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La crisi superata
elettra
Questo componimento è il frutto di un'intensa analisi personale che mi sono fatta negli ultimi mesi. Ho passato un periodo bruttissimo, in cui mi sembrava che tutto andasse storto. Ma tutto si supera se veramente lo vuoi.
"Quando sei in crisi è come se tu ti trovassi in una piccola stanza senza luce: niente lampade, niente finestre nè porte, niente sole, niente di niente! E vaghi da una parte all'altra di questa stanza, sbattendo continuamente contro le pareti alla ricerca disperata di qualcosa che ti dia luce! Questa è la fase più terribile, perchè sai che se vuoi andare avanti devi trovare il modo per uscirne, ma allo stesso tempo credi che sia impossibile perchè credi di non avere in mano niente che te lo possa permettere! Poi un giorno improvvisamente riesci a sprigionare una scintilla, non sai come, ma ce la fai! E così giorno dopo giorno provi e riprovi, fino a che non capisci come si fa! Ed in quel momento il gioco è nelle tue mani! Trovi una candela, che è sempre stata lì a portata di mano, ma che tu non hai mai voluto vedere! Decidi di accenderla, anche se questo ti costa fatica, perchè da una parte l'oscurità ti permetteva di non vedere ciò che ti circonda: scegli dunque di vedere, di affrontare la realtà. Accendi la candela e ti guardi intorno e vedi che nella stanza c'è anche una lampada, anzi di più un fantastico ed enorme sistema di illuminazione! Trovi gli interruttori, li osservi per un po' e poi ti chiedi se vuoi veramente tutta la luce che sono in grado di sprigionare! Se decidi di sì è fatta vai lì, li accendi ed improvvisamente tutto intorno a te sparisce: niente più stanza, niente più candela, niente più scintille, niente più interruttori e sistema di illuminazione: e ti ritrovi in un immenso, fresco soleggiato prato verde: e tu sei lì distesa che ti godi lo spettacolo, che ti sforzi di guardare il sole per immagazzinare la maggiore quantità di luce possibile, ti protendi verso il sole affinchè scaldi il tuo cuore! E sei felice, anche se sai che prima o poi la notte e l'oscurità torneranno, magari non sarai sprovveduto come all'inizio, ma sai già che contando sulle tue sole forze riesci a creare intorno a te i canoni di una saltuaria ed intensa felicità!"
coriolan
"...SALTUARIA ED INTENSA FELICITA'"
E' piacevole leggere il suo componimento.
Saluti
sensibile
ciao Elettra,
ho scritto una poesia con questo nome...ed in due parole ho descritto esattamente quello che tu hai provato perchè l'ho provato anch'io.
Penso che nel corso della vita ognuno di noi abbia dei momenti "neri" e c'è sempre un buon motivo per superarli...
se hai fatto comunque un'analisi significa che hai già superato il periodo critico...
in bocca al lupo...con affetto...
nick
Lo dice il tuo nickname che ci sai fare ad illuminare le stanze buie. :-) Mi dici subito dove sono gli interruttori, così faccio prima ad illuminare la mia? Con simpatia :-)
elettra
Salve!
Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno commentato il mio messaggio, anche perchè sono stati davvero buoni!
Non ho mai risposto prima per mancanza di tempo, scusatemi!
Comunque mi fa piacere constatare che fondamentalmente il mio pensiero in questo ambito sia condiviso da qualcuno. D'altronde la mia filosofia di vita è l'ottimismo: cogliere sempre quello che c'è di buono in ogni cosa, perchè c'è sempre qualcosa di positivo, basta vederlo, o meglio volerlo vedere!
Forse qualcuno penserà che i miei discorsi sono banali, che sono retorica, frasi fatte, ma vi assicuro che io la penso proprio così. E a me basta!
Ciao a tutti!
wonderwoman
poter ragionare e sentire la vita sempre così
a me spesso non è riuscito...nonostante questo ho sempre guardato avanti...ma certe cose io proprio non riesco a analizzarle per ricavarne del buono...probabilmente è un mio limite.
preferisco vivere senza soffermarmi troppo su quel che accade, ben sapendo che niente è immutabile, e che tutte le tempeste, cos' come anche purtroppo i momenti felici, passano. Quel che so di sicuro è che sono molto forte, molto resistente, e che quindi sono in grado di affrontare quasi tutto. Quasi.
elettra
L'ottimismo è una gran cosa. Non sempre si può o si vuol essere tali. E' più difficile a farsi che a dirsi. Io adotto una tecnica strana, forse un po' ortodossa, ma che spesso ha successo! E' una sorta di training autogeno: ogni qualvolta mi capita qualcosa, magari anche poco piacevole, mi dico: dovrà pur esserci qualcosa di buono! E nello sforzo di cercarlo alla fine lo trovo! Ci vuole tenacia, si deve credere molto in questa filosofia, perchè è molto più semplice accanirsi con il mondo intero pensando che ce l'abbia con te! Sforzarsi di vedere cmq uno spiraglio di luce è difficile, a volte pare impossibile, ma si torna sempre al tema principale: la possibilità e la volontà! Per tutto quello che mi è capitato finora, che va da veri drammi come la perdita di persone care, a "semplici" depressioni momentanee dovute a motivi più futili (anche se in quei momenti possono sembrare veri e propri drammi esistenziali), dopo aver sofferto da morire, incupendomi sempre di più fino a toccare il fondo, ho capito che forse esiste una molla che non ti fa arrivare in fondo all'abisso. E questa molla risiede nella nostra volontà! Ed io, anche se a volte vorrei lasciarmi andare al piangermi addosso perchè è più comodo, perchè è lì a portata di mano, perchè mi costa meno fatica, mi faccio forza e punto all'ottimismo. Mi dispiace ma male come lo sono stata in passato, non voglio più sentirmi. E se basta credere in questa formula per evitarlo (con me per adesso funziona, magari in futuro potrò ritrattare questa teoria, ma fino a prova contraria ci credo!), continuerò ad applicarla.
So che molti crederanno che sia un po' illusa, che forse ancora non ho visto una gran pezzo di mondo che mi faccia aprire gli occhi! Ma adesso me ne sto beata in questa condizione, e preferisco sentirmi dire che sono illusa, piuttosto che soffrire come un cane disilluso!
Saluti!
nick
Sei o non sei Wonderwoman? Cosa vuol dire quel "quasi tutto"? Forse non ti sei ancora accorta dei poteri che hai, non hai visto i telefilm? Usali, sarai invincibile. :-)))
wonderwoman
che il piangersi addosso è più comodo?
E perchè bisogna sempre e necessariamente trovare del buono in quel che ci capita? Per me non è così fondamentale...a me la vita piace prenderla a morsi, mi piace essere arrabbiata e mi piace combattere. Non vedo però perchè è necessario farlo col sorriso sulle labbra...io sorrido quando sono felice, non sempre, a qualsiasi costo. Mi sentirei sleale con me stessa. Tutto qua.
elettra
Quando dico "trovare del buono in quello che ci capita", non intendo dire affrontare tutto necessariamente con il sorriso sulle labbra... semplicemente trovare sempre un movente. Almeno per me è così: se faccio qualcosa devo comunque trovare una spinta, un obiettivo da raggiungere, e lo faccio più serenamente, più volentieri se trovo qualcosa di positivo nel contesto.
Poi con quello che dico, non intendo necessariamente dire che tutti debbano agire come me, sto solo riportando una mia riflessione personale, frutto delle mie esperienze.
Riguardo al piangersi addosso, ribadisco che secondo me è più facile, ma ciò non implica che sia meno doloroso. Per come la vedo io (e badate bene è una mia opinione soggettiva, non voglio fare la saputella che sputa sentenze e che vuol insegnare a vivere..) se di fronte ad un problema uno sceglie di piangersi addosso, per certi versi cerca di evitare di trovargli una soluzione. Poi non è detto che a questa fase non possa seguirne una risolutiva, ma per quanto mi riguarda quella volta che mi sono pianta addosso, ho poi evitato di affrontare il problema. E tutto ciò ha provocato in me una serie di reazioni a catena, che mi hanno buttato sempre più giù.
