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Una vita al termine: aiutatemi a sperare ancora

Questa lettera è un appello disperato rivolto a tutte le persone sensibili e che abbiano ancora un cuore per poter capire la sofferenza altrui.

Ho 48 anni, sono ormai stremata e mi è rimasto poco tempo per vivere. Provengo da una famiglia che ha sempre mantenuto l’apparenza di normalità, ma al cui interno c’era molta sofferenza. I miei genitori si sono sposati senza amore e quando avevo circa cinque anni dei contrasti basati su motivi economici hanno fatto crollare il fragile equilibrio: mio padre è diventato nevrotico, violento e autoritario, mia madre ha avuto una crisi schizofrenica con allucinazioni e delirio di persecuzione. Per vergogna sociale il suo problema è stato nascosto e minimizzato, ma, passata la fase acuta, le sono rimasti comportamenti bizzarri e soprattutto ostili nei miei confronti perché purtroppo assomigliavo molto a mio padre e lei ha proiettato il suo delirio su di me, accusandomi di avere la colpa di tutti i guai familiari. Ho avuto un’infanzia terrificante, con litigi violenti tra i miei genitori che avvenivano un giorno sì e uno no, io avevo paura che si uccidessero, ma all’esterno era tutto normale e non si poteva dire niente. La nostra famiglia si isolò completamente dalla società, si stava sempre chiusi in casa, io avevo dei terribili sensi di colpa per le continue accuse che mi rivolgeva mia madre e credevo che avesse ragione perché non sapevo che era pazza. Venivo trattata come un burattino, nessuno mi dava un minimo d’affetto e non potevo esprimere i miei sentimenti. Ho resistito rifugiandomi nello studio, ma nell’adolescenza sono crollata: non riuscivo ad integrarmi, né a socializzare, tutti pensavano che fossi strana e stupida e mi hanno ghettizzato e stigmatizzato. Ho sofferto una solitudine atroce e ho iniziato ad avere i primi sintomi delle fobie che mi hanno distrutto la vita: l’agorafobia e la fobia sociale. Ho finito il liceo con molte difficoltà, poi mi è stato impossibile frequentare l’università. Non sono mai riuscita a trovare un lavoro perché mancavo di autostima, ero insicura, non riuscivo a stare fuori casa più di tre ore e avevo un autentico terrore di parlare con le persone, Ho più volte provato a forzarmi ma ne ricavavo solo delle terribili crisi emotive e psicosomatiche. Mio padre è morto che avevo 19 anni e da allora mia madre ha scatenato tutto il suo odio su di me, aizzandomi contro anche mio fratello. Entrambi mi hanno fatto il lavaggio del cervello, ripetendomi per anni, ogni giorno, che ero stupida, incapace, fannullona, inutile e parassita. Ho provato più volte a fare cure con psicofarmaci ma su di me avevano solo l’effetto di intontirmi. Ho fatto anche delle psicoterapie ma sono incappata in medici incompetenti che non sapevano neanche farmi la diagnosi, dicevano semplicemente: hai la depressione. Solo negli ultimi anni ho potuto capire i miei problemi, studiando su internet e procurandomi testi universitari. Così ho potuto finalmente dare un nome ai miei disturbi: autismo sottosoglia, alessitimia, incapacità di relazioni sociali, sociofobia, agorafobia con attacchi di panico, anedonia, stanchezza cronica.

In sostanza per questi disturbi non ho mai ricevuto nessuna cura.

Non ho mai avuto amici e ho passato la giovinezza chiusa in casa, ho avuto un ragazzo a 26 anni, ma dopo tre mesi sono andata in panico, e poi a lui non interessava niente di me; il secondo ragazzo l’ho avuto a 32 anni e ho provato a parlargli dei miei problemi, ma anche a lui non importava nulla e voleva solo fare sesso.

