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Troppo sensibile per questo mondo

Che sollievo aver trovato uno spazio dove possa sfogarmi liberamente.

Ciao a tutti, mi chiamo Valeria ed ho 26 anni. Fin da piccola sono sempre stata una ragazza timida e sensibile, facevo fatica a relazionarmi con gli altri… difatti sono cresciuta con poche amicizie, e col tempo ho perso anche quelle.

Mi sono resa conto che il mio carattere non sia cambiato, anzi… direi peggiorato! Oltre alla timidezza sono molto sensibile, una sensibilità che spaventa anche me. Trascorro le giornate standomene chiusa nel mio guscio senza mai uscire allo scoperto, non cerco in nessun modo di relazionarmi, anzi… sono del tutto introversa.

Ho paura di confrontarmi con le persone, di essere giudicata o rimproverata.. faccio un esempio di un episodio recente: ero in ospedale per una visita con mia mamma, quando è arrivato il mio turno sono entrata nella stanza, siamo state “sgridate” perchè era ancora in corso la visita della paziente prima di me. (ovviamente siamo state cacciate dalla stanza) ecco, io per tutto il giorno non ho fatto altro che ripensarci, e dentro di me stavo male.. questo mi succede con ogni piccola cosa. Ho la patente ma non guido, perchè ho una paura pazzesca di investire qualcuno o litigarci (cosa che a Napoli succede spesso quando guidi) Stesso discorso per il lavoro, rimando sempre nel cercarmene uno. Da questo punto di vista la mia vita è un fallimento totale, l’ unico appoggio è il mio ragazzo.

Io non so se questa parte del mio carattere si possa modificare… ma come si può gestire la sensibilità? magari esistesse un manuale!

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8 commenti a

Troppo sensibile per questo mondo

  1. 1
    Rossella -

    Ci sono persone che cercano e raggiungono una competenza professionale in campo artistico, senza tuttavia riuscirvi, che portano con loro la stessa visione del mondo. Nell’epoca della società di massa il motore del mondo è l’ottimismo. Oggi è possibile entrare in contatto con altri mondi e proprio questa mancanza di limiti e confini porta a dissipare il talento. In pochi anni è possibile concludere tutto il percorso di crescita intellettuale di Leopardi. Alla fine di questo percorso sarà evidente che la sensibilità è l’espressione di una creatività puramente interiore che spesso non trova un riscontro nella natura della persona. La mancanza di sovrastrutture porta ad avere dei dubbi sulla reale esistenza di una vocazione personale. Ma è chiaro che tante saranno le strade attraverso le quali si cerca un mezzo estremo per attribuirsi un valore sacro e un’autorità superiore. Questa non è una ragione per dubitare della carriera ecclesiastica, o di quella diplomatica. La gerarchia ecclesiastica ci mette davanti agli occhi una verità inconfutabile sull’uomo. La sensibilità molto nasce da una forma di adulazione servile che si risolve in una riproduzione ripetitiva degli stessi schemi. Si cerca di migliorarsi per diventare portatori di sentimenti gentili. Mi sembra una cosa buona. E’ chiaro che non è possibile costruire la propria felicità sulle apparenze.

  2. 2
    Beauty and the beast -

    Puoi migliorare la tua vita, e il fatto che tu abbia riconosciuto di avere un problema di fondo è un passo avanti. Esiste una lettura molto interessante, “messaggio per un’aquila che si crede un pollo” che può darti molti spunti di riflessione. Il titolo deriva dalla storiella dell’uovo d’aquila che cade in mezzo alle uova di una gallina. L’Aquila cresce così credendo di essere un pollo, tanto che un giorno, vedendo un suo simile volare, chiede all’altro pollo di che uccello si tratti, e questo gli dice di non pensarci, che quella è un’aquila, il re del cielo, ma che loro non sono così. Dunque l’aquila muore, pensando per tutta la vita di essere un pollo. Mia cara, tu non sei un pollo, sei una splendida aquila che deve prendere coscienza di questa cosa e che deve trovare la forza di spiegare le sue ali e volare. Vola, vola, Valeria, e se per farlo hai bisogno di farti aiutare da uno psicoterapeuta, fallo, e vedrai che ti ritroverai ad essere una persona diversa, la persona che meriti di essere scoprendo quante cose incredibili puoi fare della tua vita. Te lo consiglio perché è un percorso che fare da soli è estremamente complicato. Ad esempio, anche io ho sempre vissuto male i rimproveri tanto da pensarci per interi giorni con angoscia. Ora del giudizio degli altri non me ne frega proprio niente (purtroppo non sono ancora in grado di infischiarmene dei giudizi spesso severi che riservo a me stessa) e vivo molto meglio rispetto a prima, quando la mia vita era impossibile, rigida. Ti auguro tutto il meglio.

