La grande farsa dell’amore con una moldava
Riferimento alla lettera:
Caro direttore mi chiamo Stefano ho 31 anni originario di Napoli, le scrivo per raccontarle la mia storia e far si che possa essere di aiuto a qualche altra vittima come me. Era il mese di Aprile del 2008, vivevo a Latina e lavoravo a Roma come agente immobiliare di...
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Data di pubblicazione: 1 Aprile 2010
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Categorie: - Amore
428 commenti
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Itto è un utente che ha teorizzato la figura dello stalliere, cioè dell’uomo molliccione fi.. dipendente che accetta qualsiasi cosa pur di scop***. Almeno questo è quello che ho capito io.
Non è che abbia tutti i torti. Tu leggi bene la lettera. Il tipo in questione inizialmente mi suscitava compassione perché sembrava che questa moldava fosse l’unica stron** dei due. Ma ad un certo punto lui ha scoperto che lei era sposata, e anziché tirarle una bella pedata nel sedere o di caricarla in spalla e riportarla al marito moldavo, ha accettato che lei lo tradisse col marito. Allora, il signore in questione deve capire che lui non è solo vittime, è anche carnefice. Lui e Nela hanno tratto lo stesso piacere dalla cosa, cioè una storia di sesso extraconiugale. Ad un certo punto la cosa andava bene pure a lui. Quindi cosa vuole ora dalle donne dell’Est? Tanto valeva andate dal moldavo, dirgli “guarda, io e tua moglie scop*** solo, fatti un’amante anche tu”. Avrebbe fatto più bella figura. E invece ha agito da stalliere. Ha ribadito di essere uno stalliere pure quando ha scritto questa storia infangando proprio quella donna con la quale si è divertito. Vergogna!
Per chiarire, non sto dicendo che avrebbe dovuto accettare per forza di essere l’amante. Ma nel momento esatto in cui scopri che la donna che ti fai è sposata, ci vuole COERENZA (concetto sconosciuto alla maggioranza degli italiani): o sei un uomo dalla morale cristiana e quindi non accetti la cosa e la rispedisci a pedate dal marito, o sei amorale e accetti di fare l’amante, sapendo di essere uno che del matrimonio se ne sbatte, e dunque sostieni anche la scelta di Nela. Ma divertircisi e poi scaricare tutte le colpe su di lei è da carogna. Smerdarla su internet rivelando persino dove lavora e come si chiama è da infami totali, è davvero molto infantile. Per altro si è smerdato pure lui stesso.
Sono d’accordo signora Solnze. Questo “stalliere” (cito il signor Itto) non ha diritto di lamentarsi perché ha participato attivamente alla propria situazione.
Per quanto riguarda la morale cristiana, sono sbalordito da quanti dichiarano di essere cattolici e fanno tutto il contrario. Ma questo ormai avviene ovunque, sono tutti dei bla-bla vuoti e senza coerenza.
Ecciao!…per la morale cristiana serve conoscere e scrivere in slavo (ecclesiastico)
Va da sé che solo quelli della Slavonia hanno la morale cristiana, e quindi noi itaGliani siamo tagliati fuori, ma meglio… così possiamo fare gli amorali e all’ammore con le donnacce degli Slavi…senza pentimento, che non è poco.
Xavi,
Ma infatti di solito quelle vi beccate, le donnacce (e questa lettera ne è un esempio). Le brave ragazze dell’est si sposano a 24’anni con i connazionali. Menomale che esistete perché fate grande beneficenza.
——–
Parlando seriamente ora, negli ex paesi comunisti e in particolare in quelli ex sovietici si possono trovare due tipi di persone, sia maschi che femmine.
1) I tradizionalisti, quelli che non si sono piegati all’ateismo e all’ideologia materialista del regime, che sono persone molto legate alla famiglia, alla tradizione, sono conservatrici e sono OTTIMI mariti (o mogli) e di solito sono fieri ortodossi, legati alla patria, a folklore, ecc.
