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Il successo nella culla

Si parla qui, spesso, di amore nelle varie declinazioni. Ma persino questo sentimento ruota o subisce il destino.  Puoi impegnarti, qualificarti ma ad eccezione di alcuni lavori, molti altri, ciò che siamo o non, lo dobbiano o non ai nostri genitori. Prendiamo un ambito artistico ma pure semplicemente, l’attitudine ad essere indipendenti, a spiccare il volo e costruirsi qualcosa. Genitori benestanti o illuminati o equilibrati, regaleranno già il 70% della fortuna ai figli. Il restante lo troveranno se cosi deve essere. Ma se un genitore, sprona il figlio a viaggiare o imparare una lingua straniera o gli offre comunque chances, ha già permesso al figlio di definirsi domani e di  non sentirsi inopportuno o trasparente in questo mondo. Lo spunto l’ho preso da una trasmissione musicale, giovani talentuosi e sul talento forse qualcuno più su di un genitore c’entra, ma le opportunità di molti artisti, deriva dal papà o mamna. Se un padre ti manda a studiare 6 mesi o 1 anno all’estero, se un padre suona e ti insegna a suonare o a cantare perche ha una band, quando si hanno supporti vari, tutto ciò quanto determina un assetto dell’individuo poi? Un figlio che viene negativizzato, che respira pesantezze,paure degli adulti, che deve fare il genitore e non il figlio, talento o non, potenzialita o non, quanto sara penalizzato e sognerà di essere al posto di quel figlio educato alla libertà? Se un ragazzo amasse cantare, ma non si fosse potuto permettere un maestro, quanto potrà/potrebbe soffrire se un suo coetaneo in tv, fosse famoso e leggesse che il padre/madre/zio ecc sono musicisti o cantanti e gli avessero dato modo di farsi esperienza, come si sentirebbe? Molto demoralizzato…molto.

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39 commenti a

Il successo nella culla

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  1. 1
    Rossella -

    Non riesco a raccapezzarmi in questo discorso perché sono abituata a comportarmi bene ma non sono una persona che idolatra le persone fino al punto da dargli importanza. Pago le tasse (o meglio le pagano i miei genitori) ma in un’altra vita non mi sarei accorta neanche di abitare in Italia perché la mia vita si svolge nelle zone adiacenti alla mia abitazione. Il resto del mondo lo vedo di sfuggita… non sono la classica persona che trascorrerebbe le giornate a visitare monumenti. Mi piace vagare o in macchina o a piedi per rilassarmi e per stare tra le persone. Tutte le mie passioni sono a tempo perso. Penso di crescere i miei figli in questo clima per abituarli a non sottomettersi mai a nessuno o ad essere persone che usano due pesi e due misure. Tipo che da tizio accetteresti tutto e un ragazzo senza arte né parte si deve fare in quattro per andare a salutare sua madre… magari lo deve fare di nascosto. Io sono così. Veramente non guardo in faccia a nessuno perché penso che le persone siano tutte uguali. Il rispetto non conosce colori politici, non c’è bisogno di essere istruiti per riuscire a stare bene al mondo. Bisogna accettare serenamente che esistono persone che non la pensano come noi e hanno lo stesso diritto che abbiamo noi di dire la loro. Pensare di doverli istruire significa non essere sicuri del fatto proprio. Una persona che ha il polso della situazione non ha problemi a convivere pacificamente con il pensiero degli altri. O sbaglio? Avrà gli strumenti per mettersi in una posizione d’ascolto e non avrà bisogno di sminuire il proprio interlocutore.

  2. 2
    biancabianca -

    Rossella scusa ma non sei fuori il mio tema? Non ho capito cosa c’entri…cmq grazie

  3. 3
    camy -

    È vero in buona parte. Ma c’è anche l’opzione: “seguo la mia strada anche se i miei non mi appoggiano”. E non credo che questi ultimi siano casi rari.

  4. 4
    rossana -

    Rossella,
    “esistono persone che non la pensano come noi e hanno lo stesso diritto che abbiamo noi di dire la loro. Pensare di doverli istruire significa non essere sicuri del fatto proprio. Una persona che ha il polso della situazione non ha problemi a convivere pacificamente con il pensiero degli altri. O sbaglio? Avrà gli strumenti per mettersi in una posizione d’ascolto e non avrà bisogno di sminuire il proprio interlocutore.” – così in effetti dovrebbe essere… osservazione chiara e centrata!

  5. 5
    stella -

    Biancabianca,
    la penso esattamente come te.

