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La morte di un cane

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Ho seppellito il mio cane due ore fa e scrivo per sfogare tutta la sofferenza che ho in me in questo momento.
Aveva 13 anni, era un cane bellissimo, l’amavo molto anche se tutto l’amore del mondo non mi sembra abbastanza per lei.
Da un mese le sue condizioni iniziarono a peggiorare, era debole, mangiava poco e niente. Il veterinario ci diede una cura da fare e la ripresa fu quasi miracolosa, era tornata attiva e felice come sempre, ci riconosceva, giocava, ci voleva di nuovo bene. Tre giorni fa aveva ripreso a non mangiare, vomitava spesso e alla fine andò in giardino a sedersi in una piccola buca che occupava sempre di estate, per rimanere al fresco.
Chiamammo il veterinario per consigliarci cosa fare e lui era dubbioso se fare o meno l’eutanasia: nel corso degli anni ci aveva dimostrato che con il giusto trattamento poteva riprendersi e stare meglio e venerdì era ancora reattiva, ci guardava, ci rispondeva, e ci batteva la coda. Decidemmo di aspettare lunedì per vedere se si fosse ripresa, stava meglio, poteva essere solo un momento, potevano essere vomiti legati alle medicine che prendeva. Sospendemmo le pastiglie di Allopurinolo e il cortisone e decidemmo di darle poca acqua ma spesso, per evitare che ne ingerisse troppa e continuasse a vomitare
Quel venerdì sera sembrava stare di nuovo meglio, voleva stare con noi, cercava anche di muoversi, ma non ci riuscì, rimase in giardino invece di entrare in casa per dormire, come faceva sempre da anni. Sabato era chiaro che da sola non si sarebbe più alzata, così ho provato e riprovato e riprovato ad aiutarla ad alzarsi, cercando di prenderla di peso, ma era un cane di grandi dimensioni e non potevo farlo agevolmente ed ogni volta che facevamo un movimento più ampio era contrariata e si lamentava. Le cose sono peggiorate in fretta e ci siamo ritrovati a domenica che era a malapena sveglia, non riusciva nemmeno più a bere. Abbiamo chiamato il veterinario di fiducia, ma era fuori città e non poteva venire, nè abbiamo trovato altri veterinari pronti ad assisterla essendo domenica.

E’ morta questa notte.

Io sono completamente devastato dal dolore, dal dispiacere e dai sensi di colpa. Avremmo dovuto fare l’eutanasia venerdì stesso, senza aspettare. Ha sofferto due giorni in più inutilmente. Ma non lo sapevo, non lo sapevamo, volevamo solo che avesse la possibilità di riprendersi, di poter entrare a casa e stare con noi, come avrebbe voluto, come noi avremmo voluto. Invece abbiamo aspettato e aspettando le abbiamo solo dato sofferenza e io non riesco a sopportarlo, non riesco a perdonarmelo, ripenso al suo respiro affannoso, agli occhi vuoti e ho paura, ho il terrore che sia morta pensando che fosse qualche punizione, che non volessimo aiutarla. Ma non è così.
Ho cercato di fare il meglio possibile per farla stare bene, sono stato con lei quanto più ho potuto, le davo da bere un coppino d’acqua ogni ora, l’accarezzavo, le muovevo le gambe per non farla stare nella stessa posizione troppo a lungo. Le volevo un bene dell’anima e non riesco a sopportare che sia morta soffrendo. Volevo solo essere sicuro di non toglierle la possibilità di essere felice per un altro po’, di potersi riprendere e stare con noi, di giocare un po’ e di spegnersi serenamente. Invece l’ho condannata ad una morte tra le sofferenze, senza poter fare più nulla per lei, e non riesco, non riesco a perdonarmelo.

La ringrazio per tutto quello che ha fatto per me, per tutti i momenti felici che mi ha dato, per la sua compagnia e per l’amore incondizionato. La ringrazio per le feste, per i giochi, anche solo per il battere la coda quando tornavo a casa, la ringrazio per tutto e le chiedo scusa, scusa se l’ho fatta soffrire, scusa se non ho capito subito, scusa di tutto, scusami, volevo solo il meglio per te.

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6 commenti a

La morte di un cane

  1. 1
    nevealsole -

    Inutile dire che ho gli occhi lucidi… Non ho mai avuto un cane ma ho due gatti e una in particolare tripode adottata dal gattile. Quando l’abbiamo portata a casa non pensavo potesse muoversi normalmente, invece poi ha iniziato a correre dietro la pallina e adesso salta e corre con grande gioia e fa delle fusa potentissime. Non dovresti tormentarti ulteriormente per la tua cagnolona, di sicuro lei non ha mai pensato che l’hai trascurata, le sei stato vicino l’hai seguita fino all’ultimo cercando di alleviarle il dolore, io credo proprio che lei ti sia stata grata di questo. Non mi ricordo chi lo ha detto che gli animali sono cuori enormi con del pelo attorno… Ci regalano sorrisi senza mai ridicolizzare il nostro dolore. Sono certa che la tua cagnolona è un grande angelo peloso adesso e tutto l’amore che le hai dato riuscirà a rinnovarsi e ti affezionerai ad un nuovo dolce amico a quattro zampe. Chi ama butta sempre il cuore oltre, anche se rischia.