Infine, per inciso, il mio atteggiamento non è necessariamente buonista. Anch'io affronto la vita a morsi, anch'io la vivo giorno per giorno, sono molto più aggressiva di quanto non sembri a parole e a vedermi, ma lo faccio con uno straccio di logica. E la logica deriva dal trovare uno scopo per le mie azioni! E se io lo scopo lo trovo cercando un frangente positivo nelle cose che mi capitano, scusate se secondo voi sbaglio, ma il mio equilibrio sta anche in questo!
Ciao a tutti!
wonderwoman
da dire, sul tuo equilibrio...c'è un libro, Pollyanna, che parla di una bambina che usava proprio il tuo stesso metodo, ed era amatissima da tutti per questo.
Io ne uo un altro, che non giudico nè migliore nè peggiore, ognuno fa quel che può e come sa...
anacapresedoc
Ho letto con attenzione le belle parole che hai scritto, con tanta voglia di ascoltarle perchè forse in un buio che non so se sia un fondo di pozzo, una stanza o un tunnel. Ho anche tanta voglia di luce ma non so come fare ad essere ottimista (generalmente lo sono stato) ora che qualcun'altra a cui ho dato oltre all'amore la mia speranza vive tanto serenamente e tanto diversamente. Scusa, forse non capirai e non capirete facilmente, ma esco da un dolore che è stato causato da una enorme felicità spenta troppo presto e che mi fa sentire un uomo inutile perchè i ricordi (ovvero le belle parole i bei momenti e le grandi speranze) ora non ci sono più, e allora come fai a cancellarli? Con l'ottimismo, e quale quello di rivivere una grande gioia per un grande dolore? Scusa sono ancora confuso, ma non mi hai convinta del tutto anche se le tue parole mi sono piaciute molto, proverò a leggerle più spesso per avere una spinta e più serenità.
elettra
Ciao!
Ogni storia finita, indipendentemente da chi decide di finirla, lascia sempre un po' (....) di amaro in bocca. E' certo che se si è lasciati, magari anche improvvisamente e senza, a parer nostro, un così valido motivo, è peggio!
I ricordi possono essere dolorosi, non si può pretendere altrimenti. Ma secondo me non vanno cancellati, anche se ne sentiamo il forte bisogno. In realtà, poi, non è possibile cancellarli, si può fingere di non ricordare, ma in realtà sono sempre lì. Non è nemmeno giusto farlo, anche perchè, indipendentemente da tutto, fanno comunque parte del nostro bagaglio di vita, e sia quelli belli che quelli brutti ci aiutano a capire il percorso psicologico della nostra esistenza! E soprattutto ci aiutano a capire perchè di fronte a certe situazioni, reagiamo in un certo modo.
Parlando della mia esperienza, durante quest'ultimi due anni mi sono trovata di fronte a tre situazioni molto diverse, che ho vissuto fino in fondo, e una di queste è stata quella che mi ha fatto sprofondare in fondo all'abisso.
La prima risale al giugno '99, una storia messa su così, nata non si sa come e continuata fino al giugno di quest'anno fra alti e bassi. Se dovessi sommare il tempo in cui siamo stati insieme, forse non si giunge nemmeno ai 4 mesi, è stato un lasciarsi e prendersi continuo, estenuante, debilitante. Io ci sono stata da cani, perchè ero talmente presa da lui che non mi rendevo conto di come era fatto. Pur avendo sofferto a causa sua, se tornassi indietro penso che rifarei esattamente quello che ho fatto, anche perchè quando ho agito in un certo modo è perchè volevo proprio quello. Non ho nessun rimpianto, anche se in questa storia ho dato tanto e ricevuto poco. E questo solo perchè io VOLEVO fare esattamente in quel modo. Se tornassi indietro forse sarei un attimino più attenta, forse non arriverei in fondo all'abisso, ma con il senno di poi si fa sempre tutto troppo bene!
L'altra storia è nata durante una pausa di riflessione tra noi due e risale a febbraio-marzo. Situazione inversa: ho dato pochissimo e ho ricevuto tantissimo. E' durata poco, perchè la mancanza di equilibrio in questo senso mi faceva stare male, perchè mi rendvo conto che io non avrei mai potuto amarlo e lui mi amava già! Forse sono stata più male in questo frangente, rispetto all'altra storia.
La terza storia la sto vivendo adesso, forse è quella più equilibrata perchè entrambi veniamo da storie passate analoghe. Non credo che il nostro per adesso sia un grande amore, forse un giorno potrebbe diventarlo. La cosa più importante è che ci stiamo avviando verso questa strada insieme, quasi di pari passo!
E se con la mente dovessi ripercorrere i ricordi di quest'ultimi due anni non salterei niente, perchè tutto è stato frutto della mia sola volontà, non mi sono mai sentita eticamente costretta a fare qualcosa.
Quindi Anacapresedoc, non cercare di cancellare i ricordi, somatizzali, rendili innocui. Lo so che è difficilissimo, ci sono passata anch'io, pensa sempre che in quei momenti sei stato felice, pensa sempre che in quel momento hai fatto quello che volevi, pensa che comunque dietro l'angolo c'è sempre qualcuno che ti attende, basta vederlo, anzi volerlo vedere. Starai pensando che magari non è come chi hai perso, ma con questo non è detto che sia necessariamente peggiore, io sono convinta proprio del contrario!
A presto!
anacapresedoc
Ciao,
ho letto con attenzione quel che hai scritto e a dire il vero in tempi come questi ho provveduto a farne buona scorta stampandola e portandola con me, la leggo sicuro di attingere da una fonte di razionalità che la mia “oscurità trasparente” (come la definiva lo scrittore americano William Styron) mi impedisce di cogliere in momenti bui.
La mia in poche parole è una storia di chat andata a male ed i cui segni avverto sulla mia persona (mai mi era capitato prima) pur disponendo di una sensibilità superiore al normale con tutti i rischi e le conseguenze che comporta, ma il male più grande è che oramai probabilmente lascerò dietro la forza di amare che è stata per me ragione di vita, è difficile pensare di poter provare e dare altrettanto dopo una fase in cui ho avvertito di aver trovato la persona giusta, le tue parole mi fanno riflettere e provo ad assumerle cercando di somatizzare i ricordi e cercando di scoprire e voler vedere un’altra migliore.
Non è facile.
Ieri ho provato una sensazione strana: camminavo per Napoli, venivo da Firenze, stavo per rientrare sulla mia isola e cercavo una farmacia per una mini-influenza che mi ha aggredito il giorno prima, pioveva e mi accorgevo che il mio ombrello in fondo riparava solo la testa: allora l’ho chiuso ed ho camminato 300/400 metri sotto la pioggia (leggera!) pensando che ciò che provo per S potrò provarlo fino alla fine dei miei giorni e che nessun male potrà mai farmi più male di averla persa qui, ma sicuro che l’amore e il bene di questa terra sotto qualsiasi forma ma giusto agli occhi di Dio lo si ritroverà in ciò che va oltre la morte.
Ero in una stato in cui nonostante la tosse ed il raffreddore mi sarei potuto benissimo spogliare a torso nudo (anche se non è il massimo…..!!!!), non ho una grande cultura ma mi sembra di aver letto che questo si chiami “morte cosmica”…..o sbaglio?
Comunque ciò che mi preoccupa è che la razionalità che stavo aspettando è questa e ieri mi sentivo un leone a pensare che nonostante i sogni infranti e l’assurda fine l’amerò tutta la vita riuscendo a sfidare i peggiori mali……
Solo come un eroe nel vento………..aspettando di uscir fuori a riveder le stelle.
Grazie elettra.
elettra
Ciao!
Vorrei rispondere ad Anacapresedoc!
Il fatto che le mie parole ti siano state d'aiuto mi fa davvero molto piacere e bada bene non è una questione di vanità, bensì di conferma che forse i miei problemi in questo senso li ho davvero superati. Io sono una grande chiacchierona, quando ho un problema lo sviscero parlandone all'infinito, tirandolo fuori finchè non sono davvero sicura di averlo risolto. Scriverne è molto più difficile, perchè non sempre si riesce a far capire bene a chi ti legge il tuo stato d'animo, le tue emozioni, la tua sincerità, poichè due forti componenti sensoriali (vista dell'espressività, udito dell'intonazione vocale) vengono meno. E' anche vero che se si scrive di getto, senza pensare troppo ai congiuntivi, il risultato è senz'altro più aderente alla realtà. Non credevo di esserci riuscita, quindi in tal senso esulto.
