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Perché le persone non vogliono informarsi sul serio…

Questa è una mia riflessione che riguarda l informazione. Generale. Il non credere alla prima fonte che ci da una notizia, ma il cercare di saperne di più guardando in giro cosa offrono le varie interpretazioni di un fatto e dopo, in base a ciò, farsi un’ idea. Ritengo, a mio modesto parere, che sia questa la cosa giusta da fare. Ma noto con stupore, che le persone non vogliono sapere, si fermano alla prima cosa che leggono sul giornale o dicono al telegiornale, fidandosi cecamente. Senza pensiero critico. 

Non voglio scadere nella demagogia, nel populismo bla bla paroloni, dicendo le solite frasi fatte del ‘ecco l italiano medio com’è, calcio, donne e cibo e ciao’ (e non che non sia vero…). Vorrei indagare sul cosa porta una persona a scegliere di restare ignorante. Perchè è una scelta. In un mondo con internet è proprio una scelta. Perchè se la mattina vedo la signora che sta su facebook anzichè a leggersi qualcosa di ciò che le sta accadendo intorno, è una scelta. 
Oh certo, li le informazioni bisogna sapersele cercare, indagare nel proprio piccolo. Ma dopo anche solo 3 o 4 articoli sullo stesso argomento, da fonti diverse ovviamente, un’ idea ce la si fa.
Noto con tristezza siti di ‘controinformazione’, o che vogliono fare del giornalismo alternativo (cito PandoraTv su youtube, non so se si possa in questo sito farlo, ma era per fare un esempio, non voletemene, non è mia intenzione far pubblicità), noto questi totalmente snobbati dal populino che si accontenta di quello che dice la signora su Studio Aperto, che finito il monologo di banalità passa a parlare del panda nato in Cina.

Informazioni che ci riguardano non ci riguardano. Talmente importanti sono e che richiedono una seria partecipazione che fan male, che sono da evitare. ‘Eh ma che ci posso fare io?’. E ci si lamenta se ‘governo ladro’ tutti quelli sopra di noi ci controllano. 
Ma ragazzi, ma di cosa stiamo parlando? Ma alla luce di ciò, una persona un attimino arrabbiata può pensare che facciano pure bene a controllarci. 

Personalmente, provo a fare un discorso con delle persone (anche amici) che sia un poco più impegnato che subito partono gli sbuffi, il guardarsi in giro in cerca di fuga psicologica, il ‘non so’ mentale, o il ‘non so niente di politica’ (che minkia c entra). O ‘ma che discorsi pessimisti’. Gli spieghi un ragionamento che hai fatto, dopo giorni che hai cercato di farti un idea e ti guardano come se fossi complottista. 
Ma dico, ma scherziamo? Ma se pure il tuo migliore amico ti mente, ma sperate che persone che manco avete mai visto in faccia vi dicano la verità?

La mia può essere  una lamentela sterile, ma per quel che posso, nel mio piccolo, voglio cercare di condividere ciò che secondo me è giusto, e ripeto secondo me. E’ frustrante. Non ho la verità in tasca, no mai, non mi elevo sopra a nessuno! MA, quel che posso fare, per sapere, per non rimanere nel limbo del Mah chissà boh lo sto facendo..

L'autore ha scritto 6 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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11 commenti a

Perché le persone non vogliono informarsi sul serio…

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  1. 1
    Rossella -

    Quello che dici è comprensibile, ma francamente penso che la gente, soprattutto dalla mia età ad andare avanti, cominci a concentrarsi sulla sua vita. Non si tratta di essere egoisti. I numeri parlano chiaro. Oggi che ho ancora degli affetti intorno a me cerco di fare dei progetti per quando non ce li avrò. Una persona che fatica ad arrivare alla fine del mese ha ben altre preoccupazioni. La sua salute ad esempio. La maggior parte di noi si limita ad andare a votare, il che non è affatto poco. I rappresentati eletti dal popolo portano sulle spalle la fiducia che l’elettore gli ha tributato. Per il resto, considerando la bassa considerazione che ho avuto nella società come donna e come individuo, soprattutto quando ero più giovane e la vita sembrava che dovesse andare in un certo modo, ritengo che si possa fare tanto semplicemente investendo nei rapporti umani. Nella qualità. Le notizie andrebbero approfondite da chi scrive la storia.

  2. 2
    Nicola -

    Notoriamente gli italiani sono concentrati su se stessi e con scarsa voglia di avere obiettivi condivisi.
    Per afferrare un’idea, un progetto, per individuare una direzione da seguire, è necessario dotarsi di un orizzonte comune, di significati condivisi, mentre molti faticano a guardare oltre il loro perimetro visuale.
    Questo accade anche sia nel privato che all’interno delle agenzie di informazione.

  3. 3
    Yog -

    Ma io per esempio mi documento solo qui su LaD e devo dire che mi trovo benissimo. Non so un ca**o di niente ma, almeno, non ho incertezze.
    Come sempre Rossella ha ragione, i parlamentari sono pagati per rappresentarci, perché dovremmo intrigarci?

