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Il nostro dramma sorella

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Come sempre sono disgustata dall’odio che permane nel cuore delle persone che passano anche da genitori a figli, e alcuni fortunati nascono con una forte sensibilità e solitamente sono vittime di quelle donne e uomini nati e cresciuti con rabbia, rancori, paura e tanta negatività. Purtroppo anch’io non ne sono esente dalla rabbia ed è ciò che caratterizza l’essere umano: un’unica razza destinata a guerre e dolore. Sarò lunga da leggere e forse anche noiosa, ma il mio intento è togliermi questa zavorra dal cuore. Sono una sibling, ho una sorella disabile nata dal secondo compagno di mia madre. È nata con gravi malformazioni agli arti e problemi psico motori. La sua sfortuna non è la disabilità ma la sua intelligenza. È sensibile e ribelle tra le sue parole dette con estrema lentezza riesce a esprimersi, una persona che ride sempre e fa amicizia con chiunque, sembra che non le importa chi sia o di quale paese. È sempre pronta a dirti ti voglio bene per augurarti buona giornata. Lei si muove con la carrozzina elettronica e ogni tot di periodi deve sottoporsi a degli interventi. Lei sa cos’è il dolore la gioia e la paura. Ieri sera è tornata tardi con aria sconvolta in viso, mia madre è uscita di testa perché non le rispondeva al telefono da 2 ore ed era preoccupata, ovviamente mia mamma reagisce sempre così l’ha presa a schiaffi e sbraitava. Ovviamente ho fatto notare a mia madre di quanto si dovrebbe vergognare per trattare così una ragazzina di 17 anni inferma. Ma non la biasimo con 3 figli da sola in casa e senza certezze, ovviamente era delusa e triste per il suo gesto. Calmatasi la situazione vado a vedere come sta, è scoppiata a piangere e mi ha detto che vuole andare via da tutto questo… Il punto è che anche scappando sarà sempre uguale le dissi che tutti ci odiano per qualcosa e da loro valutiamo anche noi stessi, io credo che chiunque ha una propria ragione e carattere a reagire in certi modi, poi mi disse che molti dicevano che non aveva cervello non avrebbe mai camminato e addirittura le insegnanti dicevano minacce tipo se non scrivi diventerai dislessica e ignorante. Ma a questo punto mi chiedo, come fanno a chiamare INSEGNANTI lo dice la parola stessa insegnare, da queste persone non c’è assolutamente niente da imparare, un lavoro sottopagato ma dei più importanti perché ti dovrebbero insegnare i valori della vita dello studio e del lavoro, ma la loro infelicità e cattiveria si riversa ogni giorno su milioni di bambini. Mi si è spezzato il cuore, avrei voluto andare da queste persone e prenderle a schiaffi tutti quanti, volevo piangere ma ho aspettato oggi per farlo, perché sono quella forte per lei, mi ha sempre visto come la sorella migliore al mondo, ma non lo sono stata. Sono andata via di casa a 14 anni e l’ho abbandonata per 10. Purtroppo il rapporto con mia madre non era dei migliori e non potevo tornare a casa. Avrei voluto essere diversa, ma è difficile vivere con la paura che si faccia sempre male, anche quando è nato mio figlio dovevo stare molto attenta perché poteva cadergli da un momento all’altro, ma lei cercava di stringerlo per paura di se stessa e adorava il mio primo figlio, lei ama tutti, invidio la sua anarchia mentale, perché dentro è più libera di chiunque lo sia fuori su due piedi a correre, io ho imparato molto, sopratutto che per i fiori più delicati ci vogliono molte più cure e tempo ma il risultato è sempre bellissimo se costante. Ti voglio bene anche se non l’ho mai detto. Ma tu sei l’unica che mi capisce e sa perché non parlo mai, forse ti sarai stupita che ieri sera ti ho detto cosa pensavo, ma volevo davvero piangere e dovevo parlarti perché so che come me anche per te è difficile accettare la cattiveria, e la brutalità di molti, ci aspettiamo sempre il meglio dalle persone, e ne rimaniamo profondamente deluse nell’apprendere la vera natura loro. Ti ho sempre detto che per te c’è un posto nel mondo e potrai viaggiare e andare dove vuoi, e sembra impossibile o assurdo ma io ci credo, inoltre il prossimo anno avrà il diploma di quinta superiore, e sono fiera di questo, le ho detto che per quanto faccia fatica a parlare, lei ha un cervello che funziona benissimo e che dovrà solo trovare qualcuno che ha tempo da perdere e sa ascoltare, perchè esistono le persone buone. 

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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4 commenti a

Il nostro dramma sorella

  1. 1
    Wasabi -

    Bellissima.

    Non c’è altro da dire.

  2. 2
    Benedetta -

    Io credo che allontanarsi dalle persone negative sia sempre la cosa migliore. La solitudine apparente è un dono in confronto allo stare con persone simili.

    Aiuta tua sorella ad andar via, se davvero, la ami.

    Il mondo è pieno di scuse e di chiacchiere vuote e inutili. I fatti soltanto contano e cambiano la vita delle persone.

    Agisci.

  3. 3
    Beauty and the beast -

    Purtroppo la vita è questa. La cattiveria gratuita, l’aggressività, l’insensibilità la trovi in ogni ambito, a lavoro, a scuola, nei rapporti umani e in quelli virtuali. Anche io ho sempre reagito con rabbia, e a volte mi capita ancora soprattutto quando toccano le persone a me care: se trattano male me pazienza, se toccano i miei cari divento matta. Ma in questa vita breve, dove ogni attimo di pace che si può condividere con chi amiamo è prezioso, perché dobbiamo sporcare le nostre giornate con la rabbia di persone che non hanno un’intelligenza ed una sensibilità tali da non capire che non c’è bisogno di tutto questo veleno? Tua sorella è straordinaria, è libera ed è una guerriera. Hai davanti agli occhi un grande esempio di coraggio e di forza: prendi queste cose, il vostro affetto, il vostro rapporto e lascia tutto e tutti fuori, tanto nessuno potrà capire mai. Lascia che la rabbia e l’odio contaminino le loro vite, non le vostre. Voi ci siete l’una per l’altra e quindi avete tutto che serve per stare in pace col cuore. Se agli altri manca qualcosa, lasciate che siano solo loro a soffrirne. La maggior parte di queste persone non sono fondamentali nelle vostre vite.
    Ognuno di noi ha un percorso di vita che ci porta ad essere quello che siamo ogni giorno. Non sentirti in colpa se sei andata via, in quel momento ne avevi bisogno, in quel momento era giusto così. Ma tu ci sei adesso, e ci sei con tutta te stessa. Chi ti ama lo sa, lei lo sa, lei guarda alla qualità del vostro tempo, non alla quantità, ma tu sei una persona a parte che ha avuto bisogno di andare via in quel momento. Va bene anche così. In bocca al lupo ad entrambe per tutto!

  4. 4
    Vic -

    Benedetta
    Ma chi sono per te le persone negative?
    E come si concilia il tuo essere cristiana
    con l’evitarle e invitare gli altri a farlo?

    Comunque io questo distinguo lo faccio
    fra persone con cui mi sento a mio agio
    e altre con cui non mi sento a mio agio.
    poi ci sono quelle con cui a volte mi sento a mio agio
    e a volte proprio no.
    Sentirmi a mio agio significa potermi esprimere
    con quella persona senza essere attaccato.
    Alcune persone hanno una visione positiva della vita
    e altri negativa.

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