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Siete timidi ?

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Archangel
da Repubblica:
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ROMA - Timidi e timide di tutto il mondo, le vostre sofferenze sono prossime alla fine. Forse. In Inghilterra è infatti entrata nella fase finale di sperimentazione una pillola che promette di rendere disinvolto e sicuro di chi sé in qualunque contesto chi è colpito da forme di ansia sociale ai limiti della patologia. Le persone, normali sotto ogni altro aspetto, che vivono con angoscia le situazioni pubbliche e gli incontri con estranei sarebbero infatti moltissime, tanto che per loro è stato coniato il termine di "fobia sociale": un vero e proprio disturbo mentale, secondo alcuni psichiatri, dalle conseguenze a volte persino invalidanti.

In termini tecnici, si tratta di un SSRI, un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina, vale a dire un medicinale che agisce aumentando la presenza nell'organismo di uno dei più importanti tra i neurotrasmettitori, legato al tono dell'umore. Alla famiglia degli SSRI appartengono farmaci famosi come il Prozac, o come il meno noto bupropione, che da qualche tempo viene prescritto anche in Italia a chi sta cercando di smettere di fumare. La pillola contro la timidezza è, insomma, un farmaco antidepressivo, stretto parente di un altro prodotto dalla medesima azienda, che viene usato per curare gli attacchi di panico
Poi magari si scopre che come effetto secondario la pillola causa una caduta della libido, così che l'ex-timido, dopo essersi precipitato a fare la corte alla sua bella sempre amata da lontano, quando si arriva al dunque scopre che non ce la fa più. E allora ci vorrà un'altra pillola per combattere le crisi di rabbia degli ex-timidi...
shelburn
Quant'è bella timidezza
che ti fa fuggire, tuttavia
chi vuol esser timido, sia
del successo non c'è certezza...

Shelburn il Magnifico
Emily
La timidezza è tenera e graziosa, si fa notare poco, ma va presa sul serio perchè è profondamente saggia. Può essere spiacevole per chi la vive, ma assolve una funzione fondamentale nell'evoluzione della specie. I timidi sono attenti e sensibili, a volte possono esagerare con la cutela, ma raramente si sbaglinnao a percepire il pericolo. Per questo non si sono mai "estinti". La loro prudente ritrosia compensa la sventata audacia dei coraggiosi e l'arroganza dei sicuri di sè. Del resto non tutte le culture penalizzano la timidezza, e in alcuni periodi storici essa è condiserata una virtù.

Giovanna Axia, La timidezza


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A quanti, in realtà , i timidi piacciono? In senso teorico piacciono a tutti , in senso pratico vengono sempre scansati .
Riscontrate anche voi questo atteggiamento?
Ilaria
Quote:
Lettera originale scritta da Emily
La timidezza è tenera e graziosa, si fa notare poco, ma va presa sul serio perchè è profondamente saggia. Può essere spiacevole per chi la vive, ma assolve una funzione fondamentale nell'evoluzione della specie. I timidi sono attenti e sensibili, a volte possono esagerare con la cutela, ma raramente si sbaglinnao a percepire il pericolo. Per questo non si sono mai "estinti". La loro prudente ritrosia compensa la sventata audacia dei coraggiosi e l'arroganza dei sicuri di sè. Del resto non tutte le culture penalizzano la timidezza, e in alcuni periodi storici essa è condiserata una virtù.

Giovanna Axia, La timidezza


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A quanti, in realtà , i timidi piacciono?

Uhmmmm , un'altra riesumatrice nel Club
Emily
Quote:
Lettera originale scritta da Ilaria
Uhmmmm , un'altra riesumatrice nel Club
no, non sono riesumatrice. Ma sul link "un tema a caso" c'era proprio "siete timidi?"

Eddie
Quote:
Lettera originale scritta da Emily
La timidezza è tenera e graziosa, si fa notare poco, ma va presa sul serio perchè è profondamente saggia. Può essere spiacevole per chi la vive, ma assolve una funzione fondamentale nell'evoluzione della specie. I timidi sono attenti e sensibili, a volte possono esagerare con la cutela, ma raramente si sbaglinnao a percepire il pericolo. Per questo non si sono mai "estinti". La loro prudente ritrosia compensa la sventata audacia dei coraggiosi e l'arroganza dei sicuri di sè. Del resto non tutte le culture penalizzano la timidezza, e in alcuni periodi storici essa è condiserata una virtù.

