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In crisi…

di MisterDi

Salve a tutti!
Questo è il mio secondo post, il primo l’ho scritto qualche tempo fa e ringrazio davvero di cuore tutti quelli che mi hanno scritto.
Purtroppo non sono molto pratico ed è per questo che ho scritto un nuovo post e non ho aggiunto altro a quello precedente. E mi scuso anche di questo.
Scrivo perché sono di nuovo in crisi.
Mi faccio schifo, non mi sopporto, in alcune situazioni non vorrei essere così.
Questa volta però vi racconto qualcosa di me.
Sono un ragazzo di 28 anni semplice, timido ed insicuro, ma, in certi casi simpatico affettuoso e generoso mentre in altri asociale triste solitario ed inaffidabile.
Il mio cambiamento è dovuto, credo alla paura, al “terrore” di affrontare certe situazioni.
Sono una persona su cui si può contare se si ha bisogno di una mano non mi tiro indietro anche a costo di sacrificare me stesso. E questo lo faccio con molto piacere, aiutare gli altri mi da forza. Però un po’ per la timidezza e un po’ per vergogna aiuto solo la mia famiglia o i miei amici più cari. In sostanza mi piacerebbe fare un lavoro con il quale poter aiutare gli altri, ma non ho il coraggio.
I miei problemi iniziano quando mi devo occupare delle questioni personali.
E qui divento una persona che fa di tutto per uscire dalla realtà, evito, rimando, mento a me e agli altri per non sentire le preoccupazioni, che poi quando ciclicamente ritornano mi mettono in crisi e non fanno altro che aumentare i miei sensi di colpa.
Le mie depressioni prendono tutte il via da i notevoli problemi avuti prima a scuola e poi all’università.
A 15 anni ebbi la mia prima depressione e fu devastante per la mia già precaria autostima.
Un anno infernale, a scuola ero diventato la “vittima” dei bulli della mia classe. Nessuna violenza fisica, ma giorno dopo giorno, 5 ore al giorno prese in giro continue, sfottò, derisioni ecc.
Andavo a scuola con la paura di queste persone, ero solo, aspettavo che iniziassero e speravo che suonasse presto quella maledetta campanella delle 13. Subivo passivamente anche perché ero da solo contro 3 che però diventavano 20 22 perché anche gli altri a volte si univano. I professori vedevano e non mi aiutavano. Ad i miei non dissi nulla perché mi vergognarono. Poi capirono. Quel periodo mi ha devastato, sono passati anni. ma io ho sempre paura di diventare di nuovo vittima, benché non sono più il quattrocchi, con i denti da coniglio ecc ecc.
Cambiai scuola e finii fortunatamente il liceo.
All’università però dopo un primo momento di euforia, la crisi tornò. È durata più di un anno, non so neanche più quanto, ricordo solo i continui litigi con i miei, laureati entrambi, la vergogna e i sensi di colpa, la tristezza, e le innumerevoli bugie dette ai miei (cosa che non avevo mai fatto prima) insomma l’università era diventata un vero incubo, che fatico a ricordare.
Non riuscivo a stare in un’aula, mi sentivo mille occhi addosso, avevo paura di essere giudicato, nel periodo più nero non riuscivo neanche ad oltrepassare il cancello d’entrata dell’università.
Sono stato 2 anni in terapia ma l’unico giovamento che avevo è che quando stavo dal medico mi sentivo tranquillo, poi però dovevo tornare a casa…
La soluzione si trovò anche questa volta con un cambio di facoltà ed università e fortunatamente nei tempi “stabiliti” ho concluso tutti gli esami.
Ho anche iniziato a lavorare part-time.
Il problema però si ripropone ora. La tesi e la seduta di laurea.
Ho finito gli esami da maggio ma appena inizio a scrivere qualcosa per la tesi o a pensare minimamente al giorno della mia seduta mi sento male. Non riesco a fare a meno di entrare in crisi ogni volta ci penso.
Ho paura! ma è possibile alla mia età???? sono un bambino! mi odio!
Le motivazioni per finire ci sono e sono anche valide. Ma la voglia mi manca del tutto. Con la mia famiglia in questi casi mi comporto sempre alla stessa maniera: non dico nulla. Credo tanto in loro e non vorrei mai deluderli ma continuo a farlo. In questo periodo mi sono allontano dai miei amici “storici” che per me sono una seconda famiglia, sono completamente solo, esco perfino la sera da solo. Di compagnie femminili neanche l’ombra (ho troppa poca stima di me per avere una ragazza). Non è che soffro la solitudine perché comunque sono abituato a star da solo (anche se forse proprio questo è il problema) ma non so proprio a chi chiedere aiuto. A 15 anni mi aiutò la fede, a 20-24 una combinazione tra me stesso, gli amici, la mia famiglia e il medico, ed ora? mi vergogno di chiedere aiuto, odio farmi vedere così triste, ma non riesco a reagire. Se però mi dedico al mio lavoro, o ad aiutare mia nonna invalida, o a far semplici piaceri ai miei ci metto tanta voglia ed impegno. È l’università che mi toglie tutto. mi da solo sensi di colpa e tristezza che mi allontanano dal mondo esterno.
Chiedo scusa per la lunghezza della lettera e per il mio linguaggio poco chiaro, ho scritto tutto di getto con il cuore, più che con la testa, come è accaduto anche a qualcuno di voi.
Spero che qualcuno mi stia vicino. Perdonate il mio sfogo.
Grazie anticipatamente a tutti voi.
Pace, amore ed empatia.
MisterDi.

Lettera pubblicata il 16 Novembre 2009. L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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Categorie: - Me stesso

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