Sono il residuo di quella cultura locale (ucraina, polacca) non sradicata dal regime. Queste persone per decenni hanno dovuto vivere nell’ombra.
2) Quelli sovietizzati, che credono nel materialismo, non hanno un vero senso di famiglia e dei valori cristiani/ortodossi. Questi non costituiscono potenzialmente dei bravi partner.
(continua)
… E spesso si sposano e divorziano anche 2-3 volte. Loro vedono il matrimonio come uno stato transitorio e danno molta importanza al materiale. Vivono la vita senza molte responsabilità, perché non hanno valori, hanno solo un freddo materialismo e cinismo dentro. Molte di queste persone non hanno radici, per esempio possono essere nate in Latvia da genitori russi ed essere cresciuti in Germania Est, per esempio.
Mio marito appartiene al primo gruppo. Se si conosce la cultura locale, si capisce abbastanza presto che tipologia di persona si ha di fronte,basta sapere cosa guardare.
Il problema è che gli italiani sono spesso ignoranti e vagano per le strade di Vilnius, Chisinau, Kiev ecc. con un solo pensiero fisso: timbrare con qualche gnocca. Cosa si fa con i polli? Il brodo!
@Solnze “Quelli sovietizzati, che credono nel materialismo, non hanno un vero senso di famiglia”
Non è vero. Quelli sovetizzati sono la gente più brava e equilibrata. I valori sovietici sono cristiani alla fine più l’idea di giustizia sociale e il progresso. Non importa dove sei nato, la nostra terra è grande, abbiamo il senso dell’impero. Non hanno radici quelli “westernizzati”, con il cervello lavato da propaganda dei “nuovi valori europei”.
La famiglia del tuo marito proviene dal gruppo che si chiama “kurkuli”, credo. Questi sono ex-contadini che non hanno nessuna ideologia, sono nazionalisti per il suo instinto xenofobo, hanno la mente chiusa e non gli interessa niente tranne su piccola azienda.
Sì, certo…i valori del Regime sono valori cristiani… ahhhhhahhhhh!!! Su questo ci sarebbe MOLTO da discutere…i valori sovietici possono sembrare cristiani di primo acchito (uguaglianza, sopravvivenza garantita, aiuto alla natalità, niente classi sociali). In realtà, chi dice che i valori sovietici fossero valori cristiani o non ha studiato a fondo il Cristianesimo o ha “studiato” ma non ha capito una mazza. In realtà, Solnze non ha torto nel dire che i sovietizzazione non abbiano più tutti sto gran valori. Il dire che “siamo tutti uguali” NON è cristiano perché tutti uguali non siamo: siamo tutti uguali in questo creature di Dio ma solo i battezzati diventano figli di Dio. Fossimo tutti uguali, Dio non avrebbe dato a ciascuno di noi talenti diversi. E ognuno di noi non avrebbe un’anima unica e sola. Anche il garantire a chiunque la sopravvivenza, in fondo, non è un concetto cristiano (nel Cristianesimo è molto forte il concetto del merito…il Paradiso va meritato e l’accidia intesa come pigrizia è un peccato mortale).Tempo fa un articolo parlò di come nei Paesi comunisti i poveri diventino sempre più poveri a causa della mancanza di stimoli poiché il merito non esiste: basta limitarsi a fare quello che è giusto fare!
