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Elasticità a senso unico

Nelle recenti manovre del governo è previsto anche l’innalzamento dell’età pensionabile per i lavoratori.

La logica dovrebbe essere che, lavorando per più anni L’ INPS continuerebbe a ricevere denaro piuttosto che versarne e così, tutti felici e contenti a discapito di lavoratori anziani che hanno accettato e sottoscritto una previdenza obbligatoria con determinate regole, e operato scelte di vita e lavorative proprio in base a tali regole, le quali ora, vengono buttate nella spazzatura come carta straccia.

Io mi domando come è possibile che i nostri politici non si rendano conto che un muratore, ad esempio, quando raggiunge i 55 anni di età, come esempio, fa una enorme fatica a caricarsi sacchi di malta da 30 Kg sulle spalle e salire su scale a pioli andare sui tetti e calarsi nelle cantine ?

Ci sono centinaia di migliaia di persone che, per potere continuare a lavorare devono prendere antidolorifici, e poi sotto effetto di questi sedativi svolgere attività estremamente faticose e pericolose.per se stessi e per gli altri.

Io personalmente sono malato di ernia al disco, e sono costretto a lavorare anche dodici ore al giorno, quando ce la faccio, smontando pompe nelle fognature o arrampicandomi su scale a pioli da dodici metri per accedere alle coperture, ho 55 anni e non ce la faccio più..ogni tanto mi devo mettere in malattia, andando a gravare sulla collettività ed allungando così il momento della messa a riposo. In questo modo L’INPS, con scarsa lungimiranza, deve pagare la mia malattia..ma poi ritiene di recuperare allungando il periodo durante il quale io verserò i contributi..ma la mia malattia è cronica e non può altro che degenerare..così si andrà all’infinito ? NO ! Perché dopo 2 anni circa di malattia nel corso dell’iter lavorativo L’INPS non riconosce più nulla !

Farebbero prima ad uccidermi, così risparmierebbero..dovrebbero solo versare una quota a mia moglie.

Io capisco che gli illuminati governanti non abbiano mai provato a sgobbare dalla mattina alla sera rovinando la propria salute per sbarcare il lunario e quindi non comprendano quanto ” usuranti ” siano determinati lavori..ma..considerato che l’obiettivo è risparmiare, perché non permettere, a richiesta di chi non ce la fa proprio più, di vedersi ridurre l’orario di lavoro ( una sorta di avviamento alla pensione ), a fronte di un riduzione successiva della quota della pensione percepita ?

In questo modo si otterrebbero condizioni di lavoro più umane nei confronti di lavoratori anziani o malati ed un notevole risparmio per L’INPS che verserebbe meno soldi nelle tasche dei futuri pensionati.

Perché i nostri grandi ed illuminati politici non arrivano a questa semplice soluzione ?

Su base volontaria, ovviamente, per i lavoratori sopra i 50 anni di età e con 35 anni di contributi versati ( tanto per rimanere aderenti alle condizioni precedenti le attuali manovre )..ma sai quante persone rinuncerebbero a 100 o 200 € al mese pur di potere lavorare un po più serenamente ed avere la possibilità di accudire genitori anziani e malati ?

Ma perché dobbiamo essere sempre noi succubi ad avere le idee migliori ?

Distinti saluti:
Diego Anelli

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