  6. 6
    maria grazia -

    “Un figlio che viene negativizzato, che respira pesantezze,paure degli adulti, che deve fare il genitore e non il figlio, talento o non, potenzialita o non, quanto sara penalizzato e sognerà di essere al posto di quel figlio educato alla libertà?”

    hai centrato perfettamente il punto cara bianca! la questione non è tanto nascere in una famiglia che disponga di mezzi materiali, quanto più che altro nascere in una famiglia che ti trasmetta gli STRUMENTI EMOTIVI per costruirti la tua strada. anche le famiglie benestanti possono comunque ostacolare un figlio nella sua naturale e sana evoluzione, se hanno un concetto distorto dell’ educazione; e, da questo punto di vista, i genitori che ti trasmettono solo convinzioni negative sono davvero devastanti, per quanto mossi da buona fede ( il tentativo di proteggerti da presunti fallimenti e delusioni ). Ma i genitori di solito ignorano il fatto che sono proprio gli errori e le perdite che subiamo nel nostro cammino a renderci, poi, ancora più forti ( se abbiamo realmente la TEMPRA per riuscire a farcela ). e più i genitori cercheranno di ostacolare le esperienze, l’ indole e le iniziative di un figlio, più gli errori che quest’ ultimo commetterà in seguito saranno gravi.

  7. 7
    YNGVI -

    E’ tutto vero quello che dici, solo che arriva il momento della consapevolezza e ti rendi conto dei possibili disastri che possono aver fatto i genitori, ma, proprio in quel momento, dovresti prendere la tua strada. Purtroppo molte persone, direi tantissime, usano come scusa l’educazione o eventuali negatività da parte dei genitori per non prendere in mano la vita colpevolizzando sempre gli altri (i genitori) tutto ciò perché fa comodo rimanere nella zona di confort costruita fino ad oggi. Quante persone si rendono conto di quanto i genitori possono essere stati negativi e nonostante ciò non far nulla per cambiare continuando sempre a colpevolizzare il passato? Lo so che è difficile cambiare, ci vogliono le palle, ma direi che non è impossibile…

  8. 8
    maria grazia -

    YNGVI
    se ti riferisci a me, caschi proprio male.. perchè nella vita non mi abbatto di fronte a nulla e faccio l’ impossibile per ottenere quello che desidero, anche quando tutti i presupposti pratici mi sono contro, come in questo momento. ma, sopratutto nell’ ultimo periodo, ho capito che è proprio in questi momenti che ti arrivano delle vere e proprie ILLUMINAZIONI. capisci bene però che tante situazioni spiacevoli si potrebbero evitare, se tante famiglie non fossero così riottose a che i figli seguano la loro strada. Noi possiamo star qui a fare tutti i bei discorsi di questo mondo, ma è chiaro che per seguire le proprie aspirazioni bisogna anche poter avere delle BASI di partenza favorevoli, altrimenti è quasi naturale perdersi per strada a causa della necessità di dover sopravvivere. ai giovani che hanno genitori troppo invasivi lascio un unico consiglio: andatevene di casa prima che potete, e cercate di tagliare ogni cordone con loro. Anche se in tasca non avete nulla, avete però qualcosa che vi apre tante porte: LA GIOVINEZZA… Certi passi è meglio farli adesso, dopo potrebbe essere tardi. e pazienza se i vostri genitori – per ora – non vi approveranno e non vi capiranno. Se rimarrete con loro avrete delle comodità e delle sicurezze in più, ma dovrete rinunciare a tante altre cose ( come la libertà di scelta ) e questo presto o tardi vi procurerà perdite ben più grosse che il rinunciare a un pasto caldo e a una casa spaziosa e confortevole. Gli agi li potrete ritrovare anche dopo, quando vi sarete costruiti il VOSTRO destino. I vostri genitori devono vivere la LORO vita, non la VOSTRA.

  9. 9
    YNGVI -

    Cara Mariagrazia, ho solo espresso una mia opinione dettata dalla mia esperienza di figlio castrato dalla madre. Non mi è passato neanche per l’anticamera del cervello la tua persona. Ho risposto a Bianca, la lettera era la sua, quindi la risposta era diretta a lei. Se avessi voluto rispondere a te, all’inizio del mio intervento, avrei messo il tuo nome come ho fatto in questo…Certo che, certe persone sono molto fumentine…dai su, cara Mariagrazia, diamoci una calmata….

  10. 10
    maria grazia -

    YNGVI
    sarà… ma, da come avevi scritto il tuo commento, devi ammettere che a chiunque al posto mio poteva venire lo stesso dubbio. Dai sù.. diamoci una calmata!..

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