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L’importanza d’esser chiamata brutta (parte I)

Ricordo che fin dalla materna beccavo continuamente i miei compagni a deridere il mio aspetto: mi reputavano un mostro e non so perché secondo loro era un buon motivo per reputarmi anche affetta da qualche problema cerebrale. In terza media una ragazzina decise di fare amicizia con me, ma poi si fece influenzare da una cugina, la quale ebbe la straordinaria idea di passare il mio numero di cellulare (questa ragazzina della mia classe era l’unica persona al di fuori della mia famiglia ad averlo) ad un loro amico con cui potermi fare uno scherzo: lui mi chiamò e ripeté di amarmi. Non conoscendo questa persona ma conoscendo le infinite possibilità di un coetaneo crudele, mi domandai se le risate che avevo sentito un po’ lontano in sottofondo potessero essere effettivamente quelle di quell’unica persona che aveva il mio numero o se magari si trattasse di voci altrui, casualmente inseritesi a bassissimo volume dietro la voce di lui, il quale lui continuò a tempestarmi (ormai era già solo e soltanto la cugina con la mia “amica”) di sms in cui mi diceva che gli sarebbe piaciuto andare al cinema con me e così via. Sempre dubbiosa (non era la prima volta che ero vittima di scherzi così), risposi gentilmente ogni volta per fargli capire che non conoscendolo di certo non ero interessata, ma che se ci teneva potevamo comunque diventare amici visto che a quanto pare in qualche modo ci eravamo forse conosciuti un po’ o magari avevamo conoscenti in comune (dove prendere il mio numero  e il mio nome altrimenti?). Sempre alle medie un ragazzino venne da me a dirmi che ero “ancora più carina” quando sorridevo, scappandosene poi velocemente via; poco dopo gli capitai alle spalle mentre ne rideva con un compagno. Gli episodi non si fermano qui, ma oggi il mio racconto di quegli anni sì.

Ovviamente la mia chiusura aumentò, fino al giorno in cui entrai alle superiori. Mi capitò continuamente di trovarmi nel posto sbagliato al momento sbagliato (in cui si stava parlando male di me, per esempio dicendo che neanche uno stupratore mi avrebbe mai voluta); oltre alla mia faccia, ora anche il mio corpo (prima atleticissimo e perfetto per i canoni ed ora cicciotto e pieno di cellulite perché avevo smesso di uscire) risultava sgradito. Mi feci forza e proseguii per la mia strada, aiutando sempre in tutto quei compagni che non sapevano fossi cosciente di quanto mi odiassero, perché onestamente io non li odiavo, mi addolorava il loro impegno nel voler far male e nell’odiarmi, ma non la ferita in sé. Poi qualcosa scalfì il mio cuore: capii che i ragazzi evitavano di parlarmi per paura che potessi pensare di piacergli, mentre io volevo solo essere gentile. Vederli tutti ammucchiati sullo stesso banco per evitare di sedersi accanto a me nei momenti di festa o rilassamento si rivelò una questione d’abitudine.

Ora ho ventidue anni, non ho amici perché quando provai… mi usarono e basta per i loro scopi per poi sparire senza dire niente, non ho mai avuto un ragazzo, non mi è mai stato detto che sono bella o simpatica da un ragazzo, non ho mai avuto un bacio, una carezza, un abbraccio da un ragazzo. Anche in famiglia vivo una stranissima situazione: sebbene i miei genitori mi amino alla follia e siano convintissimi – non lo dicono per dire, lo so per certo per vari motivi – del fatto che ho un viso bellissimo (io mi vedo normale, sinceramente… non mi viene da dirmi brutta né mi viene da sentirmi chissà chi, il mio viso è sempre lo stesso e quindi non ho metri di misura per me stessa). E questa è loro opinione… poi c’è quella degli altri parenti; racconterò alcuni episodi così per dare un’idea del livello di ridicolo di alcune situazioni in cui mi sono trovata a dover fare un sorriso idiota come di unachenonhacapitoniente per non far sentir in imbarazzo gli altri (altrimenti mi sarei sentita in imbarazzo anche io per loro):

        Mia nonna pensa che io sia altrove e, visto che tutti parlano delle numerosissime conquiste dei miei cugini sin da tenera età, afferma (ridendo… Che bello, vero?): “Capirai! [Mio nome] dirà sì al primo che glielo chiede!”, e vi lascio immaginare l’imbarazzo di tutti i presenti…

        Tutti parlano di come i loro figli siano tormentati dai continui messaggi e telefonate da parte di tutti quegli amici straordinari che si ritrovano e di quei circa sei miliardi di loro spasimanti – coetanei, più vecchi, più giovani -, questo sorridendo amabilmente, e poi quando si arriva a me (i miei neanche c’erano, per fortuna!) cala un cubetto di ghiaccio grande quando la stanza in cui siamo… e qualcuno decreta l’assurda ma sempre utile e sbrigativa sentenza con cui sono stata cresciuta: “Eh… però… certo che lei… è proprio intelligente!” e con gli occhi sgranati di finta meraviglia a scrutare il resto del pubblico per trovar conferma e così trattarmi non proprio da tipa così intelligente come dicono: “…vero?!”, tanto che quando gli viene concesso che sì, in effetti il cervello che funziona ce l’ho, insiste quasi temendo ch’io non abbia colto il giudizio: “Eh? Vero, eh? Proprio intelligente… vero?!”, fino a che tutti mormorano che sì, sono un genio.

