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Il mio figlio immaginario

Voglio parlarvi per raccontare a qualcuno quello che mi succede, sperando di non sentirmi giudicata. Sono una donna di poco meno di 30 anni. Nella mia vita sono una persona molto sola in quanto sono circondata da pochissimi ma la mia è sopratutto una solitudine psicologica, perchè quei pochissimi che ci sono non mi capiscono, forse, giustamente, e non li condanno perchè ognuno ha la propria vita ed interiorità ed è probabile siano stanchi di me. Così mi rivolgo a voi estranei che dedicate volontariamente un pò di tempo a leggere queste lettere, senza il fardello della conoscenza, giusto per aprirmi un pò dato che finora non c’è stato nessuno che potesse capire realmente quanto mi sta capitando ed il mio grande dolore (non ho fiducia nella psicoterapia ne ho fatta tanta con diversi professionisti nel corso degli anni) e poi questo è qualcosa di così intimo che solo nell’anonimato di una pagina internet posso essere in grado di raccontarlo. Ho amato ed amo ancora follemente un unico uomo che non c’è più per me, un uomo che devo considerare morto ma che ciò non toglie amerò comunque per sempre. Ma non mi soffermerò su questo. Nell’ultimo periodo della mia relazione con quest’uomo, ho desiderato follemente di avere da lui un figlio, un desiderio mio perchè lui simpatizzava parecchio all’idea ma non mi ha mai detto troppo chiaramente di volerne da me. Ho avuto questo fortissimo desiderio per la prima volta nella mia vita ed ha permeato i miei giorni da allora con tutta la gioia che un istinto così forte può dare ad una donna che lo desidera. Ho visto in quest’uomo un potenziale padre meraviglioso, una persona affidabile e rispettosa che avrebbe amato suo figlio immensamente, lo vedevo quando abbracciava ogni bambino cingendolo di carezze ed immaginavo inoltre questo futuro essere umano con sembianze simili a quelle di suo padre. Questa persona non c’è più per me ora ma il desiderio di questo figlio suo è rimasto forte dentro di me, così tanto forte che è diventato una strana presenza nella mia vita. Passo ore a volte ad immaginarlo e disegnarlo, per avere delle sue immagini, provo a raccontargli qualcosa di me, di noi, gli racconto delle storie ed a volte immagino di condividere con lui dei piccoli momenti, per esempio apparecchio la tavola anche a lui, di cantare con lui in macchina o lo coccolo prima di dormire immaginando di tenerlo stretto in braccio sentendone quasi il peso ed il profumo delicato che hanno i bambini. A volte immagino di spiegargli qualcosa di nuovo e spesso mi sembra quasi di sentirmi chiamare dalla sua voce piccola. So che un giorno dovrò dire addio anche al mio bambino mai esistito ma ciò mi dà un altro dolore insopportabile. So cosa penseranno molti di voi.  Io non ho desiderio di altri figli reali con un altro uomo, quello lì è il mio unico figlio così come un unico uomo ho potuto amare in quel modo. Non considero ciò una malattia ma oltre il piacere che mi danno questi miei pensieri vi si alterna l’immenso dolore di rendermi conto non saranno mai reali.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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41 commenti a

Il mio figlio immaginario

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  1. 1
    Suzanne -

    Lettera molto particolare e toccante. Tra l’altro mi capita di leggerla in un momento in cui mi sento particolarmente coinvolta dai pensieri sulla maternità. Anche il tuo nick è molto evocativo, lo trovo assolutamente pertinente con il tuo bisogno attuale di rifugiarti in un mondo immaginario, in cui ciò che desideri così ardentemente prende forma, seppur in modo etereo, come una leggera brezza che ti accarezza il volto. Posso dirti che troverai un altro uomo da amare, seppur diversamente, e potrai quindi trasformare questa tua fantasia in realtà. Ma non lo posso sapere, poiché spesso si rimane prigionieri delle proprie certezze, allontanando tutto ciò che potrebbe sgretolarle sotto ai nostri occhi increduli.
    Apprezzo molto che il tuo desiderio di maternità nasca dall’amore profondo verso un uomo, e non da un semplice bisogno egoistico di sentirsi in qualche modo realizzate. Ti auguro di riuscire ad aprire uno spiraglio nel tuo poetico mondo a chi lo potrà meritare…

  2. 2
    Piccola78 -

    Si chiama solitudine e vuoto interiore, il resto sono tutte le sue conseguenze nefaste.

    Se esci e provi a conoscere altra gente, appena ti innamorerai di nuovo, tutte queste paturnie passeranno.

    Rossella, so che interverrai, perciò ti saluto in anticipo: buen dia!