A trent’anni mi era nata la passione per la fotografia, mia madre non ha voluto farmi studiare, ho fatto qualcosa per conto mio ed ero davvero brava, ma ero ormai troppo vecchia per inserirmi nell’ambiente, la mia piccola città non dà opportunità di lavoro e la mia sociofobia ha fatto il resto. Ho provato tante volte ad inserirmi in gruppi di persone ma era sempre lo stesso copione: mi isolavo in un angolino senza dire niente e nessuno mi notava. A un certo punto ho cominciato a preoccuparmi di come avrei vissuto dopo la morte di mia madre, ma lei aveva una cospicua proprietà immobiliare e mi prometteva che avrei campato di rendita, infatti per quel che potevo l’aiutavo anche nella gestione. Purtroppo, come ho detto, mia madre è una pazza paranoica e nelle sue guerre contro il mondo ha finito col fare stupidaggini e così ha dilapidato tutta la proprietà. Negli ultimi 10 anni è stato venduto tutto, a me è stata data una certa somma, ho tagliato i ponti con la famiglia e volevo andare altrove per rifarmi una vita. Invece ho avuto gravi problemi alle gambe (condropatia da usura precoce ad entrambe le ginocchia)che mi hanno tenuto bloccata per tre anni. Vivo in affitto, ho speso molti soldi per curare le gambe, ho continui problemi anche ai denti ( sublussazione mandibola da malocclusione), ho ancora i miei problemi psicologici che mi impediscono di trovare lavoro, sono completamente sola, senza famiglia, senza amici, senza un compagno, passo le mie giornate nella più completa solitudine senza parlare mai con nessuno. A un certo punto avevo pensato di sfruttare il mio talento nella scrittura proponendomi come ghost writer, ho inondato il web di annunci e per miracolo un signore mi aveva commissionato la scrittura di un romanzo. Ero felicissima, sia di poter guadagnare, sia di poter dimostrare il mio talento e le mie capacità; purtroppo subito dopo l’ingaggio sua figlia ha avuto un grave incidente e così è saltato tutto.

Ormai ho perso ogni speranza, mi sto lasciando morire consapevole del fatto che per me non c’è più nessun futuro. Ho bisogno di tutto, di poter fare un lavoro che possa conciliarsi con le mie difficoltà, ma soprattutto ho bisogno di solidarietà, amicizia, apprezzamento, amore, calore umano.

Mi resta poco tempo, ho un’autonomia economica di circa un mese, a partire da oggi 01/07/2016 , e se non succede un miracolo per me sarà la fine. Per lasciare una testimonianza di ciò che mi è successo, in quest’ultimo mese ho scritto tutto d’un fiato un memoriale, un libro in cui racconto la mia vita e la storia della mia famiglia e vi invito a leggerlo nel blog :

ricordidiunavitadimenticata.blogspot.com

Non ho avuto il tempo di revisionarlo e di editarlo, ho scritto 150 pagine in un mese e logicamente c’è molto da migliorare, ma il mio primo appello è rivolto a tutti gli editori che possano essere interessati a una pubblicazione commerciale, che invito dunque a leggerlo e a valutarlo. Mi rivolgo anche a tutti quelli che potrebbero usare la storia come script per ricavarne una sceneggiatura, leggete e fate leggere a chi è nell’ambiente e può essere interessato.

Faccio un altro appello a chi può procurami lavoro come ghost writer: posso scrivere romanzi, biografie ed autobiografie per conto terzi, il tutto da fare via internet e tramite skype naturalmente. Posso anche occuparmi di fotoritocco, sono un po’ arruginita ma l’occhio mi è rimasto, posso rimettervi a nuovo l’album di famiglia, creare degli splendidi photo-album con sottofondo musicale, date un’occhiata ai photo-book che ho pubblicato sul mio canale you-tube col nome Arianna D.

Potete cominciare da questo  youtu.be/tJ3rbDtZinU   

Potete trovare i miei photo-album anche nel profilo Google + Arianna D.

