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Napoli, la città senza orgoglio

Ed ecco che mi ritrovo a scrivere la mia prima lettera al direttore. Vivo a Napoli, una città che è stata fondata nel VII secolo a.C. e che da allora è stata in continua espansione culturale ed architetturale, nonché da sempre ospite di un numero immenso di civiltà. Qui sono nati pensatori del calibro di Giambattista Vico ed eroi da non dimenticare come quelli della 4 giornate. Io da sempre osservo il luogo in cui vivo e vedo persone che evolvono in negativo, ho sempre creduto che io dovessi restare qui per far parte di quei pochi, che al contrario, vogliono migliorare questa città. Proprio oggi, invece, sono arrivato a chiedermi se veramente esistano altre persone che vogliano migliorare, mi giro intorno e trovo persone che sparano a zero sulla mia persona solo perché vesto di nero o porto una barba particolare, persone che quando porto giù il mio cane buttano le cose dal balcone, napoletani che votano De Luca nonostante egli dica che “i napoletani sono geneticamente ladri”. Ormai qui vive un popolo che non ha nulla a che vedere con l’antica cultura per cui è stata resa famosa, al contrario, quando esco sembra di stare allo zoo: vedo animali che comunicano a versi urlando, che hanno come unici istinti quelli di accoppiarsi davanti a tutti, divorare carne in branco davanti ai locali del Vomero ed in fine fare i prepotenti usando il vantaggio numerico. Mi sono stancato di vedere gente che corre in auto non curante dei pedoni e delle forza dell’ordine atte alla sola presa visione dei fatti. Mi sono scocciato anche della persona di colore che provoca chiunque davanti al mio supermercato e quando qualcuno reagisce viene tacciato dagli ipocriti come razzista. Non vale più la pena di combattere per questa città e soprattutto non vale più la pena di essere gentili in questa Gomorra. Ora sono nella schiera di chi vuole portare il proprio cervello all’estero chiedendosi che fine ha fatto l’orgoglio di questa città. Dove sono finiti i valorosi eroi delle mitiche 4 giornate? Dove sono gli Antonio De Curtis, Giambattista Vico, Giovan Battista Marino, Pino Daniele, Eduardo De Filippo, Salvo D’Acquisto, Massimo Troisi e Salvator Rosa? Questa era la città del Sole, mentre adesso non albeggia più su queste terre, non è più tempo di miracoli. Addio città senza speranza, lasci in bocca lo stesso amaro del caffè senza zucchero.

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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10 commenti a

Napoli, la città senza orgoglio

  1. 1
    Rossella -

    Mi sembri poco obiettivo. Non dovresti confondere i costumi locali con i valori. Lo vediamo nelle piccole cose… penso che da Londra a Parigi passando per New York non si trovi un uomo che, tanto per fare un esempio, rispetta le donne. Non ho viaggiato ma è anche vero che penso che occorra spostarsi per capire come funziona il mondo. Mi parli di orgoglio e ti sfido a guardarti intorno per contare gli uomini che hanno il senso della famiglia o che dimostrano di distinguere la donna che sostengono essere la donna della loro vita da tutte le altre. Il punto è che noi donne ci siamo abituate ad accettare le abitudini degli uomini e non ci sembra strano che se spendevano dieci lire per comprare un anello ad una donna dopo averci conosciuto continuino a spenderne dieci o anche meno. Quando meno è meglio. Ci possiamo credere giusto noi. Questo non significa che un uomo dovrebbe rispettare solo la moglie… significa che non dovrebbe mettersi in bocca parole come: donna della mia vita! Diciamo pure che facciamo insieme un pezzo di strada e che ci teniamo compagnia. In altri tempi il padre di famiglia avrebbe avuto questo scatto d’orgoglio per avere voce in capitolo all’interno della società. L’uomo di spessore.

