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Il suicidio

di beppino
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14.953 commenti

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  • 10131
    alessandro -

    Scazzottate, politica, ideologie, scontri ecc, che c’entra sto discorso? Io non ho vissuto quei tempi di cui parli Buck, li ‘conosco’ solo attraverso il libri, le storie raccontate, le testimonianze ascoltate e basta, e posso capire che, magari, nel mentre di una manifestazione poteva scapparci l’alterco fisico, ma mica è prerogativa, questa, di quei tempi, scusami? Perchè oggi non ci sono ragazzini e ragazzotti che scadono a questo ‘linguaggio’ per risolvere contese e questioni varie? Hai voglia, e nemmeno immagini quanti di questi ne ho visti arrivare non al pronto soccorso (anche lì, nei casi più gravi) ma in Spdc perchè giudicati violenti, instabili, squilibrati, e magari lo erano, perchè davvero potrei raccontare storie che la fantasia più ardita non arriverebbe a concepire. solo che poi le angherie che in quel reparto subiscono non fanno altro che aggravare questi tratti caratteriali motivo di disadattabilità sociale e relazionale.
    Io personalmente non mi sono mai trovato a venire alle mani con nessuno, e non perchè sia un santo o un angelo, tutt’altro, semplicemente perchè non se ne sono presentate le condizioni, e forse è stato meglio così, perchè è vero che sono alto 1.81 ma è vero anche che non sono mai andato oltre i 67 kg.
    Tuttavia spesse volte m’è venuto l’impulso di allungare un sonoro ceffone a qualcuno, ma mi sono sempre controllato, anche quando nel farlo avrebbero dovuto premiarmi. Cioè, voglio dire questo: qua non si tratta di parlare di politica o altro, di epoche storiche e tutto il resto, qua si tratta di darci un freno, nella vita reale dico, e di cominciare a guardare con obiettività e serenità che certe cose, certe ‘arti’ ad esempio, producono danni gravi che la nostra esaltazione, il nostro bisogno di ‘emozioni’ a buon mercato, a basso costo, ci impedisce di evitare. Non dico che tutti i pugili siano esaltati, per carità, però a che scopo si accetta di mettere in conto seri danni a carico del cervello, per limitarci a questo, e alle facoltà essenziali alla vita umana questo francamente non riuscirò a capirlo. Probabilmente è la mia mentalità di medico che mi fa dire questo, e magari mi limita anche, non lo so, ma per me questo rimane un mistero più ancora che quelli della fede, che altro non sono poi, questi ultimi, delle fantasie non meno disastrose dei pugni assestati direttamente sul viso e sul capo.
    Non pretendo certo di imporre il mio punto di vista agli altri, ognuno viva come crede e scelga quello che gli pare naturalmente, in tutti i sensi, è solo per parlarne e confrontarsi.
    Come detto il pugilato non lo concepisco proprio, anche perchè come forse con troppa retorica da veterani si va dicendo, la vita è una lotta di per sè, un inferno dove c’è posto per tutti, dove molti in altro non sono affaccendati che nel farsi largo per apparire, e con ogni mezzo, e questi mezzi giustificano per molti i fini.
    La vita è guerra, lotta, battaglia, vabbè, e allora? Dov’è la novità? Che cosa avete scoperto?

