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Vera amica?

di

Ho conosciuto Alba nel 2006, lei aveva appena partorito e da lì a poco il suo compagno l’avrebbe lasciata in balia di se stessa. Me ne dispiacqui molto e tanto ho fatto per aiutarla emotivamente durante il periodo della crescita della bambina. Gratuitamente e di punto in bianco disse a chiunque che assumevo dei farmaci per la cura di una forma di depressione bipolare e mi allontanai. Mi scrisse dopo due anni e chiarimmo ma lo feci solo perché ero molto legata a sua figlia. Ritornammo nuovamente amiche ma il peso delle sue infamate mi ferì tantissimo ma me lo sono tenuta per me. Dopo qualche tempo ci concedemmo una vacanza in 4 in toscana (nel frattempo ha conosciuto Marco) e in quei mesi avevo una mia crisi maniacale… mi sforzai, lo giuro tra le lacrime, che feci di tutto per non far pesare la mia condizione. I giorni successivi nel guardare una cosa sul telefono del mio compagno (non ho spiato senza permesso, sia chiaro) ho visto che sul mio conto scrisse peste e corna… tra tutto mi accusava di non essere veramente malata ma di essere una narcisista viziata. Questo me lo ricordo perché lei sa perfettamente quanti anni di psicoterapia mi ci sono voluti per imparare ad accettare i miei e i loro comportamenti. Lasciai perdere per non mettere in difficoltà Nicola ma anche in quella occasione soffrii parecchio. Nonostante tutto questo aiutai lui e suo marito economicamente, li supportai quando lui venne accusato di peculato a danni dello stato, e venne sospeso da lavoro. Una volta mi hanno chiesto 50 euro ma ebbi la peggiore (scusate) influenza intestinale della mia vita che mi costrinse a casa per ben 5 giorni… per tutto questo tempo io (disoccupata all’epoca) non sono stata fisicamente in grado recarmi a farle il bonifico. Apriti cielo. Dissero che era colpa mia se quel mese non riuscivano a fare la spesa per la bambina… quando poi solo un mese prima si erano sposati con tanto di ricevimento al ristorante, macchina d’epoca, fiori ovunque e make up artist di alto livello. Ha preteso perfino l’addio al nubilato. Satura, mi arrabbiai e per 3 anni non ci siamo viste… ha iniziato a tampinarmi con sms a cui non ho mai risposto fino a quando non mi ha chiesto aiuto per sua figlia che nel frattempo è andata in crisi e voleva sapere la verità su suo padre. Durante questi 3 anni venivo sommersa di insulti quando non rispondevo.. suo marito ha anche aggiunto “nonbipolare” al suo nome di facebook… quale onore! Ora ci sentiamo ma ad ogni messaggio o chiamata mi viene il rigurgito, mi manca l’aria e mi sale il nervoso. Pretende che io ci sia ogni volta che ha qualche dramma, che trascorra ore al telefono. La verità è che io ho trovato la mia strada e sono ormai in via di “guarigione”… ho scalato farmaci, continuo con una psicoterapia di sostegno, ho iniziato un percorso yoga, frequento nuovamente l’università e un’accademia di fotografia. Sto meglio e mi pento amaramente di averle aperto nuovamente la porta, non mi interessano i suoi problemi economici, la sua non voglia di lavorare, il suo vivere alla giornata, le scelte prese a casaccio e le sue lagne (nel frattempo ha avuto altre 2 bambine e la famiglia di lui non li aiuta più). Ho finalmente una vita normale e tutte queste cose sono solo inutile rumore ormai, ho finalmente imparato a risolvere le mie cose e affrontare la mia condizione con entusiasmo e combattività, ho capito che se non ti tiri fuori da sola dal tuo letamaio nessuno lo farà per te. Sono autonoma nelle mie sane amicizie. Mi sento nella trappola di un vampiro emotivo e non so come tirarmene fuori. 

Grazie a chi mi risponderà senza giudicare

L'autore ha scritto 3 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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2 commenti a

Vera amica?

  1. 1
    Angwhy -

    Non ho capito ma tu ti fai tutte queste menate per una conoscente?c’è gente che mi ha mandato a fare in culo per molto meno e altrettanto ho fatto io

  2. 2
    Rossella -

    Ciao,
    non lo so, penso che sia importante tenere presente che esistono diverse forme d’amore. I modelli in cui s’identificano i diversi ruoli, perché sono propri del mondo che rappresentano, dovrebbero guidarti nel discernimento. Perché non trovi lì lo specchio della realtà visibile, lì trovi rappresentati una serie di bisogni inespressi che ti potrebbero far sentire incompresa e quindi volubile o irrequieta. Invece no. Il tuo mondo interiore trova piena corrispondenza in una realtà fatta di simboli e di gesti che ti mettono davanti all’esperienza della ragione. Tu hai ragione. Mi sembra un buon inizio. Non è possibile cominciare un progetto senza la consapevolezza del fatto che dietro le tue insicurezze si nasconde, non una ragione parziale ma, la piena ragione. Quella che scaturisce dalle sofferenze. Quando queste sofferenze parlano all’altro di un disagio (e, badiamo bene, potrebbe essere) tanto vale congedarsi perché significa che da una parte o dall’altra non c’è disponibilità ad amare in maniera totale e quindi oggettiva. Non ci sono vittime o carnefici. Tutto questo per dire che anche l’amicizia richiede la stessa forza. L’amicizia va e viene… alle volte si raffredda. Bisogna imparare a farci l’abitudine!

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