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Vivere alla giornata… e poi?

di

Salve a tutti… vi racconto spero in breve ma in modo esauriente la mia storia.

8 anni assieme , 3 di convivenza.
29 anni io 31 lui.
A febbraio 2016 entro in profonda crisi con attacchi d’ansia.
Decidiamo di andare da una psicoterapeuta per un percorso sia di coppia che singolo.
7 mesi di angoscia di prove… e alla fine sono dovuta andare via. Per mia scelta, perché non respiravo più.
Non riuscivo più a dare nulla, fare nulla con lui, e mi rendevo conto che lo stavo privando di tutte le cose che gli avevo sempre dato. Che però anche sforzandomi non riuscivo più a dare.
Sembrava tutto perfetto : nella mia testa era quello che volevo.
Ma era diventata la classica gabbia dorata. E ho dovuto accettarlo… forse lo sto ancora facendo.

Detto ciò da 6 mesi frequento regolarmente un altra persona che ho incontrato 2-3 mesi dopo la rottura.
Non l ‘ho cercata è capitato. È l’opposto del mio ex… o quasi. Ha 32 anni a dicembre.
È una persona buona con degli ideali di lealtà e verità forti. Ha molti amici con cui esce. Ha un gruppo e suona… la musica è la cosa più importante della sua vita. Ha un buon lavoro che porta avanti da 6 anni circa , dopo essere ripartito da zero. È una persona che fà festa , ama cucinare. Ha i suoi difetti : è permaloso, fuma molto, ama le grappe e ogni tanto è ciucco, ha scatti di rabbia quando si discute. Una persona sensibile e dolce, ma solo quando è ispirato.
Vive da solo, dopo 8 anni di cui 3 di convivenza anche lui si è lasciato ma ha passato più tempo da solo rispetto a me. Lei se ne era andata ed è tornata. Al termine di questo periodo di circa 9 mesi (in cui ha vissuto nel loro appartamento da solo, soffrendo come sappiamo bene tutti) , nello stesso giorno ha detto definitivamente addio alla ex , facendo entrare me in casa ( proprio a lvl fisico). Prima di allora infatti ci eravamo solo incontrati all’esterno o in macchina o in birreria, parlando e raccontandoci.
Da allora dopo 2 mesi di frequentazione tesa e sul filo del rasoio… abbiamo deciso di comune accordo di svelarci per quello che siamo.
E sono ormai 4 mesi che dormiamo sempre assieme, abbiamo conosciuto le famiglie, ci stiamo confrontando ecc…

Lui è sempre stato con persone dal carattere ribelle, particolare, decentrato a cui faceva da guida.
Ha passato periodi struggenti per trovare il suo posto nel mondo. Non ha più il papà da quando era adolescente, e si può dire che abbia provato la povertà. Ha fatto l’animatore all’estero. E il barista e cameriere in italia. Per poi raggiungere un ruolo importante nella gestione dell’attuale azienda in cui lavora.

Io sono sempre stata molto innamorata dei miei uomini ma ne ho avuti solo 3 e per periodi lunghi :
3 anni 3 anni 8 anni. Ma forse mi davo troppo, incentrando la relazione come scopo di vita.
Sono figlia unica , famiglia benestante, lavoro par time ma sto cercando di rendermi autonoma economicamente. Sono tornata dai miei dopo che mi sono lasciata, non potendo permettermi un altro alloggio.

Insomma è un periodo di forte cambiamento per entrambi. Entrambi stiamo con una persona che mai avremmo detto poter essere la nostra metà. Non siamo convinti che potremmo essere la persona giusta l’uno per l’altro. Non sappiamo se ci amiamo. Ci ripetiamo che ci vogliamo molto bene. E ci siamo più volte detti che ci serviamo a vicenda. E che cmq lo scopo della nostra relazione sarebbe quella di costruire permanentemente qualcosa.
Mi spiego meglio: per quanto riguarda lui, con me sta bene. Sono una persona attenta ai bisogni del partner. Con me ha riavuto la voglia di suonare, può uscire senza che si senta in colpa, gli amici per varie ragione sono in comune e mi trovo bene cn loro, quindi anche sotto questo punto di vista, non ci sono stati grossi intoppi. Mi piace prendermi cura della casa e da quando ci sono io… entri nell’appartamento e non respiri più un muro di fumo, ma profumi , oli essenziali ecc… so cucinare anche io e mi piace.
Queste mie caratteristiche lo hanno affascinato, come anche il mio modo di ragionare, di prendermi cura dei miei amici , la mia rinnovata passione per la musica, ecc

Per quanto riguarda me, sto affrontando un modo nuovo di stare in coppia, fatto di libertà di momenti passati da soli e poi successivamente di condivisione. Cercando di rimanere centrati anche se l’altro non c’è. Di avere i proprio hobby come individui. Siamo due persone dal carattere forte e a volte ci scontriamo.
Mi rendo conto che nelle passate relazioni per un motivo o per l’altro ho sempre avuto tutto quello che volevo. Non senza sforzo certo, non senza impegno. Ho sempre avuto ragazzi accondiscendenti, che mi amavano e che mi venivano incontro, come io a loro, se sorgevano mancanze o problemi.