In realtà, un Regime cristiano, fu il Fascismo il quale era per sua natura fortemente anti-massonico. Ora, sicuramente qualche donna dell’Est insorgerà smontando questa teoria ma mi domando cosa ne sappiano i russofoni del Fascismo. Loro l’hanno conosciuto solo a causa della guerra e tutt’oggi non è raro sentire donne russofone “laureate” dire che Nazismo e Fascismo furono la stessa cosa. E sono pure talmente arroganti da pretendere ragione. Il Fascismo fu il Partito più cristiano (cattolico) della storia: Dio, Patria, Famiglia. Sì al matrimonio indissolubile (i comunisti hanno fatto in modo da introdurre il divorzio in Italia…una vera e propria arma di distruzione di massa di cui le nefaste conseguenza sono sotto gli occhi di tutti), no all’aborto, incentivo alla natalità, difesa degli italiani, Concordato con la Chiesa Cattolica Romana, no ad unioni gay, sì a premiare il merito, no all’uguaglianza nel senso buonista e ipocrita del termine. Il Fascismo fu cristiano in tutti i sensi. Il Comunismo può essere dipinto come Cristianesimo ma è appunto,un’idea distorta. Ero anch’io di quest’opinione finché non mi sono messa a studiare la storia per conto mio!! A scuola c’è una forma di indottrinamento sinistroide.Vade…
Sasha,
Certamente esistono valori sovietici, che sono più che altro valori sociali e sono anche molto importanti. Ma ricordiamo due cose: il pensiero comunista è materialista, ma soprattutto il comunismo è crollato quindi quando dico sovietizzati intendo quello che resta di loro, cioè i post-sovietici, che spesso sono disillusi sui valori sovietici e non hanno il paracadute morale della fede. Quando una persona non è mossa da ideali ma solo dalla sopravvivenza, dall’arricchimento e dal materiale, combina danni in giro e al mondo. Questo non vale solo per gli slavi, ma anche per l’Occidente.
Per quanto riguarda i contadini, quasi tutti in Europa (sia occidentale che orientale) hanno origine contadine. Non c’è nulla di male. I contadini ucraini hanno un’ideologia, che è quella religiosa. E cmq un rifiorimento religioso misto alla riscoperta delle tradizioni e a tratti nazionalista c’è anche in Russia. Putin e Kirill dove li metti? E ti dico anche, menomale che c’è, un popolo multietnico rischia di deragliare e perdersi senza un’ideologia o una religione di Stato. Infatti sono d’accordo con te che gli occidentali oggigiorno sono belli rincitrulliti.
Quello che dico è che dappertutto bisogna vedere la persona che si ha davanti, ma nel caso dell’est secondo me è più facile capire se una persona ha valori o vive a casaccio e cerca il pollo da spennare. Con gli italiani/occidentali è più difficile, perché magari li vedi vestiti bene, che vanno in chiesa o in giro a fare discorsi moralisti, e dopo a casa menano la moglie o la cornificano, o, nel caso delle donne, hanno l’amante.
OLLA ha centrato il punto: manca la coerenza.
Ultima cosa sulla xenofobia. I popoli xenofobi sono quelli che dagli stranieri sono stati invasi e sterminati-> Polonia, Ucraina, paesi baltici, ecc. Li capisco.
@Solnze I popoli xenofobi sono quelli che dagli stranieri sono stati invasi e sterminati-> Polonia, Ucraina, paesi baltici, ecc. Li capisco.
I cosacchi ucraini stavano chiedendo allo zar la cittadinanza moscovita e la protezione contra Polonia più di 60 anni. Perché? Qui una spiegazione da un polacco:
“At the same time, I (a Pole) often ask myself why impaling, European history, is associated with Vlad Dracula of Wallachia. I guess we Poles are lucky, Public Relations-wise. We Poles had impaled (literally) probably more Ukrainians, over time, than Vlad could dream of threading through. At some points we had been impaling them two to a stake, not enough trees for the stakes in whole counties. There was even a popular statement of friendship, among young Ukrainians, “I hope we end up on the same stake”. Seriously.”
@Solnze Infatti sono d’accordo con te che gli occidentali oggigiorno sono belli rincitrulliti.
Abbiamo fatto un passo indietro tutti… Pero gli italiani per fortuna hanno la mente troppo vivace e flessibile, non no visto tra loro dei zombi indottrinati.
@Solnze E cmq un rifiorimento religioso misto alla riscoperta delle tradizioni e a tratti nazionalista c’è anche in Russia.
È stata una reazione al internazionalismo obligatorio, pero nel fondo non siamo nazionalisti. Poi prefiero un concerto di Rachmaninov a un concerto di balalaika.
