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Il peso che abbiamo sulle spalle

Ciao, scrivo qui per raccontare in forma anonima i grossi pesi che mi porto sulle spalle nonostante i miei “brevi” 19 anni di esistenza.

Sono nata in un piccolo paese da due famiglie che non ho mai potuto vedere andare realmente d’accordo, a partire dai miei genitori che ho visto litigare innumerevoli volte, sia prima che dopo il loro divorzio che accadde quando avevo 9 anni. Mia madre se ne andò di casa, andò a vivere con un idiota ignorante che mi terrorizzava per ogni cosa facessi: quando lui tradì mia madre non potete immaginare la mia gioia.

I miei genitori mi hanno fatto sentire un peso innumerevoli volte e questo accade tutt’ora, ma io non gliene faccio una colpa perchè credo che non lo facciano di proposito.

La mia vita scolastica ha sempre fatto pena, le maestre alle elementari mi torturavano psicologicamente, mi deridevano davanti tutta classe e questo ha influito sulla mia vita sociale e difatti non ho quasi per nulla amici nel mio paese.

Ma ci sono stati degli eventi ancora più gravi nelle mie giornate, mentre dovevo badare ai litigi dei miei genitori e sopportare l’umiliazione giornaliera delle mie insegnanti: mio zio abusava di me sotto gli occhi di tutti.

Ero diventata insonne, e i miei genitori sono stati negligenti nei miei confronti: io non mi lavavo, non dormivo, non mangiavo.

Ho sofferto diverse volte di crisi di pianto, isteriche e attacchi di panico, di cui non comprendevo mai la causa.

Sono sempre stata molto fragile mentalmente, la mia autostima era sottoterra, mi sento\ivo derisa da tutti, non ho mai creduto nelle mie capacità a tal punto di avere desideri di suicidio da quando ho 11 anni.

Verso i miei 16 anni iniziai a rendermi conto del mio passato e di tutto quello che mi era successo e impazzii totalmente, mio padre mi rivelò delle cose sue che mi hanno ulteriormente distrutto e fatto cadere in una tremenda depressione tentando addirittura il suicidio. Durante questa depressione mio padre scoprì gli abusi di mio zio e fece partire denunce su denunce mentre io morivo dentro ad ogni interrogatorio finchè io non ho fatto fermare tutto per altri motivi. Questa situazione mi portò ad allontanarmi dai miei parenti ed è stato davvero brutto per me perchè da una parte contavo anche in un futuro sostegno economico in caso mi fossi trasferita per università o accademia.

Non ho mai avuto una buona situazione economica in casa difatti non so nemmeno se riuscirò a perseguir quel minimo di sogni che mi rimangono.

Riguardo le mie situazioni sentimentali, invece, sono stata per quasi 4 anni fidanzata in continuazione cercando sostegno in un partner, ma solo ora ho capito che non serve a nulla e a malincuore ho interrotto la mia ultima relazione perchè credo che devo ritrovare me stessa e questo ho bisogno di farlo da sola. Mi dispiace tantissimo.

Adesso mi ritrovo a dover affrontare gli esami di maturità e non ho idea di cosa mi riserva il futuro e ho una paura tremenda di continuare a vivere altre cose più tremende di quello che ho vissuto fin’ora.

Sono consapevole di aver avuto una forza incredibile e che mi sono retta sulle mie gambe fin’ora ma il futuro continua a farmi troppa paura.

La vita si può rovinare con un nulla, e ho paura di creare tanti castelli di cristallo che potrebbero distruggersi sia con una scheggia che con un grande masso.

La mia grande paura di diventare anziana e scoprire che un mio figlio ha abusato di mia nipote, non si può stare tranquilli nemmeno da vecchi.

La mia grande paura di vivere un matrimonio circondato da tradimenti.

La mia grande paura di fallire nella vita, non portare a termine nulla e non riuscire a valorizzare nemmeno qualche mio talento.

Quanta tenerezza provo per le persone che mi dicono “capirai cosa avrai mai passato tu”.

Tu che mi poni questa domanda, non potrai mai capire il peso che io come tante altre persone ci portiamo sulle spalle. Per questo preferisco rivelarlo a degli sconosciuti in internet piuttosto alle persone che conosco. Ovviamente conosco persone comprensibili e capiscono quanto sia stata tosta la mia situazione e io le riconosco.

Da una parte sono fiera di me stessa che ne ho passate già così tante, spero solo di non crollare.

Ho forti sbalzi d’umore e mancanza d’autostima dovuti ai miei traumi passati e questi me li riverso anche sulla vita sessuale con cui ho un rapporto molto controverso.

Ho un continuo bisogno di approvazione.

La cosa che più non reggo è che ho sempre la sensazione che le persone non mi percepiscano come seria, ma come una persona che non conclude nulla e che perde solo tempo perciò ho ansia in tutto, vorrei imparare a concludere qualcosa e realizzare quello che voglio senza ansie e impedimenti che mi creo da sola.