  4. 4
    Vic -

    Approvo quello che dici.
    Io mi faccio un’opinione personale su ogni fatto,
    solitamente precisa e motivata.
    Noto in effetti che le persone che mi stanno intorno dicono che sono un bastian contrario, o meglio
    preferiscono non affrontare l’argomento.
    E’ meno faticoso accettare quello che viene
    propinato dai tg o dai giornali, con i fatti mescolati alle opinioni.
    Cosa che dal punto di vista giornalistico non andrebbe
    fatta.
    Ogni avvenimento può avere letture diverse, ma i fatti raccontati devono essere quelli reali.
    Se una cosa è giusto, lo è chiunque la dica
    e lo stesso è se è sbagliata.
    Poi ognuno ha le sue motivazioni, palesi o occulte
    (faccio riferimento alel cosiddette agende occulte).
    Cioè nel fare una cosa oltre alla motivazione
    più appariscente possono coesisterne altre taciute.
    In effetti internet con la sua pluralità, permette
    di farsi un’idea abbastanza precisa su ogni avvenimento.
    Poi se uno ha gli “occhialini” e vede le cose
    da un certo punto di vista politico o sociale,
    allora deforma lui stesso la realtà.
    In quanto a quello che possiamo fare, noto che i governi in genere tendono a tenere i cittadini
    nell’ignoranza a fa r loro accertare “verità” precostituite a partire dal “politicamente corretto”.
    Le istituzioni col loro malfunzionamento gravano
    pesantemente sul paese.
    Servono meno leggi, più semplici e più chiare.
    E soprattutto una premessa a tutte le leggi fatte.
    Art. 1 L’applicazione di ogni articolo di questa
    legge sarà sottoposta alla logica del buonsenso,
    Che in Italia è definita “quella del buon padre di famiglia”.
    Solo in caso di dubbio prevarrà l’applicazione
    letterale della legge.
    I problemi del nostro paese sono tanti e gravi,
    e parlarne è segno quello si di democrazia.
    L’arma più efficace sarebbe il voto, sarebbe…
    se non fosse come spesso accade che bisogni solo
    scegliere fra il minore dei mali.

  5. 5
    Golem -

    Non finisco mai di sorprendermi di quanta ingenuità leggo su queste pagine. La stampa italiana è intorno all’ottantesimo posto su 180 nel mondo per libertà di “pensiero”, e la televisione starà peggio di quella del Burkina Faso. Cercare di “informarsi” attraverso quelle fonti significa solo assecondare lo scopo degli “allevatori” che ci vedono e ci trattano come polli in batteria .
    Il Professor Yog come sempre ci dà indicazioni sagge riguardo la possibilità di avere notizie e informazioni di prima mano attraverso l’unica vera fonte autorevole di cui fidarsi: “The Scarlett News Entertainment”.

  6. 6
    maria grazia -

    Riflettere sulle cose, rimettersi in discussione e passare all’ azione costa fatica.
    E’ più comodo stare fermi a lamentarsi facendo le vittime, ecco perchè difficilmente le persone ti ascolteranno se provi a spronarle con insegnamenti utili. Molti preferiscono allontanarti, o dire che sono tutte fesserie, che sei solo un pazzo visionario, che tanto il loro destino è segnato e anzi c’è il rischio che ti aggrediscano pure verbalmente solo perchè hai cercato di risvegliarli dal loro sonno.
    E’ un fenomeno sopratutto italiano ma non solo. Fai come ho fatto io: SELEZIONA FIN DALL’ INIZIO con dei piccoli “test” quelli che sono davvero disposti a cambiare e migliorarsi da quelli che vogliono solo usarti come valvola per i loro sfoghi. E questi ultimi lasciali perdere e scartali senza ripensamenti! La gente negativa e irrecuperabile va solo tenuta alla larga. Ciao.

  7. 7
    Yog -

    Vero. Io vivo il mondo attraverso Rossella. Mi pare un po’ equo, come diceva Mancinelli nel ’72.

  8. 8
    Sofia -

    Io odio tutti i telegiornali….mi irritano e sono solo piene di ingiustizie e disgrazie… Mio malgrado a volte mi tocca sentirli..giusto per vedere a che punto osceno di merda e degrado è il paese dove vivo e il mondo in generale…

    Studio aperto è l’unico telegiornale che mi piace un po solo ed esclusivamente perché da notizie positive sugli animali o bambini…i bimbi e gli animali sono un amore enorme…l’unica cosa positiva di questa fogna di umanità…

    Però io in genere non mi fermo mai alla solita notizia …se mi interessa davvero qualcosa o guardo 4 grado che approfondisce tantissimo le cose oppure guardo su internet!
    È già da un po che lo faccio…

    Non approfondire non credo che si tratti di rimanere ignoranti ..semplicemente siamo ormai asueffati dal male e orrore delle notizie….troppi morti ….attentati..una notizia via l’altra.. Non è facile starli dietro e poi ormai lo schifo e l’orrore fa parte della nostra vita e normalità…. Ci sono notizie che ci scivolano non ci interessa neanche approffondirle..

  9. 9
    Vic -

    Sofia
    Si ci stiamo abituando a queste cose.
    Anche perchè il telegiornale
    parla dell’albero che cade e non della foresta
    che cresce.
    In realtà la gente non è così malvagia
    come appare in tv.
    Invece la realtà delle istituzioni e il loro cattivo
    funzionamento causa mancanza di buonsenso,
    quelle sono reali.

  10. 10
    suzanne -

    Fosse così semplice! Sei sicura Divisione che sia così semplice discernere la buona informazione da quella interessata, venduta, propagandistica, retorica, o inventata? Siamo costantemente bombardati da notizie, spesso contrastanti tra loro, ma nella maggior parte dei casi non abbiamo gli strumenti per un’analisi critica soddisfacente. Aggiungici una sana pigrizia e il gioco è fatto!

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