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I musulmani vorrebbero un’ora di religione islamica nelle scuole italiane

Lettere scritte dall'autore  Yoel

Da anni si sta parlando di abolire l’ora di religione nella scuola pubblica di ogni ordine e grado, e oggi ci troviamo in una bizzarra situazione di introdurre una “seconda” ora di religione nelle scuole Italiane…
La religione, non è coscienza, è della tradizione. Quelli che sono cattolici o mussulmani, proprio perché i loro genitori lo erano prima di essi, non hanno scelto niente, ed è forse anche un insulto a Gesù e a Maometto! Bisogna scegliere la propria religione, e non imporla! Senza parlarne del fatto che le religioni monoteiste sono pericolose e responsabili dei più grandi drammi dell’umanità.
Sarebbe più opportuno di insegnare nelle scuole la storia della religione piuttosto della religione stessa, ricordatevi che all’origine tutte le religioni erano belle, poi sono venuti i dottori della fede!
Preparare l’umanità futura e rendere questo pianeta più umano, vuol dire ridurre l’influenza negativa del monoteismo in attesa che si spenga da sé grazie ad una migliore cultura scientifica.

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17 commenti

Pagine: 1 2

  1. 1
    Domenico -

    Vero, vero.
    Comunque, potendo scegliere vedrei bene questa scelta.
    Ogi si può scegliere se frequentare l’ora di religione o meno, al pari si potrebbe scegliere se frequentare lezioni di cattolicesimo o islamismo.
    Sopratutto, con una corretta dottrina islamica (che normalmente non differisce molto nei temi dal cristianesimo o dalla disciplina biblica) si potrebbe porre freno a correnti di insegnamento estremista incontrollate.

  2. 2
    Antonio Boccardo -

    Sono pienamente favorevole all’insegnamento della Religione Islamica nelle scuole italiane.

    Ho una sola osservazione da fare: una sola ora mi sembra poco.
    Per par condicio, se ad esempio le ore dedicate alla Religione Cattolica sono 2 altrettante dovrebbero spettare alla Religione Islamica.

    Faccio i miei più sinceri saluti a tutti gli uomini appartenenti a qualsiasi religione ed anche ai non credenti affinché tutti rispettino le scelte altrui.

  3. 3
    leo -

    non voglio fare il professore, ma di religioni monoteiste da queste parti c’è solo l’ebraismo scolastico (e in origine non era una religione teista, ma atea). le altre sono di derivazione ebraica, ossia variabili dipendenti e perciò non fanno numero.
    detto questo, gli islamici non chiedono un bel nulla se non di non essere discriminati.
    il cardinal Martino, invece, ché di questo conviene parlare, nel suggerire l’ora di Islamismo ha il solo interesse che il cattolicesimo non sia una buona volta espulso dalle scuole dello Stato, unitamente a tutte le catechesi, rispettando così la vocazione laica dello Stato (l’essere l’ora di religione facoltativa è una burla in paesi dove per convenienza sono stati fatti dei concordati con la chiesa); tra l’altro, la carta dei diritti esigerebbe che se ce ne sono 2 ci devono essere tutte, anche se con 1 solo adepto per tipo, così che la cosa diventerebbe ridicola.
    ecco perché dal 1974 si insiste da molte parti per l’insegnamento della storia delle religioni a cura dei professori di storia e filosofia.
    dato però che il clero secolare è duro a morire e dato che adesso c’è la questione islamica (falsa questione, perché il problema sono certi arabi) stiamo qui a discutere se un povero figlio deve subire il lavaggio del cervello in tenera età oppure no, quando la risposta dovrebbe essere un NO categorico!

  4. 4
    Antonio Boccardo -

    Carissimo, se mi posso permettere, Leo, concordo in pieno quanto hai scritto.

    Saluti.

  5. 5
    mattia -

    io credo che nessuna religione debba essere insegnata, al limite si può insegnare la storia delle religioni,insegnata dai prof. di storia e filosofia.come dice tonga perchè allora gli induisti, gli ebrei ecc ecc non possono avere gli stessi diritti????? w tonga!!!

  6. 6
    Alex -

    Per monoteismo si intende la fede in un solo Dio, per ciò sia L’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam sono sempre da considerare religioni monoteiste!
    Sarei favorevole all’insegnamento della storia di tutte le religioni, monoteiste e non!

  7. 7
    leo -

    Alex, dire che Ebraismo, Cristianesimo, Islam, Cattolicesimo sono religioni monoteiste significa dire che ciascuna è monoteista e in generale questo è vero;
    parlarne come di “le religioni monoteiste” significa presumere che sono 4, distinte e separate, ognuna con le sue diverse caratterizzazioni, il che è storicamente sbagliato, poiché sono tutti rami dello stesso albero: usano tutti il Pentateuco ebraico, peraltro il Cattolicesimo indegnamente visto che ha inventato l’antisemitismo e ha perseguitato scientificamente gli Ebrei per 1400 anni (è ancora tutto da dimostrare il presunto neo-sentimento di fratellanza minore che il Vaticano ha sbandierato sotto G. P. II).