Tornando al tuo problema, a parer mio (bada bene che non sono una psicologa, bensì un quasi ingegnere informatico) sei nella fase di mezzo precisa precisa, ovvero, tornando alla mia prima lettera, quando devi decidere se accendere gli interruttori o meno. Devi scegliere se saltare o meno il fosso, forse è la fase più delicata di tutta la situazione perchè sai cosa lasci, ma non sai cosa trovi. Cullarsi nel dolore, quando il dolore comincia a farsi meno straziante, può essere a suo modo rassicurante. Perchè nessuno ti chiede perchè agisci, parli, ti muovi in un certo modo, nessuno ti stressa più perchè non esci, perchè tieni sempre il cellulare staccato, perchè ridi poco e di malavoglia! E questo perchè la gente che ti sta intorno ha paura di come potresti reagire ad una qualsiasi delle precedenti illazioni! Solo il fatto che tu riesca a capire qualsiasi ragionamento razionale che ti viene proposto, è già una grande cosa, poichè chi è ferito e ancora ne soffre tanto, non sa stabilire quello che può essere oggettivamente razionale, anzi spesso crede che il suo ragionamento lo sia in assoluto e non capisce perchè tutto il resto del mondo si ostini a ragionare a vanvera (scusa per il discorso contorto..)! Quando dici che forse non riuscirai più ad amare come hai amato, ti dò ragione, perchè ogni persona si ama a suo modo, non si può stereotipare l'amore. Quando dici che l'intesità di questo amore finito non la raggiungerai mai più con nessun'altra, ti dò ancora ragione, ma solo perchè sono convinta che amerai ancora di più se stimolato a farlo!
Non credere che le mie siano critiche, o che non riesca a capire il tuo punto di vista.. forse è perchè lo capisco così bene che so come ti potresti potenzialmente comportare in futuro, dato che io, ripeto, ci sono passata e ho avuto reazioni analoghe alle tue!
Ti voglio infine dire una cosa: hai presente quel tipo di cui ho parlato che mi ha fatto soffrire tanto e che mi ha sempre razionato il suo amore? Ci siamo incontrati lo scorso fine settimana, lui mi ha chiamato, abbiamo parlato, io ho parlato soprattutto. Lui sa che adesso c'è un'altra persona nella mia vita che giorno dopo giorno diventa sempre più importante, mi ha pure detto che era felice per me, perchè finalmente avevo trovato chi mi poteva amare come meritavo. Be', mi avrebbe chiesto di andare a cena fuori giovedì sera io e lui, per fare due chiacchiere da amici (nonostante la storia sia finita male, siamo cmq rimasti molto amici, anche se da quando è finita non siamo più usciti insieme), per raccontargli del mio nuovo nascente amore. Io ne ho parlato con il mio attuale ragazzo, mi ha detto che ero liberissima di farlo, e che lui non ne sarebbe stato geloso assolutamente e che forse misurarmi faccia a faccia con lui, mi avrebbe fatto solo bene. E' la consueta prova del nove, anche se non credo di averne bisogno. Gli dovrei telefonare stasera per fargli sapere se mi va o non mi va. E sinceramente ho paura, perchè dicendogli di no mostrerei una forte debolezza, dicendogli di sì corro il rischio di una piccola ricaduta depressiva, forse compensata in futuro da una ancor maggiore sicurezza!
Ti farò poi sapere com'è andata!
Forza e coraggio.
A presto!
spicy
Penso che in tanti si riconosceranno tra le vostre righe. Io posso dire che ho avuto due storie importanti, anche se molto diverse da loro:
Nella prima ho perso letteralmente la testa; sorridevo ovunque, ero alle stelle, come ha accennato anche la Tamaro nel suo primo libro desideravo morire dalla felicita’, ovvero, come quando si raggiunge l’apice del dolore e si desidera morire, allo stesso modo si desidera morire quando si raggiunge l’apice della felicita’. Strano no?
Beh, e’ durata quattro mesi, eravamo come drogati uno dell’altro. Poi tutto e’ finito, per lui; abitavamo in due paesi diversi, carriere da inseguire…Quattro mesi, e per me due anni per dimenticare. Per lui non lo so.
Pensavo di non potere amare piu’ cosi’…beh cosi’ e’ stato. Non ho piu’ amato in quel modo.
Sono passati 7 anni, ed ora ho appena concluso una relazione di 5 anni. Sto malissimo; non l’ho amato pazzamente, come il primo, non ero accecata,ma lui era il mio Lui, quello per sempre, padre, fratello, compagno, amico…abbiamo vissuto insieme, abbiamo cambiato 3 volte paese, costruito sogni,…ora e’ finita, e anche male. Io sono fuggita di casa e non lo vedro’ mai piu’ in vita mia. Non diro’ il motivo perche’ e’ abbastanza grave, ma non potevo fare altrimenti.
Bene, io ora non vedo nessuna buona ragione in tutto quello che ho passato. Perche’ mi devo affezionare a qualcuno, amarlo, essere amata e poi un giorno arrivare quasi all’odio? E’ questo costruttivo?
Sto soffrendo tantissimo, vedo tutti I miei amici lasciarsi, divorziare, tradirsi…vi prego, ditemi che senso ha, per quale motivo dovrei trovare un po’ di buono in questa squallida vita.
Un abbraccio.
wonderwoman
è così...ci vuole un pò di fortuna....capita di trovarsi e non lasciarsi più, di riconoscersi, quasi, e non poter più pensarsi se non accanto all'altro.
Non è facile, non è una passeggiata, ci sono mille difficoltà, c'è la stanchezza del quotidiano, c'è la mancanza della libertà, l'impegno e la sopportazione reciproca. Ma se c'è l'amore...se riesci a provare batticuore quando rientri a casa e stai per vederlo, se ancora farci l'amore è la cosa più bella che ti può capitare...allora è tutto più semplice.
E' vero c'è più gente che si lascia, si sceglie di più, si cerca, si pretende...senza capire che il crescere insieme è fondamentale.
Mi dispiace quando so di qualcuno che soffre per amore, perchè so quanto fa male....ma passa, spicy, vedrai...e si ricomincia...e tutto ha di nuovo senso
spicy
Si, lo so che passa, mi e’ sempre passata…
Ma non e’ triste? Amarsi vuole dunque dire farsi del male?
Ogni volta che una storia finisce e’ come se qualcuno morisse per me, non riesco a farmene una ragione.
Per tutti e’ cosi’. Pero’ quando mi dicono che serve per crescere mi chiedo a cosa serva poi questa crescita se poi comunque in un modo o nell’altro finisce sempre. Crescere fa male. Gli addi fanno male. CRESCERE significa dunque diventare realisti, pessimisti e disillusi? Io vedo le persone adulte cosi’, disilluse dalla vita, l’amore e’ l’ultima cosa alla quale darebbero credito, considerate le esperienze passate.
Per questo mi chiedo: la vita e’ tutta qua?
Oggi sono in PROFONDA CRISI, grazie wonderwoman per avermi risposto e tralasciato il nostro (stupido) passato
wonderwoman
crescere vuol dire diventare più forti...riconoscere più facilmente quel che può o non farci male, anzi è meglio dire quel che può o non può farci bene (meglio pensare positivamente, no?)
la sofferenza...è un sentimento come un altro...come quelli belli....
io faccio così: quando non soffro me la godo, e spero che duri a lungo, quando soffro (non molto spesso, per fortuna)
aspetto che passi...m'inc..zo, grido, faccio molta confusione...sono passionale e mi lascio andare alla disperazione. Piano piano poi mi calmo, e ricomincio...ed è quello che facciamo un pò tutti...finiamo e ricominciamo...ma prendila come una cosa bellissima, è come morire e rinascere molte emolte volte...in una vita sola puoi condensare i sentimenti di decine di vite!
