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La fine della mia storia più importante

di

Ciao Ragazzi/e anche se forse farei meglio a scrivere uomini/donne…

Brevemente vi racconto la mia storia. Esco da una relazione a distanza della durata di 4 anni e mezzo. A fine dicembre la sua decisione di troncare la relazione. Da persone adulte quali siamo ci siamo presi una domenica per incontrarci e parlare ed esporre i nostri punti di vista. Dal primo momento che lo vista scendere dall’auto mi sono subito reso conto di quanto l’amassi e di quanto nello stesso momento già mi mancasse. Nella nostra relazione ho sempre cercato di avere un profilo basso ma credetimi che ciò era da attribuire al fatto che la distanza mi stava logorando dentro. Ho provato a spiegarle quanto questa abbia influito sul mio modo di dimostrarle quanto realmente tenevo a lei e di come, anche se distante, lei sia stata l’unica, e ripeto unica, persona importante nella mia vita. Il “non” vivere la quotidianità mi ha recato parecchi ostacoli interiori. Ho passato tutto il 2016 nel tentativo di chiederle di trasferirsi da me, ma non l’avrebbe mai fatto. Spinto da questo ho provato a cercare un lavoro da lei, lasciando la mia professione, la mia terra (e solo lei sa quanto bella e quanto io ne sia legato)….ma non è servito a niente.

Lei ha preso la sua decisione.  Ho come stampato nella mente la scena finale di come, quasi fosse un film melanconico di Zulawsky o una ballata folk struggente di Molina, sia rimontata in macchina e con un bacio sia sparita dalla mia vita…

Non serve che vi dica come mi stia sentendo e ovviamente non pretendo compassione…prendetolo solo come uno sfogo una sorta di “the end” alla fine della storia più importante che io abbia avuto…

Un saluto a tutti voi.

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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8 commenti a

La fine della mia storia più importante

  1. 1
    Yog -

    Non è stata colpa tua. È che sei arrivato a Natale con un profilo così basso che non le hai fatto nessun regalo e lei se la è giustamente presa. Oppure dopo 4 anni e mezzo si aspettava qualcosa di serio, tipo un rubinetto, e quando ha aperto il pacco ci ha trovato un sacchetto di bagigi presi al Lill. Fatti un esame di coscienza.

  2. 2
    Rossella -

    In questi casi non è possibile dare consigli perché ogni persona ha la sua sensibilità. Ti posso dire che personalmente tendo a vivere il periodo che precede la convivenza come una struttura antropologica dell’immaginario diurno, dominato da tendenze idealizzanti che mi vedono ben disposta (all’apparenza), anche a sopportare cose che non vedo. Non mi sono mai fidanzata perché il regime diurno del mio immaginario potrebbe creare delle aspettative nel ragazzo che in quel momento si sente il grande amore della mia vita solo perché vivo l’innamoramento come un naturale processo di ascensione eroica e di purificazione. Quando ti fidanzi in casa – o decidi di sposarti- entri in una dimensione totalmente diversa, fatta d’immagini notturne che hanno una fisionomia negativa. Il ragazzo che su due piedi ti domanda di sposarlo – o che ti dipinge come la donna della sua vita- quasi certamente ti farà scappare perché il pensiero si ferma su quanto di effimero e illusorio è possibile trovare sulla faccia della terra. Questo è il punto di partenza della liturgia ecclesiastica. L’oro è proprio il simbolo per eccellenza della nostra comune aspirazione a superare lo scorrere del tempo, può diventare un limite, ma non è un ostacolo per credere nella vita eterna. Un uomo sfuggente suscita ammirazione perché ci fa sognare, ma in genere quando ne prendiamo atto cerchiamo di spostare il nostro sguardo sulla nostra interiorità e allora comprendiamo che le nostre esigenze intime sono altre. O forse no. Molto spesso ci sfuggono le ragioni del nostro malessere, perché la paura dell’invecchiamento, della consunzione, non si manifesta mai per quello che è. Quando sei molto giovane non ti preoccupi di esorcizzarle aspettando un ragazzo che non ti fa pesare i limiti della tua natura. O semplicemente aspettando.