  8. 8
    ugo biheller -

    Come cattolico praticante, un pó vecchio anagraficamente e residente permanentemente all’estero in un paese latino-americano(Venezuela) sono del parere che l’insegnamento della religione sia una questione personale. Lo stato non dovrebbe ammettere l’istruzione religiosa nelle scuole pubbliche e dal momento che non ci sono piú i crocifissi nelle aule delle scuole pubbliche( forse perché molti si vergognano della nostra storia millennaria e sarebbe bene una buona volta non essere sempre masochisti sulle nostre origini), direi che anche i mussulmani dovrebbero adeguarsi e noi agire come in Francia sul problema anche del velo che copre la testa delle donne. Con Leo vorrei aprire un discorso sul presunto”antisemitismo” della Chiesa Cattolica. Il discorso sarebbe molto lungo, comunque sono a disposizione per una civile retrospettiva storica sulle origini antisemite. Ricordo soltanto che i piú spietati antisemiti cominciarono in Oriente d’Europa e precisamente in Russia con i progrom, complice anche la chiesa ortodossa, oltre che gli zar. Martin Lutero e Calvino furono spietatamente antisemiti. Ripeto, sono pronto a intavolare una civile discussione con Leo su quest’ultimo argomento e le vorrei ricordare che sono d’origine ebraica da parte di mio padre( si sposó nel 1945 con mia madre veneta e cattolica) e che fu salvato dalle persecuzioni razziali nazi-fasciste nel nord d’italia dai preti, durante il “vituperato” (a torto)pontificato di Pio XII: con il mio cognome siamo rimasti in due; tutti gli altri parenti sparirono nei campi di sterminio durante l’occupazione tedesca della Cecoslovacchia, paese d’origine di mio padre.
    Cordiali saluti

    Prof. Ugo Biheller

  9. 9
    leo -

    Al prof. Ugo Biheller:
    faccio un tentativo di panoramica a memoria con riserva di verifica a posteriori.
    Se non ricordo male, i primi casi di antisemitismo ancora lieve (senza particolari limitazioni nelle libertà, salvo l’impedimento a partecipare alla curia municipale) si ebbero già con l’Imperatore Adriano (proibizione della circoncisione e imposte speciali), ma già nel IV secolo ci sono casi più seri (e.g., matrimoni misti considerati reato penale punibile con la morte).
    Teodosio II (408-450) escluse gli Ebrei da tutte le cariche pubbliche assemblando un codice antisemita da tutte le ordinanze antiebraiche del suo tempo.
    In Alessandria d’Egitto cominciarono i massacri da parte dei Cristiani con distruzione delle sinagoghe e conversioni forzate.
    L’antisemitismo proseguì nel periodo oscuro delle invasioni barbariche, con Papa Gregorio Magno, con l’Imperatore bizantino Eraclio, in Gallia con il Re cristiano dei Franchi Dagoberto, nel regno Longobardo e soprattutto in Spagna, dove fu particolarmente violenta (esclusione da tutte le cariche pubbliche, conversioni forzate; siamo nel VII secolo).
    Con Carlo Magno gli Ebrei ebbero un periodo di tranquillità; tuttavia, le curie cristiane non cessarono mai le loro attività antisemite (i vescovi di Lione sono considerati i padri dell’antisemitismo medioevale; IX secolo).
    La prima crociata, avviata da Urbano II per ragioni che spero accetterà di definire “politiche”, vide massacri di ebrei in gran numero (ammazzare 1 ebreo significava “remissione dei peccati” e
    “esenzione dal Purgatorio”).
    Questo spirito continuò nelle crociate successive e fino alle grandi apartheid del 14° secolo (i ghetti, tra cui famoso quello di Venezia) e alle persecuzioni del 19° secolo (Germania, Francia, Austria, Olanda, con esclusione dai diritti politici, Russia, Romania e Polonia con violente persecuzioni) e del XX secolo con la tristemente famosa Shoa.
    Perciò, mi pare che definire “presunto” l’antisemitismo prima cristiano e poi cattolico sulla semplice base che qualche prete cattolico ha aiutato qualche ebreo a cavarsi d’impaccio sotto Pio XII sia un poco riduttivo.
    Conosco un prete cattolico che si fa in 16 per aiutare i filippini a risolvere i problemi che gli sono stati creati dal colonialismo europeo e poi da quello americano, ma questo non cancella certo i genocidi fatti da “santa madre chiesa” nel corso dei secoli con la solerte collaborazione delle armi imperiali, né li può cancellare il “mea culpa” di quel brav’uomo di Giovanni Paolo II.
    Per certe cose non può esserci perdono.
    Nonostante i Musulmani non siano stati teneri in qualche frangente con chi professava una “fede” diversa dall’Islam, oso dire che non sono mai stati affetti da Antisemitismo, già per il solo fatto
    che il “Dio” del cui assassinio gli Ebrei erano considerati responsabili non era il loro “Dio”.
    Quanto alle nostre origini, il problema, se mi consente, è complesso:
    di quali origini parla?! dei Celti?! degli Italici schiavizzati e distrutti dai Romani, i quali pure erano probabilmente dei Celti?!
    parla forse degli Etruschi?! o dei Minoici?! o dei Fenici?! o dei Sumeri?! o degli Egizi, che esploravano la conoscenza superiore quando in Europa ancora stavano all’abcedario?!
    Dal mio punto di vista, le nostre vere origini, quelle delle quali uno potrebbe essere fiero, ci portano anni luce distanti dalla città del Vaticano, che più che un fenomeno spirituale rappresenta un colpo di stato politico, e sono invece molto più vicine a gente come Eraclito, Empedocle, Platone, ai profeti d’Israele, all’Antico Regno o alle antichissime civiltà dell’altopiano iranico (tra parentesi, che gli Ebrei abbiano globalmente rinnegato Rabbi Joshua ben Yussef è una balla! in primo luogo, la prima chiesa cristiana è giudaica; secondariamente, esiste tutta una corrente della Kabbalah che riconosce il “Cristo”; terzo, è una parte della scuola farisaica che ha rifiutato il “Cristo” perché costui ne minacciava il potere e sono più che sicuro che se quello stesso Joshua ben Yussef venisse oggi a Roma, i primi a farlo fuori per le stesse esatte ragioni sarebbero i gerarchi della Congregazione per la dottrina della fede, della quale era Prefetto Ratzinger fino a poco tempo fa; un’Istituzione che s’è resa responsabile dell’orrendo massacro degli Albigesi perde il pelo ma non certo il vizio!).
    cordialmente, LM (leo32k@hotmail.com).

