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I furbetti sono delinquenti o un modo di essere italiani?

Sono senza dubbio delinquenti italiani ma mi chiedo allora e lo chiedo a tutti voi… può essere considerato impiegato modello quello che bedgiando regolarmente se ne sta seduto al suo posto di struttura improduttiva che ha in uscita uno standard produttivo negativo? E quanti sono gli enti inutili che sottraggono energie e risorse ai giovani ed all’Economia italiana e a noi nonni che sorreggiamo i nostri figli e le loro famiglie! Lungi da me il voler giustificare la disonestà dei singoli o voler diminuire la portata dei reati perpetrati a danno della comunità ma io che ho fatto l’analista del lavoro vorrei sostenere che bisogna cambiare il modo di fare il contratto di lavoro agli Italiani. Partendo dal concetto che ogni lavoro, anche quello impiegatizio, può essere misurato si possono quantificare sia i tempi che occorrono per compiere quelle operazioni e le relative quantità di operazioni di quel lavoro che si possono svolgere nell’arco della giornata lavorativa. Per semplificare se un impiegato del catasto ad esempio, da analisi statistica delle pratiche svolte in un mese, ha un tempo medio di una ora e dieci minuti per svolgere una pratica, tolti 40 minuti su 4 ore di monitor, 30 minuti per il pasto, dovrà svolgere almeno 5 pratiche per essere in regola con il suo contratto che non sarà più ad orario ma a quantità ed efficenza di prestazione prestata nel mese. E siccome tutte le prestazione sono misurabili per tempo medio impiegato, tutti i contratti potranno essere fatti a prestazioni prodotte portando così a produttività tutti coloro che lavorano dovendo in tal modo questi ultimi sostenere gli standard di qualità per mantenere la propria attività lavorativa. Non dovremmo così ripetere di scandalizzarci da nord a sud per fatti appartenenti forse ad un malcostume italiano.

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21 commenti a

I furbetti sono delinquenti o un modo di essere italiani?

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  1. 1
    Piccolastella78 -

    Troppo lungo. Aspetto che ti risponda Yog e sulla base della sua sintesi concettuale, ti rispondo. Comunque, sì, sono d’accordo con te, temporalizziamo il lavoro ed efficentiamolo come hai proposto, risparmiando denaro e creando nuovi posti di lavoro. Ma ora che abbiamo la soluzione, chi la applica? Come facciamo a cambiare le cose? Aspetto un tuo riscontro. Buona serata.

  2. 2
    walk -

    Non ho ben capito il tuo pensiero, per quanto riguarda i “furbetti del cartellino” direi che è assolutamente doveroso intervenire con sanzioni esemplari, mi sembra vergognoso abbandonare il posto di lavoro, soprattutto negli uffici pubblici che abbondano di file chilometriche e ritardi vergognosi nei sevizi.
    Poi se una persona timbra a poi sta tutto il giorno senza mansioni è un altro problema che riguarda l’organizzazione, ma almeno è presente sul posto di lavoro, e questo è già tanto visto l’andazzo.
    Non mi trovo d’accordo neanche sul fatto che ogni lavoro puó essere misurato, perchè lo stesso lavoro fatto da una persona qualificata e una persona senza esperienza varia tantissimo in fatto di tempistica, quindi il calcolo fatto a tavolino non conta molto.
    Io per esempio se intervengo in una mansione che conosco bene ci metto pochi minuti, ma una persona meno esperta puo metterci anche mezza giornata.
    Non si puó misurare il tempo medio di una prestazione, si puó solo valutare il grado di impegno e professionalità che si mette in campo volta per volta.
    Forse ho capito male io il tuo messaggio, ma non possiamo ridurre tutte le professioni a mo di catena di montaggio e giù a lavorare a testa bassa.

  3. 3
    Nicola -

    Della meritocrazia ne parlano da sempre ma non credo che abbiano la reale volonta’ di applicarla rinunciando cosi’ alla condizione di favore di cui oggi gode la classe dirigente grazie alle raccomandazioni e al voto di scambio.

    In linea di principio sono d’accordo con te, la gestione per obiettivi è un metodo di valutazione personale che si basa sui risultati raggiunti, e non sulle attivita’ svolte che possono essere al di sotto o al di sopra del riconoscimento economico. (c’e’chi conclude di piu’ anche se e’ presente di meno).

    Pero’ tutto cio’ attualmente puo’ essere gestito dall’alto, e quindi con maggior influenza politica sui manager e sulle masse.