E pensa che c'è chi non riuscirà mai a essere innamorato, oppure a chi conoscerà solo la sofferenza...
vivere l'alternanza della sorte è un privilegio, spicy, e non dobbiamo sprecarlo ;o)
spicy
Io penso che potrei dire le stesse cose in un momento normale della mia vita; ora no, mi e’ crollato tutto, vivo da 5 anni fuori di casa (diciamo oltreoceano), ho abbandonato tutto per lui, non ho nessuno (amici, famiglia) ed e’ da un anno che vivo tra pianti ed attese davanti ad una finestra al duecentoventiduesimo piano di un grattacielo, osservando una citta’ che vive, che si droga, che beve, che balla e che fa l’amore. Lui non e’ con me’. Lui e’ la in mezzo.
Se ripenso ora a solo uno di questi momenti (che ho abbandonato solo due giorni fa, scappando ed andandomene in un Hotel, in attesa di partire, Lunedi) mi viene la pelle d’oca. Ho sofferto fino ad essere stremata, ma mai e poi mai ho pensato di buttarmi giu’ da qualla finestra.
Ora avro’ una nuova vita davanti a me: di nuovo in Italia, dovro’ cercarmi un lavoro, rivedere amici che non riconoscero’ piu’, dovro’ comprarmi un automobile e dovro’ convivere con I miei, cosa calla quale non sono piu’ abituata; nascondere la soffernza che mi porto dentro a loro, che meravigliati si chiederanno il perche’ del mio ritorno improvviso.
Come potrei vedere tutto cio’ in un modo positivo? A cosa mai potra’ servire questo tutto dolore?
Spero tanto che un giorno rivedro’ di nuovo quellle buie ore della mia vita osservando con rabbia le mille luci di una metropoli che ti tradisce fino all’alba, aspettando Lui che torna, ubriaco e strafottente, come una ottima lezione di vita. Spero un giorno di poter ringraziare Dio o chi altro per avermi dato questo privilegio, quello di soffrire.
Sara’ un privilegio, ma non lo auguro a nessuno comunque…
Un abbraccio a tutti, soprattutto quelli che si sentono svuotati dentro come me. E’ bello (anche se egoistico) sapere di non essere soli.
Ciao, e grazie ancora WonderWoman
wonderwoman
potresti cominciare, quando torni in Italia, facendo una telefonata a un'amica nuova di zecca! Ti sembra poco?
Teniamoci in contatto, io non mollo chi sta male, ti ripeto, so cosa vuol dire...
se vuoi, io ci sono
Roberta
LordNurgle
Quote:
Lettera originale scritta da spicy
Un abbraccio a tutti, soprattutto quelli che si sentono svuotati dentro come me. E? bello (anche se egoistico) sapere di non essere soli.
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Nein, non sei sola. Io mi sento a volte come un'armatura vuota che vive, solida, perfetta dove nulla puo' entrare e uscire.
Nurgle
elettra
Ciao a tutti!
Ho letto con vivo interesse lo scambio di idee fra Wonderwoman e Spicy, anche se sinceramente mi ci riconosco poco. Non so se dipende dal fatto che ancora non sono poi così adulta (ho 23 anni), oppure se dipende dal fatto che le mie piccole esperienze non sono state poi così drammatiche oggettivamente. Dal mio punto di vista, di botte ne ho avute tante, e purtroppo credo di averle anche date, se pur non deliberatamente.
In ogni situazione vanno sempre analizzati entrambi i punti di vista, non solo il proprio. E' vero che ognuno pensa sempre solo al proprio frangente, è inevitabile, ma pensandoci a posteriori forse si colgono lati ben diversi.
So che posso sembrare ridondante, ma vi parlerò della mia esperienza "drammatica".
Il ragazzo con cui sono stata fino a giugno di quest'anno è vero che mi ha fatto stare malissimo, ma dopotutto un po' me la sono cercata questa situazione. Non è che gli ho detto "Fammi soffrire, trattami male", ma il mio atteggiamento, la mia sempre troppa disponibilità, condiscendenza, gli ha spianato la strada. Ora non pensate che il tutto sia avvenuto in modo eclatante, nel nostro rapporto lui non predominava in modo assoluto, anzi in tal senso c'era un buon equilibrio. Solo che io non volevo vedere certe cose, certi suoi atteggiamenti, li notavo, ma li giustificavo, perchè inconsciamente sapevo che per il momento era l'unico modo per tenermelo accanto! Giovedì della settimana scorsa siamo usciti io e lui a cena, e abbiamo parlato del nostro rapporto. Lui chiaramente era confuso, mi aveva cercato per un motivo ben preciso, sperava che io fossi ancora lì ad aspettarlo. Ma purtroppo per lui e fortunatamente per me, non è così. Gli ho parlato del mio nuovo ragazzo, lui mi ha chiesto un sacco di cose su di lui e sul nostro rapporto, e più chiedeva e rispondevo, più mi sono resa conto che in realtà la colpa della fine della nostra storia non è solo sua, ma anche mia! E per me essere giunta a questa consapevolezza è stato un tripudio! Ho passato mesi e mesi ad infamarlo tra me e me, a dargli tutta la colpa, a pensare al motivo per cui fosse finita, e mi sembrava impossibile, perchè a me sembrava che tutto andasse così bene! Ho ripercorso mentalmente tutti i vari passi della nostra storia, tutti i litigi, tutto quello che lui mi aveva detto, tutto quello che mi aveva promesso, tutto quello che mi aveva giurato! E mi sembrava così strano che fosse finito tutto. Finita la storia, disperazione totale, sensazione di soffocamento, lui per me era l'ossigeno, credevo che non sarei più riuscita a respirare. Dopo l'apatia, la rabbia, la disperazione, è giunta la calma, la ragione, la pace, e poi dopo un po' il primo spiraglio felicità! Tutto però fondato sul fatto che era colpa sua, che era stato un bas.ardo, che era un infame, etc....
Poi giovedì sera la vera vittoria: sono riuscita a scoprire i miei di sbagli. Più parlavamo, più esultavo, alla fine della serata l'ho pure ringraziato di avermi aiutato a dimenticarlo! Forse qualcuno penserà che il mio non era forse un amore così forte per essere riuscita a dimenticarlo così, nell'arco di pochi mesi. Dal canto mio posso dirvi che è stata una delle storie più intense della mia vita, per adesso è stata la più forte, sotto tutti i punti di vista e soprattutto sotto l'aspetto sessuale.
Non so se vi state chiedendo perchè per me è stato così importante riuscire a vedere i miei errori. A scanso di equivoci cercherò di spiegarvelo nel modo più semplice possibile. Io sono una persona piuttosto logica, molto pignola, mi chiedo sempre continuamente perchè, percome, etc.. In questa situazione non riuscivo con chiarezza a capire il percorso più o meno logico che aveva portato alla fine. Non lo capivo per forza! Continuavo ad accanirmi contro di lui e non vedevo lo scenario a 360°, bensì solo da una misera angolazione! Vedendo i miei errori mi si è aperta la visuale e finalmente posso analizzare e magari tirarci fuori del buono da questa storia finita!
A questo punto concludo, ma vorrei ben specificare un aspetto: non massifico, tutto ciò che ho scritto è esclusivamente riferito a me, non voglio intromettermi in situazioni che non conosco, non ne ho nè il diritto, nè tantomeno la cognizione di causa! Quindi sia per Spicy, che per Anacapresedoc, non sto mettendo in dubbio la vostra sofferenza e le vostre ragioni. Ho semplicemente riportato la mia esperienza, sperando di aiutare, ma sicuramente il mio scopo non è insegnare come si fa a vivere!
Ciao e alla prossima!
alej
Mi piacerebbe che tutte le persone riuscissero a provare quel che hai provato tu, e che trovassero la forza di cercare, e magari anche accendere quella candela... Vorrei che le persone rinchiuse nell'oscurità di tutti i giorni potessero vedere la luce che hai visto tu, e la bellezza di tutto ciò che li circonda attraverso lo sguardo dei propri sentimenti e del proprio cuore.
Purtroppo però nessuno può forzare questo cammino...ma ce la si può fare solamente accettando se stessi, e i propri problemi; ed accentando un confronto con la realtà, ed i problemi di tutti i giorni.
