestazioni pazzesche. I miei studi, tutti regolari. Avevo problemi differenti, che mi sono portato appresso per parecchio. Sempre stato bruttino, attraversata una fase di obesita’, passata poi entro in 18 anni. E non ti dico i problemi in campo sportivo, e con le ragazze. Oggi e’ tutta un’altra storia, ma vedi pure tu, certo, so’ 20 anni dopo ! Non e’ che io da piccolo sapevo di avere certi problemi, poi l’ho capito, poi li ho risolti. Purtroppo non funzionava cosi’. E’ stato tutto il mio vissuto, che mi ha portato a a passare attraverso un sacco di storie cattive, sofferenze sentimentali. Tutte mi hanno sempre dato qualcosa di positivo, spinte a migliorare di continuo, grazie alla mia famiglia, e grazie ad amici meravigliosi, pochi ma buoni. Lo conosci “Robertino”, nel film con Troisi ? Be’, parevo una variante di quello ! Sempre timido, ansioso, e con la fissa di essere insufficiente, di non essere adatto, di non potercela fare, e cose del genere. Non sai il tempo che ci e’ voluto per uscire da tutto questo. Oggi sono un altro. Non e’ che sono diventato un figo pazzesco, eh : la faccia e il fisico quelli sono. Ma la testa e cuore sono nuovi, e le donne se ne accorgono. Lo avvertono. Sai, chi viene da queste situazioni conserva sempre qualche strascico, come pure io stesso. Considera : piloto e costruisco aerei radiocomandati (percio’ la tua metafora del decollare mi e’ piaciuta un sacco…), e sono bravo, me lo dicono e so di esserlo. Eppure sconto ancora quel velo di insicurezze, varie volte mi sono impappinato da solo con l’aereo, col tempo sereno, quando gia’ sapevo di pilotare bene col cattivo tempo e vento forte. E con le donne e’ lo stesso : arriva la tipina bellissima, e vado “nel pallone”, e miimpappino del tutto, non c’e’ niente da fare.

    Lo sai, da tempo volevo scrivere una lettera tutta mia su questo forum, appena posso lo faccio. Intanto tu stessa mi stai dando modo di raccontarmi. Spero tu sia utile. A presto.
    Ultimo : tutta la mia lungaggine e’ per dire : provaci, fino in fondo, se sai davvero che ne vale la pena, e che quella e’ davvero la tua passione. Ci vogliono tutte e due le cose. A me se manca la passione, mi si spegne il motore.
    Ultimissimo : conta moltissimo quello che provi tu, ma altrettanto conta quello che prova lui. Ne potemmo parlare ? E’ pur vero che il rapporto, cosi’ come sta viaggiando adesso, non puo’ andare avanti.

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