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Quando hai sbagliato troppo a lungo, poi è difficile ricominciare… 2a parte

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Ma a parte questo, a parte questa delusione, c’è dell’altro, c’è la questione del sesso. Non ne farò un mistero, io essendo stata single fino ai 25 anni praticamente, chiaramente ne ho sempre fatto a meno, ma ne ho sempre voluto fare, e molto, almeno nella mia mente, e fatto bene. Ora, non so quanto si possa mettere  in pratica, e quanto invece sia frutto di fantasia, ma una cosa è certa: con lui non mi è mai piaciuto. All’inizio per forte eccitazione riuscivamo ad avere rapporti sessuali, ma da un anno io non ci riesco più, mi chiudo come peggio di un muro. Questo atteggiamento da parte mia è sorto dopo molti litigi in cui io ho visto un lato di lui troppo fondato sul ragionamento, e poco sull’emozione, così che non sono più riuscita a lasciarmi andare in quanto ho capito che tratta e vede anche me come tutte le altre cose della sua vita. Anche lui ha perso interesse nei miei confronti, perchè il sesso è fatto di istinto e lui l’ha percepito bene che i suoi comportamenti li detesto e che non ho più voglia di lui. L’ultima volta che l’abbiamo fatto mi ha chiesto a chi avevo pensato. Infatti non pensavo a lui.

Anche su questo, se dovessi fare una scelta oggi, ne farei una diversa. Mi si potrebbe chiedere: ma come mai prima non ci hai pensato? Bè prima io non capivo niente: devo essere sincera, non sapevo nemmeno se mi piaceva o no fisicamente. Quando ho cominciato ad affezionarmi, a desiderare la sua presenza, ho pensato che in automatico sarei stata attratta da lui, perché quello che provavo a livello mentale era molto forte, ma non è stato così, anche se lui è un bel ragazzo. Ed è per questo che oggi non posso dirgli: amore, ricominciamo, oppure cerchiamo di sperimentare, di essere fantasiosi, vediamo se riusciamo a riaccendere la passione. Quale passione se non c’è mai stato niente di CONCRETO da parte mia? Quale passione se non sappiamo nemmeno cosa ci piace nel sesso l’un dell’altro tanto che l’abbiamo fatto poche volte? Quale passione se lui non è in grado di fare niente che mi piaccia, è maldestro e se prendo l’iniziativa per guidarlo mi dice che io sono la donna e devo realizzare quello a cui lui pensa altrimenti non riesce ad eccitarsi e quindi mi dice di mettermi cosi oppure colì e di fare questo e quello? Ma me ne sto solo rendendo ora! Se uscissi con un ragazzo ora e mi dicesse una cosa del genere, non lo vorrei rivedere mai più!  Per non parlare di quando ci fidanzammo: in pratica si legò a me solo dopo che lo facemmo, perché prima continuava a comportarsi come se mi stesse solo “frequentando”. In pratica il sesso è stato il nostro “ok fidanziamoci”. Ed io , come una cretina, ci ho riflettuto dopo due anni praticamente. Se oggi uscissi con un ragazzo, prima metterei in chiaro che voglio essere fidanzata con lui per un po’ prima di arrivare al sesso, e se non gli sta bene, pazienza, se ne vada al diavolo.

Ma, ripeto, prima non lo sapevo, non potevo saperlo.

E tutta la mia delusione sta in questo, il mio sentirmi inconsistente, il mio stare male con me stessa. Ho avuto una brutta adolescenza e una ancora peggiore prima giovinezza perché sono stata a lungo isolata dall’ambiente borghese fatto di fighettini e fighettine, io da brutta e sfigatissima rispetto a loro. Non ho potuto fare le esperienze che avrei voluto fare, perché lì l’aspetto estetico era tutto, e forse anche essere ragazze un po’ facili, che bevevano tanto, che fumavano canne, e avevano sempre la cosa brillante da dire e che spiazzava tutto e tutti. 

Io ero un disastro, ma di quei tempi dentro di me sono rimaste solo tutte le fantasie non realizzate. E’ adesso, solo adesso, che essendo anche diventata un pizzico meno brutta di prima mi rendo conto che potrei essere notata dai ragazzi e che vorrei frequentarli. Non vorrei sembrare un mostro, o una poco di buono, o forse lo sono e non devo spaventarmi di apparire così, ma sì, ci uscirei e se dovesse succedere qualcosa tra di noi lo farei succedere, mi piacerebbe. 

