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Periodi bui

di tennenbaum

Ciao a tutti.
Capita spesso nella vita di vivere dei periodi bui, per un motivo o per un altro, e a volte sembrano non finire mai. Quello che sto passando non è certo il primo (e dubito sarà l’ultimo) periodo non proprio roseo della mia esistenza. Ho sentito varie volte di persone che hanno passato momenti negativi per periodi parecchio lunghi, anche diversi anni. Quello che mi domando è: come si fa ad andare avanti? E come si fa a superarli?

Premetto che sono assolutamente consapevole che c’è gente, e pure parecchia, che sta peggio di me. Però ovviamente ognuno vive la propria vita e sa se si sente felice oppure no, pur non essendo al primo o all’ultimo posto nella classifica mondiale delle persone più fortunate.
Se dovessi definire questo mio periodo direi una “fase di transizione”: sto per cambiare città per ragioni di studio, anche se per almeno due mesi sarò in un “limbo” tra triennale e specialistica e quindi relativamente isolato da entrambe. Collegato a questo c’è il cambio di amicizie: ammesso e non concesso che ne troverò di nuove, quelle che ho fatto in questi anni si stanno perdendo e sono comunque destinate a perdersi. Per certi versi mi viene da dire “poco male”, perché non incarnano certo l’amicizia ideale e spesso le persone in questione si sono dimostrate degne solamente di essere compagni di bevute e poco più, non di rado deludendomi con comportamente anche apertamente poco amichevoli o poco meritevoli di fiducia e stima. Insomma per certi versi non una gran perdita, ma anche quando perdi pochi spiccioli e non hai molto altro in tasca allora ti capita di pensare che erano meglio di niente, pur sapendo che al massimo con quelli arrivavi a prenderti un caffé al distributore automatico.
Poi pure con la mia famiglia non va granché bene, come avevo scritto nella mia altra lettera.
A questo aggiungerei che da qualche mese sono tornato single, perdendo così la parte più bella della mia vita degli ultimi due anni e mezzo, anche se ci tengo a precisare che non mi sono fatto abbattere da questo lutto.

Sono piuttosto convinto, anche prescindendo dall’umore del periodo, che in generale la vita sia abbastanza uno schifo, e sono soprattutto i rapporti umani a darmi quest’idea. Devo dire che non so più di chi fidarmi: un po’ come in quei thriller psicologici in cui l’unica verità è che “puoi fidarti solo di te stesso”. Il fatto è che penso che con il passare del tempo la situazione non migliorerà, anzi sarà sempre peggio: più si va avanti più è dura stringere solide amicizie e genuine, e mi sa che io mi ritroverò, volente o soprattutto nolente, ad assecondare la mia indole di solitario. Per certi versi mi sta anche bene, quando mi guardo attorno e vedo che gente c’è in giro. Però, pur restando ferma la sfiducia di cui sopra, so pure che di gente che merita (dal mio punto di vista) ce n’è. Purtroppo riuscire a costruire qualcosa è difficile, e qualcosa di duraturo è estremamente difficile.

Dopo aver messo una in fila all’altra queste tediose parole, ci terrei a sentire le vostre opinione, sia su quello che avete letto, se credete, sia soprattutto sulle vostre esperienze di vita e di “periodi bui”.

Lettera pubblicata il 28 Settembre 2010. L'autore ha condiviso 3 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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Categorie: - Me stesso

La lettera ha ricevuto finora 3 commenti

  1. 1
    Aria85 -

    Ciao Tennenbaum!
    Diciamo che hai un po’ ragione…se uno si guarda intorno nota sempre di più un certa carenza dell’essere e si diventa sempre più sfiduciati.
    Ma,come giustamente scrivi,qualcuno,qualcosa per cui valga la pena di vivere c’è…tutto sta ad avere la pazienza di cercarlo,la capacità di vederlo,il coraggio di fare.
    I periodi bui ci sono,i guai anche,ciascuno i suoi,e non ce n’è mai uno che valga più di un altro,perchè ciascuno è unico come colui che se ne fa carico.
    Non esiste una ricetta della felicità,ne una per l’amore eterno,o la famiglia perfetta o altro.
    Come un fascio di luce ognuno di noi si proietta in avanti e si spinge più in la che può e rompe il buio intorno spesso in modo così semplice e naturale che non si accorge nemmeno della fatica che fa. Ma quando il buio sembra diventare troppo denso,si comincia a percepire la stanchezza e tutto sembra improvvisamente difficile.
    Allora fermati un attimo a riposare.Come uno scalatore sulla via della vetta più alta.Fermati a prendere fiato,presta più attenzione a te stesso,fai quel che ti piace e ti fa star bene,anche piccole cose,guardati intorno e sorprenditi di cose che non avevi mai notato,cambia prospettiva di fronte a ciò che credi di conoscere molto bene e scoprirai che ci sono sfumature di cui non ti eri mai accorto prima.
    Presto ti troverai ad essere di nuovo proiettato a gran velocità a dispetto del buio e probabilmente sarai più luminoso di prima.

  2. 2
    tennenbaum -

    Caspita Aria85, che parole!
    Devo dire che è uno dei commenti più belli che mi è capitato di leggere su questo sito, davvero (tanto più che sono uno “di gusti difficili”).
    A volte uno che parla dei propri problemi si aspetta che gli altri, che magari hanno passato le stesse cose, gli dessero la soluzione. Ma quasi mai questo accade perché proprio non è materialmente possibile: la ricetta, come dici tu, non c’è. Forse quel che resta da fare in questi casi è osservare: la realtà, fuori da sé e dentro di sé, magari da una nuova e fino ad allora impensata prospettiva aperta proprio dal “periodaccio” o dagli eventi che l’hanno provocato. Quindi ti ringrazio molto per il tuo consiglio, che già da vari mesi ho iniziato a seguire, quasi in automatico (sono gli eventi a volte che ti costringono a rivedere chi sei e quali sono le tue priorità), in un’osservazione che non accenna ad arrestarsi. Chissà, forse è pure un bene…

  3. 3
    Aria85 -

    Felice di averti fatto sorridere…e che tu,ringraziandomi,abbia fatto sorridere me.
    A presto.

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