Detto ciò lui sembra essere centrato, dice che per la prima volta ha tutto perfetto: tempo per morosa, amici passione , lavoro.
Io invece vivo in uno stato di quasi perenne ansia: mi faccio sempre domande. Andrà bene questo aspetto? Mi stancherò di questo difetto? Riuscirà a soddisfarmi? Riuscirò a non pretendere troppo?

Insomma dall’ultima storia io sono uscita malconcia. Pensavo che fosse tutto perfetto e invece il mio cuore e il mio corpo mi hanno detto di no.
Ora la mia testa è iperattiva per cercare di cogliere segnali e prevenire disastri… e contemporaneamente mi dico magari stavolta, che mi sembra tutto assurdo, diverso e difficile a tratti… andrà bene.

Non posso dire di essere felice. Non lo sono più davvero stata da quando mi sono laciata, perché tutto mi sembra una menzogna e precario.
Non so cosa cerco… ma arigor di logica non posso di nuovo trovare un uomo in tuffarmi e in cui sentirmi protetta. So che sto lavorando su me stessa tanto. Voglio riuscire a stare bene cn me, e con la presenza del mio moroso ci sto riuscendo. Perché a prescindere da ciò che faccio o da dove sono , sò che lui c’è. E questo mi dà libertà d azione. Non voglio pretendere troppe attenzioni, perché sono convinta che sia un modo infantile di stare assieme quello di addebitare la propria felicità al fatto che l’altro ti faccia sentire sicura ed amata sempre. Perché non puoi e non devi essere il centro del mondo. Anche se questo pensiero mi provoca la stessa sensazione di quando mi dissero che babbo natale non esiste. Sgomento, tristezza, negazione, rabbia, frustrazione…. e poi…. ti dici cresci!

Sono però arrivata a questa conclusione.
Ora come ora stiamo vivendo giorno per giorno. L’intento è vedere se potremo stare assieme e amarci.
Sono passati 6 mesi. Non è ancora così, ma ci stiamo effettivamente aiutando.
Io cerco di vivere alla giornata, di sperimentare un nuovo modo di stare i coppia, di non escludere a prescindere ciò che è diverso da quello che conosco. Sto imparando a dare più spazio a me stessa.
Lui…. non sò. Direi che ha riscoperto l energia che aveva perso, l’amore per la casa, ha ricominciato a fare sport e a giocare cn me alla play, cosa che prima non faceva cn la ex ed aveva accantonato. E anche a lvl sessuale lui è rinato.

Io non mi sento amata alla follia…. a volte spinta dal romanticismo agisco e faccio piccoli gesti:
Prendergli la mano mentre guida ( e ieri si è divincolato per continuare a battere il ritmo sul volante, salvo poi dopo 3 minuti prendermela lui) ,
Aprire le finestre mentre piove mettere il camino in tv e stare abbracciati sul divano ( a lui non è fiorito il romanticismo… siamo semplicemente rimasti lì, con me che dicevo cose romantiche… e che mi aspettavo una simile risposta… niente… e sono scese le lacrime… delusione) ,
Chiedergli se gli sono mancata (ma lui era a basket come posso mancargli? Stava giocando) ,
Ho voglia di un abbraccio e mi infilo tra le sue braccia mentre siamo fuori (ma siamo in gruppo e le effusioni così non piacciono molto quindi… ) ,
Siamo ad una grigliata e vorrei si fermasse un attimo e stesse con me anche solo 10 minuti a mangiare (e invece deve girare come una trottola essere il re della festa e ridere e ballare cn tutti, anche se mi guarda da lontano e ogni 30 minuti viene a chiedermi come sto)…

Dice che cn me ha provato sentimenti che non provava da tanto, che non si ricorda com’è essere innamorato, che non sà e non vuole domandarsi cosa siamo. Lui sà che li faccio bene.
Ma io mi chiedo non sarebbe giusto allora staccarsi e cercare di vivere da soli, per temprarsi?
Mi spiego… serve sempre un periodo di solitudine, anche se entrambi non siamo entusiasti della cosa ovviamente, anzi!!
Poi però penso che molto spesso ci si aiuti a vicenda a crescere… affrontando situazioni nuove.

Devo dire che non è semplice come situazione… ma non è nemmeno disperata.

Non so se mi sono spiegata bene… vorrei un vostro parere. Grazie dell’attenzione.