(prosegue nel prossimo entusiasmante episodio dedicato alla mia fantastica vita sentimentale e di liceale)

L'autore ha scritto 3 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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9 commenti a

L’importanza d’esser chiamata brutta (parte I)

  1. 1
    Sofia -

    Cara ragazza…i tuoi genitori dicono che hai un viso bellissimo…OK…ma se fosse davvero così… Tu saresti come sono io che veramente c’è l’ho; avresti la fila di ragazzi dietro. .sempre pronti a provarci con te…avresti già baciato e fatto le tue esperienze! E saresti odiata e temuta dalle donne….questo saresti se davvero avessi un viso bellissimo capisci? Se hai un viso bellissimo i compagni non ti trattano come un appestata!
    Io credo semplicemente che tu sei una ragazza normale per niente brutta,solo che non sai valorizzarti e truccarti….solo un po in sovrappeso magari con qualche piccolo difetto in viso ….e che per questo i tuoi compagni ( bastardi fin da piccoli) ti hanno preso di mira e di un sassolino hanno creato una montagna!
    E si sa…tutti erano dei grandi inutili superficiali coglioni..e nessuno ragionava …tutti andavano dietro a questa “moda” cioè… EVITARTI E PRENDERTI PER IL CULO!
    io ci sono passata alle elementari te lo posso assicurare…è dura….ma ne puoi uscire!
    se SEI PIÙ FORTE DI LORO…SE PIÙ NULLA TI TOCCA DI CIÒ CHE TI DICONO….SE NULLA DI CIÒ CHE TI DICONO TI CONDIZIONA…( loro sono merde) tu una ragazza con dei valori e sei buona. …..
    Lascia perdere tutto e tutti….pensa e impara ad amarti…perché TU VALI…apprezzati per come sei…se mai migliorati ancora di più… Truccati…vestiti carina….fai un po di dieta e sport e dimagrisci..apriti di più verso gli altri…ma sii sempre cosciente che tu non sei brutta!…e tu vali OK?

  2. 2
    xleby -

    In parte (10%) anche io ho vissuto qualcosa di simile a quello che hai scritto in queste 3 lettere. Usi sarcasmo per qusnto ti è possibile e non mi sembri odiare… sei una grandissima persona…
    Considera però che l’adolescenza è il periodo in cui in nostro corpo evolve… e gli adolescenti spesso sono immaturi. Non dar peso a quello che dicono! Riguardo agli adulti i propri figli vengono sempre adorati e le loro imprese vengono quadruplicate… chi si paragona crea conflitto… in realtà tu non centri. I tuoi zii non fanno altro che adulare i propri figli… in realtà è un “bisticcio apparentemente tranquillo” ma è come se dicessero “mio foglio è meglio del tuo’
    Un abbraccio!

  3. 3
    Gaudente -

    ma chi sei, la figlia di Fantozzi ? Dovresti caricare il link ad una tua foto cosi’ da poterti dare un giudizio onesto sulla tua presunta bruttezza.

  4. 4
    Suzanne -

    Mi fa veramente ridere che una persona possa rispondere a questa lettera decantando la propria bellezza ( non è una lettera per presentarsi a Miss Italia). Cara Sofia, ma a chi può importare qualcosa del tuo viso?
    La ragazza sta esponendo un problema che si porta dietro dall’infanzia, tra l’altro temo non così raro, in quanto si sa come i bambini e gli adolescenti sappiano essere feroci. Posso solo pensare e sperare che la situazione migliori col tempo, poiché in età adulta ognuno di noi trova le proprie strade per essere apprezzati dal prossimo. Punta sulle tue qualità,ma per prima devi crederci anche tu!

  5. 5
    Fricche Fricche -

    Sofia è proprio limitata.

  6. 6
    iosonoio -

    E tu ancora perdi tempo a pensarci? Ignora sta gentaccua e vivi la tua vita, che du persone così è pieno il mondo

  7. 7
    Sofia -

    E tu fricchie invece un grande idiota! Pensa a collegare i neuroni se li hai e dire qualcosa di sensato invece di guardare i commenti degli altri. …

  8. 8
    Yog -

    Sofy, ‘assa stare i fricchettoni. In effetti la lettera senza una foto è solo un interessante esercizio di narrativa.

  9. 9
    ramona95 -

    Ciao, capisco benissimo come ti senti ma ti dico di cercare di essere positiva perché prima o poi le cose si sistemeranno. Cerca di scacciare via i brutti pensieri che ti sei fatta su di stessa perché certamente non rappresentano ciò che u sei. So che il post è un po’ vecchio ma se vuoi mi puoi lasciare la tua email cosi possiamo parlare.

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