Giovanna Axia, La timidezza


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A quanti, in realtà , i timidi piacciono? In senso teorico piacciono a tutti , in senso pratico vengono sempre scansati .
Riscontrate anche voi questo atteggiamento?
Credo che non siano gli altri a scansarli, ma che si scansino da soli. Credo anche che la timidezza sia in moltissimi casi solo iniziale, raggiunta la confidenza, ho visto molti timidi diventare anche invadenti, e molti invadenti iniziali ridimensionarsi terminato il periodo di "timidezza" vinta con l'aggressività.
Io comunque, non sono più timido da molti anni, salvo rare occasioni, per esempio di fronte a personaggi di rilevanza mondiale come Apice e Lupetto.
Oldone
Quote:
Lettera originale scritta da Eddie
Credo che non siano gli altri a scansarli, ma che si scansino da soli. Credo anche che la timidezza sia in moltissimi casi solo iniziale, raggiunta la confidenza, ho visto molti timidi diventare anche invadenti, e molti invadenti iniziali ridimensionarsi terminato il periodo di "timidezza" vinta con l'aggressività.
Io comunque, non sono più timido da molti anni, salvo rare occasioni, per esempio di fronte a personaggi di rilevanza mondiale come Apice e Lupetto.
O anche di fronte a personaggi "piu' tosti", come Ilaria
Ilaria
Quote:
Lettera originale scritta da Oldone
O anche di fronte a personaggi "piu' tosti", come Ilaria
Ciao, amico
Come ti vanno le cose?
Oldone
Quote:
Lettera originale scritta da Ilaria
Ciao, amico
Come ti vanno le cose?
Siamo ancora qua entrambi... e questo e' gia' qualcosa
Eddie
Quote:
Lettera originale scritta da Oldone
O anche di fronte a personaggi "piu' tosti", come Ilaria
Tu de sesso caro Oldone non ce capisci proprio gnente. Quella mia con Ilaria è solo una rarissima forma di corteggiamento, ogni donna necessita di atteggiamenti particolari e specifici. Nel caso di Ilaria mi accorsi fin da subito che l'ideale era il corteggiamento, così detto "alla spaccafacocera". Il facocero solengo irrompe nel nuovo branco di facoceri squarciando tutti i maschi indistintamente con le lunghe zanne, mentre la femmina più indaffarata del branco si prodiga in cure e raccolta di informazioni per i poverini. All'improvviso il solengo riduce sensibilmente l'attività di squarcio dei maschietti ormai spossati, così, la facocerina infermiera si ritrova in regime di superattività ma senza più tutto quel materiale da assistere. E' a questo punto che essa, senza quasi accorgersene, rivolge l'attenzione al nuovo arrivato, in parte ammirata, in parte impaurita, in parte inc..zata. Da quel momento non lo molla più un istante, finchè... ma questo te lo racconterò a cose fatte.
Oldone
Quote:
Lettera originale scritta da Eddie
Tu de sesso caro Oldone non ce capisci proprio gnente. Quella mia con Ilaria è solo una rarissima forma di corteggiamento, ogni donna necessita di atteggiamenti particolari e specifici. Nel caso di Ilaria mi accorsi fin da subito che l'ideale era il corteggiamento, così detto "alla spaccafacocera". Il facocero solengo irrompe nel nuovo branco di facoceri squarciando tutti i maschi indistintamente con le lunghe zanne, mentre la femmina più indaffarata del branco si prodiga in cure e raccolta di informazioni per i poverini. All'improvviso il solengo riduce sensibilmente l'attività di squarcio dei maschietti ormai spossati, così, la facocerina infermiera si ritrova in regime di superattività ma senza più tutto quel materiale da assistere. E' a questo punto che essa, senza quasi accorgersene, rivolge l'attenzione al nuovo arrivato, in parte ammirata, in parte impaurita, in parte inc..zata. Da quel momento non lo molla più un istante, finchè... ma questo te lo racconterò a cose fatte.
lo prende per le palle, vero?...... stretto stretto....
Cinzia
Quote:
Lettera originale scritta da Oldone
Siamo ancora qua entrambi... e questo e' gia' qualcosa