Sono contenta che tu ce l'abbia fatta. Continua così Elettra, e vedrai che nessuno mai ti fermerà più. Ora, tu sai cosa vuol dire vedere solo buio attorno a te, ma ora sai anche ritrovare quella via sprizzante di luce, che è la VITA!
Dillo alla gente, dillo a tutti, così che forse qualcuno che è in difficoltà, riuscirà a provare e a vedere tutto quello che vedi tu.
Ciao! Con tanto affetto,
Alej
wonderwoman
Vi dirò una cosa....trovo che sia bello soffrire per amore...molto meglio che soffrire perchè qualcuno sta rantolando in un letto d'ospedale, molto meglio che soffrire per qualcosa di davvero tragico...la candelina sarebbe bello poterla accendere in quei frangenti lì...
soffrire per amore ti rende gli occhi luminosi, ti fa bellissima, perchè non c'è niente di più intenso della passione che ti brucia, sia corrisposta o meno.
Mi rendo conto che questi passaggi sono necessari alla crescita interiore, ma non facciamola troppo lunga!
E un consiglio....mai ragionare troppo su noi stessi e sulle cose che ci capitano...l'istinto spesso è il miglior consigliere.
nutij
Sono d'accordo!
Soffrire per amore è meglio dell'emicrania, meglio che essere licenziati, meglio che ricevere un avviso di sfratto (... certo che il massimo della sfiga è quando ti piantano, il capo di dice che, cerrrto il lavoro che hai fatto è stato prezioso però sa, la congiuntura economica..., arrivi a casa e l'amministratore ti avverte che se il tuo gatto non la pianta di fare i suoi bisogni sul pianerottolo...e di conseguenza ti viene un mal di testa, ma un mal di testa...: sì, in questo caso è dura!).
Magari ( ma è una cosa che s'impara con l'età e dopo circa una decina di batoste ) ridimensionare il problema aiuta!
alej
Quote:
Lettera originale scritta da wonderwoman
Vi dirò una cosa....trovo che sia bello soffrire per amore...molto meglio che soffrire perchè qualcuno sta rantolando in un letto d'ospedale, molto meglio che soffrire per qualcosa di davvero tragico...la candelina sarebbe bello poterla accendere in quei frangenti lì...
soffrire per amore ti rende gli occhi luminosi, ti fa bellissima, perchè non c'è niente di più intenso della passione che ti brucia, sia corrisposta o meno.
Mi rendo conto che questi passaggi sono necessari alla crescita interiore, ma non facciamola troppo lunga!
E un consiglio....mai ragionare troppo su noi stessi e sulle cose che ci capitano...l'istinto spesso è il miglior consigliere.
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Scusate tanto...mica sapevo io che si parlava di crisi d'amore. Non ho letto i successivi messaggi!
Cmq, credo che non si debbano mai sottovalutare i problemi, perchè se a qualcuno può sembrare poco importante, per qualcun altro non lo è.
Tutti hanno problemi e molte persone hanno difficoltà ad affrontarli, accettarli, o risolverli. Dare speranza (anche solo con la metafora della candela...) è sempre utile, non credete?
Ora mi leggerò i mex. successivi.
anacapresedoc
x wonderwoman:
quando si soffre per amore e si ha dell'amore un concetto che è ragione di vita (forse capita una o due volte nella vita) non credere che sia meno di un male fisico, ti invito a rileggere uno dei miei messaggi, credo il secondo, non ho paura di nulla di ciò che mi capiterà nella vita, ho già perso una parte di me stesso e l'unica cosa peggiore che può capitarmi è morire...ed in questa situazione, me ne vergogno, ma l'ho anche pensato e desiderato per la prima volta in 33 anni.
x elettra:
non credere, la tua esperienza è stata molto importante, il tuo andare a fondo del problema mi ha aiutato a pensare, non credere di aver fatto poco, in questi casi si cerca di capire e la tua esperienza a me è servita come poche altre parole sentite da un mese a questa parte; forse è un bisogno, ma comunque sono servite.
Scusate ma scrivo in fretta quando posso vi aggiorno, cmq va molto meglio grazie a tutti.
wonderwoman
forse io non sono chiara....o forse abbiamo concetti troppo diversi tra loro..
fatto sta che, cavolo, preferisco soffrire perchè mio marito mi lascia, anzichè per la sua morte. Poi, mettetela un pò come vi pare.
goldenlittleboy
wonderwoman hai ragione. ti capisco.
Mi sono innamorato una volta in vita mia e finí male.
Ma allora producevo "arte",adesso mi limito a regalare rose e scrivere c..zate sul cellulare. Tutto scorre.
wonderwoman
che significa "tutto scorre"
pure io producevo arte
poi c'è stato l'incidente col motorino, 35 giorni in coma
e poi è morto, e aveva 22 anni
allora volevo morire anche io
e sono diventata anoressica
e mi prendevo gli psicofarmaci
e non m'interessava proprio vivere
però adesso, sai che faccio?
Produco arte, e tutto ribolle
goldenlittleboy
Tutto scorre. Sei uscita dal brutto periodo no? Adesso non vuoi piú morire. Sei piú forte. Tutto scorre via (anche i bei ricordi) fortunatamente.
wonderwoman
a me non scorre niente....ogni giorno può essere l'ultimo, se vogliamo fare del melodramma, e come tale lo vivo. tutto è in movimento, e tutto brucia, perchè così dev'essere.
Non mi appiattisco, nemmeno a costo di morirci, sulle mie passioni, sulle mie gioie e sui miei dolori. Ben vengano tutti quanti, perchè mi fanno sentire veramente viva.
goldenlittleboy
sei davvero una wonderwoman se vivi in questo modo.
Calmati un pó ogni tanto! Brucia, ma lentamente.
wonderwoman
perchè dovrei bruciare lentamente? TU sai quant'è lungo il fiammifero dal quale dipende la mia vita?
Io vivo come so, e come riesco, e creco di assaporare tutto, ma proprio tutto. La vita la prendo a morsi perchè mi piace così, e perchè non so quando mi verrà sottratta.
Quindi, ne prendo finchè ce n'è
goldenlittleboy
mi sembri una ragazzina. Una OdG ad esempio. Sei contenta della tua vita? Sognavi qualcosa d´altro? Mi sembri un pó insoddisfatta. Non fare l´inc..zata che non é il caso!
wonderwoman
l'essere appassionati viene letto come "essere inc..zati"?
Io nutro forti passioni, vivo di emozioni, punto.
Sono dolce, non credere....più di quanto vorrei, certamente
ma mi piace vivere, mi piace da morire, che ci posso fare?
E perchè dici che sembro una ragazzina come se fosse un difetto? c'è qualcosa di male nell'essere infantili?
goldenlittleboy
ma prima mi criticavi Okkkidigatto!
Deciditi! Spiegami un pó come fai a vivere bene in un mondo brutto come questo. Lascia stare il Colosseo,la campagna,il mare e il sorriso di un bambino. Considera la vita nel suo vero senso della parola.
alej
Quote:
Lettera originale scritta da goldenlittleboy
Tutto scorre. Sei uscita dal brutto periodo no? Adesso non vuoi piú morire. Sei piú forte. Tutto scorre via (anche i bei ricordi) fortunatamente.
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non è vero che tutto scorre via...! Perchè ci si ricorda SEMPRE del amle sofferto, e delle gioie vissute.
Ma voglio farvi leggere alcune frasi che ho tratto da un sito che io e Shelburn stiamo visitando da qualche giorno ormai.(www.alessandrab.com)
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Da anni sto cercando di ripercorrere tutto il percorso che la mia mente ha compiuto sette anni fa. Non è facile, ma grazie a questo, sto ritrovando sempre più serenità e pace con me stessa.
E' davvero difficile, molto difficile, confrontarsi con i propri errori. A volte si vorrebbe sbattere infinitamente la testa contro il muro...ma poi ci si rende conto che il muro non può darti risposte. Nemmeno se lo rompi a furia di testate. E allora ti disperi e ti maledici, chiedendoti perchè, perchè l'hai fatto... Invochi Dio in tuo aiuto e gli chiedi di farti morire all'inferno, per punirti, e perchè non riesci più a sostenere la situazione...