P. S. C’è anche un piccolo problemino a lvl sessuale… ma questa è un altra storia.

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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17 commenti a

Vivere alla giornata… e poi?

Pagine: 1 2

  1. 1
    deviz75 -

    Ciao

    Spero di aver capito la tua lettera,

    E Secondo me ti stai facendo troppi problemi…

    Se vedrai che non funzionerà con lui finirà x forza…

    Come hai detto tu vivi alla giornata dagli ciò che hai dentro non farti problemi se puoi sbagliare o meno

    Non puoi evitare delusioni o errori in amore…

    La vita è fatta così magari ci fosse in manuale esatto…

    Se sei felice e appagata va tutto bene e nessuno può dire se un giorno finirà…

    Il bello dell amore è anche questo

    E comunque parla delle tue paure e angosce con lui di ciò che vorresti dal vostro rapporto e se lui ti ama ed è la persona giusta x te ti capirà..

    Io penso questo…

  2. 2
    Rossella -

    Ciao,
    ti consiglio di pensare prima alla salute. Quando ti senti al sicuro in casa tua, con la tua famiglia, il resto si supera facilmente. In un’altra vita, al momento, mi vedrei come una donna spaventata che dipende dagli altri. Non sarebbe vita. Purtroppo quando vivi determinate situazioni la fiducia verso gli altri non sara’ mai totale. La mancanza di fiducia mi porta a consumare piu’ energie… meno forza fisica e mentale e piu’ stress. La tua situazione e’ diversa, ti auguro di rimetterti in pista, ma prima pensa alla salute!

  3. 3
    venticello -

    Giuglin,
    anche tu sei il tipo di donna che considero in gamba.

    molto interessante la lettera, che evidenzia come sia lontano il tempo in cui l’amore era “per sempre”, sia perché era vietato sperimentarne più di uno che per la durata della vita (in media la metà di quella attuale).

    secondo Daphne Rose Kingma, terapista di coppia californiana da oltre 25 anni, sperimentare relazioni amorose consente di concretizzare a poco a poco il proprio io, sfrondandolo da elementi inculcati che non si percepisce come propri oppure rivivendo particolari rapporti dell’infanzia, in modo da poterla superare e accantonare in positivo.

    dal mio punto di vista, è un bene che questo possa avvenire – con misura e senza seguire le sole esigenze di sesso (soprattutto al maschile) – per le generazioni in Italia successive agli anni ’80, che hanno il privilegio di non doversi adattare a un sentimento standard ma di poterlo delineare a piacere.

    premesso lo sproloquio di base, mi soffermo su quanto segue:
    – “E ci siamo più volte detti che ci serviamo a vicenda. E che cmq lo scopo della nostra relazione sarebbe quella di costruire permanentemente qualcosa.”

    secondo me, le due affermazioni sono in antitesi. considerati i precedenti di entrambi, potrebbe più facilmente trattarsi di un “pronto soccorso dell’emotività” che, una volta raggiunto il suo scopo terapeutico, vi lasci liberi di essere voi stessi con altri partner.

    ogni caso è comunque a sé: questa non è che una riflessione.

  4. 4
    Solnze -

    Ciao,
    Penso che ci siamo passate un po’tutte. Riprendersi dopo una rottura e ricominciare non è mai facile, ancora meno lo è se si ha raggiunto la maturità mentale (e penso che a 29 anni sia questo il caso). Ne consegue che più si va avanti negli anni, più difficile è ricominciare. Quindi… non perdere tempo!
    Mostragli quello che senti, parlate, discutete, ma sii rilassata, solare, positiva. Dalle tue parole leggo molta ansia e paranoie a mille. È normale che questa persona sia diversa dall’ex: è un’altra persona! Ma l’ex ti ha portata dallo psicoanalista, quindi non era certamente la persona giusta per te.
    Questa magari sì…

  5. 5
    michelle -

    Giuglin mi permetto di dirti che stai analizzando tutto, ogni singola cosa, in modo abbastanza estremo. Sembra che tu cerchi risposte facendo attenzione a ogni singola cosa, ma dimentichi il fatto piu` importante: che una storia d’amore si vive, naturalmente, sentendola e non pensandola e analizzandola.
    Cio` che mi trasmette la tua lettera e` che tu nel profondo sappia bene che questo uomo non fa per te, ma vuoi comunque razionalizzare il fatto e cercare di trovare cosa va e cosa non va, cosa potrebbe andare e cosa no… Ma tu sei la prima a non crederci e a non sentirla davvero come tua questa storia, per cui secondo me dovresti affidarti di piu` a cio`che senti.