  2. 2
    Rossella -

    In natura non esiste il suicidio, gli animali piuttosto si lasciano morire e anche quando lo fanno non contraddicono il loro istinto. L’uomo ha il senso della storia che lo incatena alle sue esperienze e quindi davanti al dolore potrebbe retrocedere. Solo l’apertura alla trascendenza lo mette in uno stato d’animo di attesa fiduciosa che dilata lo spazio davanti a lui e fa emergere l’istinto di sopravvivenza. L’attaccamento alla vita fa parte della legge naturale, legge che per un uomo è una scoperta. Te ne accorgi quando la vita ti mette davanti ad una prova ma anche in quel caso potresti rimanere schiacciato da altri pesi che ti tolgono una forza di sopportare che sicuramente non ti viene dal Cielo. Le grazie spirituali sono quelle grazie che ti portano a prendere coscienza della finitezza della tua natura. IL tuo interlocutore diventa la morte e solo così sperimenterai quella lotta che per un animale è la vita. La vita è una lotta quando non ci abbandoniamo alla nostra volontà. Una persona che non ha vissuto per sé stessa ci arriva senza troppi giri di parole… non ha senso gridare al miracolo ogni due per tre. Ogni persona conosce i suoi pensieri, i suoi desideri e le sue mancanze.

  3. 3
    filipp -

    Ciao ti sono vicino! So cosa si prova è un dolore forte, e la morte del nostro animale domestico lascia un vuoto incredibile. Io ho vissuto un’esperienza simile qualche anno fa col mio primo cane. Si svegliò e non riusciva a camminare, cadeva. Soffriva da anni di crisi epilettiche, ma stavolta era diverso, non si riprendeva. Decisi di portarlo dal veterinario e viste le condizioni mi disse di lasciarlo lì per delle analisi. Così feci e in serata ricevetti la chiamata che era morto. È morto dal veterinario,solo, senza me vicino, spaesato in un luogo a lui non famigliare. Avrà pensato che l’ho abbandonato proprio nel momento per lui più difficile? Forse si, anzi sicuramente. I sensi di colpa aggiunsero dolore al dolore. Ma io pensavo di fare il bene per lui e che il veterinario avrebbe potuto curarlo. Sono stato scemo avrei dovuto capire che non c’era nulla da fare, avrei dovuto tenerlo con me ed accarezzarlo fintanto che non se ne andava serenamente, nel suo giaciglio dove riposava tutto arrotolato. Io non me lo perdonerò mai ma per quanto riguarda la tua situazione secondo me tu hai fatto la cosa giusta. Non colpevolizzarti, è morta a casa sua con te vicino, accudita con amore. Un abbraccio

  4. 4
    Andrea -

    Il lutto rimane sempre un lutto che possa essere un cane,un uomo,la fine di un amore o anche una cosa inanimata come la fine di un libro o una serie televisiva(anche se in quest’ultima si formano processi psicologici diversi).Il dolore quando perdiamo una cosa ci serve per capire quanto quella cosa fosse importante per noi.Invece il superamento del lutto ci fa capire che la vita cambia e noi non possiamo aver controllo totale nelle cose che amiamo in uno spazio temporale.Anche se adesso stai male ciò che provi è un emozione molto pura che ti farà capire l’importanza delle cose in un grado diverso.

  5. 5
    V -

    Ti sono vicino. Non ti rimproverare… non l’hai mai abbandonata. Mai. Lei lo sa. E secondo me, se avesse potuto parlare, se avesse potuto scegliere davvero tra la fine del dolore e due giorni in più con te avrebbe scelto te.

  6. 6
    paula -

    Mi hai fatto piangere! Emozione, dolore, ricordi si mischiano… Ho perso il mio Tappo ormai 3 anni fa e per due ho vissuto nei sensi di colpa proprio come te. Fino alla fine non riuscivo a capire quale fosse la cosa giusta da fare, l’ho curato ho temporeggiato fino a quando una mattina non l’ho trovato più in vita. Sembrava dormisse al fianco del mio letto, invece no. Sono iniziati mesi terribili per me con la convinzione di averlo fatto soffrire per egoismo, o per ignoranza. Io non so dirmi come abbia fatto a riprendermi non so darti un “consiglio” efficace … Forse ho superato parlandogli tra me e me pregandolo di perdonarmi, accogliendo Grace e Penny nella mia vita e amandole come ho amato lui.. quasi a voler dimostrargli che questa volta avrei fatto di meglio. Non lo so ma ha funzionato anche se ogni giorno Tappo è nei miei pensieri, nelle mie risate, nei miei giochi con le mie pelose.. Ovunque. Il 23 maggio di ogni anno è sempre molto difficile per me. Il 10 ottobre (data che avevamo stabilito per la sua nascita) lo è ancora di più. Ma non posso farci niente, posso solo coccolarlo con la mente e chiedergli mille volte scusa.
    Un abbraccio da una padroncina ferita quanto te

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