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Cascioli multato: impudenza a chiedere della storicità di Cristo

Lettere scritte dall'autore  Yoel
La lettera è pubblicata a Pagina 1

L'autore ha scritto 34 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

27 commenti

Pagine: 1 2 3

  1. 21
    filippo -

    Virgilio, veramente nell’introduzione a A. G. si legge, se non vado errato, che G. F. era molto critico nei confronti della storiografia greca che considerava più “attenta allo stile che alla verità” mentre lui teneva “più alla verità che allo stile” e poi cito dalla pagina 20: “Giuseppe non entrò nella storiografia in modo approssimativo e casuale, ma con una notevole preparazione teorica e una esperienza pratica acquisita sul campo”. Che poi non fosse un cretino lo testimonia anche, come avevo già detto, il ceto sociale della famiglia e tutto il suo giro di relazioni.
    quanto al resto, non è un fatto nuovo che la figura di Gesù sia stata circondata dall’alone del mito; Osiride allora?! mancava anche quello dalla lista! infatti, per questo ci si interroga su dove finisce la storia e dove comincia la mitologia.
    Cascioli avrà pure studiato, non dico di no, ma mi rende diffidente la stupidità di quella che tu chiami “boutade”; uno studioso serio non fa ‘ste scemate! peraltro, questa è l’epoca di Dagoberto erede di Cristo e di Maddalena, di certi templari con il vasetto di onice che sarebbe il santo graal, di atlantide in sardegna etc. etc. etc…; da qui a associare a Gesù quel tal Giovanni di Gamala non è che un esercizio come tanti; scommetti che se voglio ti trovo le prove che Gesù in realtà era il vero fondatore del Mossad?!
    se invece vai un poco più a fondo nelle cosiddette rivelazioni, allora ti accorgi che, liberato il campo dalle sovrastrutture, la realtà che c’è sotto è assai interessante e non solo non ha nulla a che fare con l’uso che ne è stato fatto, ma nulla a che fare nemmeno con la pretesa di una passata o futura rivelazione di “Dio” all’uomo.
    anche per questa ragione dico che uno serio non fa quel che ha fatto Cascioli, a meno che non abbia capito un accidenti della materia e si sia divertito semplicemente a mettere sul mercato un’altra .. boutade!
    la nota al testo della UTET poi è seria e non un colpo al cerchio e uno alla b otte; infatti, dice con chiarezza che esistono diversi atteggiamenti fra gli studiosi, anche se quello moderno prevalente è di dire che il passaggio è originale.
    che i cattolici oggi prendano atto di certe cose non è una novitàà: ci sono anche quelli che contestano la teologia come pratica;Todini è un fan della scienza e della tecnica; questi si adattano ai tempi, ma se si parla di ricerca bisogna produrre le fonti. non mi pare che la lunga lista di riferimenti autorevoli contenuti nella nota a piè di pagina sul Testimonium flavianum sia meno che un sito internet; nondimeno ci darò un’occhiata e poi se ne riparla.

  2. 22
    virgilio -

    A Filippo.

    Ma nell’introduzione alle A.G. si deve leggere anche a pag.32 ove Reinach dice di Giuseppe Flavio:

    “Giuseppe non aveva un grande seguito, nè un grande carattere, ma era un insieme singolare di patriottismo giudaico, di cultura ellenista, di vanità. Come storico, in generale attesta poco senso critico; nelle sue composizioni lascia contraddizioni e rimandi a passi inesistenti che fanno poco onore alla sua accuratezza; PROFESSA ANCHE UN INSUFFICIENTE RISPETTO ALLA VERITA’, ALLORCHè ESSA NON QUADRA CON LE SUE CONVINZIONI NAZIONALI, il suo amor proprio e il suo interesse del momento….tutte le sue opere hanno caratttere apologetico che a volte si manifesta con esagerazioni, a volte con soppressioni calcolate””

    Ti faccio due esempi di come Giuseppe concepisce la “Storia”: quando scrive di Ciro, l’imperatore persiano, dice che questi lesse la profezia conteneuta in Isaia che profetizzava la sua venuta e che avrebbe liberato gli ebrei; quella fu, come al solito, un “vaticinia ex aeventu”; il DeuteroIsaia è del V° secolo, posteriore alla conquista di Ciro; ma lo “storico” Giuseppe mostra di non saperlo.

    Di Alessandro Magno scrive che questi, quando entrò in Gerusalemme, gli mostrarono la profezia di Daniele che indicava la sua venuta. Ma Alessandro Magno mai andò a Gerusalemme (per conquistare la Giudea gli bastò sconfiggere i Persiani in due battaglie) e, anche qui, le “profezie” di Daniele risalgono al 165 d.C. un secolo e mezzo dopo le conquiste di Alessandro.

    Poi basta pensare che Giuseppe inzia le sue ‘Antichita” con il mito di Adamo ed Eva; ma che razza di storico è questo? Come vedi è inaffidabile.

  3. 23
    virgilio -

    Nel mio testo numero 20 ho dato un’informazione sbagliata, falsa. (Vatti a fidare ….)

