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La Vita che passa

di

Molte cose, noti che non girano per il verso giusto…26 anni, lavori tutti i giorni, mai un giorno di assenza, eppure, senti che qualcosa dentro di te, non va proprio. L’insoddisfazione, ecco cos’è, il lavoro che non ti piace, ma che comunque cerchi di dare il meglio, per arrivare a fine giornata, per quei pochi spicci che neanche ti bastano, per andare avanti. Per lasciare il nido e mettere radici da sola, no! Perché la società, nel quale viviamo oggi, non ti dà il giusto merito, né la giusta gratificazione. La voglia di cambiare aria, vita, lavoro…ti assalgono, giorno dopo giorno, è in quel momento, che non sai quali passi compiere, quale scelta prendere. Lasciare tutto, partire senza meta, oppure rimanere in un piccolo paesino, con un lavoro mal retribuito, e con una vita monotona? Scelta ardua, per chi, come me a 26 anni, vive ancora con i genitori, contribuendo alle difficoltà giornaliere e avendo alle spalle una relazione di molti anni, con una persona diversamente abile. L’oppressione e l’insoddisfazione, arriva anche a non farti dormire serena la notte. Vuoi prendere una scelta, ma sai, fino in fondo che qualcuno soffrirà per te. Ed è così, che rimani nella fossa, sai di poter dare e fare di più, ma non osi, rimani fermo, seduto sul gradino a pensare. È il tempo passa. 

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14 commenti a

La Vita che passa

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  1. 1
    sara -

    A 26 anni è un po’ tardi rifarsi una vita, forse a 20 puoi ancora inseguire i sogni. Ma a 26 è il caso di iniziare a pensare un po’ meno alla realizzazione del sogno.

  2. 2
    Rossella -

    Ciao,
    ho letto la tua lettera. Che dire? Penso che ogni lavoro possa dare grandi gratificazioni, ma che la vita di coppia sia molto piu’ impegnativa di quello che, sicuramente in buona fede, potrebbe sembrare. La passione, che pure e’ importante, si va consumando quando l’amore viene soffocato dalla mancanza di umilta’ e dagli egoismi che fanno parte di noi. Quando c’e’ l’amore il desiderio non si spegne (almeno credo)e ti senti realizzata anche quando non state insieme perche’ il contatto e’ molto profondo e non ti senti portata solo dai sensi. Nel contatto si avverte tutta la sua forza e tutto il tuo calore. C’e’ umanita’, anche se magari si tratta di un amore platonico. Questo e’ quello che penso. Ti consiglio di dedicarti al tuo lavoro e di lasciare che la vita faccia il suo corso. Un abbraccio!

  3. 3
    pirpolo -

    Io a 27 anni ho piantato tutto e me ne sono andato. In tanti hanno sofferto, io ho sofferto, e’ stata dura e difficile ma ora ho una nuova vita e non tornerei mai indietro.
    Parti, sei ancora giovane.

  4. 4
    summersadness -

    a 26 anni è tardi per realizzare i propri sogni?
    M A S T I A M O S C H E R Z A N D O ??? :D
    comunque a volte perdiamo più tempo a farci inutili paranoie che ad agire, lavoro mal retribuito in un paesino dici..beh se hai qualche soldo da parte per sopperire ad i primi mesi fuori casa, valuta l’idea di cercare un lavoro in un’altra città a tua scelta, non perdere tempo in una vita che non ti appartiene solo per la comoda abitudine, i segnali di malessere non devono essere coperti dalla rassegnazione!
    Hai alle spalle una relazione con una persona diversamente abile, ma c’è ancora questa relazione?
    comunque ripeto, non si vive per accontentare gli altri, chi ti vuole davvero bene desidera vederti felice.

  5. 5
    Sofia -

    Caro ragazzo….i paesini sono sempre paesini che non hanno nulla da offrire ai giovani ….vanno bene per gli anziani.. Io lo dico sempre! Anche perché abito anche in un paesino e mi fa cagare tutto qua! Perché sono indietro come non so e non ci arrivano a nulla! Ma purtroppo ho troppi probblemi con la mia famiglia per potermene andare….ma sai quante volte l’ho sognato?

    Partire alla ceca senza una meta senza un progetto e senza soldi..no …assolutamente no! Questo sarebbe un atteggiamento infantile e immaturo! Si finirebbe nei casini e guai sicuramente e alla fine uno starebbe poi peggio di prima!

    Ragazzo devi fare un progetto su te stesso…stai ancora con questa persona disabile? La ami ancora? O ci stai ancora insieme solo per non farla soffrire …?

    Dovresti cercare di mettere da parte qualche soldo e poi valutare bene dove vorresti andare e cosa vorresti fare..cercare di realizzarlo!

    E se non ami più questa persona…devi avere il coraggio di lasciarla! Perché tu meriti di vivere! E devi lottare per questo! E non ascoltare le stronzate di chi ti dice che è tardi a 26 anni realizzare la sua vita! Hai ancora tutta la vita davanti ragazzo! OK?

  6. 6
    violet -

    ciao velia.praticamente e quello che ho passato io quindi ti capisco perfettamente.anche io vengo da un piccolo paese bigotto e conformista e mi stava tutto stretto.non avevo un lavoro fisso,in famiglia solo preoccupazioni,una relazione devastante.mi sentivo inutile e la sensazione terribile di restare in quella situazione per sempre.dopo l ennesima delusione e un grave lutto,ho detto basta non ce la faccio piu.fatto biglietto e via.avevo 28 anni.ho trovato lavoro,vivo per conto mio e vado avanti.non sono milionaria.faccio molti sacrifici ma almeno vivo con dignità.non è mai tardi per cambiare vita.basta avere il coraggio di fare il salto.che cos hai da perdere?

  7. 7
    markus -

    Velia, 26 anni sono nulla per farti (non per rifarti) una vita. L’insoddisfazione é una brutta bestia, e tu dovresti sederti un attimo e riflettere su cosa ti piace e vorresti fare per davvero. Ma non pensare che i paesini siano qualcosa di deleterio. Hanno i loro difetti come qualunque cosa. Ma se aspiri alle grandi città fai attenzione : quelle ti stroncano sul serio con i loro ritmi infernali e qualità della vita estremamente bassa. Cerca magari una via di mezzo, una città di provincia, qualcosa a misura, altrimenti, rischi di andare peggio.

  8. 8
    ets -

    Mah, io sono stato a casa fino a 30. Ora però, nonostante viva in un paesino, ho costruito casa e vivolo da solo.
    E’ la vita Velia, bisogna stringere i denti e porsi un obiettivo, ma sinceramente a vivere tra i semafori e le ipocrisie dei centri cittadini misti con l’alienazione delle periferie delle metropoli proprio non mi va.
    Almeno qui dove sto, se ho voglia di distrarmi, vado a guardare il mare
    ciao

  9. 9
    Markus -

    Sagge parole ets !

  10. 10
    Yog -

    Ma per distrarsi può essere sufficiente anche uno stereogramma (rectius: un autostereogramma). Provare per credere. Li scaricate gratis sul cellulare e sono più divertenti del moscio panorama marino che vede Ets. Sennò, resta la solita narda, con mezzo litro il mare d’inverno diventa la spiagga di Rimini in agosto.

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