    Secondo la nuova visione gli obiettivi che vengono assegnati dovrebbero essere:

    – chiari, cioè non devono lasciare margini ad interpretazioni
    – misurabili, cioè il loro raggiungimento o meno deve essere un fatto oggettivo, e non una valutazione soggettiva
    – raggiungibili, cioè non devono essere un qualcosa di irrealizzabile
    – temporalmente definiti, cioè devono essere specificati i termini entro quando devono essere raggiunti
    – concordati e discussi con l’interessato, che deve avere le leve (€) per conseguirli.

    Insomma un bel grattacapo per chi ricopre un incarico dirigenziale senza possedere le giuste competenze.

  4. 4
    Pace per tutti -

    Quoto qalk meno un punto. Le pene non devono mai essere esemplari, ma giuste.

    I timbratori seriali dei cartellini è bene che perdano il lavoro e ne facciano un altro.

    Il lavoro a cottimo è pessimo.

    E mi sorge spontanea una domanda, chi finisce prima del tempo previsto va a casa o resta e fa lavoto in più del pattuito? E chi è inesperto o si trova di fronte ad una prativa non standard, resta incollato alla sefia fino a che non ha finito o ha come unica altra via d’uscita solo il suicidio?

  5. 5
    Nicola -

    – Chi finisce prima potrebbe gestire il tempo libero in base alle sue priorita’, puo’ portarsi avanti con il lavoro (€), acquisire nuove competenze, oppure andarsene a casa.

    – Chi ha una pratica difficile da sbrigare la lascia un momento in sospeso e passa ad altro, accade anche (di piu’) con chi non lavora ad obiettivi.

    Riguardo i furbetti del cartellino penso che quando la rabbia sociale per una classe politica che ci ha condotto nel baratro diviene incontenibile e la gente comincia a scendere in piazza, stremata dai sacrifici imposti, ecco trovato un nuovo capro espiatorio: l’impiegato pubblico!
    E’ assurdo procedere con un licenziamento senza prima aver valutato l’effettivo danno recato. Fonti attendibili hanno dimostrato che i controlli perpetrati per mesi hanno portato ad una spesa superiore a quella sostenuta per l’assenteismo.

    (All’ospedale di Loreto Mare, dopo due anni di indagine, con telecamere nel nosocomio e 500 ore di filmati raccolte dai Nas dei carabinieri, in 55 sono finiti agli arresti domiciliari. C’e’ da supporre che qualcuno sara’ reintegrato perche’ per lui il fatto non sussiste, ma c’e’ anche da valutare se gli investigatori e tecnici impegnati per il controllo non siano costati di piu’ di qualche ora di assenza e magari a lavoro gia’ svolto)

  6. 6
    Yog -

    A beneficio di Piccola78 sintetizzo la pochissimo sapida lettera: qualcuno ha scoperto l’acqua calda, ritrovato peraltro già annunciato da Henry Ford un secolo fa. Ciò detto, facciamoci uno sbadiglio e via, il tema è chiuso da tempo immemore.

  7. 7
    Pace per tutti -

    Forse non hai competenze per parlare di questo, e se le hai non hai ben chiaro quale sia il ruolo delle forze dell’ordine. Forse non hai chiaro il confine fra legalità ed illegalità, concentrato sui costi.
    Il destino non voglia che tu non calcoli un cottimo per i militari. Non ha senso nemmeno confrontarsi con te.

  8. 8
    Vic -

    “Fonti attendibili hanno dimostrato che i controlli perpetrati per mesi hanno portato ad una spesa superiore a quella sostenuta per l’assenteismo”
    Avevo notato questa cosa; che senso ha protrarre controlli per mesi, con relativi costi che di solito
    superano i soldi che si recupereranno?
    Non è questo il modo, non serve così tanto tempo.
    E anche questo discorso giustizialista fa pensare
    che si voglia distrarre l’attenzione da altri
    problemi come il lavoro e la povertà.
    Forse è inutile farlo,ma
    preciso che non sono un impiegato pubblico.

  9. 9
    Piccola78 -

    Va bene ma a parte il vittimismo, qualcosa di costruttivo per cambiare le cose? Se no che ne parliamo a fare?

  10. 10
    walk -

    Se i costi per accertare l’illecito sono elevati è un problema legato alla giustizia Italiana troppo garantista, ma questo non deve portare a pensare che le indagini siano inutili, anzi sono necessarie e importanti per dare una lezione a chi pensa di cavarsela perchè, appunto, nessuno si prende l’onere del controllo.
    Se i costi sono superiori al recupero di denaro pubblico poco importa, l’importante è dare un segnale importantissimo per riacquistare fiducia nelle istituzioni.
    Poi Nicola, se una persona timbra e poi esce dal posto di lavoro non ha prodotto NIENTE quindi non c’è bisogno di “valutare” l’effettivo danno arrecato, si prende e si lascia a casa, la prossima volta vedrai che come minimo si rende disponibile anche a spolverare scaffali.

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