E’ solo adesso che mi rendo ridicola a volte perché ci sono uomini che si rendono conto del mio palese interesse nei loro confronti, e mi faccio pure prendere in giro. E non hanno la più pallida idea di che cosa ci sia dietro al mio essere solo la scema di turno ai loro occhi. E’ solo adesso che mi sento addosso i 14 anni che non ho mai avuto: dovevo fingere di non voler andare alle feste, di non voler portare le minigonne, e dei ragazzi avevo una vera fobia perché erano solo umiliazioni, perché per loro ero un mostro orribile, ci ho messo anni per convincermi che davvero non me ne piaceva nessuno, infatti posso dire che in tutta l’adolescenza solo due ragazzi mi sono piaciuti e poi mai nessuno più. Invece oggi mi sembra di non capire più niente…mi guardo attorno e me li mangio solo a guardarli, e non riesco a capire che la gente ha fatto vite normali, e non può immaginare che la mia sia una sete di “sana conoscenza”, di esplorazione di territori e di possibilità, cosa che tra l’altro faccio anche nelle amicizie dato che sto conoscendo molte coetanee e sto cercando di stringere rapporti, così come sto studiando nuove cose e mi sto interessando a nuove prospettive, insomma la mia è un’apertura a 360°, ma dove posso andare così rovinata?

Non so chi sono, da dove vengo, dove vado: come dicevo all’inizio del mio post, mi sento viva, ma…sono troppo vecchia per uscire adesso di strada e cominciare a vivere, farei troppi errori, finirei schiacciata sotto un camion come quel famoso film sul riccio, già si vede per tutte le sciocchezze che sto facendo.

Dovrei continuare ad essere coerente con quello che sono stata fino ad ora: un incapace. E da tale vivere e tale considerarmi. In fondo chi mi dice che anche potendo studiare cose nuove, frequentare persone nuove, sarei capace di gestire le cose? Forse la mia è un ulteriore fantasticheria, come se ne sono susseguite molte, posso dire di aver vissuto di fantasticherie. Forse è tanto forte perché si avvicinano i trent’anni, età in cui tutto è definito e tutto è irremovibile. Non so cosa pensare, ma l’amarezza è fortissima.

 

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10 commenti a

Quando hai sbagliato troppo a lungo, poi è difficile ricominciare… 2a parte

  1. 1
    Lux79 -

    Ciao. Posso capire il tuo desiderio di trovare il principe azzurro ma fino a quando non conquisterai prima te stessa, continuerai a trovare solo sagome inconsistenti. Devi innanzitutto capire chi sei e cosa vuoi e non sarà facile visto che mancano proprio le basi che dovevi in qualche modo cementare nei tuoi primi 30 anni. Sarà difficile ma non impossibile. Per quanto la tua relazione non ti aggrada, é proprio da questa esperienza (e poi da altre future) che impari cosa cerchi in un uomo. Di errori ne farai tanti ancora perché prevalentemente finora ne hai fatti pochi dal punto di vista relazionale. Se avessi costruito delle solide amicizie e avessi fatto esperienze con l’altro sesso anche solo finalizzate al sesso, adesso non saresti in questa situazione. Adesso con questo ragazzo avresti un rapporto per lo meno paritario. Avresti forse la forza di chiuderla questa relazione che non ti soddisfa. Penso che tu sai gia che questa storia è destinata a finire: non solo i punti d’incontro sono sempre meno ma non c’è neppure il sesso a fare da collante! Se finirà dovrai necessariamente fare tesoro di quanto vissuto (e di quello che non hai vissuto).

