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Nata a Melbourne |
Originale di comu t'ha combenatu
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Pilotati dall’eccentrico e spiritato Perry Farrell (artista underground a tutto campo, già con gli Psi-Com), i Jane’s Addiction si formano a Los Angeles nel 1986 diventando subito una delle band più chiacchierate della metropoli per la loro originale ed esplosiva miscela di funk, punk, dance, metal rock e psichedelia così come per gli atteggiamenti bizzarri e oltraggiosi del leader, icona di riferimento della nuova scena “alternativa” locale. Il primo album, JANE’S ADDICTION (1987), è curiosamente un live, ma è con il successivo NOTHING’S SHOCKING, pubblicato dalla major Warner, che la band comincia a far davvero parlare di sé oltre i confini cittadini, complice una controversa copertina che riproduce una scultura raffigurante due gemelle siamesi nude e con i capelli in fiamme. Il disco, a cui partecipa anche Flea, bassista dei Red Hot Chili Peppers, diventa immediatamente un classico del nuovo rock americano influenzando intere generazioni di musicisti successivi. Non è da meno il seguente RITUAL DE LO HABITUAL (1990), che scala le classifiche di Billboard e diventa disco di platino (un milione di copie vendute) nonostante le consuete polemiche e censure innescate dalla busta del disco: riproduzione di un’altra scultura, questa volta realizzata dallo stesso Farrell, in cui il cantante è raffigurato a letto con due donne nude, circondato da icone e oggetti appartenenti alla simbologia sacra della santeria, religione sincretica legata al culto voodoo. Sembra l’inizio di un’ascesa irresistibile e invece la band, complici tensioni interne e abusi di droghe, si scioglie l’anno successivo: non prima che il vulcanico leader si sia inventato un festival itinerante con diverse band di contorno, Lollapalooza, per dare degnamente l’addio alle scene. Sciolti i ranghi, i quattro non restano con le mani in mano: Farrell e il batterista Steve Perkins danno vita ai Porno For Pyros, ensemble surf psichedelico di breve durata (due album, nel ’93 e nel ’96), mentre è il chitarrista Dave Navarro a guadagnarsi le maggiori attenzioni quando, nel 1993, entra nei Red Hot Chili Peppers in sostituzione del dimissionario (temporaneo) John Frusciante. I Jane’s Addiction, con Flea al basso, si riformano brevemente al termine di quell’avventura, nel ’97, per una serie di date americane. Lo stesso anno, a novembre, esce KETTLE WHISTLE, collezione di alternate takes, pezzi dal vivo e demo a cui si aggiungono due brani nuovi di zecca. Per il successore di RITUAL DE LO HABITUAL bisogna però attendere ben 13 anni: nel luglio del 2003, freschi di nuovo contratto con la Capitol/EMI, i Jane’s Addiction ritornano con un nuovo disco, STRAYS, e una formazione che a tre membri originari – Farrell, Navarro e Perkins – aggiunge il nuovo bassista Chris Chaney, già con Alanis Morissette e Rob Zombie. In estate la band si rimette in strada con una riedizione del Lollapalooza, a cui partecipano questa volta Audioslave, Queens Of The Stone Age e Incubus.
The Art of Zapping nasce nel 1992. L'esordio e' del 1993, anno in cui esce "Openmindrevolution": un disco sorprendente, nel quale il quartetto mescola generi musicali diversi con grande naturalezza ed efficacia, riuscendo ad incontrare il favore della critica italiana ed europea. Le prime uscite live mantengono le promesse scaturite dal disco d'esordio. Il 1995, e' l'anno di "Down", piu' violento e cupo del precedente; prodotto ad amsterdam da Marc De Reus (gia' all'opera con band del calibro della Urban Dance Squad) e distribuito in Irlanda e Regno Unito dalla Cargo records.
Gli avi vichinghi dei Motorpsycho sono diventati famosi per essere stati dei grandi viaggiatori e degli altrettanto grandi e temuti saccheggiatori. Pare proprio che i nostri contemporanei ragazzi di Trondheim (Norvegia) abbiano mutuato tali caratteristiche, adattandole ovviamente ad un mondo più civilizzato (almeno in apparenza). Viaggiatori dunque, perché sempre in tour, ovunque. E col tempo, album dopo album, saccheggiatori di stili e spunti musicali rappresentativi di almeno tre decadi di rock, per tacere di alcune contaminazioni jazz. E se l'obelisco egiziano, portato a Parigi da Napoleone come trofeo di guerra, campeggia da decenni in Place de la Concorde, totalmente francesizzato nel suo decoro stilizzato, anche "Go to California" non è un semplice plagio di "Light my fire", ma la sua naturale e devota continuazione in una nuova fase temporale. Pagine:: 1
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