  2. 2
    Roberta -

    Parto dal presupposto che, razionalmente, devo dare ragione ad Astar86. Non tutto nella vita, però, è razionale. Credo che Napoli vada protetta e difesa dal più dei napoletani. Non avrei risposto a questo post se non avessi letto il commento di Rossella che mi sembra insensato. Astar86 non ha parlato dei valori della famiglia, non ha parlato dell’involuzione dell’esser signori nella maggior parte dei casi dei nostri concittadini. Parlava del degrado mentale che subiamo. Di persone che non sanno scrivere, parlare e comunicare se non tramite linguaggi che definirei primordiali. Non ho letto nessun riferimento alla coppia o alle interaIoni uomo donna e come vengono, a volte erroneamente, moderate. Sono vagamente allibita.

  3. 3
    Golem -

    Eppure, sembra che la caotica Napoli sia la città italiana col più basso numero di suicidi in Italia. La quieta Aosta quello col più alto. E nonostante questo Napoli resta l’unica città d’Italia che produce ancora musica, cultura e arte. Il nord sotto questo aspetto è morto dagli anni ’60.
    La gioia di vivere è uno stato dell’anima.

  4. 4
    Astar.86 -

    Prima cosa Rossella sei completamente fuori luogo, hai almeno letto quanto scritto nell’articolo?
    Seconda cosa se si parla di suicidi di certo non vengono contate le persone che potrebbero essersi suicidate.
    Terza cosa i suicidi non centrano nulla, la depressione è a prescindere dallo stato culturale del contesto. Io parlo di degrado dell’animo umano a cui si può assistere quotidianamente. Se non si è in grado di trovare buona musica al nord significa che non si è in grado di ascoltare, lo stesso vale per il sud. La differenza è che noi verremo ricordati per la musica neomelodica di Gigi D’Alessio e della sua neve che cada d’agosto! Di orgoglio nessuno ne parla? i napoletani che ti parlano alle spalle e si agitano tipo scimmie di sicuro non lo hanno e sono certo che non abbiano neanche la propensione al suicidio visto che vivono degli sforzi e dei soldi altrui. Secondo te Golem dopo che sono stato tacciato da un vecchio di essere razzista per aver voluto difendermi perché gli dovrei cedere il mio posto sul pullman come ho sempre fatto? Per me se non vedi tutto ciò che ti circonda è solo perché hai la testa sotto il mare di rifiuti, li dove ci ha messo la camorra e li dove mettiamo in evidenza tutta la nostra omertà e mancanza di orgoglio.
    Posso consigliare di leggere attentamente le parole usate nell’articolo? perché credo che a qualcuno sia sfuggito il senso di tale discorso…

  5. 5
    Golem -

    Astar, l’erba del vicino è sempre più verde. Il degrado di cui parli é generalizzato perchè siamo prossimi alla fine “dell’impero” denaro, sul quale si inpernia ormai tutta la cultura occidentale. Io vivo Milano da una vita e sono salentino di origine, e in mezzo secolo ho visto degradare entrambe i luoghi. Milano per i rapporti umani, il Salento per l’ambiente e anche nelle relazioni ultimamente. Quanto alle mafie, se pensi che al nord si sia “mafia free” ti illudi. Sono proprio i mafiosi nordisti che ci tengono a nascondersi dietro quelli meridionali, più clamorosi nelle loro manifestazioni, quindi piu visibili. Milano è una città dalla quale ci si deve difendere continuamente, una trappola urbana a pagamento, una fiera se va bene, dove fare i propri affari, ma che nel week end si svuota per quanto sia amata dai suoi abitanti. E tutto questo senza avere il mare, il clima e il cibo di Napoli. E neanche la cultura, lasciamelo dire. Mia figlia a tre anni si guardava il video della “Gatta Cenerentola” di De Simone, dove di orgoglio napoletano ce n’è in abbondanza, e di arte teatrale a quintali. Qui abbiamo i Legnanesi come corrispettivo artistico.

