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Il primo passo della Consulta Islamica

  

La Consulta Islamica, nella sua prima riunione dell’8 febbraio 2006, esprime la sua ferma condanna per le vicende connesse con le note vignette sul Profeta.
Il Ministro dell’Interno Pisanu, a conferma di quanto preannunciato nel mese di dicembre scorso, ha dato avvio ai lavori della neo- costituita Consulta islamica, riconfermandone il compito consultivo nei suoi confronti attraverso “analisi e consigli, indicazioni sulla attuazione pratica delle politiche riguardanti l’immigrazione musulmana in Italia, i problemi dei diritti civili, l’integrazione dei musulmani nella nostra società civile” nonché l’ambizione di far nascere un islam italiano, con imam di formazione e lingua italiana. La Consulta – è stato deciso in sede di prima riunione – potrà, per l’esame delle problematiche da trattare successivamente ( la prossima riunione è prevista il 7 marzo ) coinvolgere altre amministrazione dello Stato ed esperti diversi, avvalendosi, inoltre, di una segreteria tecnica di cui faranno parte anche tre componenti della stessa Consulta che si alterneranno periodicamente in tale incarico. E’ da evidenziare, in particolare, che l’On. Pisanu ha acutamente precisato che tale organsmo, pur se costituito da rappresentanti di “diversi orientamenti dottrinali, diverse sensibilità culturali, diverse esperienze civili” non potrà avere la pretesa di rappresentare tutta la comunità islamica presente in Italia, non escludendo pero’ che possa funzionare come valido strumento di promozione del dialogo interreligioso, pur non entrando nel merito dei “contenuti del dialogo”, ritenuti estranei alla competenza dello Stato. Ed è proprio in tale direzione che è stato fatto il primo passo, in occasione delle note vicende connesse con la pubblicazione delle vignette relative al Profeta Maometto, a seguito delle quali tutti i 16 membri della Consulta hanno espresso una condanna unanime nei confronti sia delle citate vignette sia delle violenze scaturite nel mondo islamico, invitando i musulmani italiani a mantenere la calma e a limitare le contestazioni nell’ambito della legalita’. Un inizio di attività della Consulta che fa ben sperare per il futuro, pur nella consapevolezza dei suoi limiti d’azione connessi con la peculiarità della religione islamica ( che, come noto, non è caratterizzata da una precisa gerarchia religiosa capace di indirizzare in modo univoco le volontà dei suoi appartenenti ne’ di rappresentarli nella sua totalità ) e che costituisce la prima pietra della costruzione del dialogo interreligioso, origine di tolleranza e condivisione di pace e che trova sintesi nelle parole pronunciate, in occasione del congresso per la pace dei rappresentanti delle religioni del mondo presenti ad Assisi il 24 gennaio 2002., dallo Sheikh Abdel Salam Abushukhaidem che ha affermato: “ noi ci impegniamo a dialogare, con sincerità e pazienza, non considerando quanto ci differenzia come un muro invalicabile, ma, al contrario, riconoscendo che il confronto con l’altrui diversità può diventare occasione di migliore comprensione reciproca. “. Buon lavoro Consulta islamica! “
CLAUDIO BRAGAGLIA

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