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Ecco perché

Lettere scritte dall'autore  Insensatamente

Ricominciamo da capo.
Sono una ragazza di 22 anni (li sto per compiere a breve) .
Ho conosciuto D. tramite chat; insieme ad altri si era creato un canale apposta per noi della stessa provincia lì su tiscali. Era una di quelle sere in cui cercavo di svagarmi un po’ in modo insolito comunicando i miei malesseri, la scuola stava per finire e così ho iniziato a perdere un po’ del mio tempo con gente un po’ conosciuta e un po’ sconosciuta con un nick strano per attirare, ovviamente. Mi contattò lui, iniziammo a parlare, distanti 5 km ma la chat disinibiva quel tanto che bastasse per renderci dei perfetti estranei e aprirci. Ero arrivata in un momento particolare della sua vita mi diceva, e lui della mia. Per tre mesi ci siamo soltanto scritti, non più per chat ovviamente. Era estate e lui stava già a mare.
Ci siamo incontrati in chat un giorno di giugno, ci siamo incontrati dal vivo un giorno di settembre. È stato subito colpo di fulmine! Mi piaceva, era insolito, particolare, strano, sempre pronto a stupirmi. Ho passato i miei migliori anni scolastici e di vita con lui, era presente al mio esame di maturità. Direi che sono riuscita a portarlo ovunque io volessi pur di non staccarmi da lui. Abbiamo scelto la stessa città universitaria entrambi. Lui aveva addirittura provato i test in Accademia ottenendo i migliori risultati ma vi ha rinunciato per me. Ora è l’unica cosa di cui mi pento; se avesse accettato quel posto chissà che ora non ero su un treno diretta verso la sua destinazione. Ma vabbè, non voglio perdere il filo del discorso gente!
Il primo anno di università potrei definirlo come una sorta di convivenza per noi due. Io vedevo quella città tramite i suoi occhi, era l’unica persona che mi bastava in tutto e per tutto, e non mi annoiava mai. Se così fosse stato, sarei riuscita ad ambientarmi meglio in quella città con un giro di amici tutto mio. Ma esistevamo soltanto noi due. Purtroppo. Eppure era quello che volevo.
Il secondo anno di università è stato quello di transizione verso una grandissima cavolata che da lì a breve avrei commesso. Tuttora mi chiedo chi me l’abbia fatto fare. Forse l’incoscienza?
Rivedo il mio ex, G. lo sentivo su messenger saltuariamente. Una persona sempre schietta, ragionevole fin troppo che non voleva affatto vedermi perché fidanzata nonostante io avevo solo voglia di parlargli e basta. Ma per lui era troppo. Era irrispettoso nei confronti di D. E magari avessi seguito le sue parole! Invece no, testarda e istintiva come alle volte mi scopro, ci rivedemmo.
Non è successo mai nulla, non perché lui non voleva o io sì oppure viceversa. No affatto, questo pensiero non aveva attraversato nessuno dei due. Fu solo una chiaccherata di tre ore senza un minimo di contatto fra noi. Però il cuore batté quella sera mentre attendevo mi passasse a prendere. Non lo rivedo da una vita, gli ho sempre voluto bene e mi faceva piacere rivederlo. È sempre stata una persona realista, a volte anche cinica, che sapeva e sa dove possa arrivare ogni volta la gente quando dice e fa con ogni sua cosa e mezzo; insomma un piccolo psicologo in erba.
Ho nascosto a D. quell’incontro per ben 8 mesi. Non riuscivo a guardarlo negli occhi, sapevo di avergli mentito su chi avrei incontrato quella sera (un’amica, o meglio, l’amica di turno) . Gli ho mentito perché non aveva mai accettato il mio passato e con chi lo avessi trascorso prima di lui. Non amava parlare mai degli ex. E non so fino a che punto adesso possa aiutare evitare certi discorsi se poi io ho commesso un passo del genere. D’altronde non mi avrebbe capita. Una volta confessatogli il tutto, non aveva affatto deciso di lasciarmi, era pronto a perdonarmi. Ora mi chiedo chissà perché ma la risposta la conosco già: mi amava più della sua stessa vita e nonostante tutto, mi accettava.