Sasha,
Voglio mettere in chiaro una cosa. Io non sono anti-russa e non smanio per i polacchi. Cerco anzi di avere una visione oggettiva. Tutti in quella zona sono vittime e carnefici, si sono sterminati tutti: russi, ucraini, polacchi e pure i rumeni.
A me piace la cultura tradizionale slava, quella che conosco di più è quella ucraina, ma ho sempre detto a tutti che non sono anti-russa. Il regime comunista ha fatto dei danni, mi sembra innegabile. Quando vedo gli ucraini prendersela con i russi rispondo sempre:” Anche i russi sono stati vittime (leggasi Solzhenicyn)” e ricordo pure che i polacchi non erano meglio. Forse erano pure peggio.
Gli italiani sono meno indottrinati… sì, forse è vero. Perché i nostri vicini che oggi predicano la pace ci hanno invasi e trattati come colonia per secoli. Ancora oggi, di fronte ai problemi, ci abbandonano. Occorre rinforzare i legami con la Russia, sono d’accordo.
Tutti gli slavi, se li si sa prendere, sono amichevoli. Nessuno è nazionalista. Tutti i movimenti nazionalisti sono reazionari. Anche quello in Ucraina. Anche mio marito ammette la prossimità culturale con i russi. Poi ci sono quelli stra-ottusi…e vabbè, cerco di non aprire bocca con loro perché tanto non…
A me piacciono sia Rachmaninov (lo ascoltavo quando ero incinta, il Rach3, dicono che sia il pezzo più difficile al mondo da suonare), che la balalaika. Sono due espressioni della cultura russa, una popolare, l’altra alta. Mi piace sia andare a teatro che alla festa di paese.
Sasha,
Sempre sugli italiani. Mi fa piacere che ti piaccia il nostro popolo, però in ambito relazionale (rapporto uomo-donna) c’è una cultura strana in Italia. Si è passati da una cultura molto maschilista ad una guerra fra i sessi dove le donne vogliono comportarsi da uomini. Non nego che le ragazze italiane, prese in massa, siano abbastanza “cafonette” e maleducate. Ma anche gli uomini sono pessimi.
Il rapporto uomo-donna in Russia (per Russia intendo l’intero russkij mir, Ucraina inclusa) è unico al mondo, l’uomo russo sembra distaccato e duro con gli altri uomini, ma con la sua donna è molto profondo e la rispetta. Inoltre, mentre l’uomo italiano cerca la donna mascolina, che divide il conto, che si comporta davvero da uomo, l’uomo russo ama la donna “gattina/geisha”, lui si vuole sempre sentire il capo, il cavaliere, e più la donna si mostra femminile, sensibile e vulnerabile, più lui la protegge.
In Occidente (Italia inclusa) le donne (almeno così dicono) non vogliono essere protette da un uomo, non cercano l’uomo forte (ma ricco sì), e l’uomo non ha voglia di sbattersi per le donne.
A me piace l’uomo che mi fa sentire за мужем in senso letterale. L’uomo russo ti fa sentire dietro uno scudo.
Avendo io una natura molto femminile, non mi ritrovo in questa società.
Non mi è piaciuta la tua frase d’esordio, appena arrivata qui sopra “le italiane non potranno mai avere la classe delle russe”. Non è vero. Ci sono italiane molto sensuali e geishe, guarda caso in un modo o in un altro sono state o frequentano l’est Europa e l’animo russo declinato all’italiana crea una combinazione micidiale. Ma sono pochissime, è vero. E non tutte quelle che vanno lì sono capaci di comprendern la cultura (io ho avuto la fortuna di aver avuto un’amica di Mosca e il marito che me l’hanno spiegata, oltre al fatto che essendo curiosa ho letto molto a tal proposito). Infatti molti fidanzamenti fra italiane e slavi, in particolare con uomini russi, sono destinati a finire male.