  10. 10
    ugo biheller -

    A Leo
    Credo che Lei convenga con la mia tesi secondo la quale accusare solamente i cattolici di antisemitismo sia riduttivo. Lei cita Adriano, peró quell’imperatore, grande studioso, a mio giudizio, di filosofia non era cristiano. Mi cita Olanda, Germania, La Russia , prima e Teodosio che giá professava l’Ortodossia, pertanto non vedo contraddizione, con quello che ho affermato, nel senso che anche le chiese riformate, in primo luogo Lutero e Calvino alimentarono l’antigiudaismo che poi si trasformó in Antisemitismo. Non nascondo certamente le colpe della Chiesa cattolica, mi sembra peró che solo il suo massimo rappresentante Giovanni Paolo II abbia professato uno storico “me culpa” per le angherie contro gli ebrei: “..Fratelli maggiori nella Fede in Dio” e Benedetto XVI rimane su quella linea di riconciliazione, difficile ma certo non impossibile per sanare torti e persecuzioni. Fu per alcuni un’azione temeraria, peró devo anche sottolineare che nessun altro grande esponente delle altre chiese cristiane o l’Islam si sono preoccupati di esprimere il proprio mea culpa per le origini dell’antisemitismo. Non le nascondo che per origini famigliari sono molto sensibile quando si parla degli ebrei, perché parte della mia radice s’incontra con quel popolo, come anche quando si diffondono luoghi comuni sullo stato d’Israele che sempre dal mondo mussulmano viene considerato la causa di tutti i mali degli arabi, diffondendo loro stessi, nella confusione di termini, gli israeliani con gli ebrei che vivono, che ne so, a Roma o Parigi o New York. Non mi pare che il mondo mussulmano in generale aiuti la risoluzione del drammatico problema palestinese esprimendo posizioni sempre vittimistiche contro Israele e contro l’Occidente. Penso che la storia non é questione di bianco o nero, ci sono zone, per lo piú grige nello sviluppo della storia umana.
    Pio XII: non concordo di addossargli la colpa del silenzio,il peccato di omissione. I nazisti non andavano tanto per il sottile neanche con i cattolici e pur nel rispetto deferente della Shoah non posso non ricordare i milioni di morti anche cristiani nei campi di sterminio. E’ vero peró che loro pensavano solamente per gli Ebrei risolvere la questione con la soluzione finale. Credo che su PIo XII il discorso ci porterebbe a una larga retrospettiva storica.Peró le devo dire che tengo l’impressione che la chiesa cattolica abbia cominciato ad esprimere l’avversione prima di un antigiudaismo, ossia di avversitá al non riconoscimento della divinitá di Cristo, che senza dubbio si é poi trasformato nell’etá media in antisemitismo. Non nascondo le colpe della cattolicitá. Certo l’origine delle prime chiese cristiane é impregnata di ebraismo. Al rispetto negli atti degli Apostoli si verifica un grande dibattito tra chi come Paolo riteneva che il messaggio di Cristo fosse diretto anche ai gentili e chi come Santiago e altri apostoli ritenevano che per essere seguaci di Gesú era indispensabile osservare rigidamente la legge mosaica e praticare la circoncisione. Come vede in buona parte sono d’accordo con lei. La storia poi s’incarica di sanare, io spero, ferite laceranti e orribili compiute da uomini su altri uomini.
    Grazie per il suo tono molto civile della replica.
    Cordialitá
    Ugo Biheller

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