  3. 3
    Vic -

    Quando la vita delude, ci si rifugia nelle fantasie.
    Possono però essere utili, quando siamo in un periodo
    difficile, sono la “nostra isola” .
    Poi però non si deve rinunciare a vivere la realtà,
    si cade è vero, ma poi ci si rialza e quando otteniamo
    un risultato, le difficoltà e le incertezze , le sofferenze che abbiamo avuto non hanno più importanza.
    Trent’anni non sono troppi, oggigiorno i figli nascono
    dopo quest’età.
    E’ ancora possibile che si realizzi il tuo sogno,
    ma forse preferisci solo sognare e non vuoi svegliarti.
    La vita non aspetta ricordalo, ma di solito da una seconda possibilità.

  4. 4
    walk -

    No no, per carità, tenta di uscire da questo loop mentale, non è “giusto” quello che stai facendo a te stessa, è come se stessi camminando in una palude fangosa, reagisci prima di rimanerne impantanata definitvamente.
    Leggo che sei molto consapevole di te stessa, quindi aggrappati a questo e riprendi in mano la tua vita.
    Segui il consiglio di Piccola78, esci e interagisci con altre persone, vedrai che ti sarà di enorme aiuto.
    Un abbraccio

  5. 5
    Golem -

    Quest’uomo non c’è più per te, vuol dire che esiste per un’altra? E lo ami? Follemente pure, e per sempre dici. E vorresti vivere il tanto resto della vita in quelle condizioni? Ma secondo te l’amore deve procurare queste sofferenze per essere chiamato con quell’abusato nome. Sarebbe “l’inizio” di un amore se lui ci fosse PER TE, e assecondasse con gioia il tuo desiderio. Perchè quello è il tuo, un desiderio. Non si “fa” l’amore con uno che non c’è, l’amore si fa in due, poi se arrivano i figli aumenta il numero dei “costruttori”, ma tu stai solo sognando dolce Ombretta. E con gli occhi aperti pure.

    Hai quasi trent’anni e sei nel pieno della fertilità, e da lì che arriva tutto “quell’amore”, dal richiamo della Natura. Quanto gridano gli istinti, coprendo la voce della più elementare ragione, non lo capiremo mai abbastanza per sapere come condizionano i nostri sentimenti.
    Ti auguro di “capirlo” prima di desiderare bambini in quel modo.

    Ombra, senza offesa, per come hai descritto quel tuo fantasticare col bambino immaginato, io sentirei il tuo medico, che potrebbe darti qualche consiglio al riguardo. Non scherzo. Letta senza romanticismi quella descrizione darebbe qualche preoccupazione a chi tiene a te.
    Auguri. Ciao

  6. 6
    Xleby -

    Non mi pare anormale… Stai sublimando ed esorcizzando il dolore e la mancanza, secondo me devi continuare a farlo fin quando non smetterai da sola, fisiologicamente.
    Sarò sincero, in realtà quando svanirà questo desiderio del figlio anche l’attaccamento che hai avuto per quest’uomo se ne andrà.

    “Ho amato ed amo ancora follemente un unico uomo che non c’è più per me, un uomo che devo considerare morto ma che ciò non toglie amerò comunque per sempre.”

    Tuttavia mi auguro per la tua felicità che vorrai innamorati di nuovo quando sarà il momento. Conservane il ricordo, ovviamente ogni storia è a sé… Non si amano mai due uomini nello stesso modo perché giustamente si tratta di persone diverse.

  7. 7
    Sofia -

    Non hai spiegato una parte importante della lettera…il perché questo uomo non ci può più essere per te…è una lettera a metà…

    Io ti posso solo dire che ognuno reagisce come può davanti a un dolore e davanti a una perdita…tu stai reagendo a tuo modo ma è ovvio che non è un comportamento normale il tuo….ma nessuno di noi è normale e tutti abbiamo bisogno di fare qualcosa anche di senza senso ma che può portarci un po di sollievo..

    Io ho perso un figlio all’età aveva tre anni e mezzo…ho passato un anno intero a piangere di continuo davanti alla sua foto.. Lo chiamavo disperatamente… Lo pregavo di non dimenticarmi…cercavo di mettermi in contatto con la sua anima..lui mi sentiva..lo so che mi sentiva..perché spesse volte è venuto a trovarmi in sogno…e non era dolorante e malato come lo era in vita..stava bene..mi sorrideva e mi veniva in contro..in ogni sogno piangevo disperata perché sentivo che avrei potuto toccarlo e abbracciarlo solo per pochi attimi…ma per poco sentivo la gioia di rivederlo e averlo con me…sentivo che non mi aveva dimenticata…lui sa e sapeva che io ero la sua mamma…e lo sarò per sempre finché le nostre anime e i nostri cuori finalmente un giorno si rincontreranno….

