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Perdere un genitore: fino a che età può compromettere un’esistenza?

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Fermo restando che ho bene in mente che ogni persona e circostanza sono una storia a sè, forse sto per scrivere qualcosa di cinico ma, personalmente, mi suscitano perplessità quelle persone a cui è venuto meno un genitore ormai non più giovanissimi (diciamo, a partire dai 24-25 anni, ma secondo me già a partire dai 20 anni) che adducono questo come motivazione a fatti e situazioni discutibili, tipo aver imboccato strade come droga, delinquenza, promiscuità sessuale, prostituzione o anche disagi psichici come pazzia o depressioni acute. Insomma, ho l’impressione che, una volta superati al massimo gli anni appena post-adolescenziali, se si imboccano certe strade probabilmente c’era qualcosa che non andava a prescindere, che il lutto può aver aggravato ma che cmq se non fosse avvenuto avrebbe portato lo stesso a certe situazioni.

Che ne pensate? E’ un giudizio troppo severo o invece fondato?

L'autore ha scritto 5 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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10 commenti a

Perdere un genitore: fino a che età può compromettere un’esistenza?

  1. 1
    Confusa30 -

    Dipende dai casi non siamo tutti uguali, a me personalmente se capitasse una cosa del genere e ho passato già da un pezzo l’adolescenza, non saprei che conseguenze potrei avere… tempo a tempo potrei uscirne oppure no.

    Attendiamo la risposta dell’utente piu’ in vista… avanti rossella con le risposte a…. di dog

  2. 2
    Bob -

    Non sono completamente d’accordo, come hai detto tu, dipende da persona a persona. Ho perso mio padre quando avevo diciottanni. Ho iniziato a fumare (sigarette) e qualche brutta esperienza l’ho provata anch’io. C’è da dire che mi hanno aiutato a capire cosa volessi davvero fare nella vita. Quando succedono certe cose credo si resti segnati in qualche maniera, perdendo quasi il significato di vita. Oltre alle brutte esperienze ho iniziato a cercare qualcosa che mi facesse sentire vivo ed iniziai a fare paracadutismo. Nonostante ciò a distanza di anni, alle festività un po di malinconia arriva sempre e quando sono a cena da solo metto una sua foto di fronte a me e ci parlo. Che cosa triste lo so ahahahah

  3. 3
    Rossella -

    La madre e il padre sono importanti a tutte le età. Nel mondo di oggi la scomparsa di un genitore determina un vuoto di relazione perché i punti di vista di chi ci sta intorno vengono amplificati dalla smania di essere degli esegeti del testo scritto. Anche un riflesso involontario diventa il codice da Vinci. Tizia cede alle lusinghe di Caio e nella tua mente si fa strada l’idea che sia una poco di buono. Non ti passa neanche per l’anticamera del cervello che esistono tanti uomini che “ti ci fanno credere”. Esistono le intercettazioni ambientali e quindi siamo portati a dare per buona ogni singola parola che esce dalla bocca di nostro fratello. Siamo esseri umani… talvolta le spariamo veramente grosse semplicemente per il bisogno di riempiere lo spazio che occupiamo. Infatti una battaglia importante da fare è quella sulle intercettazioni ambientali… soprattutto nelle carceri. La mamma è la garante della tua libertà di pensiero… ma anche di parola. Perché tante volte si pensa che pensiero e parola coincidano… chi lo pensa non sarà mai libero dai sensi di colpa. In linea di principio il vuoto viene riempito tramite la diligenza del buon padre di famiglia… è pur vero che quando subisci degli attacchi tendi a sprofondare nel tuo io… nella prova sei chiamato ad esercitare le virtù cardinali perché quelle teologali sono un dono che si riceve mediante il battesimo. E’ per quella ragione che si risponde al dolore con la diligenza… alla lunga contano prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. Queste virtù scaturiscono dall’amore inteso come abbandono fiducioso, come un bacio. Il bacio non è il preludio di una performance amorosa… quella che era una prestazione che ti dava ansia diventa relazione. Questo è il senso religioso della vita.

