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Incapacità di vivere

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Salve, potrei scrivere un milione di righe, cerco di trovare un compromesso tra esternazione e sintesi. Scusate e grazie per chi avrà voglia di leggere e/o esprimere una riflessione, un suggerimento, degli spunti per un aiuto.

Ho genitori reponsabili, lavoratori come muli, onesti, seri ma anche ignoranti, anaffettivi, incapaci di comprendere. il prossimo e la vita in generale. Un matrimonio di quelli degli anni 50, troppo veloce e senza che gli interessati si conoscessero davvero.. Sono persone opposte e la loro unione è fatta di sofferenza, sacrificio, sopportazione, discussioni sterili, incomprensioni, rispettive solitudini, mascherate dall’impegno quotidiano e le riunioni di routine con i parenti.

Hanno litigato per quasi tutti i 55 anni di matrimonio. Raramente è scappato anche qualche schiaffo, non si sono mai avvicinati alla separazione ma è capitato anche il ricorso a dei consultori.

Mia sorella è invalida psichica, mio fratello è sposato.

Ho avuto un’infanzia e un’adolescienza splendide, bellissime, sempre bene a scuola, con i professori che hanno sempre fatto i complimenti a mia mamma quando andava ai colloqui. Sempre voti alti, tutto abbastanze bene insomma.

Dopo il diploma ho avuto il primo periodo di depressione, non sapevo che fare, non sono andato all’università, uscivo e mi relazionavo poco, spesso uscite da solo, specie d’estate al mare, quando fino a 18-20 anni facevo le cose in gruppo come tutti.

Ho iniziato a lavorare sul “serio” e ho avuto la fortuna di innamorarmi di una ragazza, che purtroppo mi ha mandato a quel paese quando il ns rapporto platonico stava decollando e lei era già fidanzata. Ci ho pianto per anni e sempre lo farò. Ero stato amato, capito e per di più da una persona che mi piaceva e con cui mi sentivo libero, me stesso.

A 30 anni ho dato il mio primo bacio ma non a chi volevo io. Ho frequentato questa e poi un’altra ragazza, entrambe fidanzate, la prima (questa del primo bacio) non mi interessava molto, la seconda meglio ma comunque caratterialmente diversa. Sempre baci, poco di più. Mai rapporto sessuale.

Ho iniziato a dubitare di me stesso e della mia eterosessualità.

Mi sono portato dietro questi problemi anche a lavoro, sono passato da licenziamenti, dimissioni, colloqui, ora mi ritrovo a spasso, con poche idee, confusione, smarrimento, pochi stimoli e tante delusioni addosso.

L’ultima vera ragazza l’ho frequentata nel 2007 (anche se nel 2011 ho frequentato una donna matura anche con rapporto sessuale). La prima volta che ho fatto sesso è stato con una prostituta tipo 5-6 anni fa.

Dagli stessi 5-6 anni sto facendo incontri con maschi, sconosciuti, faccio sesso orale come passivo. Non so se mi piace, forse un pò sì ma è l’unica cosa che mi piace con i maschi, incontrare sconosciuti e fargli sesso orale (scusate la sincerità). Per il resto i maschi mi fanno schifo, essere toccato e tutto il resto. Incontro nei parchi, di sera. Oppure tramite annunci e facendo incontri in macchina. Finito, sconosciuti come prima. Non sono sicuro ma forse mi piace più l’organo sessuale maschile che quello femminile.

Tuttavia mi piacciono o mi piacerebbero le donne, in tutti i sensi, ma ho dei vuoti, dolori, bassa autostima, delusioni, poca esperienza, paure, tutto questo. Sono uno che non si sa innamorare due volte, farsi conoscere al 100% da più persone, lo faccio poche volte, se queste non vanno bene mi chiudo.

Vorrei uscire con ragazze di 20-22 anni ma so che è impossibile e/o sbagliato, eppure questo desiderio nasce probabilmente da dei vuoti, il non averlo fatto nell’età giusta, ciò ha causato più danni di quello che io stesso avrei immaginato?

Come mi ha anche deluso la vita, la mia famiglia, dovevo costruirmi una vita e non lavoro da due anni, mi delude la società, forse nella vita non ci ho mai creduto, non mi convince, non trovo il senso delle cose, soffro per tanti eventi a cui altre persone non danno il minimo peso, assorbo tutto e me lo porto dentro.

Mi sento fallito, non ho più molte energie, mi sveglio vuoto.

Sono stato molto fortunato ad essere il figlio più amato ma questa cosa da adulto me la sono fatta pesare ed è diventata un boomerang. Non ho mai trovato il CORAGGIO di “farmi felice”, sentirmi libero, costruirmi una vita. Ho sempre fatto lo spettatore passivo. Non sono mai riuscito davvero ad esprimermi.

Mi ritengo una persona introversa, non socializzo con tutti e ho tempi lunghi nell’elaborare un rapporto con una persona, sono sensibile, profondo, avevo dei valori, ma piano piano ho perso un pò tutte le mie qualità dando spazio invece alle mie debolezze, ai miei difetti, sotterandomi un pò per condizione, un pò per mancanza di coraggio, un pò come meccanismo per allontanare i dolori.