    Non vergogniarti di questa cosa ragazza.. Ti manca l’essere madre ..la madre che non hai mai potuto essere..ti manca l’amore da sentire e provare per tuo figlio… È come se dentro di te avessi avuto anche tu un lutto..
    Perché tu hai perso quell’uomo ma hai perso per sempre anche quel bambino che non ha mai potuto nascere..questo perché tu vuoi solo quel figlio..da quell’uomo…

    Un giorno il tuo cuore si aprirà ancora di più.. Forse un giorno ci sarà un altro uomo che ti darà la gioia di ritrovare e poter avere il tuo bambino..

  8. 8
    Rossella -

    Ciao,
    penso che non dovresti vergognarti di questi tuoi pensieri. Secondo me non siamo abituate a distinguere l’attenzione dall’interesse e viviamo i valori della tradizione come un rifugio. Ad oggi, ad esempio, non penso di dover perdonare nessuno perché ho imparato a distinguere chi ti vuole da chi non ti vuole; non faccio dipendere la volontà dal bene. Nella vita si fanno scelte dolorose per il bene di qualche d’un altro. Talvolta noto grande presunzione di chi vede egoismo dietro un atto che non dice niente della moralità di quella persona. Sui giornali si leggono cose molto gravi che, al contrario, mettono a nudo la moralità di chi le pensa. Nessun uomo, e nessuna donna, possono pronunciarsi su certi temi in un’assemblea pensando di fare una cosa a favore della vita. Si sbaglia una volta, ammesso e non concesso. Nel mondo sono tutti santi? Le fragilità non servono per dare forza a chi è più forte. Per carità, tutti possiamo tradirci, siamo umani, ma la vita è fatta anche per ravvedersi e per pentirsi. In passato, complici anche i rapporti sfuggenti tra la coscienza e il profondo che caratterizzano gli anni della scuola, tendevo a sottovalutare l’istinto e non ero in grado di decriptare le ambiguità della psiche che si riflettono in un comportamento da te giudicato scostante. Si tratta della natura di quella persona. Se il nostro incontro non ci ha illuminati, in quel preciso momento, significa che le nostre strade dovevano andare in direzioni diverse. Un caro saluto!

  9. 9
    Yog -

    Guarda che, nel tuo caso, ne parlerei con il medico di famiglia e chiederei aiuto specialistico. Sei un po’ oltre il border line, non hai pensieri normali. Lo dico per il tuo bene e senza alcun intento di offendere. Sono problemi che possono avere tutti e basta poco per uscirne. Chiedi aiuto SPECIALISTICO.

  10. 10
    lombradelvento -

    Carissimi tutti,
    innanzitutto Vi abbraccio uno ad uno e Vi dico grazie per le vostre parole. Come mi aspettavo mi dà un po’ di gioia sapere che qualcuno ha perso un pochino del suo tempo per rivolgermi il suo pensiero ma non mi aspettavo addirittura dei pensieri così numerosi ed accurati e pieni delle Vostre sincerità, tutte giuste, profonde, diverse così come siete voi, tutti diversi ma persone di grande umanità che si trovano su un sito a leggere un messaggio, uno sfogo, un grido d’aiuto. Ringrazio in particolare Suzanne ma non tanto perché sembra rivolgermi il pensiero più indulgente ma perché sento che può comprendere quanto puro e profondo è questo desiderio di amore materno per quell’uomo e per questo figlio mai nato. Vedete ragazzi, alcuni di Voi hanno giustamente detto che dovrei farmi aiutare da altri, Golem in particolare che dovrei parlarne con un medico. Probabilmente magari è così, io non escludo questa possibilità di dover affrontare una cura, però non mi sento malata di mio, io sento solo molto amore dentro di me che non sa come uscire fuori e trova in questo pensiero del figlio che ho desiderato l’unica forma di esistere, uscire fuori e non soffocarsi. Sapete un medico, un terapista è sempre una persona con le sue idee e la sua sensibilità che infonde nel lavoro e potrebbe anche non capire questa mia esigenza, questa mia solitudine. Non ho le allucinazioni, io lo so che non c’è, so che è un desiderio. A volte ho pensato di essere un pó come Geppetto che molto triste si è costruito un figlio di legno perché non lo aveva avuto dalla amata moglie defunta. In merito alla possibilità di uscire ed aprirmi alla gente, non credete non lo abbia fatto o non lo faccia, io non mi chiudo alle persone ma non ho più grande speranza e fiducia negli altri, anche perché sono un tipo a cui piacciono i rapporti empatici e profondi e quelli non si trovano in palestra, al cinema o in un locale…. Continua

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