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Il suicidio

di beppino
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14.953 commenti

Pagine: 1 949 950 951 952 953 1.496

  • 9501
    daybyday70 -

    @Tracy,
    dove ho scritto “dio non esiste?” Che sono felice perché non esiste nulla? E che, dulcis in fundo, noi siamo semplici caccole destinate a morire ed a scomparire?
    Stavo semplicemente rispondendo a soluzione, che mi pare un “tantinello” esaltato nelle sue esternazioni, basta leggere il suo post 9498… post che io avrei chiuso con un bel…..brrrruuuummble!!!…wooooshhhhh…ma torniamo a noi. Anche se qui si parla di suicidio e rischio di andare fuori tema, urge una precisazione da parte mia, dal momento che, a quanto pare ti ho ferito. Io sono credente, tracy…certo non credo nel dio cattolico, dio che, a detta della chiesa, fa nascere le persone nelle più disparate situazioni “per puro caso”, per poi giudicarle con un unico metro di giudizio e quindi premiarle o “condannarle” per l’eternità. Un dio che si diverte a terrorizzare le persone (…hai letto il post 9498 di soluzione? Che ti ha trasmesso? A me un bel pentitevi!!! Se no @@@@@@@…), un dio che accoglie in paradiso i “credenti” cattolici, naturalmente, anche se manigoldi mafiosi ladri assassini stupratori, purchè pentiti, meglio ancora dopo una bella confessione resa ad un suo ministro, e condanna alle fiamme eterne dell’inferno tutti gli altri perché musulmani e quant’altro.
    Tracy, non so a te, ma a me questo dio mi ha sempre fatto paura e, ad un certo punto, mi ha fatto incazzare, tanto da spingermi a cercarlo per conto mio…
    vuoi sapere il mio pensiero riguardo a dio? Secondo me esiste, ma è lontano anni luce dal tizio di cui sopra, che tutto è tranne che buono e misericordioso. Esiste (…secondo me, naturalmente…) una vita dopo la morte ed esiste un’evoluzione che riguarda tutti noi, ciò spiegherebbe la coesistenza di persone di diverso livello(…di coscienza, non di istruzione…). Questa vita è una sorta di scuola che serve a fare le esperienze necessarie alla nostra “ascesa”, diciamo così e semplificando al massimo, naturalmente. Mai pensato di essere una caccola destinata a perdersi nel nulla…
    tuttavia la fede è frutto di un cammino personale, l’ho detto e lo ribadisco. Il viaggio da compiere è interiore; ognuno poi si regola come vuole e decide di conseguenza…io 300 sacchi preferisco investirli diversamente, anche nella nutella, non di certo in un viaggio a medjugorie. La fede, infine, non può essere estorta con le minacce…
    …ricordati che devi morire!!! …mo..ooooo…me lo segno!
    Per concludere io non ho mai riso delle sciagure di chicchessia, dal momento che ne ho di mie piuttosto serie…sono nato con un handicap alla vista che esteticamente non si nota, ma mi ha letteralmente segato le gambe dal punto di vista lavorativo, precludendomi occupazioni a me congeniali…sono attualmente disoccupato ed assisto una madre malata di tumore e con problemi psichici, tanto per citarne alcune delle sciagure che riguardano la mia persona…può bastare? Penso di si…come vedi cara tracy, non sei la sola a soffrire…