Quando poi ti ravvedi e ti guardi attorno, vedi che il mondo continua a girare, e nessuno si cura dei tuoi problemi e della tua disperazione. Ti accorgi che sei una persona come tante altre...e pensi, chissà gli altri quali problemi avranno, magari più grossi e gravi dei tuoi...osservi la gente e qualcosa ti spinge a tornare alla realtà di sempre...ai piccoli problemi di ogni giorno, alle tue responsabilità... ... e in quel momento magari ti accorgi anche che sei in ritardo e il tuo capo ti sta aspettando...
La realtà è qui, di fianco; meglio, di fronte a noi. Dobbiamo spalancare gli occhi e rendercene conto. Fuggire non serve a nulla... a meno che non ci sia un leone che ci rincorre...
Tutti hanno momenti difficili e tutti e sempre ne avranno. E allora, non è meglio saperli affrontare, riconoscerli, e saperci convivere? Sembra assurdo che proprio io, io che cercavo di risolvere i miei problemi tagliandomi le vene, ingogliando scatole intere di tranquillanti, e lanciandomi dalle scale, vi dica questo. Forse però ve lo dico, proprio perchè so cosa si prova ad arrivare fino in fondo a certi gesti...ed alle scale.
Vorrei che nessuno possa mai provare una cosa simile. Anche se a volte, purtroppo, è un gesto doveroso per capire molte cose... per capire quanto vale, quanto, e quanto sia preziosa, questa vita... piena di problemi e di gente strana... ma nostra!
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Qui, ovvio, non si tratta di una delusione d'amore...ma visto che voi state dando argomenti interessanti, ho voluto darvene uno anch'io!
wonderwoman
che mi devo psicanalizzare?
E poi, a che fine?
E che c'entra okkki di gatto?
E come fai TU a vivere in un mondo brutto come questo?
E perchè dovrei lasciar stare il colosseo e il mare e il sorriso dei bambini?
Stai meglio tu col tuo cellulare?
Guarda che li spedisco anche io i messaggini....ma non è che li trovi così soddisfacenti
...e poi, insomma, perchè non ti sto bene?
goldenlittleboy
1) Alej: la storia di alessandrab é davvero triste e purtroppo non unica. Peró é uscita dal tunnel anche lei no? Al mondo non gliene frega niente se muore il mio cane o chissáchi. Per questo tutto scorre. E´una banalitá ma é cosí. Altrimenti staremo a piangerci addosso tutto il giorno per le tristezze che vediamo.
2)Wonderwoman calmati! Non ti chiedo di psicanalizzarti. Prima criticavi Okkki per il suo atteggiamento da ribelle e poi ti comporti da ribelle anche tu. Io vedo tantissime cose brutte nel mondo,cosí quando ne vedo una bella mi sembra piú bella. Ad esempio mi piace tantissimo il profumo della marmellata di ribes sul pane caldo. E´bruttissimo quando le persone ti passano vicine e non ti guardano nemmeno.
wonderwoman
sono d'accordo, grazie per la bella discussione che non ci ha portato da nessuna parte.
goldenlittleboy
scusa wonder ma devo proprio andare. Ho sparato delle gran c..zate ma io se non guardo negli occhi una persona non ci so fare. Ciao!
wonderwoman
....appunto...
meglio se vado a giocare un pò col mio bimbo, va
alej
ok che devo dire?
Avete ragione voi!
ciao a tutti
elettra
Salve!
Anche stamattina ho letto con molto interesse lo scambio di opinioni che c'è stato in prima mattinata. A me sinceramente non piace molto contestare o stare a giudicare ciò che ha detto questo o quello, anche perchè fondamentalmente se non conosco bene una persona non so nemmeno capire il perchè di certe sue affermazioni. Una delle mie regole di vita base è: non giudicare il comportamento degli altri, indipendentemente dal fatto che tu li conosca o meno: se hanno agito in un certo modo, evidentemente un motivo c'è!
Forse questo mio modo di pensare deriva dalla forte componente razionale del mio carattere, io devo sempre trovare una valida giustificazione nell'altrui agire, sia nel bene che nel male! Con questo non vorrei spingervi a pensare che io sia una specie di blocchetto di ghiaccio computerizzato, che riceve un input lo elabora e poi sputa fuori un coerente output! La mia è semplicemente tolleranza. Si vive molto male inc..zandosi con gli altri perchè hanno detto questo o quello, perchè hanno fatto così o cosà! Se una persona la conosco bene, riesco cmq a spiegarmi il perchè di determinati atteggiamenti e quindi so già dove vado a parare. Se una persona la conosco meno di bene (quindi quasi il 99% delle mie conoscenze), non sto tanto a sviscerare i suoi modi di fare, cmq non la metto certo in croce! Forse da queste frasi qualcuno potrebbe pensare che io sia una persona mansueta, che non litiga mai con nessuno perchè giustifica tutti, una che viaggia con due fette di salame sugli occhi e quindi non vede niente... Beh! ERRATO! Sono una persona molto aggressiva quando punta sul vivo, che litiga e urla quando ce n'è bisogno, che vede quando vuol vedere! L'unica differenza è che cerco sempre di immedesimarmi nella controparte, tento di spiegarmi certi atteggiamenti, dopotutto che senso ha partire dal presupposto della malafede!!
Tornando al discorso della sofferenza, c'è chi ha detto che è molto meglio soffrire per amore che per qualcos'altro. Io non faccio in genere grosse distinzioni in fatto di sofferenza, anche perchè quando sto male, sto male e basta e non c'è un tipo di sofferenza che mi faccia più piacere di un'altra! L'unica delimitazione sta sull'effetto che una sofferenza ha su di me, fisicamente o psicologicamente. Se sto male fisicamente, reggo bene e se non è niente di grave (e quindi non influisce sulla mia psiche) so che passerà e forse potrà lasciare qualche segno sul mio corpo, ma non sulla mia anima! Se sto male psicologicamente, e quindi qui assimilo eventi come la fine di una storia, la morte di una persona cara, la sofferenza di chi sta male, c'è poco da fare: sto malissimo e la ripresa è in genere molto lenta. E' chiaro che poi ci sono dei distinguo all'interno di queste due grosse classi, ma i fattori predominanti sono questi!
Sono d'accordo con chi dice che la sofferenza è crescita, poichè se ti fai male da una parte, il tuo organismo (sia fisico che psicologico...) in via di guarigione pone delle inevitabili protezioni. Ma non è detto che una volta che uno ha sofferto in un frangente, non soffrirà mai più in tale direzione, anche perchè io immagino la mia persona come un qualcosa di sconfinato e per la maggior parte vulnerabile! Di certo però il fatto di avere già qualche "callo" in qua e in là, attutisce i colpi che ti verranno inferti in futuro!
La sofferenza è crescita, ok. Non si finisce mai di crescere, e vivere con la speranza che non sia così è assurdo. E' come quando vai a dare un esame e dici "so tutto": SBAGLIATO! Così come non finisce mai di crescere, non si finisce mai di imparare! E avere la presunzione in tal senso è deleterio per noi stessi. Inoltre, detto tra noi, che senso avrebbe la vita se tutto andasse sempre bene? Ma una vita sofferta, non è una brutta vita: è solo vita! E non credete che questa sia una punta di pessimismo, anzi! Giungere ad una tale consapevolezza aiuta solo a vivere al meglio!
Ciao e alla prox!
Oiradasan
wonder, la vita e' un bene prezioso talmente grande che non ce ne rendiamo conto. Una ne abbiamo, ... se ve ne fossero altre ne sarei felice, e bisogna proprio viverla alla grande, nel senso che altro che morsi, divorarla bisogna. Spesso non ce ne accorgiamo, e quando lo facciamo e' spesso perche' abbiamo preso una gran legnata, o qualcosa di terribile e' accaduto, a noi o a qualcuno vicino a noi. Insomma, meglio patir d'amore che per una malattia o che so, ... e da quello che ne so io, d'amore (in genere) non si muore, per una malattia ... dio ce ne scampi!