Ciao Oldone, io sono di passaggio...
Oldone
Quote:
Lettera originale scritta da Cinzia
Ciao Oldone, io sono di passaggio...
Ciao, Cinzia.
Come "di passaggio"?
Eddie
Quote:
Lettera originale scritta da Oldone
lo prende per le palle, vero?...... stretto stretto....
Ma l'hai viste mai le palle d'un facocero? Tu che hai toccato spesso quelle del maiale, considera che la rosea bestiola, pur bella grossa, è più piccola del cinghiale, e che questo non è niente rispetto a un facocero di branco, di dimensioni più ridotte rispetto al solengo. Te la immagini Ilaria trascinata per mezzo Parco Nazionale del Kenia, attaccata a una specie di pallone da volley dietro a un facocero urlante?
pinguino
buonasera

vedo che state delirando

nulla di nuovo, la cosa mi rassicura

continuate, io vi leggo e me la spasso


Ilaria
Quote:
Lettera originale scritta da Oldone
lo prende per le palle, vero?...... stretto stretto....

Sai come si dice, caro Old?
L'importante, nella vita, è aggrapparsi a delle certezze.....
Eddie
Quote:
Lettera originale scritta da Ilaria
Sai come si dice, caro Old?
L'importante, nella vita, è aggrapparsi a delle certezze.....
Allora vie' qua bella facocerina, io c'ho solo tre certezze: la morte.
Ilaria
Quote:
Lettera originale scritta da Eddie
Allora vie' qua bella facocerina, io c'ho solo tre certezze: la morte.


Io ho anche un'altra certezza : il mio amore per una persona che tu non conosci e che mi sono molto volentieri sposata
E che risposerei anche domani
Eddie
Quote:
Lettera originale scritta da Ilaria
Io ho anche un'altra certezza : il mio amore per una persona che tu non conosci e che mi sono molto volentieri sposata
E che risposerei anche domani
Perchè avete già divorziato?
Ilaria
Quote:
Lettera originale scritta da Eddie
Perchè avete già divorziato?

Ti piacerebbe, eh?
Ed invece nisba!!!!
Oldone
Quote:
Lettera originale scritta da Eddie
Ma l'hai viste mai le palle d'un facocero? Tu che hai toccato spesso quelle del maiale, considera che la rosea bestiola, pur bella grossa, è più piccola del cinghiale, e che questo non è niente rispetto a un facocero di branco, di dimensioni più ridotte rispetto al solengo. Te la immagini Ilaria trascinata per mezzo Parco Nazionale del Kenia, attaccata a una specie di pallone da volley dietro a un facocero urlante?

Hummm..... mi sa che ha ragione il Pinguino: qui si sta delirando

Ma tu, non dico toccate, ma sei almeno riuscito a vederle le palle di un "roseo" maiale adulto?
Nel qual caso... complimenti
...o intendevi il verro.... che poi tanto roseo non direi che possa essere definito....
E lasciamo stare il resto... fa troppo caldo... si sragiona....
Ilaria
Quote:
Lettera originale scritta da Eddie
Te la immagini Ilaria trascinata per mezzo Parco Nazionale del Kenia, attaccata a una specie di pallone da volley dietro a un facocero urlante?


Te piacerebbe essere il facocero, eh?
Ed invece nisba
Ilaria
Quote:
Lettera originale scritta da Oldone

E lasciamo stare il resto... fa troppo caldo... si sragiona....
Non attribuire la causa al caldo quando in realtà manca il cervello!
indica
Me sa che Eddie s'è fumato un facocero intero, sragiona, poverino...
Emily
Quote:
Lettera originale scritta da Eddie
Credo che non siano gli altri a scansarli, ma che si scansino da soli.
Non credo che si scansino da soli, vengono scansati in conseguenza del fatto che non si fanno sentire come gli altri.
Nel gruppo, al lavoro, la parola di un timido viene considerata meno della parola di una persona che si impone ad alta voce, che è conosciuta per il suo essere brillante e così via.
In italia la timidezza è vista come un handicapp, (in alcune statistiche per esempio, i genitori dei bambini più timidi esprimo la loro preoccupazione più sulla timidezza dei loro figli che non sulla intelligenza ) in altri è considerata una virtù come nei Paesi Orientali (dove è apprezzata la riflessione, la tranquillità).
In Italia, o nelle società mediterranee che hanno una tradizione di vitalità, solarità, vivacità ecc. i timidi hanno una vita molto dura.
Ilaria
Collocazione: D/3628 Beidel, Deborah C.
Titolo: Timidezza e fobia sociale

