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Rimpianti dopo la chiusura

4 mesi fa esatti ho lasciato la mia ragazza.

L’ho fatto io e l’ho fatto per la seconda volta dopo esserci ripresi. Ma anche stavolta non riesco a voltare pagina. Lei mi manca come l’aria.

Il problema è che non andavamo d’accordo, abbiamo modalità diverse di gestire le situazioni e la vita, però ci amiamo, almeno credo. Lei ha difficoltà a gestire la rabbia, perde la testa, ed io appena lei perde la testa la mando a cagare. Diciamo che sinteticamente è questa la dinamica. Lei fa anche cattiverie, mi cerca di ferire come persona, durante le litigate è capace di dire qualsiasi cosa, parole che poi si depositano sul cuore e continuano a fare male. 

Dopo questa seconda chiusura mi ha calunniato con gli amici, mi ha insultato con la mia famiglia. Tutto il mio mondo l’ha allontanata e la considera una persona squilibrata e cattiva.

Eppure io continuo a pensare a lei, le altre donne non mi attraggono e questa vita senza di lei mi fa schifo. Mi chiedo se sono impazzito perchè non so risolvere questo problema: provare a riprendermela nonostante litigassimo e nonostante il mio mondo non ci voglia più, oppure sopporto questo rimpianto, questa infelicità e astenia, nella speranza un giorno di andare oltre ma con la quasi certezza che sia impossibile?

Datemi un consiglio!!

L'autore ha scritto 7 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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31 commenti a

Rimpianti dopo la chiusura

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  1. 1
    Rossella -

    Secondo me sei semplicemente un po’ depresso… ti sconsiglio d’improvvisarti artista perchè si capisce che non lo sei dal modo in cui ti muovi nei sentimenti. Al tuo posto potrei avere il rimpianto di non esserci andato a letto. Capisci cosa intendo? Ti consiglio di andare in vacanza in uno dei tanti quartieri a luci rosse che si trovano nell’Europa del nord! Poi mi dirai, in bocca al lupo ;)

  2. 2
    michelle -

    Sopporta la nostalgia. Hai bisogno di tranquillita` e serenita`, e con lei non puoi avere queste cose.
    Andare oltre non e` impossibile, anzi. Il primo passo e` lavorare su te stesso e cercare di capire perché tu sia attratto da un rapporto conflittuale e non soddisfacente. Parti da lí.

  3. 3
    kay1 -

    Ti spiego: c’è una parte di lei che apprezzi, stimi, di cui sei innamorato, e che ti manca. E questo è fuor dubbio. Ma devi accettare che, affinché un rapporto funzioni, devono esserci tante componenti che si incastrano e di sicuro i suoi atteggiamenti non sono tollerabili né accettabili, e a lungo andare distruggerebbero qualsiasi rapporto.

    Accetta questa realtà, lasciala stare, e vai avanti per la tua vita. Ti manca? E’ normale, ma devi trovare qualcuno con cui le litigate sono litigate normali, qualcuno che non ti offenda oltre misura, una persona che non ti costringa a lasciarla per i suoi atteggiamenti. Questo è l’amore, questo è vivere la coppia, avere accanto l’altro significa poter digerire i suoi pregi come i suoi difetti, e tu sei di fronte ad una ragazza dalle caratteristiche non metabolizzabili per te.

    Fai una cosa buona per entrambi, chiudi il rapporto, e non ci pensare più, per quanto faccia male. Non cadere nella trappola della “mancanza”, è normale per tutti alla fine di una storia sentire il bruciore della perdita di tutte le belle comodità che un rapporto d’amore dà, per cui sei nella norma.

    Accetta che con lei non funziona, e guarda avanti, permettendo anche a lei di farlo.

    Un abbraccio.

  4. 4
    Actarus2011 -

    @Rossella, scusa se te lo dico ma trovo i tuoi commenti un po’ azzardati, provocatori e tendenzialmente poco utili.

    @michelle hai ragione, seguirò il tuo consiglio.

    @kay1 grazie, le tue parole mi hanno consolato e dato speranza

  5. 5
    SHANDEL -

    Ciao
    Il carattere di lei non lo so quindi magari se era come dici squilibrata e cattiva lascia perdere…

    A me è andata così:
    Sono stata insieme 4 anni con una persona. Era una storia a distanza (neanche molto, 200 km) però avrebbe obbligato o me o lui a lasciare il lavoro e trasferirsi.
    Anche noi ci mandavamo a cagare. Ma eravamo appiccicati e io stavo bene con lui.
    Nessuno dei due ha voluto però mollare il lavoro e quindi abbiamo chiuso.

    Sono passati due anni. Lui credo frequenti qualcuna, io anche. Abbiamo sempre messo in chiaro che, qualunque cosa accada, noi continueremo a sentirci.

