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Mi sto bruciando l’esistenza per via dell’università

di

Eccomi qui, di nuovo ad usare come valvola di sfogo questo sito. 

Andando subito al dunque, frequento l’università, l’indirizzo più tosto di ingegneria. Ma a parer mio anche il più bello, è un corso di studi che mi piace, più dell’80% delle materie mi piace e mi prende molto. L’ambiente universitario mi piace, ho molti amici, seguo i corsi con interesse.

“Ed allora, qual è il tuo problema?”

Il problema è il modo in cui sto affrontando lo studio universitario. Mi riduco ad “una pezza ” per studiare, passo intere giornate sui libri a rincorrere gli esami, nottate insonni divorato dall’ansia di non riuscire a finire  in tempo, il giorno dopo un esame passato mi immergo di nuovo in quintali di libri ed appunti, dopodichè do l’esame, dopodichè riprendo a studiare. Un ciclo infinito. Il tutto condito dall’eterna preoccupazione che mi accompagna anche al bagno “Se non finisco in tempo mi raddoppiano le tasse,come si fa poi?I soldi dove li prendo??”.

Non ho mai avuto l’ansia in 21 anni di vita, mai. Da sempre quando si parlava di me ,si diceva “Che ragazzo paziente”. Preoccupazioni qualcuna, ma mai ansia ,di quella che ti logora. Nonostante porti avanti i miei studi senza stallo, questa dannata ansia non va via. Ed inclusi nel pacchetto vi sono anche nervosismo alle stelle, mal di schiena, fisico che scompare pian piano. Una volta facendo attività sportiva riuscivo a scaricare tutto , ora non avendo più tempo ho smesso di praticare sport  e riverso tutto il nervosismo sul quotidiano e sui rapporti con gli altri, cosa che comprendo d’aver fatto solo dopo il misfatto.

Sono peggiorati i rapporti con i miei genitori e con i miei amici di sempre i quali non so come facciano a non mandarmi al diavolo, mi altero per cose banali, quando parlo do l’impressione di esser arrogante, altra cosa che non sono mai mai mai stato. Quasi due anni che non sono più fidanzato, uscendo poco non riesco ad approfondire più le conoscenze.

Vedo il me di 3 anni fa, ero totalmente un’altra persona. Sto diventando il mio opposto. Tanti miei coetanei sono spensierati sul fatto di non finire in tempo, non si pongono neanche il problema. Perchè allora io non riesco ad essere altrettando spensierato?!

A volte mi chiedo a che pro stia andando avanti per questa strada. Poi mi correggo, e ricordo che per costruire un futuro ci vogliono determinazione e soldi. I secondi arrivano con un lavoro, il quale potrò cercare più facilmente con una laurea, che sia in patria o all’estero.

L'autore ha scritto 7 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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8 commenti a

Mi sto bruciando l’esistenza per via dell’università

  1. 1
    Rossella -

    Non penso che il tuo approccio sia del tutto sbagliato. Affronti lo studio con lo spirito di un ragazzo che vive la sua professione futura come una missione. E’ normale che lo studio sia diventato una sorta di ragione di vita. Ti prepari per fare una cosa ben precisa e hai paura di andare incontro ad una delusione. Questa paura serve a tenerti con i piedi per terra. In questo momento hai come la sensazione che la tua vita affettiva potrebbe ridursi ad una serie di occasioni da cogliere al volo e la cosa ti mortifica come uomo. Per la donna è diverso, ma una persona particolarmente sensibile rifiuta anche il dubbio. Nel mondo di oggi questa mentalità torna in auge perché non siamo abituati ad esercitare lo spirito e usiamo spesso la parola consapevolezza per indicare sensazioni empiriche che supponiamo essere empatiche; quando decidi di fare un progetto non puoi permetterti di scendere a compromessi con il tuo istinto perché il tuo orgoglio ti porterebbe a distruggere quello che hai costruito con una pazienza che nemmeno t’immagini. Alla fine cosa resta? La paura di vivere la vita di un altro. Ma non è così. L’affezione ha un potere performativo. Questo traguardo vale meno del desiderio di mettersi alla prova? Quando realizzi di esserti sbagliato fai bene ad andare avanti, ma in quel caso si tratta di un confronto con la realtà dei fatti. In tutti gli altri casi, quando a monte c’è un dubbio, la regola generale (dal mio punto di vista) aiuta a razionalizzare il disagio. La carne è debole, ma si può essere forti… non è vero che non possiamo farcela. Un giorno saremo tristi, l’altro arrabbiati, l’altro confusi… ma la cosa più importante consiste nel continuare a fare le cose con una certa costanza. Uno ci mette tutta la buona volontà, se le cose non funzionano: pazienza! Insomma: non ti scoraggiare. Un caro saluto :)