  • 10132
    alessandro -

    Non penserete forse che a combattere siano solo i ‘veterani’, i militarizzati, gli ‘artisti marziali’ e compagnia mazziando e marciando?
    Io non mi devo definire veterano di nulla, ci sono, mi sono dato un compito nella vita e cerco di portarlo avanti, punto. Sono ben consapevole che la vita a volte fa schifo, fa orrore davvero, ti da un senso di disgusto e angoscia, e allora? E allora pazienza, ognuno ha i suoi ring e la sua tecnica, e avrà le sue vittorie e le sue sconfitte.
    Io la lotta la concepisco in questi termini, con queste parole che quand’ero in servizio feci apporre dietro la scrivania, in Ospedale: ‘la sua sofferenza, il suo sorriso che resiste nonostante la sofferenza, la mia parte nell’alleviarla. Questa, questa è la ragione di tutto. Di quante dimostrazioni ho bisogno? E’ per questo che siamo qui. Per combattere attraverso il dolore e, quand’è possibile, per alleviare il dolore altrui. Così semplice. Così difficile da capire’. Questa è la mia lotta, come uomo e come medico, come detto ognuno ha le sue. Ed è una lotta che mi ha portato a rompere tutto in una stanza d’Ospedale alle 2 di notte assieme ad un ragazzo schizofrenico che feci slegare dal letto mettendomi contro primario e direzione sanitaria, è una lotta che mi ha fatto scegliere di lasciare libera nei suoi spostamenti una ragazza di 24 anni incontrata per strada con la regione pubica sanguinante (stuprata) e devastata dentro, e che il 19 novembre 2010 chiama la madre dalla finestra del terzo piana, ‘mamma, mamma’, e si butta giù, è una lotta che mi ha fatto restare ore muto a guardare fisso negli occhi un uomo che non parlava da mesi, sempre con la speranza dentro che qualcosa potesse salvarlo da quell’abisso di silenzio e di deserto, ed è una lotta, oggi, che conduco ancora quando, come tutto ieri, vomito sangue in continuazione, quando svenisco e non mi ricordo nulla di quanto accaduto, quando i capogiri non mi danno pace, quando una tosse continua e secca che sai non essere di natura influenzale non ti da tregua e ti indolenzisce i costati, e quando, scendendo al porto vecchio di Genova, guardi la tua barca a vela e ripensi e ricordi alle traversate controvento e ai tuoi fluenti capelli biondi agitarsi nel vento e illuminarsi nel sole.
    In sostanza per me ciò che ho vissuto come medico e ciò che vivo e soffro come persona, nella mia umanità umile e imperfetta, sono un tutt’uno. Non è vero che se soffri tu non puoi essere d’aiuto, in qualche modo, agli altri, non è vero. Ho incontrato, e conosciuto bene, schizofrenici gravissimi, bipolari, depressi vari, disturbati nella personalità ecc, che mi hanno sostenuto, aiutato, compreso, insegnato tanto della vita. Nella loro sofferenza profonda, mi hanno insegnato a vivere meglio, ma è un lungo.
    Comincio a pensare che il mio male fisico sia dovuto a questo, mi sono caricato su esili spalle sofferenze abissali e mute, ho cercato di farmene partecipe per poi divenire muto io stesso, impotente davanti all’assenza delle parole.

  • 10133
    david -

    Ciao Ele hai ragione a Firenze come dici tu…”La neve cade sui cedri”dovreste leggerlo tutti.Ciao cari abbracci a tutti

  • 10134
    david -

    Grande Buck,Faletti l’ho letto il reduce di “Io sono Dio”,ma per me una donna che cerca il principe azzurro ha ragione però lo deve dire subito,io per esempio vorrei incontrare una pugilatrice,una lottatrice,anche un ecologista dalle idee estremiste.Questo trauma mi ha tagliato le gambe,però io voglio farcela e quindi sognare un pò mi aiuta adesso.Ho il mito di Giovanna d’Arco…non so che dire conoscete Cybil Bennet????…l’eroina di “Silent Hill”…cavolo che sogno!!!!!!!!!!!!!!!!!!.Sono sogni.

  • 10135
    david -

    Io sono un veterano non perchè combattevo negli sport,Alessandro,io il male l’ho vissuto addosso a me,dentro di me per 18 mesi d’inferno,non mi va di essere trattato come un bulletto che tira calci di kung fu.Io ci sono stato 18 mesi all’inferno e le cose più gentili erano i calci,gli sputi,i pugni…Ti hanno mai fatto leccare la merda in un cesso?Ti hanno mai picchiato fino a farti perdere conoscenza davanti alla ragazza che ami e poi orinato addosso,eh?…e questi sono solo antipasti.Io sono stato un vigliaccooooooooooooooo…e sopravvivere a certe cose non è un dono ma una condanna.Non mi vanno certi discorsi.Ciao Buck vedo che sei l’unico con una grande empatia.ti ringrazio ancora