Un ultimo appello: aiutatemi a resistere e a restare viva, nel frattempo. Vi chiedo, se avete il buon cuore e naturalmente la possibilità di organizzare una raccolta fondi, una colletta, delle donazioni, ho bisogno di qualche mese di vita in più sperando che qualcuno possa finalmente offrirmi il tipo di lavoro che vi ho descritto sopra. Ciascuno secondo quello che può e vuole donare, se sarete in molti anche con poco si possono realizzare grandi risultati. Aiutatemi a poter pagare l’affitto, il cibo, la bolletta della luce e il telefono, solo le cose indispensabili, giusto per fare quest’ultima scommessa con la vita e poter avere ancora una speranza.

Contattatemi all’indirizzo:

Ma soprattutto leggete la mia storia sul blog, anche se ci vorrà un po’ di tempo perché è un vero e proprio libro, ma questo è davvero indispensabile, leggete e potrete capire la mia situazione.

Condividete quest’appello, comunicate questa storia a persone buone e comprensive, aiutatemi a ritrovare la fiducia nella vita e nell’umanità.

Io non voglio morire, non sono un’aspirante suicida, ma in queste condizioni non posso più vivere.

Spero che finalmente qualcuno possa comprendermi e aiutarmi a trovare una vita normale una volta per tutte, e un po’ di felicità dopo tanta sofferenza. Almeno per una volta vorrei poter sapere anch’io che la vita è bella. Questo è il mio unico, grande sogno.

Grazie di cuore, Patrizia.

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30 commenti a

Una vita al termine: aiutatemi a sperare ancora

Pagine: 1 2 3

  1. 1
    erica -

    Vieni da me. Ti ospito io. A Roma.

  2. 2
    PatriziaT -

    Grazie Erica, se parli seriamente ti invito a contattarmi via mail all’indirizzo

    spero mi farai sapere qualcosa in più, ciao

    Patrizia

  3. 3
    Sofia -

    Attenta patrizia…non lasciarti guidare dalla disperazione ( che il più delle volte se non sempre ci porta in strade sbagliate) mi sembra troppo frettolosa questa offerta..così in due secondi questa ti invita ad andare a vivere da lei….troppo frettolosa e troppe poche parole …attenta chi incontri patrizia e attenta e valuta bene le tue decisioni…BISOGNA CONOSCERLE BENE LE PERSONE PRIMA DI VIVERCI INSIEME…

    sono felice che non sei un aspirante suicida…anche se ne avresti tutti i motivi di questo mondo ma se lo facessi sappi che andresti a stare peggio ancora più di come stai qui..in quesrlta vita.. Quindi resisti e non farlo mai…

    Per aiuti economici questo non è il posto giusto…nessuno ti manderà soldi qui di noi…perché non c’è nessun ricco tra noi…io per prima sono messa malissimo ma se potessi ti aiuterei…lo farei davvero..

    Per quanto riguarda la tua vita non. Ho ancora letto nulla del tuo libro ma mi spiace molto ciò che hai passato..hai dovuto pagare un karma molto pesante in questa vita..
    La vita non è bella patrizia…la vita è bastarda e orrore puro è inferno a 360 gradi…e noi l’ha dobbiamo subire cercando di andare avanti come possiamo..certo ci sono persone e persone..casi e casi..persone come noi..che sono messe a durissima prova dalla vita e dobbiamo resistere perché non possiamo neancbe suicidarci che andiamo a finire in posti per nulla belli..è un dolore e tormento continuo…non è facile da spiegare ma io ti capisco benissimo…

    Hai dovuto avere una famiglia che ti ha devastato l’anima e la vita..purtroppo sono dolori che ti segnano per sempre… Se non sei forte con una famiglia di merda come la tua…soccombi! E infatti…con te è accaduto esattamente questo…la tua persona..la tua autostima….il tuo essere ..tutto è stato distrutto per colpa loro.. Ma non credere che rimarranno impuniti..nella prossima vita pagheranno soprattutto tua madre..schizzata o non schizzata..dovra’ subire tutto ciò che