Alla fine non c’è una priorità di problemi, c’è un percorso iniziato bene e deragliato causa mille condizioni, ognuna importante a modo suo, c’è incapacità di vivere, di avere il coraggio di non guardare gli altri ma essere sereni o felici se si ha l’opportunità di esserlo.

Grazie per l’attenzione.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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5 commenti a

Incapacità di vivere

  1. 1
    Rossella -

    I miei genitori sono molto più affettuosi di quanto potevano esserlo i miei nonni… probabile che si tratti di una questione generazionale! Negli anni settanta i costumi sono cambiati ma non è cambiata la mentalità, almeno non in tutta Italia. L’un’affettività è una patologia, ci sono scelte con non si accettano ma la gente ci sta male uguale. Io ad esempio avrei potuto accettare la separazione dei miei genitori ma l’idea che si rifacessero una vita sarebbe stata impossibile da metabolizzare. Li avrei rispettati infinitamente ma non avrei più voluto saperne di loro perché ho le mie idee e non sono meno importanti della volontà delle persone che amo! Lo considero il ciclo della vita… purtroppo lee vicende di cronaca nera mi fanno capire che si vive l’amore come una sfida; in amore bisogna saper perdere, non si può pretendere di cambiare gli altri… bisogna accettare la loro volontà anche se avevamo una visione della famiglia che si è tramandata di generazione in generazione! E’ un dolore anche la prima festa che non si trascorre tutti insieme ma si supera perché ci sono passate tante persone prima di te… vedi? Anche questa è ignoranza!

  2. 2
    Anonima81 -

    Ciao Lorenzo, scusa ma non ho capito molto il senso della tua lettera. Che cos’è che ti affligge esattamente? Il fatto di non sapere di essere eterosessuale o la mancanza di lavoro? Puo’ darsi che le due cose vadano di pari passo ma dalla tua lettera non si capisce bene qual e’ il problema che piu’ ti fa star male… C’è confusione e pensieri messi insieme apparentemente a casaccio.
    Da profana e’ indubbio che c’è qualcosa che non va, ma viene difficile mettere insieme i pezzi. Leggo molta inquietudine, mal di vivere e insoddisfazione ma mi auguro che le cose si possano non dico sistemare del tutto ma per lo meno alleviare il dolore che queste in qualche modo ti causano…. In bocca al lupo…………

  3. 3
    alv -

    Ciao, hai provato con uno psicoanalista?
    Sei molto confuso, anzi totalmente confuso!
    la cosa assurda è che a 38 anni non riesci a trovare un cavolo di lavoro dignitoso, e ce ne sono tanti, ma invece i maschietti e le donne degli altri sei bravo a trovarli-)
    I tuoi genitori hanno sbagliato a non castigarti per bene, quello è il loro vero sbaglio.
    Come fai a giudicarli tu? Che ne sai tu di amore?
    Ti rendi conto di quello che scrivi?
    Hai rispetto per loro ed un po’ per te stesso?
    E poi vuoi incontrare ragazze di 20-22 anni? Ti dirò, ce la potresti fare ed è normale….i matrimoni con 16 anni di differenza non sono cosi rari….
    Ma ti auguro di non trovarla mai….pensa che schifo deve vivere quella poveraccia….un uomo pervertito ed anche matto.
    Ma vai a lavorare sul serio!!!!

  4. 4
    limonene -

    Sono assolutissimamente d’accordo con alv!

  5. 5
    Ettore -

    Caro amico sconosciuto
    Questo è stato il decennio in cui la parola risolutiva per tutto era comunicare…purtroppo non è così,bisogna capire come,di cosa parlare e con chi.
    Questi siti ne sono un esempio lampante;possono andare bene per alcuni consigli o curiosità,ma in ambiti più profondi e sofferenti la cosa diventa difficile,perchè in pochi accettano tali affermazioni per quanto sincere,in quanto lesive dei loro equilibri e delle loro certezze/debolezze.
    Il tuo è un problema che necessita di un aiuto psicologico,il quale non ti fornirà la soluzione ma quanto meno ti avvicinerà ad essa. Alla fine dei giochi la soluzione la troverai te o per caso o migliorando il tuo mondo in modo costruttivo ma sempre aiutato da un esperto che ti indirizzi,altrimenti detto in poche parole o ti perdi o ti invischi in credenze monolitiche che dopo poco crollano lasciando più danni di prima.
    Ti auguro in bocca al lupo,ma un consiglio spassionato su certi temi come questo te lo lascio; non scrivere in questi siti,riceverai come logico che sia solo critiche distruttive che peggioreranno la tua situazione individuale oppure avrai limitatamente utili e vacui incoraggiamenti magari sinceri che però in situazioni pesanti equivalgono all’aspirina contro la cancrena.
    In bocca al lupo e vai dagli specialisti se puoi,esistono anche servizi a basso costo,in certi casi una vera stampella in altri l’inizio di una sistemazione mentale efficiente e necessaria anche se non ci si sente a proprio agio è meglio non rifiutare
    Saluti e in bocca al lupo per 2015 .

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