Per Nutij ... non ti semmbrera' vero' ma qualche anno fa mi accadde proprio quello che hai detto: ero in Australia per un congresso, ... mia moglie doveva raggiungermi alle Hawaii per una vacanza, e che vacanza, la prima dopo 3 anni. La chiamo dall'aeroporto per dirle, sono in partenza tocca a te ... e lei mi dice, io non parto piu', ho riportato i biglietti in agenzia, anzi ti lascio! Mica male no? Volevo morire, ... tre giorni per rientrare perche' non c'earno posti. Rientro, E' proprio cosi, ha deciso che andava via. Tempo due giorni e' il mio nuovo capo (anzi capa) mi dice, sorry non abbiamo piu' bisogno di te ...; se fosse finita sarebbe bello. Il cane che avevo salvato dopo che era stato messo sotto da qualche altro gran figlio di buona donna, ... mi lascia anche lui all'improvviso per una terribile malattia e per finirla, casco dal tetto di casa, perche' la scala mi scivola via sul pavimento del balcone bagnato ... sono rimasto appeso a 6 metri dal suolo con una mano che teneva la botola e la botola che si era rinchiusa sull'altra mano (vigilia di natale) ...! Due dita fratturate e venti punti di sutura! Se i miei vicini alle mie urla non fossero passati dai due balconi io oggi non starei qui a raccontarvi questa storia ...!!
Dopo questo incidente, sarei forse dovuto andare a piedi al santuario di Pompei, oprovare il tour, Fatima. Lourdes e Pompei. Invece n\mi sono solo deciso che era ora che mi rimboccavo le maniche!
Forse poteva accadermi altro ... non credo! Insomma si puo' ben capire perche' la vita la prenda a morsi o a calci o come piu' mi aggrada, o addirittuta talvolta l'aggredisco, ... perche' altrimenti sara' lei ad aggredire me.
Comunque tutto e' passato, ... anche le cose peggiori, la vita continua come diceva wonder, e sono accadute cose meravigliose ... direi anche eccezionali!
Quindi quando piove, talvolta diluvia, ma il tempo poi alla fine si rimette sempre al bello! Per quanto? non lo so, ma molto state certi che dipende da noi!
Ciao
wonderwoman
sono esterrefatta...davvero ti sono capitatequellecosetutteinunavolta?
Mannaggia la pupazza, ma tu sei un uomo fortissimo!
Devo, devo per forza complimentarmi con te
bravissimo
Oiradasan
Io nella vita scherzo moltissimo, ... ma purtroppo quelle cose sono veramente accadute, tutte ... e nel giro di tre mesi!
Non c'e' bisogna di essere fortissimi, c'e' solo bisogno di essere proprio come hai detto tu nei tuoi precedenti interventi nei confronti della vita, se non vuoi soccombere!
Certo, se mi capitassero oggi tante disgrazie come quelle, beh dovrei solo farmi benedire ... ma penso che la mia dose (per questa vita almeno) l'ho gia' avuta. Insomma abbiamo gia' dato, ripassi la prossima volta!
Riflettevo invece su altre cose di cui si e' parlato, parlo di quando la persona amata ti lascia, e tu rimani un po' come un pesce lesso senza capire ne' come ne' perche'. Sperduto e smarrtito, un po come Anacapresedoc, senza sapere cosa fare, quasi che l'aria che respiti ti manca. Ricordo che questo e' stato il esnso piu' doloroso, quado mia moglie ed io ci separammo.
Ricordo invece il senso di disperazione che mi colpiva quando ero ragazzo, ... e quello che mi faceva riflettere anche allora era il fatto che c'era un mutamento nel senso che dal dolore assoluto si passava ad una sorta di autocompatimento quasi un crogiolarsi in questo dolore. Quasi quasi che io stesso mi nutrissi di questo stesso dolore, quasi che diventava impensabile non averlo. Non so voi, ma ricordo quasi una specie, non di felicita', perche' non poteva esserlo, ma di affermazione di sofferenza e dunque il quasi non poter vivere senza quella stessa sofferenza.
Insomma ho difficolta', stranamente, a spiegarlo o piuttosto metterlo giu', ma e' una sensazione molto strana di dolore frammista ad un senso di bisogno, come a dire senza questo dolore non ci posso stare. Insomma il tipico cane che si morde la coda!
vabbe vi ho incasinato tutti!
Scusatemi e che so stanco!
Ciao
Oiradasan
Qualcuno ha detto, non ricordo piu' chi, ma tu l'hai ripreso proprio nel tuo ultimo messaggio, che chi ha sofferto una volta per un determinato motivo, che sia amore, lavoro, perdita di una persona cara, poi non soffre piu' o come dici tu soffre in maniera, diciamo cosi piu' pacata, piu' razionale? meno dolorasamente ... signori ma chi l'ha detto?
La sofferenza e' crescita? Non e' che non sia daccordo, ma questo che vuol dire che chi non soffre rimane bambino? Io penso che crescita sia tutto cio' che attiene alla sfera dell'esperienza, e dunque tutto quello che di positivo e di negativo avviene nella nostra vita. E' altrettanto ovvio che ci sono persone impermeabili alle esperienze, capaci di ripetere lo steso errore all'infinito.
Fortunatamente siamo ognuno diverso dall'altro, e la mia esperienza puo' risultare opposta a quella di Elettra magari, o di Wonderwoman o di Anacapresedoc. Come e' possibile che una volta che ci e' capitata una digrazia, e per disgrazia intendo un qualunque fatto negativo, una simile non ci fara' soffrire altrettanto o magari anche di piu'?
Da quando sentimenti e sensazioni vanno a comando, hanno per caso un limite? Un minimo ed un massimo? Io penso che la reazione ad un determinata situazione e' dovuta fondamentalmente allo stato in cui siamo nel momento in cui avviene. In questo caso sara' possibile che la stessa persona viva uno stesso dramma in due modi completamente diversi. Ma questo non vuol dire che la seconda "botta" sia piu' lieve, potrebbe essere l'opposto.
Insomma tutto quello che mi accade, e ci tengo a dire "mi", cosi non coivolgo nessuno, strettamente dipende dal mio stato psichico e dalla mia forza di reazione in quello specifico momento/situazione.
Non faccio esempi, perche' penso sia di cattivo gusto, nel senso di parlare di cose poco piacevoli. Ma se proprio volessimo, la perdita del lavoro per esempio, puo' accadere in un momento in cui ci sono tanti fattori positivi che quasi non me ne accorgo e sono pronto a cercarlo con tutte le mie forze. Accade in un momento iper-negativo, e magari penso di farla finita. Ho usato l'idea del lavoro perche' da come ho capito ci sono diverse persone sul forum che stanno attraversando momenti un po' no. Ed e' proprio per quello che insisto, si tratta di un momento, anzi del momento, e quel momento e' superabile a patto che lo si voglia. Questo e' per anacapresedoc e' per spicy che da quando e' rientrata in Italia non si e' ancora fatta sentire, ... un in bocca al lupo ad entrambi!
Ciao
elettra
Ciao!
Vorrei fare alcune precisazioni, credevo di essermi espressa abbastanza chiaramente, ma evidentemente non ci sono riuscita!
Quando dico che sofferenza è crescita, non intendo assolutamente dire che crescita è sofferenza! Ovvero la sofferenza è, come dicono in ambito scientifico, condizione necessaria ma non sufficiente. E' un'implicazione vera in un senso, ma non necessariamente vera nell'altro! Quindi sofferenza implica (...) crescita, ma crescita non necessaramente implica (...) sofferenza! Quindi non dico che chi non soffre, sempre ammesso che esista qualcuno a questo mondo che non ha mai sofferto, non cresce e rimane "bambino"!