Quello che voglio dire è semplicemente che non possiamo mai immaginare chi abbiamo davanti, cosa ha vissuto e come sta, siate cauti, aperti e soprattutto sensibili. Non esaltare mai o diminuire le persone, mettete al vostro pari e conoscetele realmente perchè nessuno sa il peso che abbiamo sulle spalle.

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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7 commenti a

Il peso che abbiamo sulle spalle

  1. 1
    Rossella -

    Il padre e la madre sono un uomo ed una donna, ma le loro scelte di vita non determinano le nostre. In passato i genitori erano molto più determinati a spronare i figli a dedicarsi alle loro famiglie. Si trattava di una cultura di vita, ma anche della storia di un’intuizione. I nonni nelle loro conversazioni riuscivano a creare dei ponti invisibili che collegavano le vite dei figli. Ad oggi ti posso dire che difficilmente mi sentirei “ben disposta” verso un mio coetaneo, devono passare sempre almeno quei 5-10 anni di differenza a testimonianza del desiderio di ricominciare che è maturato in lui… con il tempo ho capito che dietro le mie perplessità su un ragazzo che mi volevano presentare c’era un bisogno d’unità. I genitori quando si mostrano preoccupati per noi lo fanno perché ci vedono nella nostra integrità. Altrimenti non avrebbero ragione di stare in pena dal momento che siamo nei loro pensieri e che non smettono mai di prendersi cura di noi. Per loro non siamo solo figli… a livello inconscio, a nostra volta, pensiamo anche ai nostri fratelli e aspiriamo a vivere in armonia con tutti. Io non sarei la ragazza giusta per l’altro ragazzo, perché anche lui porta con sé un bisogno d’unità che si lega ad aspirazioni che per il momento sembra aver accantonato. Ma le differenze sociali in questo puzzle non c’entrano nulla, secondo me è una questione di caratteri… io sono certa che tardi o presto incontrerà la sua anima gemella: ogni storia porta con sé un messaggio… è giusto così! Ti consiglio di non avere grandi aspettative sugli altri perché siamo tutti esseri umani e possiamo facilmente deludere le persone che ci stanno intorno. L’importante è non perdere mai la speranza e accettare quello che la vita ci presenta con grande fiducia e con grande coraggio. Un caro saluto!

  2. 2
    bateman -

    Ciao :) qualche anno fa ero nella tua stessa situazione:bassa autostima,deriso dai miei coetanei(bullizzato psicologicamente e fisicamente fino alle superiori,ed anch’io tentai il suicidio a 12 anni,la situazione era insopportabile),zero amici..ma ho superato tutto.Proprio tutto.
    Il primo consiglio che mi sento di darti è di resettare tutto,esatto,devi quasi dimenticarti del tuo passato,devi ricominciare da capo(tieniti strette le amicizie più care e sincere),devi resettarti psicologicamente.Il secondo consiglio è quello di cominciare a fare attività fisica(anche una semplice corsetta aiuta):aerobica,anaerobica,quello che preferisci.A me lo sport ha aiutato tantissimo,ma davvero tanto,mi ha cambiato radicalmente:sono passato dal ragazzetto insicuro e sensibile ad un ragazzo razionale,insensibile(non mi faccio trasportare dalle emozioni,le controllo)e a volte anche arrogante.(sport accompagnato da una sana alimentazione,quasi “maniacale”,è chiaro che non bisogna diventare ossessivi)
    Il terzo consiglio è quello di usare la testa,di ragionare sempre,di non farti trasportare dalle emozioni.Usa la testa in tutte le situazioni(sembri una ragazza molto intelligente detto sinceramente,ti verrà facile,o forse già lo fai).
    Il quarto consiglio è quello di non badare a quello che pensa la gente.Molto spesso la gente cerca di sminuire gli altri per sentirsi migliore,lasciala stare,non ti serve.Fissa un obiettivo(di volta in volta,ma se sei capace riesci a gestirli anche tutti insieme,ma ti consiglio di andare di volta in volta per non fare una brodaglia).
    Personalmente ti sconsiglio gli psicologi,a parer mio non risolvono nulla,anzi,molto spesso peggiorano la situazione(che apparentemente migliora,apparentemente) prescrivendo psicofarmaci ai pazienti,che non risolvono una beata minchia e peggiorano la situazione molto spesso.
    Non essere spaventata del tuo futuro post maturità(ok che la situazione lavorativa non è ottima,qua in Italia,bisogna esserne consapevoli,ma non bisogna mai abbattersi).Vedila come un’opportunità per dare una svolta alla tua vita.In conclusione,ti consiglio di leggere qualche libro formativo(scegli tu quale in base a quello che ti interessa)e ti buttare un’occhiata,assolutamente,alla Legge di Attrazione(c’è un sito internet che ne parla in modo esaustivo,poi ci sono anche vari libri).Che dire,in gamba :D (anch’io ho 19 anni comunque)