    Lascia perdere Rossella. Vive un’altra dimensione.

  6. 6
    Astar.86 -

    Ordunque sto parlando con una persona che è del Salento e ha abbandonato tutto per andarsene al nord? è il caso di ripetere la stessa frase che mi hai detto tu: “l’erba del vicino è sempre più verde”. Non si può parlare di Napoli con chi non ci vive e soprattutto con chi abbandona il sud per andare al nord, che sia per lavoro, per amore o per qualsiasi altra scelta. L’impero danaro non è in decadenza ed in ogni caso non centra nulla, come i suicidi, il degrado culturale è avvenuto perché ormai la mente delle persone non riesce ad andare al di là di quello che dicono i media, vedi programmi tipo grande fratello. Sono tutti schiavi e non sanno neanche di chi. Ti vanti che tua figlia a tre abbia visto un opera teatrale del 1976, seppure avesse l’intelligenza di capire l’orgoglio napoletano a quell’età, parliamo di orgoglio del ’76 e non di quello che adesso non esiste più! Vieni a vivere a Napoli e spiega a quel mezzo uomo con cui oggi ho litigato perché non mi voleva far passare sul marciapiede in quanto avevo al seguito il mio cane dove sbaglia, poi forse ti darò udienza.

  7. 7
    Golem -

    Astar, sono a Milano da bambino, non ho scelto di venirci. Mi sono fatto tutto in questa città ma di amarla non se ne parla: non esiste una “milanesità” riconoscibile, o quanto meno non esiste più. Da Napoli ci passo spesso, e, non so che dirti, mi sento a mio agio. Mi è congeniale, anche nella sua caoticità, è una questione genetica evidentemente. Tre giorni fa leggevo un’altra statistica che ti sorprenderà, che riguarda la criminalita: Milano al primo posto, Napoli al 38*.
    Non sono convinto che nel ’76 fosse molto diversa da oggi, e se è cambiata lo é come tutte le metropoli italiane gestite dai politici che conosciamo.
    Certo allora c’era Mario Merola con le sue spettacolari “sceneggiate” che sono le moderne pronipoti delle “Atellane” nate proprio dalle tue parti (Atella) nel IV secolo avanti Cristo, tanto per dire dove cominciava il Teatro moderno. Teatro nato come movimenti coretici spontanei. Forse negli anni ’70 c’era Eduardo, c’era sicuramente Murolo con la sua meravigliosa chitarra, e tutta quella vitalità popolare che in una città mitteleuropea come quella in cui vivo ci sogniamo. Se parli del degrado indotto dai media con me sfondi una porta aperta. Ne ho appena parlato in un altro thead, e in termini drammatici. E’ tutta la cultura occidentale a essere finita, visto che produce più solo finanza dove io, te i gli altri milioni di persone esistiamo solo perchè…consumiamo.
    Ma se ti estranei dalla massa, soffrirai forse un pó di solitudine, ma almeno in quei momenti di malumore tu ti puoi sedere a Mergellina e goderti il sole che tramonta dietro Capri. Io manco quello. Da me tramonta a Buccinasco! Quando c’è, il sole.
    Salutamm.

  8. 8
    T J D -

    Astar hai pienamente ragione, questa è una città in cui bisogna vivere “c’ò fierr rind a na sacc”. Persone come Golem possono parlare perché si fanno le vacanze a Napoli, non ci vivono. Golem vieni a vivere nei Quartieri Spagnoli o dove abitavo io, a Scampia, e poi capirai cosa ti voleva dire Astar, perché per ora non sei in grado di farlo. Io ero innamorato di questa città, tanto da essermi iscritto a belle arti, ma Napoli mi ha tradito ripetutamente, una volta sono finito all’ospedale per colpa di dei teppistelli da strapacchio. Il mio sogno di ristrutturare le opere napoletane l’ho abbandonato proprio perché non ne vale più la pena di dare a questa città. Ora vivo felice a Bologna e consiglio a tutti i napoletani con un po’ di intelligenza di scappare. Ultima cosa da dire a Golem, è anche per colpa del nord che il sud versa in questo stato, per quale motivo ogni volta che ci sono più omicidi sparsi per l’Italia, Napoli ha sempre il primo articolo? Per quale motivo vengono continuamente tagliati i fondi al sud? e per quale motivo molti “padani” vogliono la loro indipendenza? Se la pigliassero l’indipendenza e liberiamolo il sud…