  • 9502
    ele -

    Eme, alzo la mano.
    altro che caduta di stile……

  • 9503
    Eme -

    Facciamo passi da giganti :-), un altro paio di considerazioni portate a casa.
    Meno 94 all’obbiettivo.
    Per quanto riguarda la spartizione degli introiti non ci sono problemi. Anzi sono lusingata. Vede Professore sono abituata a vestire i panni della “fregata” per buonismo esasperato (strabordante nell’idiozia, lo ammetto con serenità). Sarà per questo che verso nella medesima sorte “senza quattrini” pur senza essere in aspettativa. Nessun vittimismo, per carità. Ironizzo di continuo sulla mia capacità di essere abbelinata, ingenua, un po’ idiota come pochi…..
    L’accostamento della parola “minchiata” a depressione, suicidio, crisi esistenziale è frutto di mera lettura. Nella fattispecie la lettura di questi inciso:”…. non sta qui a scassare la min.... parlando di suicidio, depressione e minchiate simili” .
    Io stessa ho rilevato l’assurdo di questa frase. Infatti l’ho invitata a circostanziarla in virtù delle sue competenze mediche e della sua esperienza in materia.
    Questo a vantaggio di tutti. Un invito al dialogo, insomma.
    Che c’è di delirante nell’invitare al dialogo?
    Che c’è di delirante nell’invitare uno psichiatra a parlare di depressione e suicidio in un forum dedicato al suicidio?
    Mi pare di capire che lei sia scettico su un punto ben preciso: chi ha talmente tanta forza da parlare continuamente di depressione e suicido in un forum difficilmente arriverà a compiere questo gesto estremo.
    Tutto ciò potrebbe essere la regola (ignoro le statistiche in materia quindi non ho elementi per dissentire tantomeno per polemizzare). Purtroppo sono a conoscenza di alcune eccezioni che smentirebbero la regola se di regola si trattasse.
    Eccezioni proprio qui, su questo forum.
    Persone che hanno scritto e poi, un brutto giorno, hanno smesso di parlare e hanno realizzato.
    Il ricordo di queste persone mi impedisce di generalizzare e di pensare: ecco il solito che grida “mi ammazzo” a vanvera.
    Senza contare i casi di quelli che leggono ma non scrivono. Che sono qui, in mezzo a noi, ma noi non lo sappiamo. Lei, forse, non ne è al corrente ma ogni tanto, qui “arrivano” parenti, amici addolorati per la perdita di un proprio caro morto suicida.
    Approdano qui analizzando la cronologia del pc alla ricerca di ciò di cui non si sono accorti o che hanno sottovalutato quando il caro era ancora in vita. Chiedono informazioni….. ma nessuno gliele sa fornire perchè il suicida leggeva senza scrivere nulla. Persone che leggevano senza scrivere e che sono morte. Suicidio.
    Mi e Le domando: un dialogo, un confronto delle proprie esperienze, le delucidazioni di un professionista del settore potrebbero essere utili anche se non risolutive?
    Sto delirando? Dov’è il delirio? Dov’è il tentativo di rissa? Francamente non capisco e, se permette, soprassiedo.

  • 9504
    Eme -

    Quando finisce la (mi consenta la volgarità) “sega mentale” e quando comincia il disagio? Quali sono i sintomi di cui preoccuparsi e di cui occuparsi? Cos’è che ci fa capire che stiamo avendo a che fare con uno starnazzatore di disagi immaginari e non con uno che, magari, di punto in bianco spalanca la finestra e si lancia di sotto?
    Ho posto la mia domanda, ho fatto la mia proposta di dialogo su un tema pertinente alla lettera. Sono stata pacata e, credo, garbata in quanto non interessata (in questo caso) né alla lite né alla polemica forzata.
    Però non posso estorcerle né esperienza nè competenza. Veda lei se rispondere o meno.
    Termino la scenetta del “Lei”, “Professore” e compagnia cantando riprendendo uno stile che mi è più comodo.
    Caro Vento Libero, in passato ho avuto più conforto da certi abbracci virtuali che dagli abbracci “fisici” di chi stringe forte forte e, intanto, pianta il coltello nella schiena oppure lascia andare all’improvviso infischiandosene del tuo essere caduto malamente a terra. E’ ovvio che un abbraccio, un bacio, un ti voglio bene non guarisce, non garantisce la salute, non riempie il portafogli, non da lavoro, non riempie il vuoto di una perdita.
    Ed è normale che qualcuno possa essere infastidito da un “ti voglio bene” scritto da un nick senza volto ad un nick senza volto che, chi lo sa….se lo incrociassimo sull’autobus, ci starebbe visivamente sulle scatole.
    Ma credo che un leggero fastidio virtuale sia ben poca cosa e non meriti polemiche.
    Buon proseguimento di giornata.

