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A mia sorella… non di sangue ma per scelta

Quando la rabbia ti farà esplodere
Quando il dolore ti strazierà il cuore
Quando tutti saranno pronti a dare consigli e giudizi affrettati
Quando qualcuno cercherà di tarparti le ali
Quando non avrai voglia di sorridere eppure devi farlo
Quando dovrai andare avanti lo stesso nonostante la voglia di fermarti
Quando le responsabilità ti faranno soffocare
Quando la frustrazione sarà più forte di tutto
Guardati allo specchio!
Sorridi, spiega le ali e VOLA!!!

L'autore ha scritto 10 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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6 commenti a

A mia sorella… non di sangue ma per scelta

  1. 1
    Rossella -

    Io penso che superata una certa età il rapporto più vincolante potrebbe essere quello con il partner. L’uomo è portato ad avere una visione teoretica della libertà. Nella coppia, per quanto mi riguarda, la libertà, e quindi la fiducia, dovrebbe nascere dalla diligenza che, a sua volta, si lega al desiderio. Durante il fidanzamento si cominciano a capire tante cose. E’ allora che realizzi se il ragazzo ti vive solo come una ragazza incauta ma irresistibile. Perché per certi aspetti il femminile porta con sé questo tratto d’indeterminatezza che porta ad essere intuitive e se vogliamo anche un po’ incoscienti. In senso buono s’intende. Questa saggezza ti predispone ad affrontare altre responsabilità, ma rappresenta una risorsa anche in altri campi. Però il confronto con l’uomo, soprattutto in ambito lavorativo, induce a trattenersi perché l’uomo valuta la realtà attraverso altri parametri. In quel caso la cosa potrebbe essere anche positiva. Nel rapporto di coppia, al contrario, la tua libertà dipende dal modo in cui l’altro ti guarda… far parte del mondo significa mettersi in discussione, e quando un uomo si mette in discussione tende ad essere sedotto da un altro modo di guardare la vita che ti porta a tua volta a desiderare di sentirti più autonoma. Ma si tratta di stati d’animo che non hanno niente di straordinario e che si affrontano discutendo. L’importante, per quanto mi riguarda, è pensare al capofamiglia come ad un simbolo di unità e “seguirlo” con questo spirito. Ho utilizzato il verbo seguire per descrivere la relazione… seguire come per dire “andare verso” l’altro nella speranza l’altro possa tornare in sé. Ma tutte le attese rappresentano l’opportunità per imparare a tenere coeso l’io. Mi scuso se mi sono dilungata… ti auguro un buon fine settimana!

  2. 2
    Golem -

    Minchia, Rossella deve avere avuto decine di storie, tutte complicate e importanti, oppure in teoria sa tutto della psicologia amorosa.
    Prima o poi dovrò dirlo a mia moglie che io l’ho vista come una ragazza incauta ma irresistibile, mentre lei sono certo che avrà notato la mia visione teoretica della libertà.
    Ma abbiamo la certezza che nel nostro rapporto la fiducia, e quindi la libertà, non è nata dalla diligenza ma da un risciò.

    Comunque Dany, con me sfondi una porta aperta. Volo tutte le volte che posso, anche senza guardarmi allo specchio.

  3. 3
    Yog -

    …la libertà, e quindi la fiducia, dovrebbe nascere dalla diligenza… ha ragione Rossella, il problema è che diligenze non ne passano più, almeno a Quarto Oggiaro. Il Pony Express , dove c’è, usa moto 125 cc.

  4. 4
    Dany0103 -

    Sporcate anche un’amicizia sincera. Buon per voi…

    Golem mi pare di aver letto che “voli” nella realtà. Peccato non ti serva a guardare gli orizzonti e gli innumerevoli paesaggi… dei cuori. Peccato!

    Volare dovrebbe significare anche quello.

    Yog manco da commentare…

    Che tristezza…

  5. 5
    Golem -

    Si, anche. Ieri però stavo volando dalla scala del terrazzo, e senza aver comunicato il piano di volo alla torre di controllo. Mi salvò la ringhiera.

    Io sono anatomopatologo Dany in questa illustre clinica, e osservo paesaggi d’ogni specie, compresi quelli del cuore. Ma di recente mi ha colpito molto quello di un pancreas che al tramonto proiettava la sua ombra sul colèdoco. Struggente.

  6. 6
    D-Ego -

    1
    Rossella – 18 giugno 2016 17:13

    Rossella, non servono tutti i libri del mondo a cambiare la natura umana, al massimo il cervello può andare in fumo mediante astrusioni e congetture, e se si cambia l’ordine delle cose si finisce distrutti. Le lauree non serviranno.

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