Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Beppino ciao,
come ti capisco! anche io penso ogni momento al suicidio! sono stufa, stufa! Ho 44 anni e da 44 anni che piango e dico…”domani sarà meglio”! Il risultato che ogni anno è peggio!
Ci sono anime, purtroppo, che devono vivere così!
Forse la fine…è l’inizio di un’altra vita migliore di questa!
Baci a tutti
Ciao Barbara,
Io penso che la vita non è sempre fatta di cose piacevoli…Anzi, non lo penso: è logico.
Siccome sono in depressione, in questi mesi…mi riposo e evito al massimo di stancarmi i nervi.
Credo che la felicità non si trovi nel materialismo, cioé, nel denaro, nella società di consumo, ecc…ma piuttosto nelle cose più autentiche, che portano in sé una traccia dell’Assoluto: la natura, ad esempio, nonché la musica…gli animali…delle cose che ti portano verso un’altra dimensione, e trascendono la crudeltà della realtà.
Io adesso vivo così: altrove, in contraddizione con i valori della società, sapendo che la felicità, si trova spesso nelle cose piccole…e semplici.
Non significa che la mia vita sia una vita da sogno…No, a giugno ho tentato il suicidio, ma questo shock mi ha insegnato tante cose.
Cioé che finché ci saranno uccelli nel cielo, fiori nei prati…cieli azzurri…sole che brilla…varrà la pena vivere.
La vita pare troppo lunga quando si soffre…ma quando si pensa così, significa che si è depressi, e ci vogliono delle medicine, uno psichiatra…e a volte l’ospedale per essere curati e guarire.
Coraggio a te, stai su con la vita…
A presto!
Vela
Ciao e grazie per la tua risposta! Si, farcela è possibile e tutti possono riuscirci!
Riguardo a me stesso non ho più nè ansia nè attacchi di panico da tre anni, mentre prima era una costante. Ho imparato a vedere ogni lato delle cose, mentre prima riuscivo a vedere soprattutto quello negativo e mi aggrappavo al positivo come ad un salvagente appena si presentava, provando sensazioni paradisiache. Solo che appena le cose andavano peggio sprofondavo di nuovo, non essendo capace di gestire le perdite.
Ho imparato ad imparare dai fatti della vita e ho scoperto che la vita è una scuola incredibile! Ho imparato che ci sono talmente tante cose da sapere e capire a questo mondo e di questo mondo, della vita, dell’universo, della natura, delle persone, che non può esserci il tempo di stare male e neppure quello di annoiarsi! Non voglio dirti di essere immune dal dolore al cento per cento, sono pur sempre umano e non una macchina, ma lo elaboro diversamente da prima e molto più in fretta (anzi, prima non riuscivo ad elaborarlo proprio e me lo trascinavo per anni). Ho sperimentato questa cosa anche quest’anno, dopo la scomparsa di mio papà. Ho imparato anche a darmi i miei tempi, concedendomi di staccare la spina se necessario a elaborare qualcosa, a perdonarmi e a perdonare. Lasciando andare la rabbia qualunque dolore si dissolve e e si può imparare dai propri errori e da quelli degli altri, non per criticarli, ma per non ripeterli. Ho imparato che saper ammettere di avere torto è un’occasione per crescere e stare ancor meglio, e che se un modo di essere non funziona, significa che è da cambiare, e tante altre cose che continuo ad apprendere!
Abbraccio!
Patty
Mi dispiace molto che tu abbia perso più di una persona in questo modo, so bene com’è. Il mio amico era un mix tra i tuoi amici e la tua amica. Da una parte appariva pieno di vita, sempre allegro e di compagnia, il classico casinista, ma al tempo stesso era duro, cioè rigido, ipercritico, chiuso nei suoi schemi mentali, così come è stato rigido nella sua decisione finale. Ha iniziato ad isolarsi, ad allontanarsi da tutti, tentando anche di curarsi e facendo sedute di psicoterapia, ma le sedute e i farmaci non bastano se non sei tu a voler abbattere i tuoi muri. Il dover apparire per forza come gli altri si aspettano che tu sia è la cosa più pericolosa del mondo, perchè ti toglie la possibilità di scegliere. E quel che è peggio, ce la togliamo da soli!
Abbraccio anche a te!
Barbara (e Beppino)
Non non conosco la tua storia, ma il primo consiglio che vorrei darti è di provare a cambiare la tua affermazione. Se dici “domani andrà meglio” sforzandoti di stare bene ed, infondo, aspettandoti che andrà peggio, sicuramente andrà peggio. Conosci a fondo il tuo problema e le soluzioni, cambia modo di agire, anche nelle più piccole abitudini, non lasciare che la tua vita sia sempre lo stesso film che si ripete ogni giorno. Quelle anime non devono vivere così, possono attraversare un periodo della loro vita in quel modo per capirne le cause e soprattutto che non ne vale la pena, e infine uscirne. Stare male non è una colpa e non lo è neanche stare bene. Quando si è in quella condizione si ha paura di stare bene, perchè si è certi che tanto finirà. E infatti finirà, ma sarà soprattutto perchè si è certi che accadrà e pur non rendendosene conto, si fa tutto il possibile per farlo finire. Per questo finisce! Si scelgono le persone sbagliate, ci si fissa sempre sugli stessi particolari distruttivi cercando inutilmente di cambiarli. Non conosco la tua storia, ma posso dirti un particolare della mia, uno fra i tanti. Quando ho avuto finalmente l’occasione e ho capito che il vero problema non lo avevo io, ma chi mi faceva male (mentre il mio era che sceglievo di starci) le cose hanno subito preso una direzione diversa. Affrontare appena possibile il problema e le paure è fondamentale per aprire nuove possibilità e superare i vecchi ostacoli e le vecchie convinzioni sbagliate. Quindi Barbara, dopo aver capito bene tutto questo prova a dirti “domani andrà come andrà, ma senz’altro dipenderà anche da oggi”. Se hai capito cosa intendo sarà meglio oggi e di conseguenza anche domani.