  • 9505
    ventolibero -

    …non sto qui a scassare … parlando di suicidio, depressione e mi….ate simili…
    Benissimo, partiamo proprio da queste parole, perché il ‘delirio’ si lega a queste e non si estende ad altro. Delirio, ovviamente, tanto per dire, cioè per far presente che quelle parole sono state interpretate dandole un significato che non volevano esprimere, che è questo: io, proferendole, intendevo solo dire, riferendomi a me e non ad altri, che pur vivendo i problemi che vivo e affronto, e ognuno ha i suoi, non vengo a dire ‘mi ammazzo’, ‘non ce la faccio più’ e via con concetti simili. Lo facevo in risposta all’amico ‘risolutore’, e non sono da intendersi nell’ordine di un discorso in generale, ma limitato alla mia persona e alla mia storia, tutto qui.
    Ora spero che almeno su questo punto tutto sia chiaro, veniamo al resto. Ognuno è padronissimo di scrivere, esprimere e fare quello che meglio crede, ma dici bene sul mio scetticismo. Sbaglierò, sarò nel giusto, ma questo penso.
    Tu scrivi:
    ‘Mi pare di capire che lei sia scettico su un punto ben preciso: chi ha talmente tanta forza da parlare continuamente di depressione e suicido in un forum difficilmente arriverà a compiere questo gesto estremo.
    Tutto ciò potrebbe essere la regola (ignoro le statistiche in materia quindi non ho elementi per dissentire tantomeno per polemizzare). Purtroppo sono a conoscenza di alcune eccezioni che smentirebbero la regola se di regola si trattasse.
    Eccezioni proprio qui, su questo forum.
    Persone che hanno scritto e poi, un brutto giorno, hanno smesso di parlare e hanno realizzato.
    Il ricordo di queste persone mi impedisce di generalizzare e di pensare: ecco il solito che grida “mi ammazzo” a vanvera.
    Senza contare i casi di quelli che leggono ma non scrivono. Che sono qui, in mezzo a noi, ma noi non lo sappiamo. Lei, forse, non ne è al corrente ma ogni tanto, qui “arrivano” parenti, amici addolorati per la perdita di un proprio caro morto suicida.
    Approdano qui analizzando la cronologia del pc alla ricerca di ciò di cui non si sono accorti o che hanno sottovalutato quando il caro era ancora in vita. Chiedono informazioni….. ma nessuno gliele sa fornire perché il suicida leggeva senza scrivere nulla. Persone che leggevano senza scrivere e che sono morte. Suicidio.’
    Io questo posso dire: se conosci direttamente, realmente, casi di questo genere bene, non dico parola in merito perché sarebbe indegno, occorrerebbe solo tacere a mio avviso. Diversamente però, se è solo una considerazione, del tutto rispettabile beninteso, in base alla dinamica di come si è sviluppata questa lettera coi vari commenti che negli anni ne hanno portata avanti la discussione, allora io ti chiedo: tu ci credi veramente?
    Qualsiasi risposta vorrai darmi io la rispetterò, tuttavia rimarrei perplesso e scettico se mi dicessi in modo perentorio di crederci.

  • 9506
    ventolibero -

    Si potrebbe, dico potrebbe, anche prendere in considerazione l’eventualità che alcune persone, facendosi scudo dell’anonimato e beffe del tema drammatico di cui si discute nonché del grido di aiuto di qualcuno che è intervenuto, faccia della commedia, agisca nel modo come tu hai descritto giusto per fare qualcosa, per darsi un impegno durante la giornata, non credi?
    Entrambe le ipotesi sono aperte, io non pretendo assolutamente di dire che il mio scetticismo e le mie considerazioni siano le sole vere e le più giuste, sennò in nulla mi differenzierei da certi fanatici ‘credenti’ che come scopo supremo nella vita hanno solo quello di imporre la loro verità e le loro soluzioni.
    Il mio è solo un invito a guardare le cose sotto ogni aspetto, considerando tutte le eventualità possibili, a 360° insomma.
    Poi ovvio, coloro sinceramente in difficoltà che dicono ‘mi ammazzo’ su internet o da qualsiasi parte anche nella vita reale, esprimono un disagio profondo, un malessere lacerante certo, non mi sembra di aver mai sottovalutato questo. Tuttavia ripeto, sono malesseri da percepire e partecipare, per quanto ci è possibile fare, e sono felice che, come tu dici, alle volte capita di sentirsi più compresi e accolti da un abbraccio virtuale che non da chi si lascia andare a certe teatralità reali ormai d’obbligo nei rapporti umani.
    Felice, beninteso, se in una fase di malessere e abbattimento, un semplice ‘ti abbraccio’ e un dialogo virtuale che ne è scaturito ne anno in qualche modo attutito l’intensità, quantomeno parlandone su un forum ci si confronta e comunque si parla, ci si esprime, ci incazza, all’occorrenza ci si manda anche affan…
    Dispiaciuto tuttavia perché questo sentirsi più capiti nel virtuale che non nella vita di tutti i giorni, penso corrobori in tutti noi, nessuno escluso, che stiamo vivendo tempi di avidità e aridità che quasi non lasciano più spazio ad alcuna speranza.
    E tra l’altro sai, è proprio questa sensazione che sta portando al proliferare di fenomeni beceri come le ‘psicoterapie online’, le consulenze psicologiche, addirittura psichiatriche, in rete ecc..col disagio psichico è troppo facile fare questo!
    Ora non posso andare avanti, lo spazio è quello che è, ma se voi possiamo continuare a parlarne…ma per favore, non facciamo risse perché davvero non è il caso. E questo è un monito prima di tutto per me stesso, che in passato non mi sono certo tirato indietro. Poi sai, ho ottenuto l’esatto opposto di quanto hai ottenuto tu quando affermi di aver sentito conforto da un ‘ti abbraccio’: io mi sentivo stremato!
    Buona serata!

