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2018 la vita sospesa

Lettere scritte dall'autore  

Poiché non si vuol decidere che futuro potrà avere l’uomo, nel dubbio poi se ”la tecnologia debba essere complemento della vita dell’uomo o la debba condizionare robotizzando ogni sua funzione”, sembra vivere nell’anno del film “guerre stellari“: tutto si decide con la guerra e con la violenza. Dopo migliaia di anni ancora non si è capito che solo con un unico progetto l’uomo può risolvere ogni suo problema, riuscendo a dominare tutto lo spazio infinito, vero motivo della sua esistenza.

L’uomo di oggi deve essere messo in condizione di partecipare a questa sfida, che si concretizza nell’ antico detto: “c’è spazio per tutti”; in questo momento ogni uomo potrebbe avere la sua stella……

Per fare tutto questo bisogna esaminare il perché di questa continua conflittualità, che porta l’uomo a odiare altri uomini. Bisogna avere il coraggio di guardare al futuro con la sola volontà di eliminare tutti gli egoismi e le differenze che portano a dissapori, disuguaglianze e intolleranze.

In ogni impresa, che si pensa e si mette in atto, rimane sempre il dubbio se sia la cosa giusta, ed è questa la sfida continua dell’uomo che vuole migliorarsi sempre di più, impegnandosi nella ricerca di nuove soluzioni, che tengano conto del perché dell’uomo e del creato.

Oggi su tutto il pianeta terra è diffuso un malessere generale dovuto all’insicurezza di ogni situazione da cui dipende la vita stessa dell’uomo, come:

i rapporti sociali che spesso creano ingiustizie, intolleranze e differenze;

l’ inquinamento, che produce cibo malsano, acqua e aria inquinate, che alla fine modifica l’equilibrio naturale sulla terra, in un sistema più complesso come è l’universo;

le guerre per presunte ragioni religiose o economiche, ma che in realtà nascondono il potere di pochi all’interno di un sistema sociale al fine di ottenere tutto quello che vogliono, addomesticando la rete alla loro avidità introducendo elementi informatici, che non hanno niente a che vedere con l’innovazione tecnologica, la quale invece dovrebbe sempre tenere conto del miglioramento della vita dell’uomo e del creato stesso.

Oggi ci troviamo a decidere se vogliamo avere il diritto a continuare ad esistere.

Sono certo che tutti lo vogliono ma non rimane forse il dubbio, che per i limiti imposti alle attività economiche e di sviluppo, questo diritto non sia proprio per tutti?

Basta esaminare i dati che riguardano milioni di individui, che devono fare i conti con la fame, la povertà, la mancanza di acqua di istruzione, di sanita ecc. senza contare le ingiustizie sociali, le guerre ecc.

Tutto questo è un paradosso; la globalizzazione produce oltre il 70 per cento di prodotti, che, perché inquinati, non servono alla vita e al progresso dell’uomo. E’ inquietante pensare che l’uomo rimane ad osservare, accettando la vergogna di lasciare i suoi simili a subire senza reagire, se non con la falsità di una carità, che non elimina le ingiustizie.

L’uomo e tutto il creato sono la vera sfida del futuro: la conoscenza e la padronanza di tutto quello, che ci circonda, ci daranno le soluzioni adeguate per un rapporto di equilibrio naturale e tecnologico, che ci farà vivere meglio.

La soluzione di ogni problematica dipende per gran parte dalla volontà dell’uomo.

Marzo 2018

Bob Mose

L'autore ha scritto 8 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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12 commenti

Pagine: 1 2

  1. 1
    Yog -

    Massì, la narda sta nel 30% di robba che serve. Il resto lo lasciamo a Arlechin Batocio, una vera sfiga per il futuro.

  2. 2
    Trapani79 -

    Sto Yog è uno yougurt andato a male.
    Anche a me è venuto a scrivere di narde ma che sono ste narde? Quelle che vede lui nella sua testa?

  3. 3
    Angwhy -

    é un pensiero molto alto che però non trova riscontro nella realtà,visto che stiamo praticamente tornando al far west anzi al tempo dei cavernicoli,forse ha ragione il professore,beviamoci su.

