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Non credendo più nell’amore come si fa ad apprezzare la vita?

Io non ci credo più. Per anni ho inseguito il sogno di amare. Poi succede che vivo una storia intensa, nella quale non ho fatto altro che essere me stesso mettendo nella mani della persona che amavo il mio cuore. L’ha stritolato con una tale facilità da lasciarti senza fiato. Succede così, è la vita. Io semplicemente non l’accetto.

Non voglio più rischiare di stare cosi male, ammesso che ne verrò fuori. Probabilmente sono troppo particolare io ma in questo mondo non mi ci trovo proprio più. Non mi trovo a mio agio con niente. Solo con il pensiero. Con la filosofia. E con la natura. Si può vivere così, solo di questo ed esonerarsi da tutto? A detta delle persone di fuori sono un giovane brillante, bello, simpatico che non avrebbe nessun problema a fare qualsiasi cosa. Bene io voglio diventare un eremita. Voglio mandare tutto quanto a quel paese. Non voglio più sapere ne di amore, ne di amici, ne di lavoro, ne di civiltà. Mi fa veramente tutto quanto schifo. Tutto. Siamo tutti quanti dei fottutiissimi nevrotici, che si muovono in un mondo culturale malato. Ma è possibile non vederlo? Già il solo fatto di scrivere su questa tastiera, davanti ad un insieme di pixel luminosi che mi connettono con gente che non conoscerò mai. Ma è possibile non capire che ci stiamo piano piano esonerando dal vivere? E comunque sono stanco, stanco anche di impegnarmi nello scrivere, stanco di tutto, stanco di pensare ai miei problemi, stanco di soffrire per delle dinamiche semplicemente assurde. Stanco di capire l’amore.

Ho tanta voglia di solitudine, ma non quella solitudine che ti fa sentire un diverso, quella solitudine che prende come metro di paragone le altre individualità. Ho voglia di isolarmi dalla civiltà, questa civiltà che con le sue legalità assurde ci ha fatto diventare tutti quanti una massa di psicopatici, viziati, oziosi, avidi di inutilità. Di fatto non esistono più le cose semplici, e le persone semplici.

L'autore ha scritto 16 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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7 commenti

  1. 1
    rossana -

    ciao Leonardo,
    quasi quasi mi scuso di risponderti…

    1) ci sono persone che possono vivere benissimo senza amore e altre che considerano l’esistenza mutilata se priva di questo confronto ravvicinato con un altro individuo, nell’ottica di poter trascorrere la vita saziando a vicenda i reciproci bisogni. chi meglio sa sognare (e più ne ha necessità) raggiunge mete a due più alte (e, se cade o se la sorte gli è avversa, si fa più male) di chi si impedisce di lasciarsi andare alle illusioni o non ne è per niente attratto.

    a lato di chi non pensa affatto all’amore, considerandolo una fola priva di senso, c’è chi non ritiene la vita degna di essere vissuta senza di esso, magari pure patologicamente. mio nonno si è suicidato non essendo in grado di sopportare la perdita della compagna. Pavese ha preferito non continuare a vivere senza la speranza di poter essere amato…

    2) sì, volendo si può vivere serenamente con il pensiero, la natura e altre passioni che dipendano da noi soltanto. dovresti conoscere il concetto espresso da un antico filosofo (forse Epitteto) circa l’opportunità che non sia saggio buttare una sola ancora per trattenere una nave…

    3) per quanto si pensi, si legga, si scriva, si verifichi, si analizzi, ecc… credo non sia proprio possibile comprendere l’amore, ed è bene che sia così. c’è una tale infinità di tipi di amore, tutti validi per i soggetti che li vivono, da uscirne pazzi!

    per quanto mi riguarda, ritengo che l’amore possa raggiungere la sua forma più elevata, che è quella che lega due individui per la vita, solo a condizione
    – che entrambi siano emotivamente MATURI nel momento della scelta e siano fortunati nell’incontro,
    – che sappiano molto bene cosa desiderano dall’altro e dalla loro esistenza in comune e
    – che, essendo caratterialmente EQUILIBRATI, siano capaci di mantenere costanti nel tempo la fiducia, la stima e il rispetto reciproci.
    casi simili, benchè rari, sono esistiti e continuano ad esistere, a ogni livello culturale e sociale, e queste coppie (ho avuto modo di conoscerne tre di rilievo da vicino) sono in grado di superare insieme qualsiasi avversità, incrementando e mai diminuendo l’amore che li lega. sono loro ad alimentare il mito!

    4) la semplicità dovrebbe essere una scelta primaria, non un ripiego. essere semplici ed amare le cose semplici, anche le piccole cose, dovrebbe essere un modo di vivere che ci è congeniale, che ci fa sentire bene con noi stessi ovunque e comunque si svolga la nostra vita.