    Non è vero che al Museo dell’Aia c’è un manoscritto delle Antichità Giudaiche che non contiene il famoso Testimonium Flavianum.

    L’informazione corretta (Gordon Ryland, “Did Jesus Ever Live?” London 1929, Pag.20) è che quel teologo, Vossius, AVEVA, nel XVI° secolo quel manoscritto, ma ora non c’è più. Rimangono gli scritti di Vossius che lo afferma.

    Saluti a tutti e perdonatemi.

  4. 24
    filippo -

    virgilio, l’introduzione contiene anche altri punti che “sembrano” inficiare l’oggettività di G. F. ma che di fatto non inficiano un bel nulla.
    è chiaro che se diamo a questi pochi passaggi il senso peggiore, allora G. F. lo buttiamo nel cestino, specie se consideriamo che inizia la storia con il resoconto di Genesi, ma è chiaro che il senso non è quello, come pure è chiaro che Giuseppe, giustamente, tiene alla sua nazionalità, ma questo non vuol dire nulla rispetto alla considerazione complessiva che si ha di lui come storico e tale considerazione è molto consistente, cosa che risulta chiara da tutta l’introduzione.
    vogliamo riportare qui tutta l’introduzione alle A.G. e vederla passo passo?!
    in aggiunta, i passaggi che riguardano Gesù o il Battista non hanno nulla a che vedere con eventuali “parzialità di giudizio”.
    ps. anche io ho da fare un’ammenda: ho involontariamente scritto Todini al posto di Tonini, ma so che il cardinale non se la prenderebbe per così poco.

  5. 25
    ugo biheller -

    per la risposta alla 14 e 15

    Essere assolutisti in un mondo relativista sul piano filosofico e dei valori non é in assoluto un difetto, ma una sacrosanta virtú. Sarebbe opportuno discutere seriamente sull’esistenza di Gesú, Figlio di Dio, incarnato, morto e resuscitato.
    Quanto al processo Galileo, ho fatto un piccolo studio, dovuto ai miei impegni accademici qui in America Latina e anche sull’Inquisizione, su cui si parla sempre a sproposito. Per chi desidera dibattere questi argomenti, dal momento che lo spazio é limitato Vi do un mio e-mail: iaquino_333@yahoo.es, ubiheller@hotmail.com
    Cordialitá

  6. 26
    virgilio -

    Caro Filippo, vedo che non riesci ad incassare….fra l’altro si continua a parlare di Giuseppe Flavio, mentre il tema di questo spazio è Cascioli.

    Ancora per Giuseppe, ti riporto il giudizio di Robin Lane Fox dal libro:”Verità e invenzione nella Bibbia”,1992, Rizzoli:

    “Negli anni Novanta del I° secolo l’ebreo F. Giuseppe, che conosceva gli autori greci, lodò i meriti superiori della Sacra Scrittura ebraica come storia.Nel medesimo contesto egli fece riferimento ai 22 libri (della Bibbia) che contenevano la storia scritta di tutto il tempo dalla creazione al Re Artaserse (465-424 a.C.). Questi 22 libri non si contraddicevano fra loro, ed erano stati scritti da profeti ispirati (da Mosè in poi) e conservati da sacerdoti la cui purezza di linguaggio, come la purezza del testo era mantenuta rigorosamente.

    Viceversa, secondo F. Giuseppe i greci scivevano per fama e per danaro.I loro libri della storia antica furono scritti molto tempo dopo gli avvenimenti, e si contraddicevano largamente l’uno contro l’altro.

    Flavio Giuseppe sbagliava in modo interessante. Aveva torto su quegli autori “Profetici” (la maggio parte di quei 22 libri furono scritti molto tempo dopogli eventi che descrivono); aveva torto sul lignaggio ininterrotto dei sacerdoti; sbagliava di grosso sull’integrità del testo. Soprattutto non si fermò a domandarsi se l’armonia che tanto lo colpiva in quell’unica versione non fosse un indizio di carenza di senso critico.

    Tra i greci, Erodoto riportava storie contrastanti, forse con il risultato di essere consapevole dei limiti della conoscenza; gli autori biblici narravano una storia fondata meno solidamente di quanto credesse F.Giuseppe (non era primaria), la quale non affrontava mai i problemi di metodo che le fonti orali discordanti creavano per gli investigatori””

    Io concludo qui le investigazioni su Giuseppe Flavio e connessi biblici.

  7. 27
    filippo -

    virgilio, qui non c’è proprio niente da incassare!
    non hai capito il punto.
    è stato già acclarato che esistono diversi partiti sulla questione, che qui sopra c’è una lista di ricercatori tedeschi e dintorni che la pensano al contrario di quelli che tu citi e per i quali non io ma una fonte accreditata afferma che risultano riflettere l’atteggiamento scientifico oggi prevalente.
    quello che dici non smentisce tale asserto, anche se testimonia le tue preferenze in materia.
    poi guarda che si sta parlando di G. F. perché è pertinente nella discussione sulla fantasia commerciale del Cascioli (che sia tale lo dimostra anzitutto il comportamento di basso profilo del Cascioli medesimo).

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