  2. 2
    Rossella -

    Nel Regno Unito i bambini sviluppano anche abilità manuali che in passato venivano considerati una prerogativa delle donne. Non so se oggi è ancora così, ma tanti anni fa mi è stato detto che addirittura il principe di Galles sarebbe capace di fare lavori a punto croce. La cosa non mi meraviglierebbe, pensa che mio fratello ha sempre avuto questa passione e ancora oggi la coltiva con discreto successo. Questa minuzia nel fare le cose consente di poter collaborare con un marito senza sentirsi sopraffatti dalla sua apparente tracotanza. Si fa presto a dire che le responsabilità della casa sono al 50%. Nella pratica un uomo che dimostra di avere poca pazienza finisce per appare come una persona brusca e dai modi violenti. La pazienza nasce anche dal sacrificio e dalla mesta accettazione delle cose che non si possono cambiare. L’incomunicabilità nella coppia, in larga parte dipende dalla qualità dell’amore, e dalle aspettative dell’uomo. Un amore puro, svincolato dalla passione sensuale, ti porta a vivere il marito come un cugino. Ma a questo punto l’educazione ricevuta svolge un ruolo fondamentale… nel senso che l’uomo è altro dalla donna e non ha gli strumenti per poter capire che la tua apparente mancanza di gelosia è un dono del cielo che serve a garantire la longevità dell’unione… per essere ben disposta nei suoi confronti non ti devi sentire in competizione con nessuno. Vedi: esiste un uomo che a prima vista diventa il tuo re, una sorta di leader carismatico che non muove in te alcuna passione, ma che al contempo potrebbe trascinarti in acque torbide. Questo è il tuo sposo. Per accettarlo è necessaria tanta fede perché ciò che non si manifesta alla luce del sole si manifesta durante il sonno. Nel momento in cui sei in grado di accettare questo combattimento spirituale diventi più forte… non sofistichi più di tanto sulle cose che vedi e che senti. I problemi di un’ unione sono tanti: in parte dipendono dalle apparenze (la paura di apparire come una persona succube che muove in te una certa ipocrisia) e l’altra da una religiosità bigotta che fa nascere in te la paura di esserti sporcata le mani. Il mio matrimonio è tutto nelle mani di mio marito perché per quanto mi riguarda sono in grado di riconoscere il valore delle cose che ho vissuto e quindi di accettare anche quelle che sono capitate a lui. Penso che ciascuno di noi debba raggiungere una determinata consapevolezza della sua natura. Dipende dal nostro ruolo… quando abbiamo la sensazione di non aver nulla di cui pentirci siamo arrivati a destinazione. Nel mio caso ho sempre saputo che se avessi avuto un figlio sarebbe cresciuto nel solco di un’altra tradizione perché il suo futuro sarebbe stato legato alla storia di altro paese.Una notte ho addirittura sognato il mio fidanzato con un neonato tra le braccia. Questa è la mia strada, ma non sono ancora sicura al 100% e non posso buttarmi a capofitto perché tutte le tappe del mio “viaggio” hanno avuto un senso. Andrò dove mi porta il…

  3. 3
    iosonoio -

    Per la miseria molla quel cretino! !! Subito!!! Nel sesso come nella vita si devono fare compronessi, cosa diamine vuol dire che tu sei la donna e x questo devi accontentarlo in tutto x tutto? Non esiste nella maniera più categorica questa cosa. O lui cambia cosa impossibile o ti svegli e lo molli… subito! !!

  4. 4
    Golem -

    Rossello che fa il punto croce è l’immagine dell’anno. Vado a dirlo a mia “cugina”.
    “ciò che non si manifesta alla luce del sole si manifesta durante il sonno.” Il punto è capire la differenza tra i due momenti.

  5. 5
    Yog -

    E ti credo che il principe di Galles fa il punto croce… quelli sono i classici hobbies per chi non ha una mazza di cui preoccuparsi tutto il santo giorno. Però, Rossella, ammiro il fatto che tu non sappia far partire la lavatrice: anche questo è un vezzo regale. Nel caso, ti consiglio la Miele: display in italiano, due tasti da premere e bucato perfetto. Non esiste più il vecchio selezionatore, quella rotella che girava (cran cran cran) che faceva anche da timer. Ci ruscirebbe anche il neonato che era in braccio al tuo fidanzato. Mi sto dedicando anch’io all’onironautica, prossimamente approfondirò autorevolmenteil tema, probabilmente esaurendolo con parole definitive.

  6. 6
    Dany -

    Dire a nemmeno 30 anni di essere spacciata è una cosa orribile.

    Neanche a 90 anni lo dirò.

    La vita va vissuta, conquistata, amata. Ogni giorno.

    Sei sana. VIva e vegeta.

    Inizia da capo e VIVI.

    Poche parole ma per me sono quelle che devi metterti in testa.

    Ciaoooo

  7. 7
    kylie10 -

    grazie Lux79 e Dany, grazie davvero.
    Rossella, non ho ben capito il punto del tuo commento ti chiedo scusa.

  8. 8
    Golem -

    In che senso non hai ben capito il punto del commento Kilye. È il “punto croce”, è così chiaro.

  9. 9
    Gaudente -

    quote “Dovrei continuare ad essere coerente con quello che sono stata fino ad ora: un incapace. E da tale vivere e tale considerarmi.”
    vedi che ti sei gia’ risposta da sola ?

  10. 10
    kylie10 -

    Gaudente, scusami tanto, ma dovresti vergognarti. Per fortuna io non ho avuto esperienze di depressione, ma guarda che per i propri fallimenti ci sono persone che potrebbero decidere di farla finita. Io forse sono una persona inutile ma di certo non merito una frase del genere. Pensa un po’ a te stesso invece che smistare queste riflessioni inutili su un sito su cui la gente, evidentemente, cerca qualche speranza!

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