  3. 3
    Yog -

    Ma che cavolo c’entra la sensibilità? Tu, da quanto dici, sei sensibile quanto gli altri, inutile che cerchi patenti di nobiltà d’animo.
    Sei solo un po’ imbranata e hai bisogno di scafarti.
    Se entravo io durante la visita, stai tranquilla che chiedevano loro scusa a me.
    È pur vero che sono Professore della LaD H.C.C.

  4. 4
    suzanne -

    Io non la chiamerei sensibilità ma insicurezza, in quanto problema relativo a te stessa e non ai mali del mondo. Il titolo non mi sembra pertinente. L’unica soluzione è accumulare esperienza e abituarsi agli sbagli, alle difficoltà e critiche. Non credo vi siano altre soluzioni.

  5. 5
    Gaudente -

    sei una buona a nulla…. parassita (seconda persona imperativo del verbo parassitare) e tira a campa’… che altro voi fa’ ?

  6. 6
    Sofia -

    Susanna ha detto in poche parole cose giustissime! Una grande verità!e credo proprio ragazza che tu debba prende spunto da queste cose che ha detto ….

    Più che sensibilità è tanta insicurezza…e poi sensibilità nell’affrontare gli sbagli o prendertela troppo…

    Ragazza… Questo mondo è dei CORAGGIOSI…ricordalo!

    Devi vivere….sbagliare…imparare…e tirare fuori le palle!
    Ecco quello che devi fare!
    Devi uscire allo scoperto e affrontare il mondo…con la consapevolezza che è marcio…ma che tu dentro di te hai forza per difenderti..

    Se non cambi ragazza tutti capiranno quanto sei remissiva debole e fragile e faranno di tutto per schiacciarti! In ogni campo… Lavorativo e non…anche proprio in generale!
    Ti rispondono male? E tu gli rispondi peggio!
    Io l’altra volta ho mandato a cagare il mio dentista!
    Hee ma io ho un carattere estremamente e totalmente diverso dal tuo…prima che diventi come me…non credo potrai mai diventarlo…eppure sai io alle elementari ero molto chiusa e timida…poi ho preso già le mie belle batoste da piccola e mi sono svegliata!

    Se non lo fai anche te ragazza vivrai sempre una vita di merda…anzi una vita non vissuta!

    La patente fai bene a non guidare invece perché chi ha il terrore è impacciato e insicuro e quindi ovviamente c’è appunto più probabilità a provocare involontariamente degli incidenti..quindi lascia perdere per ora la patente… Punta su te stessa e cambia tu..provaci almeno OK?piano piano..

  7. 7
    Vic -

    C’è una frase di Darwin
    che io ho messo nel mio profilo:
    “Non i più forti sopravvivono e nemmeno i più intelligenti, ma chi sa adattarsi”
    Molte cose PER IL MOMENTO non possiamo cambiarle,
    dunque dobbiamo adattarci, finchè avremo
    l’occasione di cambiarle.
    Infatti anche nel mio lavoro ho dovuto a volte
    accettare cose che non condividevo pur facendo presente che non ero convinto, ma poi è
    arrivato il momento in cui ho potuto
    esprimere ciò che pensavo e alla fine in più di un caso
    hanno dovuto convenire, seppure a denti stretti
    che avevo ragione.
    Gli sbagli e le cadute poi fanno parte della vita,
    non bisogna farsene un dramma.
    La maggior parte delle cose si impara con l’esperienza e facendo errori.
    E non dare troppo peso alle critiche che ti fanno,
    guarda solo se sono cose reali, o servono all’altro
    per accrescere la propria autostima a spese della tua.
    Il senso di colpa è qualcosa chee ci viene dato dai nostri genitori e dalla società quando siamo piccoli,
    per proteggerci e in quel tempo ha un suo scopo, ma quando diventiamo adulti
    dobbiamo diventare consapevoli di poter fare le nostre scelte.
    C’è un passo nei Corinzi, che dice
    “Quando ero bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino…”

  8. 8
    Vic -

    Valeria
    “l’ unico appoggio è il mio ragazzo”
    Appunto… parti da li, confidati con lui e fatti aiutare.
    Quello che devi accrescere è l’autostima, tu pensi di non valere e i messaggi che ti arrivano li interpreti
    in questo modo.
    Quell’episodio di essere cacciati durante una visita
    a un malato è successo pure a me, le infermiere
    non di rado non sono proprio il massimo della gentilezza…
    Io proprio ho scollato le spalle, e aspettato
    che finisse e intanto nel corridoio ho consultato
    lo smarthphone , fatto ricerche e inviato messaggi,
    fregandomene , sta cosa mi è scivolata proprio dalle
    spalle.
    Ricordati che il mondo non gira intorno a noi, fa la sua strada e così noi dobbiamo fare la nostra.
    Nussuno può decidere al posto nostro e non dobbiamo delegare nessuno a farlo.
    Sulla patente…vai col tuo fidanzato in zone fuori città non troppo trafficate e …guida tu….
    all’inizio si fa fatica, ma poi viene naturale…

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