Io non ho voluto accettare il suo perdono, pretendevo da lui che mi punisse. E così avevo deciso di stargli lontano. In teoria, ma nella pratica, per un anno intero ci siamo comportati come due perfetti amanti. Però per gli altri non stavamo insieme, ovviamente. Quando mi raggiungeva raccontava ai suoi amici di scendere a casa, invece era da me a casa mia. E così sono iniziate anche le sue bugie. Oltre le mie. Sentivo G., il mio ex di sempre, più spesso, mi piaceva parlargli. Per il fatto che avesse una testa così grande ed era pronto sempre a capire il perché delle cose, mi faceva sentire consolata; almeno qualcuno mi era sincero in quell’assurda situazione. Fino a quando non ci siamo rivisti di nuovo, e stavolta era tutto più diverso. Io non stavo con nessuno nonostante mi dessi ancora per tutto e in tutto a D. Ma nelle mie stupide pretese, non dovevamo stare insieme. Avevo in mente qualcos’altro diverso da lui, da D.
La mia verginità l’ho persa all’età di 19 anni con D., dopo un anno e mezzo che stavamo insieme. Per l’educazione che ho ricevuto, per le filosofie di vita che ho voluto seguire ( e studiavo in un liceo socio-psico-pedagogico) volevo rendere me stessa qualcosa di raro e unico da concedere a chi mi fosse stato complice al tal punto da arrivare a farci l’amore. E mi fidavo di D., era la persona giusta. Mi voleva bene e mi amava.
Faccio un piccola digressione: il sesso per alcuni è un punto di partenza, se ci piace andiamo oltre. Per altri invece, per me, è sempre stato un punto di arrivo, un completamento per quell’amore che platonicamente due persone possono arrivare a darsi se ci credono.
Con D. era stato solo un crescere di emozioni, e piano piano ci scoprivamo. Ma la cosa che non capirò mai è perché sia andata così. Rispettava davvero i miei tempi indipendentemente dall’amore che provavamo e quindi gli piacevo, oppure oppure era solo innamorato di me e disposto a tutto?
Arriviamo all’estate scorsa, io e D. portavamo qualcosa di bello dentro ma fuori lo mostravamo a tratti. Mi raggiunse a mare. Mi raggiunse anche G. Con quest’ultimo restavamo sempre fermi a parlare, mai niente di più. Fino a quando una sera non finii per trovarlo sopra di me pronto a fare l’amore. E D.? Lui ovviamente stava da tutt’altra parte, non immaginava affatto potessi essermi spinta oltre con G. Forse non fantasticava affatto su me e G. per quanto lo odiasse.
E così ho finto anche con me stessa di amare G., di non aver mai smesso di farlo. Ma forse tutto questo succedeva perché fu lui a lasciarmi quando avevamo 14 anni per provare nuove esperienze. E per esperienza fatta, non vale cominciare qualcosa con un’altra persona se i sentimenti precedenti non muoiono per quell’altra persona. I miei non erano morti per G., ma semplicemente avevano subito una trasformazione con D. Con lui ero arrivata quasi a toccare la luna. Ma guardavo troppo sotto terra per capire che era sempre stato così.
Non contenta, ho lasciato la città mia e di D., per G. E sono arrivata fin quassù. Eppure sentivo di sbagliare, di commettere un errore e che di D. non mi sarei più liberata perché nel momento in cui lo lasciai per partire, fu in quell’istante che mi entrò dentro per sempre.
Ho frequentato G. per un paio di mesi quissù. Poi non sono più riuscita ad andare oltre con lui, mi davo fisicamente ma dopo provavo rifiuto, non volevo fossero le sue mani a sfiorarmi. Cercavo lui, D.