  9. 9
    Astar.86 -

    TJD hai ragione, difatti ho deciso di non rispondere più a Golem, non si può parlare di un argomento con chi non conosce i fatti! Odio profondamente le persone che parlano a sproposito, mi capita spesso, è capitato anche con quella persona di colore che mi ha aggredito davanti al supermercato, io ho reagito e le persone che hanno visto mi hanno dato del razzista. Bene vogliono che io sia razzista, lo posso benissimo diventare ma nei confronti di tutti, non solo di coloro che differiscono da me per il colore di pelle. Napoli ci rende così, complimenti a tutte le persone che hanno voluto questo… “Salutamm”

  10. 10
    Golem -

    Senti Astar e C., prima di dire che parlo a sproposito dovreste sapere che per mia sfortuna sono architetto con una tesi in Urbanistica e Storia della città e del territorio, e senza fare troppo il figo ho tenuto lezioni sull’argomento, Napoli compresa, per 5 anni, al Politecnico di Milano, non a quello di Tirana. Cinque anni fa abbiamo invitato un gruppo musicale napoletano proprio di Scampia, durante un seminario sulle periferie, che ci ha conquistati tutti, docenti e studenti. Ragazzi con delle palle grosse come palloni da calcio. Quindi qualcosuccia so di città, periferie e “fierr int’a sacca”, stai tranquillo. Sono tarantino, anche se vivo a Milano, e Taranto vecchia è peggio dei quartieri spagnoli. Facci un giro se non ci credi.
    Se tu pensi che Scampia sia più pericolosa di Gratosoglio o Quarto Oggiaro, temo che a parlare a sproposito sia tu, anche se posso capirti quando si vivono le difficoltà che oggi si incontrano in qualunque città italiana. Questa mattina passando da viale Toscana, c’era una fila di 300 metri (li ho contati con il contachilometri parziale della moto) di persone che aspettavano il loro turno per avere IL PANE. Infatti il centro si chiama proprio “Pane quotidiano”, e a Milano ce ne sono tre, sempre “pieni”.
    Milano eh, non il profondo sud come te lo immagini tu. Qui le cose sono alla “milanese”, ci si vergogna della povertà, non si fa troppo clamore, ma se vai a vedere i mercati rionali verso l’una del pomeriggio vedrai tanti vecchietti che rovistano tra i rifiuti per raccogliere frutta e verdura scartata dai venditori, ma che per loro fa la differenza. E in più, anni fa, di fronte casa mia, in una zona ben abitata come quella dei Navigli ha bloccato e sfracagnato di pugni e calci uno scippatore che aveva appena strappato la borsa a una vecchietta uscita dalla messa serale. E teneva o fierro int’a sacca. Pur’ isso. ‘ O milanese. Informatevi guagliù
    Invece sul fatto che quando si parla della rapina, del furto o di qualunque altro delitto si citi la regione di origine solo quando è meridionale, sono d’accordo. Sono anni che lo noto. Ma il motivo è facile da capire: serve a distogliere l’attenzione del popolo bue dai delinquenti in giacca, cravatta e SUV del nord, che hanno voluto che il sud facesse questa fine. A partite dall’Unita d’Italia voluta da “quei” piemontesi che con questa scusa hanno rapinato un sud 40 volte più ricco del nord, con Napoli ai vertici di questa ricchezza, non solo economica.
    Erano i nonni di quelli del SUV.

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