  4. 4
    Golem -

    Confusa, chi avrebbe mai pensato che il problema coi genitori risiede nelle intercettazioni ambientali. Io non ci sarei mai arrivato, giuro. Qui siamo di fronte a un genio della psicopedagogia. Dobbiamo mettere in discussionie tutto gli insegnanti montessoriani e steineriani. Siamo ad bivio storico per il futuro delle relazioni parentali.

    P.S. Se conosco un poco Rossella, credo che la diligenza del buon padre di famiglia va intesa proprio come mezzo di trasporto a trazione animale. A beneficio del reparto Cure Palliative, apprendiamo che ora il dolore si può superare anche con un bel giro in diligenza.

  5. 5
    rossana -

    Rossella,
    “è pur vero che quando subisci degli attacchi tendi a sprofondare nel tuo io… nella prova sei chiamato ad esercitare le virtù cardinali perché quelle teologali sono un dono che si riceve mediante il battesimo. E’ per quella ragione che si risponde al dolore con la diligenza… alla lunga contano prudenza, giustizia, fortezza e temperanza.” – pienamente d’accordo, anche se non sono per niente sicura di potermi considerare credente. tu dimostri di esserlo, e questo ti è di ulteriore rassicurazione.

    ho di recente rispolverato le opere di misericordia spirituali, quasi del tutto dimenticate… anche in considerazione dell’anno della misericordia appena iniziato…

    un abbraccio.

  6. 6
    Yog -

    Buaaah! Bellissima la diligenza del buon padre di famiglia!!! Comunque è vero che con la diligenza si scampa al dolore! Basta attaccarci un paio di animale di quelle che dico io e sai come corri!

  7. 7
    Golem -

    Ma magari si mettesse in opera anche solo UNA delle opere di misericordia spirituali, magari aggiungendone l’ottava. Vivere la realtà
    Francesco aiutaci tu.

  8. 8
    Sofia -

    Caro ARM..non sei cinico o troppo severo..(_premesso che credo che tu parli così per esperienza personale e non solo per pura curiosità) io ti do ragione in parte..per quanto riguarda la droga e l’alcool c’era già una base di fondo e una tendenza a queste cose..( con tutto quello che ho passato io avrei già dovuto drogarmi da far schifo o finire in qualche clinica per alcolizzati, invece mai toccato una sola pasticca o nulla che avesse a che fare con la droga e sono totalmente astemia)..c’è una tendenza già a diventare così e l’evento tragico ha solo anticipato le cose .
    Invece per quanto riguarda depressioni acute o pazzia si può benissimo diventarlo solo ed esclusivamente per il dolore della perdita di una persona amata..che è la cosa più atroce che ci sia!
    Si può benissimo andare in depressione e in un baratro…dai cui non ne esci più… E si hanno tutte le ragioni..

  9. 9
    rossana -

    Sofia,
    sottoscrivo senza riserve il tuo post n. 8, aggiungendo che la forza d’animo o di carattere per affrontare le difficoltà non si possono inventare.

    non è nemmeno certo che tali temperamenti siano sempre e soltanto negativi. dipende dalle circostanze. persone forti nei confronti delle avversità esterne a volte cadono in pezzi nell’essere colti da serie malattie mentre individui deboli nel farsi valere con il prossimo si possono dimostrare capaci di subirle con grande dignità.

    ogni persona è sempre un tale miscuglio di caratteristiche di fondo, più o meno smosse dagli eventi, che rende la professione dell’analista difficile almeno quanto quella del genitore…

  10. 10
    Vale -

    Mah, a me questa storia che ci sono limiti di età per i sentimenti non convince proprio per niente.
    Quindi dico: no, non c’è un’età in cui si può affrontare la morte di un genitore senza soffrire e senza dover rifare i conti con la propria vita.
    Per il resto sono daccordo con quelli che hanno detto che i motivi per cui uno finisce a drogarsi ecc sono ben altri.

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