Sottotitolo: genesi e trattamento nel bambino e nell'adulto
Deborah C. Beidel, Samuel M. Turner
Edizione: edizione italiana / a cura di Mario Di Pietro
Pubblicazione: Milano [etc.] : McGraw-Hill, 2000
Collazione: XVII, 289 p. ; 21 cm.
Serie: Psicologia
ISBN: 8838627312
Note: Tit. orig.: Shy children, phobic adults
Autori: Turner, Samuel M. - Di Pietro, Mario
Soggetti:
Timidezza
Ansia_sociale



arnelia
Quote:
Lettera originale scritta da Ilaria
Collocazione: D/3628 Beidel, Deborah C.
Titolo: Timidezza e fobia sociale

Sottotitolo: genesi e trattamento nel bambino e nell'adulto
Deborah C. Beidel, Samuel M. Turner
Edizione: edizione italiana / a cura di Mario Di Pietro
Pubblicazione: Milano [etc.] : McGraw-Hill, 2000
Collazione: XVII, 289 p. ; 21 cm.
Serie: Psicologia
ISBN: 8838627312
Note: Tit. orig.: Shy children, phobic adults
Autori: Turner, Samuel M. - Di Pietro, Mario
Soggetti:
Timidezza
Ansia_sociale



Ilaria ti prego voglio che diventiamo amiche. Potresti perdonarmi?

P.S. Guarda che sono buona in fondo
Ilaria
Quote:
Lettera originale scritta da arnelia
Ilaria ti prego voglio che diventiamo amiche. Potresti perdonarmi?

P.S. Guarda che sono buona in fondo

Fino a che fai esplodere tutte le guerre che fai esplorere sul forum e fino a che farai il martello pneumatico per far vincere a tutti i costi le tue ragioni, non potremo mai essere veramente amiche.
Ma solo qualche volta sì e qualche volta no
Ilaria
http://www.abruzzobooks.com/schedelibri/beidel.htm
Ilaria
Timidezza e fobia sociale

Genesi e trattamento nel bambino e nell'adulto

Di Beidel C.D., Turner S.M.
Edizioni MC GRAW-HILL
Edizione italiana a cura di Mario Di Pietro


in tempi relativamente recenti che la fobia sociale è stata riconosciuta come un problema clinicamente rilevante, con una sua configurazione ben delineata e una particolare costellazione di sintomi. Questo può in parte spiegare il ritardo con il quale sono stati diffusi specifici programmi d'intervento terapeutico e studi sulla loro efficacia. Ciò che rende la fobia sociale particolare rispetto ad altre fobie è il fatto che essa si evolve attorno a eventi inosservabili, quali la valutazione negativa da parte di altre persone, il ricevere critiche o essere rifiutati. La variabilità nella fenomenologia della fobia sociale è comunque notevole: alcuni soggetti si sentono maggiormente a proprio agio nell'interagire con estranei e provano ansia quando la relazione diventa più intima; altri soggetti, al contrario, si sentono più tranquilli con persone che conoscono bene, ma hanno difficoltà a interagire con chi conoscono.

Beidel e Turner hanno introdotto un concetto estremamente importante che è quello di "nucleo della paura" (core fear), che consente di comprendere come mai uno stesso soggetto con fobia sociale possa temere soltanto alcuni aspetti del contesto relazionale e non altri. Il termine "nucleo della paura" si riferisce alla configurazione essenziale della paura, ossia a quei particolare elementi della situazione che attivano e mantengono lo stato d'ansia (per esempio, la paura di fare brutta figura che insorge solo in presenza di persone autorevoli, ma non di fronte a un pubblico comune).

La fobia sociale condivide con altri disturbi fobici il fatto che può presentare una certa specificità e riguardare aspetti particolari dell'interazione sociale, quali il parlare, il mangiare o lo scrivere in pubblico. Diversamente da altre fobie può essere rilevante, nel mantenimento del disturbo, la presenza di pensieri attinenti all'anticipazione di conseguenze negative quali il rifiuto, la disapprovazione, la derisione e la valutazione in termini catastrofici di tali conseguenze. La tendenza all'evitamento, tipica delle fobie, può essere in questo caso meno estesa, dato che non sempre è possibile eludere situazioni sociali. Questo implica spesso uno stress notevole per il paziente e può condurre, come sottolineato dagli Autori, a disturbi aggiuntivi, quali la depressione o ansia generalizzata.