  • 10136
    Buck -

    Caro Alessandro , se ci si vuol mettere contro le Istituzione , il Primario , l’establischment… metti in conto che: non farai carriera ( e già ti è andata bene) , pagherai per gli errori anche non commessi ( soprattutto quelli di altri , più accondiscendenti) e già li’ passerai dei guai , che ti faranno fare una vita di merda :e se non hai spalle robuste forse crollerai. Ma crollerai con dignità.
    Questo , caro Alessandro , quando hai scelto di fare il Medico , e , peggio ancor , lo Psichiatra ( peggio nel senso della difficoltà della patologia e dell’ambiente) lo dovevi mettere in conto.
    A me è successo tutto questo : e rido !!! Ti caveremo quel ghigno dal volto , dicevano mentre scalavano la carriera , si arricchivano , e trattavano i pazienti come miniere .
    Invece non me l’hanno cavato. Io sono sempre li’, con il ghigno ,( pieno di dolori e sciancato) , ma loro non ci sono più . Io continuo a pensare che il mio primo dovere è nei confronti dell’ essere umano che ho di fronte , che le parole spesso valgono quanto le medicine ; loro han fatto a tempo a divenir Dirigenti , Primari , Capi , con le tasche piene e le belle mogli : ma sono già crepati !
    In quanto al fatto che la vita sia una guerra , non credo di aver la presunzione di aver scoperto nulla ( cattivo e antipatico si’ , stupido no): già lo recitavano molti Filosofi Classici.
    Se non hai mai fatto a botte , o non hai simpatia per l’istituzione marziale , o non ami la boxe… a me va bene lo stesso , non do’ certo giudizi di alcun genere.
    Con la stima ed il rispetto che ti ho sin da subito manifestato , e che qui rinnovo , ti saluto , sperando nel meglio per te.
    Un saluto a tutti , in particolare all’altra Metà del Cielo che forse con il mio 10128 , ho indispettito , ma io sono fatto cosi’ , quel che penso dico ( non perchè non penso prima a quello che dico).

  • 10137
    Rick89 -

    Curioso come tu dica di aver avuto svariate discussioni che hanno portato la gente ad abbandonarti, e poi vieni qui a scrivere in pubblico la tua condizione e i tuoi pensieri da suicida. Per come lo fai sembrare, sembra più che tu stia cercando conforto. Ce ne sono milioni al mondo che blaterano riguardo al fatto di suicidarsi, ma poi sono i primi ad aver paura della morte. Semplicemente, per come la vedo io, sei una persone depressa, che ha ovviamente bisogno d’aiuto e di attenzione…ebbene…il primo passo per riprenderti ed uscire dalle situazioni negative della vita lo devi fare tu, e tu soltanto: sei tu che devi importi di reagire, non c’è altro modo, le voci e i consigli altrui possono solo essere un sostegno per la “colonna di forza” che TU devi costruirti. La vita non è e non sarà mai rose e fiori; forse lo è quando si è bambini, dato che i nostri genitori ci crescono in modo che tutte le parti più oscure e tragiche della vita siano velate da un lenzuolo candido di innocenza, bontà e giustizia, ovviamente per proteggerci. Crescere è difficile, come lo è stato per tutti, ma è un’ avventura bellissima e certamente, piena di ostacoli che noi dobbiamo superare per andare avanti. Ogni ostacolo superato, ogni “demone” affrontato e sconfitto, fa di noi persone più forti. Non sto qui a dirti le solite cavolate del tipo “pensa a chi sta peggio di te!”; sono le parole più inutili che si possano dire. Quel che ti dico è: vale la pena piangersi addosso?Magari dando soddisfazione a chi ti odia?Abbi orgoglio, sii onorato di essere vivo e di poter scegliere come vivere, volliti bene, perchè se non ami te stesso, per gli altri sarà più difficile apprezzarti. Qualunque cosa ti sia successa, superala e buttala alle spalle, ricomincia. Pensa a quand’eri piccolo, ripensa ai tuoi sogni, e per quanto tu possa pensare che siano improbabili da reallizzare, prova e riprova finchè non riesci. Infine un ultima cosa: non affidarti ad aforismi di scrittori e cose varie, saranno anche bravi a scrivere, ma alcuni sono senza palle 😉

  • 10138
    david -

    Buck,lascialo stare questo fighetto,si pisciava ancora addosso quando noi si sguazzava nella m….Ti dice cosa costruire e come?Ti dice che ti compatisci?Se fosse un uomo che vale parlerebbe come Alessandro,con gentilezza e rispetto.Lui butta veleno perchè sta peggio di noi oppure solamente una persona cattiva che gode per la sofferenza degli altri.Alessandro e te,voi siete le persone vere che condividono con gli altri la propria vita anche se tragica.Ciao amico

  • 10139
    david -

    E’ tragico come certa gente goda delle sofferenze umane,ancor peggio che ci si permetta di insultare le confidenze che una persona sente di dover fare.Rick sei un miserabile

  • 10140
    tancamala -

    Si possono anche scrivere seimila parole, ma ne basterebbero una ventina per scaldare un cuore immerso nel ghiaccio del dolore, di questa pre-morte. Però abraccio tutti. Cercate comunque di stare un po’ benino.

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