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Nella nostra storia c’è sempre la presenza delle sue amiche e colleghe

di MISS91

Amore

Ciao a tutti, è la prima volta che scrivo qui. Vorrei raccontarvi la mia storia…
Sono fidanzata da un anno e mezzo con un ragazzo di 3 anni più di me (io ho 18 anni, lui ne ha 21). Lui fa l’assistente di volo, quindi considerando che è di riposo solamente 8 giorni al mese, e la metà di questi li passa in famiglia o con gli amici, ci vediamo davvero poco. La distanza tra il mio paese e il suo, che sono a 20 km uno dall’altro poi, non facilita certo le nostre uscite. Ci siamo conosciuti tramite l’unica amica in comune, che molto prima che iniziassimo a frequentarci, era stata la sua amante. Lui era, infatti, fidanzato da 2 anni con un’altra ragazza del suo paese; ma lei non aveva digerito il fatto che iniziasse a lavorare lontano da casa, e la loro storia era sul punto di finire. Quando io e lui ci siamo iniziati a vedere lui era appena uscito da questa storia, e proprio per questo io ho non l’ho preso sul serio. Ci vedevamo ogni tanto, ci baciavamo, facevamo un giro, facevamo l’amore… Dopo 5 mesi di uscite, dal nulla, ho scoperto che mi considerava la sua ragazza. Per me è stato un colpo, e questo non perché non lo desiderassi: erano mesi che speravo che me lo chiedesse, ma non l’aveva mai fatto. E infatti non l’ha mai fatto. Io ho semplicemente scoperto che eravamo insieme, da un giorno indefinito: quindi senza una data, senza una dichiarazione, senza una canzone per poterla ricordare… Per lui, queste, erano cose scontate; per me no, ma le ho accettate.
Nella nostra storia c’è sempre stata la presenza della sua ex, che trovava ogni occasione per vederlo, e lui non rifiutava. Me lo diceva quasi sempre che era con lei, come se volesse scolpevolizzarsi: “Io te l’ho detto che sono andato con lei, quindi non mi devi rompere. Se ci fosse stato qualcosa sotto non sarei stato così imbecille da dirtelo” mi diceva sempre. Ma a me questa situazione andava stretta. Mi sentivo come se vivessi all’ombra della ex: lei era più brava in qualsiasi cosa, e spuntava fuori da ogni discorso; lei aveva la precedenza su tutte le cose. Io, anche se ero la sua ragazza, non avevo alcun diritto, nemmeno quello di arrabbiarmi. Lei a suo tempo lo costringeva a stare sempre e solo con lei, io invece dovevo consentirgli di uscire sempre con gli amici, o con lei, altrimenti ero una “stronza”. Abbiamo litigato tante volte, anche pesantemente, ci siamo anche lasciati un paio di volte per ciò. E alla fine sembrerebbe che abbia capito, e finalmente questa ex non c’è più tra di noi. Ma è tutto risolto? Assolutamente no. No, perché al posto della ex adesso ci sono le amiche, o le colleghe. A volte ho come il presentimento che faccia apposta a contornarsi di ragazze, e a dirmi tutto ciò che fa, dice e scherza con loro solo per farmi soffrire. Faccio un esempio recente: si trova a Cuba da una settimana con il suo equipaggio, del quale fa parte anche una sua amica, che a detta di lui è fidanzata da tantissimo tempo. Mi arrivano circa 3 suoi messaggi al giorno, e in tutti e 3 parla di lei. Nel primo mi dice che ha passato il pomeriggio con lei, a giocare alla play, al mare a prendere il sole e giocare nell’acqua; nel secondo mi dice che sono andati a cenare fuori da soli anziché stare con il loro equipaggio; e nel terzo mi dice che si è preso il raffreddore perché dorme con lei nella sua camera (ricordo che gli assistenti di volo hanno diritto a una camera ciascuno per soggiornare quando sono in stacco, quindi lui ha la sua camera propria) nello stesso letto. Secondo voi è una situazione ammissibile? Anche a me capita spesso di fermarmi dai miei amici a dormire, ma non sono mai da sola con uno di loro: capita che alla fine di una festa ci infiliamo nei sacchi a pelo nel soggiorno in una decina, mal che vada siamo in 3 in un letto etc etc, ma MAI io e un altro mio amico nello stesso letto da soli tutto il giorno.
L’altro aspetto assolutamente fastidioso, e anche doloroso, è che con queste amiche fa tutto ciò che con me non vuole mai fare. Gli propongo sempre di andare per locali, o a mangiare fuori, di fare i weekend in montagna a sciare, o al mare da me; gli chiedo di giocare alla play, di fare un giro con la moto, o di fare shopping. E lui non ha mai voglia. Dice che è stanco. Quando gli propongo di passare una serata con me e i miei amici trova le scuse più assurde pur di non venire. E quando gli chiedo di spiegarmi il motivo mi risponde che i miei amici hanno 3 anni meno di lui e sono troppo piccoli per potersi divertire. E così i miei amici mi chiamano scherzosamente “la vedova”, perché alle feste (anche al mio diciottesimo) sono sola; lui non c’è mai, per problemi lavorativi o di umore che siano. Ma io esco spesso con i suoi che hanno anche 5 anni più di me, e me li faccio andare bene per stare un po’ in compagnia, per fargli piacere.
Ma quando gli parlo di tutte queste cose, quando mi sfogo e scoppio a piangergli in faccia perché soffro in questa situazione, lui se ne rende conto. E mi promette di cambiare, fa delle vere pazzie pur di farmi capire che ci tiene. Perché lui ci tiene, anche se a modo suo; e sono convinta di essere molto importante per lui. Solo che non capisco il motivo di questi atteggiamenti. A cosa servono queste amiche parzialmente inventate per farmi ingelosire, quando sa benissimo che lo penso ogni minuto? Perché mi lascia sempre sola alle feste, e quando voglio andare in discoteca mi risponde che si fida di me, e che non serve la sua presenza? Cosa c’è in questa storia che io non vedo? Spero che mi possiate aprire gli occhi, perché io una soluzione non la vedo… Grazie!
Insomma, io dai suoi comportamenti e dall’andazzo di questa storia, ho capito che forse non è il ragazzo che vorrei. La persona con cui vorrei stare dovrebbe avere più riguardo per me, essere più presente, non tanto in quantità di tempo, ma capace di rendere quel poco tempo speciale, memorabile. Vorrei sentirmi l’unica…

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1 Commento a “ Nella nostra storia c’è sempre la presenza delle sue amiche e colleghe ”

  1. 1
    Plinio -

    Sarò breve: penso che non puoi pretendere una storia sana in questa situazione.

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