  4. 4
    Rossella -

    Mi piace ricondurre tutto alla vita di coppia. Si dice “mogli e buoi dei paesi tuoi”. Se tu vuoi dare modo ad un’altra persona di conoscerti devi vivere questa come una tua libera scelta. Certamente io non ho continuato la conoscenza con chi ha mostrato incredulità e magari si è preso la briga di prendere notizie sul mio conto, scavando in pieghe della vita che sono dolorose per tutti. E questo evidentemente si è capito. Allora già partiamo con una certezza. Non è questo l’uomo della mia vita. Non per un fatto d’orgoglio. Chiamiamola umana sopportazione. Così come ti dico che non metterei mai piede in una casa in cui, per la causa della giustizia, si è dovuto scendere a questi livelli. La trovo una cosa che non fa parte del mio modo di vedere. Andiamo avanti. Il lavoro. Prima di presentarmi alla mia età (perché in passato mi è sembrato giusto farlo) davanti ad un datore di lavoro che giustamente pensa al profitto e mi propone condizioni che non sarebbero inaccettabili se mi trovassi veramente nel bisogno. Prima di tentare questa strada a 34 anni (con una vita amorfa) penso a mettere a frutto i miei beni perché non ho la pretesa di voler possedere una casa per farmi sfruttare.

  5. 5
    Rossella -

    Chiaramente quando consolidi la tua posizione il bisogno non lo concepisci perché il tuo interesse principale sarà l’affermazione sociale. Quando cominci da zero ti trovi in fila con persone che si comportano come impiegati del catasto. Non è questo il mio caso. Ma anche qui è questione di sopravvivenza. Ti trovi schiacciato tra il bisogno e l’illusione. Allora i miei genitori si passano una mano sulla coscienza, guardano i tempi, e gli sembra tanto se riescono a lasciarci un lavoro nostro. Questa è la vita. Ti devi adattare. Gli altri pesi li devi lasciare.

  6. 6
    maria grazia -

    Ciao Bob, l’ altro giorno ho chiesto al mio uomo: “ti piacerebbe vivere fino a 300 anni” e lui mi ha risposto:”si, ma non in questo pianeta”. E in questa sua risposta non c’era incredulità per quell’ ipotesi, ma “possibilismo”. Questo piccolo esempio ( così come questa tua lettera ) è uno dei tantissimi cui sto assistendo ultimamente, e che sono la prova che è in atto una grande presa di consapevolezza collettiva sulla condizione dell’ umanità e sul suo scopo in questa vita. Ciò che prima si riteneva impensabile, ora sta diventando faccenda quotidiana, come la necessità di gestire le frequenze vibrazionali per meglio armonizzare il nostro campo energetico e quindi la nostra esistenza sia organica sia spirituale. Nella precedente dimensione in cui ci trovavamo ( la terza ) si dava importanza solo all’ esistenza organica, trascurando quelle degli altri livelli. Con tutti gli squilibri del caso. Non per niente la psicologia freudiana ha dominato il secolo scorso..

  7. 7
    maria grazia -

    ..Ora che il pianeta è asceso alla quarta dimensione ( e quindi ad una maggiore espansione della coscienza ) il bisogno di sviluppare e coltivare anche gli aspetti interiori del nostro essere ( a volte persino “a discapito” di quelli materiali ) è sempre più sentita. Ed è un bene. Rappresenta la nostra evoluzione verso la salvezza, l’incamminarsi nel nostro viaggio finale verso la Luce.

  8. 8
    Golem -

    Trovo straordinario che esistano persone come Bob Mose, (nome che assomiglia molto a quello di Bob Morse, nickname che io avevo dato a un mio ex collega famoso per un’ingenuità surreale).
    Un ragionamento semplicemente razionale avrebbe dovuto far capire che l’essere umano non è “naturale”. È da quando nasce che “combatte” la natura, per affrancarsi da quella che ritiene una schiavitù. Lo scopo dell’umanità è proprio lo sfruttamento della natura e dei suoi simili per il proprio soggettivo profitto economico. Se l’uomo finirà di sfuttare il pianetà e chi lo abita lo farà in ragione di una convenienza economica, non certo per etica ecologica. Quella serve a dargli una autorevolezza morale.
    È la morale che si adatta alle circostanze, e non le circostanze alla morale.
    Omo omini lupus.

  9. 9
    Aloneinthedark -

    L’uomo è diventato un numero statistico.

  10. 10
    maria grazia -

    https://www.youtube.com/watch?v=Ia3vzsgIIOU

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