    Ci chiamiamo ogni quattro/sei mesi, stiamo due ore al telefono e via a parlare, parlare, parlare. Nessuna malizia, soltanto due persone che hanno voglia di condividere idee e progetti anche se insieme non hanno più niente… e ogni volta sembra come se non avessimo interrotto nulla.

    A parte chiudere con : “abbiamo fatto una ca***ta grossa come una casa a lasciarci…”

    E andata così, abbiamo deciso così ed entrambi sappiamo che non si torna indietro.

    Se credi valga la pena, tenta un ultima volta. Io tornassi indietro lo farei.

    In bocca al lupo

    S

  6. 6
    Lux79 -

    Se tu sei sicuro che lei ti ami davvero e ancora, datevi un’altra possibilità. Lei può averti calunniato perché impazzita per il dolore o perché infastidita per qualche tuo atteggiamento. Ha sbagliato indubbiamente. Parlate di tutto, dei vostri pregi e difetti, di quello che volete fare e creare insieme, incontratevi. Solo così entrambi capirete se ci sono le basi e gli elementi per un ulteriore passo verso il futuro insieme.

  7. 7
    Actarus2011 -

    @shandel e @lux79 no, non credo ci siano altre carte da giocare. Sono già stati due tentativi, ambedue terminati lasciandoci per incompatibilità.
    Non sono tanto le calunnie il problema, ma la sua capacità di fare del male, sapendo di farlo, alla persona che dice di amare. Così come il non riuscire ad andare d’accordo nel quotidiano, nonostante i discorsi continui, i chiarimenti, gli adii e i perdoni costanti.
    Non posso di nuovo imbarcarmi in questa altalena e finché sarò in grado cercherò di evitarlo. Ma il cuore non è d’accordo ed è per questo che sono qui a disperarmi.

  8. 8
    maria grazia -

    mi sembra che alla base ci sia un problema di incompatibilità caratteriale. La tua lei, poi, mi sembra che pecchi eccessivamente di orgoglio: una “malattia” tanto prorompente quanto difficile da estirpare. Ma deve comprendere che le offese e i ferimenti hanno delle conseguenze, e dopo non ci si può illudere che tutto resti come prima. Se vi amate davvero e non riuscite a separarvi in modo definitivo, dovrete lavorare su voi stessi attraverso un percorso lungo e faticoso di presa di coscienza. Auguri a tutti e due!

  9. 9
    verdebottiglia -

    Se cominci a guardare questa ragazza come ad una persona che ha una grande paura, non vedrai più un mostro in lei.
    Sicuramente le sue modalità non sono le migliori, ma di certo è una persona impaurita. Riflettici, chi aggredisce per primo è quello che ha più paura.
    Io penso che un grande amore non vada mai sprecato. Ritenta. Non sei pronto ad andartene. Per come la vedo io, dalle storie è saggio allontanarsi quando dentro è rimasto nulla, non quando ancora arde un sentimento. Rischi di non liberartene più per anni e anni.
    Ero qui di passaggio, leggo qualcosa molto raramente su questo forum, di cui facevo parte più di 1 anno fa. Questa lettera però mi ha colpita, forse mi ha “chiamata”. Ed ho sentito di scriverti la mia.
    Ti sprono a ritentare sempre, finchè c’è amore. Un abbraccio.

  10. 10
    Actarus2011 -

    @maria grazia è proprio così, si tratta certamente di qualcosa difficile da risolvere.
    L’età poi (lei 39, io 40) non è molto compatibile con i test di affinità. Diciamo che la possibilità di risolvere le incompatibilità entro un età che ci permetta ancora di avere figli è remota. Come minimo parte un altro anno o due. Lei soprattutto ha sempre tenuto ad avere figli pur non creando mai le condizioni adatte a farlo. Io continuavo a ripetere che per me era necessario per prima cosa andare d’accordo fra noi ma era più forte di lei, ogni settimana avevamo l’appuntamento con qualche sua rimostranza. E quando non la trovava nel presente la cercava nel passato.
    Era palesemente insicura di me e del nostro amore e la capisco, io ad ogni litigio ero sempre più lontano, ma la soluzione non era continuare a trovare pretesti per litigare o sfogare le sue insicurezze su di me attraverso cazziate di ogni genere, imposizioni e limitazioni, ma ritrovare la tranquillità fra noi, le coccole, la dolcezza, creare un clima di serenità che è quello che conta quando si vuole fare una famiglia.
    Parlo da persona che ha sofferto le pene dell’inferno per la separazione dei suoi genitori, ne ho vissuto di tutti i colori ed io un figlio in quelle stesse condizioni non ce lo metto!

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