  3. 3
    uffastrauffa -

    Ci sono passato anche io. Abusi da mio zio, famiglia disastrata (sono e sono stato sempre un peso). Ho vissuto fino ai 20 anni una vita fatta di paure, ricerca di conferme. Mi guardavo allo specchio e vedevo un fallimento fatto persona. Io ricordo che a 10 anni avevo già pensieri suicidi, e mi ripetevo ogni giorno che dovevo cambiare, essere diverso. Con l’Università le cose sono all’inizio peggiorate. Piangevo, vomitavo e non riuscivo a dare esami. Ho iniziato una psicoterapia,durata quasi tre anni, le cose sono migliorate tantissimo. Ad oggi sono uno psicologo, lavoro e sono molto contento. Ho chiuso una storia d’amore dopo 9 anni. Fondamentalmente mi resta una sorta di nucleo fatto di brutte esperienze, paure infondate, timori…ma posso dirti di avercela fatta. Non sto qui a darti consigli su cosa fare, come comportarti. Ti dico solo di non demordere, che devi aggrapparti a quei pochi sogni che ti restano, inseguirli e lottare per realizzarli. Spesso ti sentirai sola, non esitare a chiedere aiuto.

  4. 4
    Golem -

    Se non rischi non saprai mai se i tuoi timori erano fondati.

  5. 5
    michelle -

    E` piu` che normale avere delle forti paure dopo tutto cio` che hai passato. La paura ha una funzione protettiva nei nostri confronti, e la puoi sfruttare come strumento per stare lontana da situazioni che possano minare il tuo benessere. La differenza e` che da piccola non avevi modo di evitarle, mentre ora essendo cresciuta si (se non avessi questi timori quasi sicuramente incapperesti in altre situazioni brutte, quindi cerca di vederne il lato positivo).
    L’importante e` imparare a conviverci e ricostruire piano piano un vissuto piu` positivo, lasciandoti guidare dall’intuito e cercando di non vivere passivamente la paura lasciando che ti blocchi e che ti impedisca di vivere certe esperienze.
    Sicuramente un percorso di psicoterapia ti aiuterebbe molto, e potrebbe diventare un po’ quel punto di riferimento che non hai mai avuto, oltre ad aiutarti a ricostruire la fiducia in te stessa e l’autostima.

  6. 6
    speed16 -

    Ciao,
    la mia situazione per molti punti è molto simile alla tua.
    Fino a 7 anni ero totalmente diverso ma poi un trasferimento ha cambiato tutto.
    Anch’io alle elementari (dopo la seconda), ho subito torture psicologiche sia da parte delle insegnanti che da parte di compagni di classe.
    Questo è durato fino al primo anno di superiori.
    Fortunatamente io non ho subito abusi, posso solo immaginare quanto sia orribile dover anche solo convivere con quell’idea e soprattutto con una situazione familiare così.
    La mia situazione familiare è sempre stata stabile, anche se i miei erano troppo impegnati nei loro rispettivi lavori per poter anche solo capire cosa mi stava succedendo.
    Anch’io a circa 11 anni tentai il suicidio, lo stavo per fare davvero.
    Fortunatamente mi fermai anche grazie ad un amico. Capii con il tempo che se lo avessi fatto, era come se l’avessi data vinta a quelle persone.
    Tutt’ora dopo varie peripezie, ho sempre questa sensazione di inadeguatezza.
    Il problema è che della mia situazione poche persone lo sanno.
    Sembro un ragazzo normale, ma dentro sono distrutto per tutte quelle violenze verbali che subivo gratuitamente e dove nessuno alzava mai un dito. MAI.
    E se provavo a parlarne con qualcuno la risposta era proprio “Capirai cosa avrai mai passato tu”, così anch’io ho preferito raccontarlo su Internet a degli sconosciuti piuttosto che a qualcuno di persona.
    Non lo racconterei nemmeno ad uno psicologo.
    Tu provi tenerezza per queste persone, io odio.
    A volte le parole feriscono molto più di altre cose.
    Feriscono dentro e queste ferite a volte non si rimarginano.
    Le tue ultime parole sono stupende, a volte la gente tocca dei tasti dolenti senza un benché minimo di sensibilità e nemmeno pensando cosa possa esserci dietro. Lo so perché mi è successo al lavoro, circa un anno fa.
    Mi sembrò di tornare a quelle violenze verbali. Toccare certi argomenti senza un minimo di sensibilità.
    Ora a 22 anni sto cercando di riprendermi ma ci…

  7. 7
    Yog -

    Non capisco. Quegli degli zii sono “abusi” e invece le zie si possono sollazzare a piacimento con i potenti nipoti. È sempre la solita dissimetria: hvabbè, un altro peso che mi porterò sulle palle

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