  • 9507
    aurora26 -

    Cara soluzione,

    Ti ringrazio per le righe spese nei miei confronti: io ci credo nella Madonna!!!Ma è proprio perché ci credo che penso di non essere degna di meritare un solo miracolo …
    Dopotutto c’è chi sta in una situazione peggiore della mia e anch’io penso che il miracolo lo possa fare solo io .

  • 9508
    bru' -

    la mia nina è andata in cielo, il mio cuore anche se ormai vuoto non ha più spazio, non cerco la fine ma spero che tutto ciò finisca presto.

  • 9509
    Beppino -

    ” Non arrenderti mai. Non arrenderti mai. Mai, mai, mai: in niente, grande o piccolo, importante o insignificante. Non arrenderti mai, se non di fronte ai tuoi principi o al buon senso. Non cedere mai davanti alla forza. Non cedere mai davanti all’apparente superiorità schiacciante del nemico. ”

    Beppino della Lettera n°1. Ultimo messaggio.

  • 9510
    Eme -

    Le risse, ora, stremano anche me. Cerco di impegnarmi per evitare di provocarle e di finirci dentro. Non sempre ci riesco ma spesso si. C’è stato un periodo in cui sguazzare nelle risse verbali mi riempiva di insana rabbia che utilizzavo come carburante. Ma quel periodo è passato e spero non torni mai più. Resta l’impossibilità di sottrarmi alla polemica. Ma non sempre giungo a sentenza e non mi sposto più da lì come se fossi un bonzo di bronzo inamovibile (la caparbia lotta ad oltranza e a testa bassa senza possibilità di dialogo la riservo ai predicatori………per motivi personali).
    Hai scritto una frase che mi ha urtato. L’hai precisata. Per me è tutto ok. Fine della polemica 🙂
    Anche io, come te, sono aperta a tutte le ipotesi.
    So che qualcuno parla di suicidio 16 ore su 24 salvo poi farsela sotto all’idea che la Signora con la falce circoli a meno di 10.000 km di distanza (quelli dello stampo “Dottore ho starnutito ad agosto….sarò malato di tisi? Quanto tempo mi rimane? Ahhhhh me misero, me tapino).
    So che qualcuno inscena suicidi on line e poi se ne vive tranquillo alla faccia di chi, magari, si sente in colpa per aver detto X o non aver fatto Y.
    So che qualcuno si gonfia come un pavone all’idea di poter sciorinare l’elenco di psicofarmaci che assume/assumerebbe . Una mia conoscente, avvocato (con suv, mercedes, villa vista mare, compagno devotissimo, genitori straricchi, sala d’attesa piena e salute fisica al top per sua ammissione) impila le scatole vuote di psicofarmaci, ansiolitici, farmaci antipanico dove i suoi colleghi impilano codici e libri di diritto. Alla domanda “come stai” lei parla di stress, panico, depressione come altri parlano dell’alluce dolorante causa cambiamento del clima. Poi gira per locali riservati alla crema della società, riempie di fregnacce il suo profilo di facebook, va in ferie otto volte l’anno e, ogni volta, mi riempie la casella di posta con trecento foto in cui se la ride a 80 denti……e mi fa una superpippa di veri e propri cazzeggi mentali ogni volta in cui ci incrociamo al punto che, a volte, mi devo trattenere dal prenderla a calci.
    So, però, di almeno due morti (ampiamente annunciate) certe. Un nick ed una persona conosciuta.
    Non so in che misura io sia in grado di essere “toccata” più dall’eccezione che dalla regola.
    Ma quei due casi mi balzano in mente ogni volta in cui mi verrebbe da scrivere “ma va là…. beccati un po’ di palate di m….. vera dalla vita, che poi vedi come ti passano tutte le fisime”.
    Insomma….nel dubbio prendo tutto per buono. Anche perché non ho competenza tecnica in materia, lo ammetto, per distinguere un vittimista da un sofferente (salvo casi eclatanti di vittimismo ad oltranza). Ho la mia esperienza e la consapevolezza che non può valere per tutti.
    Ogni tanto mi allontano dai forum in cui scrivo perché sento di non poter reggere al malessere altrui e mi sposto. Forse è salvaguardia, forse è codardia.

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