  6. 6
    Giuglin -

    Grazie per i consigli , ci rifletterò sicuramente. È molto bello capire come ragionate.
    Mi sento un po persa in questa mia fase di vita.come se non mi riconoscessi più. Sto anche affrontando il tema di essere indipendente economicamente. Avendo un part time non posso ancora permettermi di uscire di casa da sola. Ma vorrei arrivarci per mia evoluzione personale.
    Devo provare….e sperimentare….
    Ad ogni modo essere capita aiuta molto.
    Grazie ancora!!!

  7. 7
    Golem -

    Per me siete messi male. E tu stai vedendo certe cose con gli “occhiali rosa”. Devi leggere meglio momenti come quel “divincolarsi” dal tuo gesto affettuoso, e non solo quello.
    Il solo fatto che tu scriva qui per “capire” dimostra che sei ancora in stato confusionale che è la condizione ideale per sbagliare.
    Poi quella eccessiva propensione all’alcol di lui…
    Boh. Auguri.

  8. 8
    venticello -

    Giuglin,
    sottoscrivo il commento di Michelle, che stamani non avevo più voglia di verbalizzare, e che deriva essenzialmente da questa affermazione:

    “vivo in uno stato di quasi perenne ansia: mi faccio sempre domande.”

    poiché hai pure dicharato: “Non posso dire di essere felice.”, da cosa può derivare questo stato d’incertezza? solo dal fatto che l’attuale relazione è diversa dalla precedente o dalla sensazione che in essa manchi qualcosa?

    in linea di massima, nella pienezza del vivere una relazione amorosa non la si analizza. un’analisi accurata si fa solo nei casi di crisi o di fine del rapporto… chiarisciti le idee innanzitutto sulla base del sentire più che non su quella del ragionare, che fa parte di una fase successiva.

  9. 9
    Giuglin -

    Non nascondo che leggendo ciò che ha detto Golem è come se mi fosse arrivata una bella pugnalata. In realtà posso dire che in molti scrivono qui proprio per sentire una diversa campana. E proprio per uscire dalla confusione. Io sinceramente non me ne vergogno. Se lo sto facendo è perchè voglio risolvere non tanto la relazione ma un mio stato. E sto provando varie strade.
    Quindi anche se mi sento persa…sn comunque capace di non chiudermi in una stanza al buio o di non negare i problemi ,come ho visto più volte fare.
    Al fatto di viverla più col cuore avete senz’altro ragione tutti!!!,infatti è l’unica cosa che mi calma…cercare di ascoltarmi e continuare a vivere la quotidianità.
    Non so a cosa sia dovuta l’ansia ormai è 1 anno e mezzo che è presente in me. (comincio a essere insofferente alla cosa…)
    Questo non vuole dire che io durante questo periodo non sia stata in grado di provare sentimenti belli o brutti,che non derivano dal sentimento ansiogeno.
    In questo modo divido le vere sensazioni che la vita o le persone mi trasmettono…dall ‘ ansia che è una cosa mia.Un problema mio.
    A volte faccio fatica a discernere le 2 cose…e colpevolizzo l’amore,il lavoro,o altro…come ragione dell’ansia. Ma forse …e qui sto cercando di capire…è una condizione mia generale.
    Ad ogni modo sono molto contenta di potervi scrivere,venga quel che venga. Sono tutti ottimi spunti su cui riflettere.

  10. 10
    Golem -

    Giuglin. Se l’ansia non è un tuo tratto caratteristico da sempre, ma più recente, allora rappresenta la manifestazione esteriore di qualche tua “paura” interiore. Una insicurezza che dovresti indagare meglio. Ma non credo che serva essere un genio per capire che possa essere il risultato del fallimento di quella storia ormai finita.
    A te in questo momento servirebbe più un amico che un amante. E che fosse in uno stato di equilibrio con se stesso.
    E il “musicista”, per come lo hai descritto, ne avrebbe bisogno di due. Capito la metafora?
    Rimettiti in pista con te stessa. Dimentica il passato, butta via foto, lettere, ricordi e guarda avanti. È inutile che ti dica che ti senti “finita” ma a 29 anni non hai neanche cominciato.
    Se ti può essere d’aiuto io ho ricominciato da zero a 36 anni, ho incontrato la donna della vita quando meno me lo aspettavo, e stiamo da dddio. Crisi superata compresa. Ma perché ci amiamo. Cosa facilmente confusa da molti con sentimenti sucedanei all’amore, e realmente conosciuta solo da pochi.
    Perché non dovrebbe accadere anche a te se riprendi in mano la tua vita, accettandoti per come sei veramente? Anche perché spesso diventiamo quello che vogliono gli altri per eccesso di disponibilità. E non dare retta a chi ti dice che l’amore non è per sempre. Si vogliono solo giustificare i loro fallimenti sulla tua pelle. >>>

Pagine: 1 2

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