Solnze, non credo che potevo dire una frase del genere. Ci sono le italiane educate chi sicuramente hanno classe e ci sono tantissime russe di livello basso. Poi mai ho detto che una donna di classe deve essere “geisha”. Non è questo il punto.
“Si è passati da una cultura molto maschilista ad una guerra fra i sessi dove le donne vogliono comportarsi da uomini.”
E cosa vogliono? È obvio che agli uomini tocca comportarsi da donne. Si nota anche qui nel foro, tutto il mondo piange e chiede preghere per far tornare una fidanzata, manca discutere gli oroscopi.
Sasha,
Mi fa piacere che ci siamo chiarite!
Esattamente quello dicevo…lo vedi che piangono? Ahahah, sì hai ragione, manca solo l’oroscopo. XD
@Solnze: sulla “classe” delle russe ci sarebbe molto da dire! Ti farei leggere un intervento di un uomo italiano che aveva avuto a che fare con russe a partire da rapporti di amicizia a finire con convivenze/ matrimoni (2). In sintesi: lui diceva che la “classe” delle russe è molto fumo e poco arrosto… perché hanno magari classe nel curarsi, nel tenere i capelli (in Bielorussia ho visto donne di 38 anni con capelli che arrivavano al sedere…cosa ridicola per me perché a 40 anni non puoi Pettinari come una ventenne!), nel farsi vedere a non mangiare, nel fare le donne che seguono l’ uomo (poi dietro sono volta gabbana perché un tradimento non è considerato così immorale come nella cultura latina). Ma poi le descriveva come TERRIBILMENTE rozze su tante altre cose. Ad esempio, nelle conversazioni telefoniche, nel cambiare idea senza dare spiegazione, nel rapporto con i parenti acquisiti, nel NON essere indipendenti su nulla dall’uomo, nel non sapersi costruire una carriera propria, nell’essere tremandamente cafone a tavola (questo posso confermarlo pure io avendoci mangiato insieme), nel non avere la benché minima spiritualità (ti fanno vedere che credono, battezzano magari i figli come cattolici perché il “marito” è…
cattolico ma poi se ne infischiano altamente della formazione religiosa/cattolica dei figli (esperienza diretta: russa “sposata” con italiano…figlia battezzata come cattolica, a 12 anni deve fare la Cresima…la madre non la porta mai a Messa perché “il Cattolicesimo non è la mia fede”… però la sistemazione economica da un cattolico l’hai sfruttato…avrebbe dovuto essere mia moglie…le avrei dato 30.000 calci in culo). C’è chi pensa che la classe di una donna consista nel “tenersi”…io ritengo che la classe di una donna di noti da certe sfumature/sottigliezze!!! Purtroppo gli “uomini” italiani non sono così intelligenti da arrivarci. Chi dice di “sposare” una straniera per avere un modello di famiglia “tradizionale”, dice una scemenza immane: infatti, cosa c’è di più tradizionale di una famiglia costituita da simili? Che condividono storia/cultura/religione/abitudini/cibo/ tratti somatici?
OLLA,
Cerco di rispondere restando obiettiva. Le due culture sono diversissime.
CAPELLI-> Nel mondo slavo i capelli lunghi sono considerati simbolo di femminilità. Io adoro i capelli lunghi e non li taglierò mai, nemmeno a 90’anni. Al massimo farò una treccia o una crocchia. Attenzione, anche da noi era così molto prima, tipo nell’800. I capelli corti sono iniziati a comparire col primo femminismo negli anni Trenta, ma la Russia già aveva imboccato una strada diversa.
DIPENDENZA DALL’UOMO-> in Russia e Ucraina le donne tendono ad essere più orientate alla famiglia. Agli uomini russi del resto piace sentirsi “capi” dentro casa. Un uomo russo che riesce a mantenere la moglie si sente uomo di successo (me lo ha detto un russo, ma diversi slavi me lo hanno detto), anche se ci sono anche donne che lavorano e mantengono la famiglia, ma è vero, di solito sono donne sfortunate o sole. È più “prestigioso” essere sposate e avere un marito che guadagna discretamente. Lo sai che la parola sposata in russo si dice “zamuzhem”, cioè “dietro marito”?
