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Il solipsismo politico di Elly Schlein

di Seneca

Elly Schlein, è un soggetto politico che pretenderebbe di guidare il Paese nella presunzione come annunciato a “Dritto e Rovescio”, di vincere le prossime elezioni del 2027 come se fosse un videogioco in modalità giocatore singolo, (da ricordare che lei stessa ha affermato di essere appassionata di videogiochi); continua a muoversi sulla scena pubblica con la grazia di un “Caterpillar”convinta di essere una ballerina classica. Il suo solipsismo, perché è bene chiamare le cose con il loro nome, non è un semplice difetto caratteriale ma una vera e propria filosofia personale, una religione dell’Io in cui l’unico dogma è che tutto ciò che non coincide con la sua visione non esiste, o se esiste è sbagliato. Il solipsismo, per chi non lo sapesse, è quella deliziosa condizione mentale in cui una persona ritiene che l’unica realtà certa sia la propria mente, mentre il resto del mondo è una specie di scenografia provvisoria, un fondale teatrale che può essere cambiato a piacimento. In un individuo qualunque è già un problema; in un leader politico diventa un disastro annunciato, una calamità naturale con giacca e cravatta. Elly Schlein vive in un universo parallelo in cui i fatti sono optional, le statistiche sono opinioni e le opinioni, le sue, ovviamente, sono leggi di natura. Quando le mostrano dati che contraddicono le sue affermazioni, lei sorride come chi ha appena scoperto un errore di stampa nell’universo. Quando le fanno notare che gli elettori sono stanchi, arrabbiati, preoccupati, dei suoi sterili slogan e degli autogoal che infligge al Pd, lei risponde che gli incompetenti “non hanno compreso il suo progetto”, come se il problema fosse la scarsa illuminazione delle masse e non la sua totale incapacità di guardare oltre il proprio naso. Il suo progetto illusorio di governo è diventato una gigantesca camera degli specchi, dove ogni decisione è calibrata non sulla realtà ma sulla sua percezione della realtà, che è un po’ come affidare la guida di un autobus a qualcuno che crede che la strada sia un’invenzione dei media. I suoi collaboratori, ormai rassegnati, che non hanno il coraggio di abbandonare il Pd, perché altrimenti non saprebbero cosa fare nella vita civile, hanno sviluppato una nuova disciplina: la diplomazia immaginaria. Ogni mattina le presentano un riassunto degli eventi mondiali filtrato attraverso ciò che lei vuole sentirsi dire, perché la verità, quella vera, quella che riguarda persone, problemi, conseguenze, è troppo fragile per sopravvivere al suo sguardo. Elly Schlein non ascolta nessuno, non osserva nulla, non registra alcun segnale d’allarme. Per lei le crisi sono “percezioni”, gli errori “interpretazioni”, le proteste “rumori di fondo”. È convinta che il Pd possa diventare a breve un’estensione del suo ego, una specie di giardino privato in cui può passeggiare indisturbata mentre tutto intorno brucia. E il bello, si fa per dire, è che riesce persino a stupirsi quando la realtà, stanca di essere ignorata, le presenta il conto. Vedi ad esempio, l’uscita dal Pd dell’ on. Picerno…e la salvifica presa di coscienza di Del Rio, se avrà alla fine il coraggio di guidare una scissione riformatrice. Il solipsismo di Elly Schlein non è solo un limite: è un pericolo pubblico. Una leader che non riconosce l’esistenza degli altri non può governare gli altri. Una donna che vive nel suo mondo non potrà mai guidare un Paese reale, fatto di persone reali, con problemi reali. E mentre lei continua a specchiarsi compiaciuta nella sua immagine di futura salvatrice della nazione, il Pd affonda nella palude delle sue illusioni, trascinato giù da una donna che confonde il proprio riflesso con la verità. La realtà non è un’opinione, ma provate a spiegarglielo: vi risponderà che siete voi a non aver capito. E forse, a questo punto, incuriosisce ripassare qualche lezione di psicologia dove spiegano le caratteristiche di alcune condizioni particolari. Allora diventa tutto più chiaro e comprensibile.

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Categorie: - Politica - unclassified

1 commento

  • 1
    antoniodamilano -

    Egr. Seneca, sei molto lontano dal pensiero del Seneca filosofo, drammaturgo e politico romano. La filosofia come terapia per l’anima è utile, ma la tua testimonianza esprime una forte contraddizione tra il tuo ideale e la realtà politica.
    Il concetto di “solipsismo” devi applicarlo alla politica di Giorgia Meloni, e non certo a Elly Schlein, da quando è arrivata a palazzo Chigi le azioni politiche emergono verso una tendenza all’autoreferenzialità, al personalismo e all’isolamento decisionale, sia a livello nazionale che internazionale. La qualità dei collaboratori e le modalità di selezione, denotano episodi imbarazzanti, e questo non l’aiuta. Dopo l’approccio solipsistico servile e appiattito al “mondo MAGA” di Donald Trump delinea una sola nota “all’asino non puoi dire di fare il cavallo”. Prima di guardare in casa d’altri, guarda nella tua.

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