  4. 4
    Sofia -

    Ti ha fatto stai tranquilla….
    Ora sei adulta..ma forse se ci metti un impegno e una forza devastante ( e non so se tu ce l’hai) puoi cercare di cambiare te stessa… Anima e mentalita’_…
    Appurato che tua madre era solo una schizzata e tuo fratello un demente che ripeteva le cose come un pappagallo…ORA DA TEMPO HAI LA CERTEZZA DENTRO DI TE CHE NON SEI UNA STUPIDA O FANNULLONA O PARASSITA O INCAPACE…TU NON LO SEI..OK_?
    RICORDA..non lo sei!
    Sei una donna buona e dolce…debole e fragile che si è fatta schiacciare e distruggere da una famiglia di merda….non Sei stata forte e non sei riuscita a reagire ok…ma adesso c’è ancora tempo…lo immagino che sei sola perché per avere buoni amici VERI AMICI E UN UOMO..VERO UOMO..devono essere persone intelligenti e sensibili..persone che sappiano capire…e soprattutto persone che abbiano sofferto..se non le trovi così nessuno ti potrà mai capire….e starti accanto e offrirti la sua amicizia e il suo amore…NESSUNO…ricordalo..
    Quindi impara bene già da ora a selezionare chi FREQUENTARE E CHI NO…cerca di ritrovare te stessa..tu vali e hai un grande valore della scrittura…sei una donna intelligente… Cerca di riuscire a vivere a provare anche solo a farlo…c’è ancora tempo!
    Devi concentrare tutte le energie su te stessa in modo da cominciare il cambiamento…lo puoi fare ok?

  5. 5
    PatriziaT -

    Grazie per le vostre risposte,
    naturalmente prima di accettare un’offerta da sconosciuti ho bisogno di informazioni e poi valuterò il caso; d’altra parte anche vivere per strada è molto pericoloso specie per una donna.
    A un certo punto non si tratta nemmeno di suicidarsi, solo che quando non hai soldi per comprarti da mangiare, finisci che muori comunque. Io ho sopportato tante cose da un punto di vista emotivo, e in certi periodi anche materiale, con la speranza che la vita potesse cambiare, ma sinceramente, anche se dovessi vivere di carità, non riesco più a tollerare la solitudine, la mancanza d’amore, il fatto di non aver mai avuto nessuno che si preoccupasse per me…
    Sì, certo, trovare l’uomo giusto…ma io sono un’emarginata, non frequento nessuno, questa è una piccola città molto chiusa con i suoi giri già formati dove non puoi inserirti, e poi sono sociofobica. Ciò significa che non ho neppure il coraggio di andarmi a sedere in un bar con la speranza di rimorchiare qualcuno, quando esco per strada ho sempre gli occhi incollati a terra e se uno mi guarda nemmeno me ne accorgo. Anche se sono ancora una bella donna, sono dolce e intelligente e con una cultura non indifferente, non ho in pratica nessuna occasione di poter conoscere qualcuno che potrebbe essere interessato a me.
    La prospettiva dell’inferno come deterrente al suicidio è secondo me inaccettabile, per prima cosa perché è ancora tutto da dimostrare che esista qualcosa dopo la morte, in secondo luogo un Dio che avesse architettato un tale sistema di “punizione” per una persona che soffre, sarebbe estremamente sadico, perverso e malvagio e ciò genererebbe un paradosso. Persino dal punto di vista biologico, quando il dolore è troppo si sviene, quindi non vedo proprio cosa ci sarebbe da punire in tanta sofferenza. Non ho scelto io i miei genitori e non sono responsabile della sofferenza che gli altri mi hanno dato. In fondo il male è una catena : siamo solo vittime di altre vittime di…