Agli uomini russi non piace tanto la donna determinata, forte, aggressiva, piace quella dolce, materna. Però questa è la mia impressione, aspetto la risposta di Sasha.
Un’altra caratteristica che piace nelle donne, agli uomini russi, sono: i lineamenti del viso dolci, femminili, un po’bambineschi, e il comportamento pacato, sereno. Poi magari a casa ti aprono le russe, ma pubblicamente è molto molto raro.
Quando mi volevano fare un complimento in Ucraina mi dicevano che ero molto posata, non sembravo italiana secondo loro, mi scambiavano per una post-sovietica, magari una caucasica o un’ungherese/rumena dato che sono bruna.
Questo per far capire che la scala di valori è diversa.
Io penso che in questo tipo di coppia mista è facile fraintendersi. A me va bene perché di carattere sono più simile alle ucraine che alle italiane. Però allo stesso tempo quella ucraina non è per niente una società bigotta. C’è il divorzio. Circa il tradimento, penso che si tradisca anche qui, se non di più, ma come comportamento è più inaccettato. Lì lo si prende per quelli che è: capita, l’importante è non perdere la testa per (la o lo) amante.
@Solnze:
Capelli: lo so che per loro i capelli lunghi sono simbolo di femminilità… tuttavia non trovo femminile una donna di 38 anni coi capelli lunghissimi tipo ventenne. In Occidente, inoltre, trovi diversità di acconciature, là sono tutte coi capelli lunghi.
Carriera/famiglia: sì, certo… più orientate verso la famiglia. Come no. Francamente, non trovo “prestigioso” che si debba essere sposate con marito che guadagna discretamente…per me le donne hanno il dovere di guadagnare discretamente da sole. Il loro orientamento alla famiglia mi risulta comunque fasullo…leggiti l’esempio che ho citato sulla questione Cresima figlia/fede del marito. Penso che le slave APPARENTEMENTE sembrino più orientate verso la famiglia ma poi, scivolano brutalmente su certe sfaccettature/aspetti famigliari. Trovo squallida la definizione “dietro al marito”!!! Per me è sinonimo di una coppia che non cresce, non evolve. E lo dico io che credo nella sottomissione femminile! Ma dire che una donna debba stare “dietro al marito”, lo trovo aberrante. Capisco perché in Bielorussia nessuna donna, anche giovane, guidasse, parlasse 10 parole di inglese, conoscesse una ricetta straniera, viaggiasse da sola. A mio avviso sono 1.000 volte…
meglio le donne nordiche. E poi, scusa, trovo ridicolo che si parli di “valori famigliari” in Paesi dove i divorzi sono altissimi, gli orfanotrofi pienissimi, i mariti lasciati numerosissimi, i legami famigliari quasi inesistenti (in Bielorussia sembrano attaccati alla famiglia di origine ma poi noti che si vedono quando ne hanno voglia…non conoscono quella reciprocità di diritti/doveri famigliari e anche amicali tanto cari ai latini).
Tradimenti: in Italia si tradisce molto…ma l’adulterio viene visto come un peccato mortale tutto sommato. A loro non interessa più di tanto. Forse sono più pratici.
Non capisco poi perché si debba sempre dire che agli uomini slavi non piacciono le donne aggressive, in carriera…come se tra la bambolina “dietro al marito”, in “matrimonio prestigioso” con capelli al sedere “femminili” non potesse esistere la via di mezzo ovvero le donne poco bambole che rispettano il marito ma non lo seguono come un cagnolino segue il padrone, donne che il “matrimonio prestigioso” se lo costruiscono da sé lavorando sodo e sono “capi” insieme al loro uomo, che NON sono orientate alla famiglia sulle scemenze (e ti posso confermare che russe, ucraine ecc…vivono di scemenze salvo rare eccezioni)