E così nel mese di novembre l’ho ricercato. Da allora ho trascorso mesi di irrequietezza, incomprensioni, assenze, pazzia pura. Non voleva saperne di me eppure non riusciva a mandarmi via del tutto. E c’era lei al mio posto. Quante bugie ho dovuto subirmi purché non mi parlasse chiaro. Un modo bizzarro di tenersi entrambe nella sua vita.
Di G. dopo novembre non ho voluto più saperne. Un po’ ce l’avevo con lui e tuttora, visto dove mi trovo, mi odio odiando lui.
E da allora arriviamo ad oggi. In tutto questo tempo insieme a me D. mi diceva di amarmi ancora, di sentire la mia mancanza, di tenerci a me e che soprattutto non avrebbe più amato come con me.
Oggi abbiamo avuto l’ultimo affronto. Non dimenticate che ho sofferto tanto in questo lasso di tempo interminabile per lui… non riuscivo ad ottenere nulla nonostante gli dimostrassi i miei pentimenti.
E se continuavo e ho continuato fino ad oggi a cercarlo è stato perché lui c’era sempre più spesso dietro la cornetta e visivamente. Ci siamo visti 4 volte e per 3 volte abbiamo fatto l’amore. Forse io ho fatto l’amore con lui, ma lui non so. Non me lo saprò mai spiegare.
In tutto ciò, lei è stata una presenza costante. Non so cosa si siano dati, per quanto e come e perché, sta di fatto che oggi ho pianto infinitamente per lui al telefono. Gli dicevo di amarlo e lui: “si anchi’io, abbastanza.. ma non mi va did dirtelo per telefono così. Te lo dirò quando staremo insieme”. Sì perché lui era ed è l’uomo dell’ “Aspettami che vivremo l’impossibile insieme”. Ma oggi mi è ritornato tutto.
Primo: la sua nuova ragazza dev’essere un angelo per essere all’oscuro di tutto ciò e non farsi tante domande. Non gli controlla il cell e le chiamate che può fare D. Lei si fida della sua parola. E fino ad oggi mi fidavo anch’io della parola di D. Ma adesso, a mente lucida, come potrei fidarmi io di una persona del genere? Che soprattutto rammenta di amarmi?
Secondo: aspettarlo sarebbe significato per lui una dimostrazione del fatto che avrei voluto soltanto lui. Sì, lui ora sarebbe la mia ultima battaglia che voglio ancora vivere ma lo merita? Sta con lei.
Terzo: sta con lei perché lo fa stare bene, parole sue. Già, non fa troppe domande lei, sta al suo posto, non impegna così tanto. E lui diventa sempre più squallido. Pensa me ma sta con lei. Che brutto scherzo la natura!
Quarto: è convinto che ritornerà.
Io oggi credo d’aver toccato il limite primo della depressione. Cercavo da lui un tempo sul quando fosse ritornato ma ovviamente non poteva saperlo. Non può saperlo perché ora è tempo di lei.
Io di una cosa sono sicura, l’ha tradita. E con me.
Ora miei cari e mie care, vi lascio.
Aver scritto e ripercorso la mia storia passata mi ha fatto ricordare alcuni perché di certi miei gesti.
Amo D. e continuerò farlo fino a quando potrò perché stavo bene con lui ed è piombato nei miei pensieri quando meno me l’aspettavo. Non morirà mai per me. Ma se penso a tutte le cose che ultimamente ha potuto farmi passare, al fatto che la sua lei persiste nel suo presente.. mi verrebbe solo voglia di odiarlo. Ma non è masi abbastanza per quello che invece posso provare ancora per lui.

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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1 commento

  1. 1
    rossana -

    storia sofferta ma contorta.

    a volte non è facile nè scegliere nè aver chiaro in sè di cosa si ha più bisogno, visto che tutto NON si può avere…

    a mio avviso, quando la magia dell’unicità a due si rompe, è molto difficile rimettere insieme i cocci. si dovrebbe tenerlo ben presente, prima di lasciarsi qualcuno alle spalle…

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