  6. 6
    PatriziaT -

    Per spezzare la catena della sofferenza e delle vendette, occorre innanzitutto consapevolezza e poi avere il coraggio di rinunciare a fare agli altri il male che si è subito. In fondo mia madre era malata, la sua ostilità verso di me derivava da un delirio paranoico e la sua paranoia derivava a sua volta dall’odio che ha subito dai suoi stessi genitori. Non ha mai preso coscienza di tutto questo e quindi non credo che debba essere neanche punita…l’origine del male e il perché della sua esistenza nel mondo è un mistero che non potremo mai capire nella nostra esistenza terrena.
    L’unica cosa che possiamo fare è cercare di riparare i danni che vengono inferti alle vittime, e resistere alla tentazione di vendicarsi.
    Tante volte ho pensato che se fossi stata più furba, se avessi capito le regole del male e le avessi accettate, avrei potuto vendicarmi su qualcuno e avere una vita migliore, ma la vendetta avrebbe generato altra sofferenza, e altre vendette e altra sofferenza.
    Qualcuno parla di karma, del fatto che ci meritiamo una vita difficile per via di qualcosa che abbiamo fatto in precedenza, ma i conti non mi tornano neanche in questo senso perché c’è talmente tanta sofferenza nel mondo che in teoria tutto dovrebbe essere già stato espiato. C’è sempre l’enigma dell’origine del male, la cifra che darebbe senso al tutto.
    Forse l’esperienza della sofferenza, della solitudine e della morte è l’unica che può farci capire il valore dell’amore e dell’empatia tra esseri viventi. In questo senso io dalla vita di lezioni ne ho avute tante, e spero di non aver più bisogno di reincarnarmi per apprendere oltre. Ma alla fine ognuno di noi troverà le risposte che sta cercando, di questo se ne può essere certi.

  7. 7
    maria grazia -

    Patrizia, purtroppo a volte si ha la sfortuna di nascere in famiglie con genitori che non sono realmente predisposti ad essere tali, e la vita in questi casi può diventare davvero problematica. Credo che non ti resti altro da fare che imparare a rielaborare il tuo passato, accettandolo per quello che è stato e “perdonando” in qualche modo le persone che – volontariamente o meno – ti hanno fatto del male. Lo hanno fatto perchè probabilmente erano troppo limitate e ottuse per riconoscere i propri errori. Al tempo stesso, cerca di ripartire da TE STESSA, mutando profondamente le tue convinzioni in merito a quello che sei e a quello che potenzialmente potresti fare. Intorno a te resterà tutto com’è se non operi per prima un profondo cambiamento DENTRO DI TE, liberandoti di tutte quelle FALSE convinzioni limitanti che ti bloccano e ti tengono ancorata a un’ esistenza senza significato e che non ti appartiene. Non è un processo nè rapido e nè facile, io ne so qualcosa.. ma è l’ unica alternativa che ti resta al “farla finita”. Cerca di farti forza.
    E comunque, come giustamente ha detto Sofia, non ti aspettare troppa comprensione da parte di coloro che non hanno mai sofferto veramente nella vita. Non perchè siano persone cattive, ma perchè semplicemente non sono in grado di capire certe situazioni troppo lontane dalla loro realtà. E anch’ io farei molta attenzione alle facili profferte di “aiuto” da parte di gente sconosciuta.

    Se non lo hai già fatto, penso che leggere la storia di questa donna potrebbe esserti d’ aiuto:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Louise_Hay

    Un saluto.

  8. 8
    D-Ego -

    #
    6
    PatriziaT – 3 luglio 2016 11:07

    “l’origine del male e il perché della sua esistenza nel mondo è un mistero che non potremo mai capire nella nostra esistenza terrena”.

    Nessun mistero, il Male è la scelta di approvare e partecipare a questa vita procreando e progettando. E’ detto delirio di appartenenza.

