Mi confido
di
Steso
Riferimento alla lettera:
Salve a tutti, da anni penso di scrivere qui, di raccontarmi, di sfogarmi ma ogni volta rimando. Sono un uomo di mezza età, ormai, psicologicamente arrivato alla frutta. Non mi sono mai confidato con nessuno, non ho mai avuto una storia ne di amicizia ne d'amore. Ho un padre e...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 25 Agosto 2025
L'autore, Steso, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Me Stesso

Ma la cassa è ovviamente metaforica Cogito, la morte fisica non la si augura a nessuno dei laddiani, anche perchè sennò come ci si diverte senza certi soggetti. Che appunto, vengono identificati per la riproposizione degli stessi temi e con lo stesso stile.
Nun chiagne Golemuccio.
Ma liberati dalle tue ossessioni e dalle tue dipendenze, che ti frustrano solamente.
Per il tuo bene.
Chiagnere? Ma se ho chiuso il commento ricordando che coi tipi come te mi diverto. Tu fai ridere Bacchy.
Poco prima ti incazzi e mi chiedi di sparire e menate varie da chiusura di vena, e poi dici di ridere e che ti diverti.
Credibilissimo e pure rincoglionito. 🤣
E allora chiagni e menti pure, che ti devo dire. Continua a dimostrare che ti sei fottuto il cervello, questo si fa ridere! 🤣
Mi hanno segato la risposta Bacchy, forse puoi immaginare il perché.
Però, si, hai ragione, mi pento di averti invitato ad annattene. Quindi è con sincero piacere che ti confermo che, dopo un rapido sondaggio in privato, si è deciso che ti vogliamo qui, nel nostro vilLaDggio. Perchè?
Perchè in ogni villaggio c’è sempre uno come te, e per questo, solo per questo, tu non puoi andartene.
Ciavo, tarello.
E viaaaaa, il nostro pollastro ossessivo è estremamente convinto di farla sempre franca. 🤣🤣🤣
Avanti così di balle e paraculate, senza ritegno, forza!
Verso l’infinito e oltre…..
Steso,
se ancora leggi, voglio esprimerti ammirazione per i risultati che hai raggiunto. Non sono poca cosa, se si valutano le “dotazioni” che ti sono state date alla partenza.
Due sole considerazioni: 1) se nel rapporto con tua madre non sei riuscito a superare l’inconscio senso di colpa per il peggioramento di salute che puoi averle involontariamente causato mentre ti partoriva, è difficile che potessi provare emozioni alla sua morte.
2) Benché non meno doloroso per i diretti interessati, è abbastanza comune che gli ultimi nati non beneficino della stessa accoglienza riservata ai fratelli o alle sorelle più grandi.
Qualche suggerimento, che magari già hai ricevuto: cercati una passione (va bene una qualsiasi); di tanto in tanto fatti un piccolo regalo (un dolcetto speciale, un capo d’abbigliamento o una cosetta per la tua stanza) e, se ti va, frequenta la più vicina biblioteca (i libri, di qualsiasi genere, sono spesso i migliori amici).
Auguri di bene, con un abbraccio.