  3. 3
    Xleby -

    Storia a distanza? Questo concetto per me è come dire che la calvizie è un tipo di capelli… Cosa baci lo schermo del pc? O abbracci il telefono fisso? MAH

  4. 4
    Golem -

    Ah se n’è andata così, come in un film di Zulawsky. Guarda, se “l’amassi” faresti una santa cosa secondo me. E come colonna sonora durante l’esecuzione ti consiglio “la muerte de un gallero” di Josè Empanada, suonata dal vivo alla “fera de las vacas gordas” a Chiuahua, nell’87. Vedrai com’è struggente. Di più che seguire i consigli della Rossie in regime antropologico diurno.

  5. 5
    Angwhy -

    In pratica ci hai pure rimesso il lavoro, immagino che lei lo sappia e se ne sia fregata.bell’affare che stavi concludendo,stappa una bottiglia và,di quello buono

  6. 6
    Kid -

    Prima di prendere certe decisioni occorrerebbe confrontare i fatti e le parole . La storia e’ gia’ finita quando l’altro ha gia’ preso le decisioni per la sua vita. Mi ricordo che la sera prima che io partissi ,lei venne di nascosto a fare l’amore nella mia stanza . Ma i fatti parlavano chiaro: Negli ultimi mesi solo io mi ero recato da lei ,che seppur aveva degli impegni, non potevano essere tali da giustificare quella “strana” assenza. Suo padre , ingenuamente, mi abbraccio’ sull’uscio della porta , augurandomi di fare buon viaggio per poi ritornare presto. Un uomo dal grande cuore che mi considerava come un “figlio”. In quel momento , avrei voluto stringerlo forte e dirgli che gli volevo bene come ad un padre che ti ha voluto bene, ma , davanti agli sguardi maliziosi delle donne di casa , mi limitai ad un saluto affettuoso che non poteva che nascondergli la verita’. Non c’era bisogno di aggiungere altro , non ci sarebbe stato bisogno nemmeno del valzer dello scaricabarile per telefono. Ma , a volte , si sa che la fine di una storia , cosi’ come il suo inizio , hanno bisogno di quella maldestra teatralita’ per ricordarli come importanti. Amen!

  7. 7
    rossana -

    Teoi77,
    quando una relazione amorosa viene portata avanti da entrambi con difficoltà di vario genere, ho la sensazione che in alcuni casi esista un momento in cui, nel più totale e riprovevole silenzio, uno dei due decide di troncare, perché non vede concrete possibilità di futuro di coppia oppure non percepisce l’altro abbastanza coinvolto per cercarle in modo deciso e inequivocabile. quest’ultimo aspetto, in particolare, viene forse inteso come carenza d’amore.

    supposizione su cui difficilmente il soggetto ritorna per mutarne l’orientamento, di solito acquisito a seguito di lunga, più o meno razionale, riflessione.

    è come se per lui il treno fosse partito e ormai troppo lontano per riportarlo nella stazione delle proprie aspettative.

    scusa il concione. mi dispiace per questa tua brutta esperienza, che magari ha ancora, però, qualche possibilità di recupero. cosa che ti auguro, di tutto cuore.

    un abbraccio.

  8. 8
    Vic -

    Purtroppo le relazioni a distanza
    prima o poi finiscono
    perchè la presenza fisica nel tempo
    è importante.
    Da un lato scriversi o telefonarsi da lontano
    permette di essere se stessi, ma…c’è un ma
    ed è il contatto fisico.
    All’inizio non è così importante,
    ma poi lo diventa, se ne sente la manzanza
    e poi…gli equivoci…essendo lontani
    si creano incompresioni e ci si sente prigionieri
    di un rapporto che non ci soddisfa pienamente.

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