    “L’unica cosa che possiamo fare è cercare di riparare i danni che vengono inferti alle vittime, e resistere alla tentazione di vendicarsi”.

    L’unica cosa che puoi fare per te stessa è staccarti dal Male con una presa di coscienza, volgendoti all Bene, che non abita in questo mondo.

    “Tante volte ho pensato che se fossi stata più furba, se avessi capito le regole del male e le avessi accettate, avrei potuto vendicarmi su qualcuno e avere una vita migliore, ma la vendetta avrebbe generato altra sofferenza, e altre vendette e altra sofferenza”.

    La vendetta non paga mai e nemmeno la tolleranza, sono due lacci del Male, solo l’astrazione nel ricordo del tuo vero Mondo ti salva.

    “Qualcuno parla di karma, del fatto che ci meritiamo una vita difficile per via di qualcosa che abbiamo fatto in precedenza, ma i conti non mi tornano neanche in questo senso perché c’è talmente tanta sofferenza nel mondo che in teoria tutto dovrebbe essere già stato espiato”.

    I conti non tornano, certo, perchè il “karma” è dato dall’attaccamento a questa pseudorealtà involvente, che trascina sempre più in basso chi non lo recide.

    “C’è sempre l’enigma dell’origine del male, la cifra che darebbe senso al tutto”

    La cifra esiste ed scritta: 2 + 2 = 4 ovvero Adamo + Eva = Caino e Abele.
    .
    “Forse l’esperienza della sofferenza, della solitudine e della morte è l’unica che può farci capire il valore dell’amore e dell’empatia tra esseri viventi. In questo senso io dalla vita di lezioni ne ho avute tante, e spero di non aver più bisogno di reincarnarmi per apprendere oltre”.

    Per molti è inutile anche quella. Staccati dal mondo e Vivrai.

  9. 9
    toroseduto -

    Ho letto il primo capitolo del tuo libro e ho visto i due filmati su you tube. Ho avuto una vita simile alla tua con la famiglia di origine. Mi sono ripromesso di scriverti in privato, non ora, devo uscire. Non capisco molto di fotografia, ma la qualità del video è molto scadente. Si capisce che non hai un buon programma di elaborazioni video. Mi farò vivo appena posso. Coraggio!

  10. 10
    rossana -

    D-Ego,
    bellissimo il tuo post.

    Patrizia,
    scrivi molto bene e in modo equilibrato: complimenti!

    ho apprezzato soprattutto quanto segue:
    – “La prospettiva dell’inferno come deterrente al suicidio è secondo me inaccettabile, per prima cosa perché è ancora tutto da dimostrare che esista qualcosa dopo la morte, in secondo luogo un Dio che avesse architettato un tale sistema di “punizione” per una persona che soffre, sarebbe estremamente sadico, perverso e malvagio e ciò genererebbe un paradosso. Persino dal punto di vista biologico, quando il dolore è troppo si sviene, quindi non vedo proprio cosa ci sarebbe da punire in tanta sofferenza.”
    – “Forse l’esperienza della sofferenza, della solitudine e della morte è l’unica che può farci capire il valore dell’amore e dell’empatia tra esseri viventi.”

    secondo me, non hai bisogno di ripartire da te, in quanto sei già ben centrata su te stessa. spero tu possa trovare, almeno transitoriamente, il sostegno economico e psicologico che cerchi e meriti.

    Toroseduto potrà di certo darti molto, sia pure a distanza… e chissà che anche con Erica, così spontanea e generosa, non sia possibile trovare un ottimo interscambio fra dare e avere, necessario in ogni rapporto gratificante per entrambe le parti interessate… incontratevi e cominciate a conoscervi… su questo sito si è concretizzato un matrimonio, e quindi non è detto affatto che fra persone attente e reciprocamente rispettose non si possa concludere una particolare amicizia…

    continua a scrivere, se vuoi. anche questo è un modo per sentirsi meno soli!

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