Per quanto riguarda il discorso di soffrire in una certa fattispecie, chiarisco ulteriormente la mia opinione. Nell'ultima lettera che ho scritto parlavo della mia persona come un qualcosa di sconfinato e di vulnerabile, quindi non credevo di esser sembrata assolutista in tal senso, anzi! Soffrire per una certa situazione, superare un certo problema semplicemente pone alcune protezioni, nel senso che vissuta un'esperienza, memori delle conseguenze, la probabilità di ripetere lo stesso errore diminuisce, così come diminuisce la probabilità, anche se in misura minore, di ripetere errori simili! Poi sul livello di sofferenza che si raggiunge, non si può di certo quantificare, può darsi che si soffra anche di più, sono d'accordo quando si parla di emotività relativa al particolare momento. Nell'arco di tre anni sono morti due miei amici, la morte del secondo non è stata meno dolorosa del primo, anzi. Però vi assicuro che mi sono ripresa molto più velocemente, e questo non imlica che io volessi meno bene a questa persona, anzi ero molto più legata alla seconda che alla prima. Semplicemente il percorso psicologico che ho effettuato per superare il primo choc, ha lasciato in me segni tali da somatizzare più velocemente il secondo choc. Vi ripeto che io sono estremamente cerebrale come persona, niente è lasciato al caso, da ogni esperienza cerco sempre di tirare fuori qualcosa. Se subisco uno choc e lo supero, non mi dico "Vabbè l'hai superato che ti frega di come hai fatto!", ci penso, ci penso e ci ripenso finchè non capisco da dove ho attinto la forza. Perchè tutti siamo forti, c'è chi ha la fortuna di scoprire le miniere della forza insite in se stessi, c'è chi no! Io personalmente credo che sia così difficile scoprirle, che una volta che ho la sensazione di averne mio malgrado scoperta una, mi metto a cercare la strada per raggiungerla di nuovo! E' una sorta di salvaguardia per il futuro, una specie di pensione a vita (visto che lo Stato economicamente non me la darà!) che uno accumla nel tempo!
Ciao e a presto!
vava
Ma secondo voi è vero il detto:
"si nasce da soli e si muore da soli"?
raccolgo opinioni in merito, è importante per me, sono in completa crisi esistenziale causa la mia relazione terminata dopo 5 anni.
grazie.
giovi
e ben arrivato/a in questo forum. Forse per svegliare l'attenzione dei frequentatori potevi creare un thread tutto tuo. Sei sempre in tempo. Comunque si nasce soli, ma morire da soli è una scelta solo nostra. Ti sono vicino in questo momento di crisi esistenziale, ce le abbiamo tutti, anche se il tipo e l'intensità delle crisi variano a seconda della nostra età e dei tanti eventi che accadono e non coinvolgono solo la sfera sentimentale. Avremo tempo per parlarne.
Vecchia bavosa
Quote:
Lettera originale scritta da vava
Ma secondo voi è vero il detto:
"si nasce da soli e si muore da soli"?
raccolgo opinioni in merito, è importante per me, sono in completa crisi esistenziale causa la mia relazione terminata dopo 5 anni.
grazie.
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Facciamo tutto "da soli". La tua relazione è finita dopo cinque anni? Chi se ne frega... Durante questi cinque anni anzichè frequentare quella persona avresti potuto fare delle cose altrettanto piacevoli.
Falle adesso.
anacapresedoc
Ciao vava, ti sono vicino, anke io sto attraversando un periodo negativo, ma ti invito a cercare le giuste risposte pure attraverso questa infernale rete da dove è iniziata la storia che mi sta distruggendo...
"C'è una volontà che questa morte sfida, la nostra dignità la forza della vita"...sono le parole di una canzone di Vallesi tienile in mente, perchè per me e per te ci saranno giorni in cui questo sarà solo un ricordo da guardare con distacco ed ironia....ti capisco credimi, ma dobbiamo farcela, non stancarti di cercare risposte anke attraverso amici e kiunque anke solo ascoltandoti può darti una mano, leggi anke tutti i post di questo Thread sono importantissime testimonianze pronte ad aprire la mente anke alla speranza ed alla forza che c'è in noi....per quanto riguarda la solitudine a cui ti riferivi....leggi questa e rifletti anke se va sul pessimismo...:
"ridi e il mondo riderà con te piangi e piangerai da solo"
In bocca al lupo non mollare!!!!
Grazie a tutti quelli che contribuiscono a questa fiamma accesa da elettra.
vava
E' bello sapere di non essere i soli.
E' bello sapere che c'e' ancora qualcuno che crede all'amore.
Grazie Giove, grazie Anacapresedoc, e grazie anche a Vecchia Bavosa, anche se non condivido tanto. Non è così semplice fregarsene!!!!!
ciao, vava
elettra
Ciao!
Il tema della solitudine è piuttosto complesso, molto probabilmente non ho una cultura tale da potermi esprimere in modo decisivo.
Per quanto mi riguarda raramente mi sono sentita sola, e quando è successo è perchè sono stata io ad isolarmi dal mondo. Chiaramente io sto parlando di una solitudine psicologica, ovvero quando ci si sente soli, completamente soli, in mezzo ad un milione di persone. In tal senso non servono troppe parole, anche perchè l'emotività legata ad una siffatta condizione è al di sopra di qualsiasi pensiero razionale. Non servono consigli, nè tecniche di training autogeno per superare questa sensazione, risiede tutto nella nostra volontà: lasciarsi andare o reagire con forza. La solitudine mi spaventa da morire ed io la esorcizzo in modo piuttosto classico direi, ovvero circondandomi continuamente di persone nel testardo tentativo di non sentirmi più sola. Non serve quasi a niente, perchè quando decidi che vuoi stare solo non c'è verso, ci stai e basta! Però ci provo, a volte funziona.
Il paradosso più sconvolgente di tutta questa situazione è che si ha cmq la consapevolezza di non essere soli nemmeno in solitudine. Ovvero quando si dice : "Mi sento solo, però è bello sapere di non essere i soli ad esserlo!". E' una sorta di catena della solidarietà. E forse ci fa capire che in realtà a questo mondo la solitudine non è condizione al di sopra della nostra volontà, anzi è tutto il contrario!
Sono dunque completamente d'accordo con chi ha detto che è vero che si nasce soli, ma il morire soli è solo una nostra scelta (direi pseudo-scelta data la forte componente emotiva).
Non sono d'accordo con chi ha detto (scusami, non mi ricordo bene il tuo nick) di fregarsene e di andare avanti. In linea teorica sarebbe la soluzione ideale, ma a livello pratico secondo me si ottengono scarsi risultati! Quando ho parlato dei ricordi, ho detto che non è giusto nè tantomeno possibile cancellarli, ma che dovevano essere somatizzati. Ora, fregandosene uno va avanti senza stare a guardarsi troppo indietro con la tacita speranza di non vederseli spuntare fuori da un momento all'altro. Poichè la probabilità che si verifichi una tale eventualità (ovvero il non riaffacciarsi dei ricordi) è veramente scarsa, forse è meglio affrontarli subito e neutralizzarli finchè è agevole farlo. Il passare del tempo rende solo più difficile il tutto.
Con questo è tutto!
Ciao e a presto!
goldenlittleboy
ti sono vicino.
Sto passando un momentaccio anch´io ma poi tutto si sistema. Il bello é questo.
vava
ma, allora mi chiedo...colpa di questo millennio???!!!
vedo che stiamo passando un pò tutti un momentaccio.
Forse è vero, forse a volte queste evoluzioni e questi cambiamenti sono sensati e motivati.
Mah. E' che più si invecchia e più si ha meno voglia di rinnamorarsi.
Una nuova persona, raccontargli nuovamente tutta la tua vita...è un pò come un deja-vu, sempre lo stesso copione, per poi trovarsi dopo 5 anni allo stesso identico punto.
Forse vedo tutto in modo troppo pessimistico, è che ho sempre creduto così tanto all'amore, sono una persona che si ci butta a capofitto, fedele, ed amo trovare questa complicità unica con il partner che mi sta a fianco....quando mi accorgo che la cosa è univoca, e che il partner ne ha approfittato, mi sento subito così stupida, illusa, sciocca. Vorrei essere un insensibile anch'io. Vorrei pensare solo al sesso anche io.
Ora vedo tutti così, nessuno più crede all'amore penso. O comunque nessuno poù gli da il valore che si merita.
Che triste. Ok, cosa mi rimane allora? Il lavoro?
Proverò a non pensarci per un pò.
Ma vi farò sapere se davvero un giorno andrà meglio.
baci a tutti!!
rockefeller
non è tutto nero quello che ti circonda. ti guardi allo specchio e ti vedi nelle lacrime che scendono dagl'occhi, corri verso il futuro sperando che tutti i mali e le cose negative non ti raggiungano, e senti la tua vita nel tuo respiro, senti un fruscio di vento in fondo al cuore, è vero amore.
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