    PS: grazie a tutto quello che ho letto, pensato ed espresso qui in questi giorni, forse sto riuscendo ad accettare di “lasciar andare” amorevolmente chi non ha voluto starmi vicino. ho deciso, dopo grande esitazione, di non scrivergli più (avevo intenzione di farlo una volta al mese) e di conservare semplicemente il ricordo dei momenti più belli che, direttamente o indirettamente, mi ha regalato. spero possa succedere presto la stessa cosa anche per te…

  2. 2
    rossana -

    (segue post 1)

    precisazione: quando accenno a tre casi di rilievo intendo riferirmi a coppie in cui non sono venute a meno nel tempo più di tanto l’attrazione fisica e mentale, quelle cioè che classifico come animate dall’amore-passione, tanto per distinguerle da quelle animate dall’amore-sodalizio (casi, ben più numerosi, in cui si rimane uniti, magari anche piacevolmente, ma senza più quella fiammata inziale, affievolitasi di molto oppure trasformatasi in un affetto più posato e più razionale). se si nota come interagiscono i partner fra loro, si può distinguere chiaramente le une dalle altre.

    a volte l’amore-passione regge meglio tra gli amanti anche se i casi che ho considerato più significativi, proprio per evitare commistioni, sono stati relativi a coppie sposate.

  3. 3
    Leonardo88 -

    Cara rossana, ormai leggere le tue risposte è diventato familiare! =) Ho una tale confusione dentro..non so esattamente cosa vorrei dimostrare aprendo nuove discussioni che di fatto non dicono nulla di nuovo. Credo abbiano semplicemente lo stesso valore del pianto di un bambino che vuole il cibo ma è incapace di procurarselo da sè. Mi sento così, inerme, vulnerabile e insulso. E solo, molto solo. E vivo in un ambiente che non mi piace affatto, che non mi fa ben sperare nel futuro.

    La cosa però peggiore che ho fatto nella mia vicenda sentimentale è stata lasciare che i miei vuoti interiori venissero coperti da una donna. é stato come ricoprire una buca con delle foglie: c’erano ma non li vedevo più. Mi ero illuso di aver riuscito finalmente ad essere uscito da quella tristezza interiore che ha preceduto la mia ex ragazza. Oraa che non c’è più è ritornato tutto a galla, in compagnia della perdita dell’amore. Ma questa è un’altra storia…

  4. 4
    rossana -

    caro Leonardo,
    siamo quasi tutti più o meno inermi vulnerabili, insulsi e soli di fronte al “desiderio d’amore”, benchè pochi abbiano il coraggio di mettersi così a nudo.

    succede spesso che si tenti di superare i propri vuoti interiori lanciandosi in qualcosa che li possa sublimare o ce li possa far dimenticare… ed è giusto che ci si possa provare anche così. a volte si riesce a mitigare le nostre carenze con l’aiuto di qualcuno che ci ama. soltanto qui casca l’asino…

    la vecchiaia è una triste stagione per molti, non soltanto per gli inevitabili acciacchi, ma anche per una frequente solitudine affettiva, che non può più consolarsi con la speranza. ben comprendo il tuo pianto.

    mi piacerebbe sapere di più di te, sentendoti così affine, ma, a mio avviso, si dovrebbe fare in privato…

    buon ferragosto!

  5. 5
    Marquito -

    @ Rossana:
    Quanto equilibrio e quanta saggezza nelle tue parole … Se questo sito fosse popolato solo da gente come te sarebbe un vero piacere stare qui a conversare ed a discutere.
    Cosa aggiungere a quello che hai scritto ? Molta gente reagisce alle delusioni d’Amore diventando cinica e misogina, oppure ingannando se stessa e fingendo di non aver bisogno dell’Amore.
    Tutti siamo alla ricerca del nostro equilibrio, che per alcuni passa attaverso l’Amore, per altri attraverso la solitudine, per altri ancora attraverso il cinismo.

  6. 6
    rossana -

    ciao Marquito,
    ricordo bene che anche tu sei molto assennato ed equilibrato, pur essendo quasi certamente parecchio più giovane di me…

    per la verità, ritengo di aver un po’ “debordato” in queste ultime due settimane con i miei commenti, complici il mese di agosto e la necessità di “mandare giù un rospo” rinfrescandomi tutto il quadro d’insieme.

    concordo con quanto hai scritto parola per parola e ti ringrazio per il messaggio, che mi ha fatto piacere. a volte mi sento fuori moda e temo che i miei concetti di fondo possano non essere più validi…

  7. 7
    Marquito -

    @ Leonardo:
    Sai, Leonardo, ci sono delle coppie di “solitari” che vivono in costante disarmonia col mondo esterno, che si sentono dei diversi e dei disadattati, ma che quando stanno insieme si sentono immensamente felici e perfettamente realizzati. Può darsi benissimo che tu sia un lupo solitario e che debba solo incontrare la tua lupacchiotta 😉
    Qualche anno fa avrei potuto scrivere una lettera identica alla tua. Anche io mi sentivo un pesce fuor d’ acqua in questo mondo di esaltati, di fanatici e di pazzi scatenati tutt’altro che lucidi … mi sembrava quasi di essere un marziano capitato per caso sulla Terra e meditavo seriamente di andare a vivere in cima a una montagna.
    Poi ho scoperto che essere se stessi non significa necessariamente votarsi alla solitudine.
    Di persone come noi ce ne sono tante; molte di più di quanto non si pensi … il problema è che viviamo un po’ in disparte, abbiamo una mentalità anticonformista e uno stile di vita diverso da quello delle masse, e quindi, rispetto alle persone che vivono nel branco, è molto più difficile che riusciamo a incontrarci. Io la mia lupa solitaria l’ho incontrata a 37 anni, proprio quando stavo cominciando a perdere la speranza. Ti auguro che capiti lo stesso pure a te 🙂

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