Beidel e Turner hanno dedicato numerosi anni allo studio della fobia sociale e alla messa a punto di strategie terapeutiche. Ne è derivato un testo che, oltre a presentare un quadro teorico completo e aggiornato sulla fobia sociale, costituisce anche un vero e proprio manuale operativo per l'intervento clinico. Uno dei pregi di questo volume è quello di aver dedicato ampio spazio a una rassegna di studi sull'efficacia del trattamento, incluse le tecniche d'intervento psicologico. Ciò va in parte contro la tendenza, ampiamente diffusa nel nostro Paese, di considerare tutti i metodi di psicoterapia pressoché equivalenti per quanto riguarda l'efficacia. In realtà, è facile constatare, esplorando il vasto arcipelago delle psicoterapie, come esistano procedure psicoterapeutiche totalmente inefficaci (anche se tradizionalmente consolidate e culturalmente affascinanti), altre abbastanza efficaci e altre ancora molto efficaci. L'unico modo per dimostrare la validità di un trattamento è sottoporlo ad accurate indagini sperimentali. Sarebbe deontologicamente corretto che anche nell'ambito degli interventi psicoterapeutici, così coke avviene in ambito farmacologico, la scelta sulle procedure da adottare avvenisse non in base all0attrazione intellettuale per un certo approccio, ma in base all'efficacia, sperimentalmente dimostrata, del metodo che si intende adottare. In questo senso, il contributo degli Autori risulta particolarmente prezioso, poiché offre al lettore procedure scientificamente testate e ampiamente validate. Inoltre, la descrizione delle tecniche presentate è estremamente chiara e sufficientemente dettagliata da consentire al clinico la loro applicazione in base alle particolari esigenze del paziente.

Un altro aspetto importante del lavoro di Beidel e Turner è quello di dare rilevanza all'intervento precoce sulla fobia sociale, dedicando una parte del volume al lavoro con soggetti in età evolutiva. Il modello da loro proposto per aiutare il bambino a superare la propria ansia comprende elementi che possono essere introdotti a vari livelli di complessità, in rapporto allo stadio evolutivo. L'intervento include le diverse forme di esposizione (graduale, intensiva, immaginativa, in vivo ), che rimane la procedura di elezione anche lavorando con i bambini e gli adolescenti. Altre procedure previste con i giovani pazienti sono l'automonitoraggio della paura (il termometro della paura), il training di abilità sociali, il rilassamento e la ristrutturazione cognitiva.

Malgrado i bambini con fobia sociale non siano quelli che più frequentemente arrecano disturbo in famiglia o creano scompiglio nell'ambiente scolastico, il loro livello di disagio emotivo risulta piuttosto elevato e la ricerca ha evidenziato che per alcuni di loro si può prospettare un futuro colmo di ansia anche in età evolutiva. Intervenire quanto prima per mettere in grado il bambino di apprendere come fronteggiare la paura che prova in situazioni sociali può risultare utile per eliminare quanto prima dalla sua vita una parte consistente di sofferenza emotiva. Per il clinico che si occupa di soggetti in età evolutiva il volume di Beidel e Turner rappresenta un efficace strumento per lavorare anche in questa direzione.


Il curatore Dr. Mario Di Pietro



http://www.albertellis.it/Fobia%20sociale.htm
Zac
Va bene, ma allora cos'è che si può fare per risolvere questo problema dato dalla timidezza?
Io, ad esempio, sono svogliato con alcuna gente, mentre con altra mi comporto da grande timido. E non so darmi una spiegazione logica. Mi chiedo: perché se non sono affatto timido con Tizio e Caio, mi comporto da timido con Sempronio?
anais
Quote:
Lettera originale scritta da Zac
Va bene, ma allora cos'è che si può fare per risolvere questo problema dato dalla timidezza?
Io, ad esempio, sono svogliato con alcuna gente, mentre con altra mi comporto da grande timido. E non so darmi una spiegazione logica. Mi chiedo: perché se non sono affatto timido con Tizio e Caio, mi comporto da timido con Sempronio?
...se mi permetti la tua non sembra timidezza ma una inconsapevole selezione naturale delle persone che frequenti, al limite un'insicurezza di base, nel senso che con alcune persone non ti senti a tuo agio e allora il tuo comportamento è bloccato, con altre invece, a cui probabilmente non dai peso o che cmq non godono della tua stima, puoi lasciarti libero di essere cosi' come sei...può darsi che sbagli eh! a me però è successo spesso così! è stato molto più facile circondarmi di persone rispetto alle quali io risultavo più forte e sulle quali era facile dominare, non lo facevo apposta, me ne sono accorta solo anni dopo...

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