Abbraccione!
Buona Domenica ragazzi.
Sembra che il forum sia Ripartito sui giusti binari?Speriamo.
Un abbraccio DAGO44
Andrea,
posso chiederti di aiutarmi?
anche io non sono capace di gestire le perdite.
Ciao Andrea, volevo dirti solo che sei molto saggio, è bello
leggerti…complimenti! Mi dispiace tanto per il tuo papà=((
Anch’io ho perso una persona molto cara proprio il giorno di Natale e
dal mio psicologo stiamo lavorando tanto sull’elaborazione del lutto.
E’ difficile doppiamente quando si ha la depressione, però il tempo da
il suo aiuto. E sono fortunata perchè ho un dottore che è una persona
meravigliosa!! Un abbraccio forte Andrea…
@ Vela: un abbraccio anche a te…
@ DAGO44: hai ragione, sembra si respiri meglio, speriamo bene! =)…
@Beppino: ciao caro amico mio…continua a comporre, non smettere
mai…sei bravissimo..Ti Voglio Bene =D
Ciauuu a tutti :))
@ Patty
ti ho inviato una mail :-). Come stai? Spero tu abbia trascorso una buona domenica. La mia …abbastanza. Un abbraccio.
@ beppino
Ciao carissimo, ti ho inviato una mail ma è tornata indietro (delivery failure). Possibile che io abbia copiato male l’indirizzo? Ricontrollerò.:-)Come stai? Anche tu hai potuto trascorrere una buona domenica? Lo spero tanto. Un abbraccio forte.
@vela
e anche io ti mando un abbraccio forte. E a tutti gli amici e tutte le amiche di questo forum.
Vela
Certo che puoi, ci mancherebbe! siamo quì tutti per aiutarci! anch’io ricevo aiuto da voi, perchè scrivendovi i miei pensieri li fisso ancor meglio e li rinforzo.
Gestire le perdite è un discorso complesso e non essendo uno psicologo parlo più per esperienza. I casi sono moltissimi. Parlerò di me solo perchè non conosco la tua situazione. In generale penso che più la nostra vita è vuota e più sentiamo insuperabile la perdita di qualcuno o di qualcosa. Quando non riusciamo a trovare un senso alla nostra vita ci aggrappiamo ad una persona, ad un’abitudine o anche ad una passione. Quella cosa diventa l’unica importante e questo è un errore. Nel caso della persona succede spesso di cercare qualcuno che ci crei ancor più problemi di quelli che abbiamo, o almeno per me era così, perchè nel tentare di risolvere i suoi troviamo uno scopo e non pensiamo ai nostri. Non ci sarebbe nulla di male ad aiutarlo, ma il problema arriva quando l’altro non vuole lasciarsi aiutare. Allora insieme a lui perdiamo anche il nostro scopo e sprofondiamo di nuovo nel vuoto. Se invece si tratta di una perdita per lutto il discorso si complica, anche se, secondo me, alla base c’è sempre il nostro vuoto interiore. Questo sia che siamo stati vicini a quella persona in vita, sia che ci siano dei conflitti irrisolti. Ho sempre pensato che se non avessi risolto i conflitti con mio padre, dopo la sua “scomparsa” non mi sarei dato pace. La sua malattia mi ha dato l’occasione per farlo, perchè la sua stessa malattia aveva aiutato anche lui ad abbassare le sue barriere di durezza e ad avvicinarsi a me. Il tempo ha fatto il resto, ma senza quelle basi non l’avrebbe fatto allo stesso modo.
E già negli ultimi anni ho cercato di avere sempre una vita piena, ma questa cosa non era fine a sè stessa. Non era il classico riempirsi di impegni per non pensare. Al contrario, era seguire istintivamente tutto ciò che mi dava pace e serenità, e ora è uguale. L’intuito è fondamentale! Diamo sempre più importanza o al nostro lato razionale o a quello istintivo! Invece devono essere bilanciati, perchè questa è la nostra natura! Ho anche lavorato molto su me stesso, per esempio avevo riscritto tutta la mia vita, dal ricordo più lontano a quello più vicino e questa auto-analisi mi aveva chiarito molti punti oscuri. La nostra mente è come un mosaico, ma essendo noi all’interno del mosaico stesso non riusciamo a volte a capirne il senso e più siamo confusi più mettiamo i pezzi a caso…
@ Animula: ho ricevuto la tua mail, ti ho risposto, ma potevi
aggiungermi tranquillamente;))
Bacioni…UN BUON INIZIO SETTIMANA A TUTTI..
Ciauuuu =)