  2. 2
    maria grazia -

    Alla tua bellissima età il dilemma principale è questo: studio o vivo e mi diverto ? Difficile dire quale sia la scelta migliore in assoluto, perchè ognuno ha i suoi tempi, il suo percorso e la sua storia, da scrivere – quest’ ultima – secondo quella che è la sua indole. di sicuro se vuoi fermamente una cosa ( la realizzazione professionale e la carriera in tempi brevi ) dovrai essere disposto a rinunciarne ad altre ( i piaceri, i viaggi, le amicizie e i divertimenti ). quest’ ultima opzione tra l’ altro presuppone che uno debba avere una personalità piuttosto ribelle, che esula dagli schemi e per la quale ha la capacità di reinventarsi, anche nelle situazioni contingenti più problematiche. te la sentiresti di abbandonare un percorso lineare e ben definito ( come quello dello studente universitario-aspirante ingegnere ) per quello più eccitante ma anche più complesso e difficoltoso del libero sognatore e sperimentatore ?
    La risposta a questa domanda dipanerà tutte le tue perplessità.
    ciao.

  3. 3
    Golem -

    “Quando realizzi di esserti sbagliato fai bene ad andare avanti,…”
    Chiaro? Se hai preso lo svincolo per Torino, ma tu eri diretto a Trieste, continua: ci arriverai. Il mondo è tondo. La carne è debole? Prova col pesce.
    Comunque dai, non ti scoraggiare.

    (Era come leggere certi oroscopi?)

  4. 4
    Yog -

    Povero Gep. Se uno vuol trovare lavoro, lo deve cercare, mica perde tempo a studiare! . Che cavolo vai a sprecare la tua gioventù a fare un duro indirizzo di ingegneria? Soldi non ne farai mai, ci sono migliaia di ingegneri già laureati che pigliano 1000 euro al mese, quando arrivano. Ti troverai a trenta anni a mendicare uno stage. All’estero è uguale, gli indiani sono più bravi e costano meno. Ascolta me, bevi molta birra doppio malto, al sabato vai anche giù di brutto con la grappa, vedrai che starai meglio. Bevi sempre a stomaco vuoto e fatti sempre scortare da un amico astemio, se ti becca la pula a guidare brombo te la fanno vedere loro la laurea…

  5. 5
    Gep -

    Ringrazio per aver risposto.
    @Rossella: grazie per le parole di incoraggiamento. Leggere la tua risposta mi ha aiutato.

    @Maria Grazia : hai centrato il mio problema. Mi struggo tra le due possibilità, le due scelte. Vorrei divertirmi molto di più, ma non ci riesco pensando all’importanza di costruirsi uno stralcio di futuro.

    @Yog : nonostante non sia riuscito a capire se la tua fosse ironia o meno, mi hai fatto ridere. Forse potresti anche aver ragione al riguardo ma sono ancora “avvelenato” da un alone di speranza.
    Certo che speranza, voglia di divertirsi e determinazione non vanno di pari passo, lo sto testando su me stesso.

  6. 6
    Golem -

    Gep, io seguo da tempo la prosa di Rossella senza trovarne nè il capo nella coda, ponendomi il dubbio di essere io ottuso i realtà. Ho letto che tu ne hai compreso il contenuti che anzi ti “ha aiutato”. Da futuro ingegnere dovresti avere la capacità di analisi che da architetto forse io non ho. Potresti dirmi allora in che modo ti ha aiutato? Aiuteresti anche me che mi sto scervellando sul perché quando si realizza che si è sbagliato bisogna…continuare. E soprattutto quali sono le tentazioni erotiche che ti assillano richiamate dalla “carne è debole” rosselliana? Io non sono riuscito a farmene un’idea. Sono forse criptiche e ardite allegorie a me incomprensibili o cosa?
    Thank you.

  7. 7
    Gaudente -

    concordo con Yog al messaggio 4 :l’universita’ non serve a un cazzo e finirai a fare lavori che pagano meno di uno spazzino

  8. 8
    Yog -

    @Gaudente
    Eccerto. Pensa che Gep mo’ si sta a chiedere se anche tu fai dell’ironia. È andato.

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