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Due calamite che si respingono

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Ciao! Vi scrivo perchè nella mia testa ho molta confusione…Mi trovo purtroppo in una situazione scomoda, logorata da qualche tempo da continue incomprensioni e dall’incapacità di giungere ad una conclusione o almeno ad una definizione del rapporto che c’è tra me ed un “amico”. Io e lui ci siamo conosciuti tre anni fa, frequentando la stessa università  nel momento in cui lui stava da ben 6 anni con un’altra ragazza. Devo dire che il nostro rapporto all’inizio e per circa un anno si era basato su una salda amicizia reciproca, non priva tuttavia di alcuni interessi in comune e della voglia di conoscersi più a fondo. Nonostante questo, avevo realizzato che la situazione non dava spazio per altro, perciò mantenevo il rapporto sulla linea della sola amicizia. Ma si sa, a volte le cose capitano per caso, e dopo questo primo anno confidandoci a vicenda abbiamo scoperto di essere “innamorati” l’uno dell’altro. Nel mio caso, sono certa di essere stata innamorata di lui, ed in parte lo sono ancora. Dopo qualche mese che la cosa restava sospesa e lui continuava a restare con la sua ragazza, è partito per l’estero, un viaggio durato 6 mesi, durante i quali abbiamo continuato a sentirci, ma in cui ho anche potuto osservare un netto cambiamento in lui. Da dolce, premuroso, calmo e comprensivo, a freddo e distaccato dopo che era stato lasciato dalla ragazza e aveva realizzato di essere più immaturo e fragile di quanto pensasse. Credo che per lui fosse stata la prima vera esperienza in cui doveva farsi valere da solo ed in cui le sue competenze non sono invece state all’altezza di ciò che si aspettava. Parliamo tuttavia di una persona che sapevo essere insicura, ma nelle cui capacità credevo e credo tuttora, solamente fa fatica a farle valere al momento giusto, seguitando a non credere in se stesso. Tornando al cambiamento, di ritorno dal viaggio ci ritroviamo faccia a faccia per parlare, mi sembrava molto distaccato ma anche arrogante, come se avesse risentimento nei miei confronti, e poco dopo essere andato via, dopo avergli chiesto spiegazioni sul comportamento, mi scrive un secco messaggio in cui diceva di non essere innamorato di me. Quel giorno, per evitare di farmi ulteriormente male da sola, decisi di non sentirlo nè vederlo più. Tuttavia, serbando la sensazione di avere qualcosa di non chiarito e lasciato in sospeso, decisi di ricontattarlo un paio di settimane dopo, cercando probabilmente di capire il vero motivo di questa scelta. La sensazione che mi dice di provare era identica alla mia, qualcosa di lasciato in sospeso che però voleva spiegare o almeno chiarire in parte. Mi racconta però di come ha vissuto i tempi prima, anche anni, che si era innamorato di me quasi subito dopo avermi conosciuta, ma che aveva provato per un intero anno a farmelo capire ed ero stata io l’unica a non accorgermi, continuò dicendo di aver perso molto dicendomi che non era innamorato di me, e che sapeva di aver perso la sua migliore amica, che sperava sarei comunque rimasta nella sua vita ed era dispiaciuto della mia reazione di totale distacco. Dopo questa lunga telefonata, la mia confusione ha iniziato ad aumentare. Dopo un mese circa siamo tornati amici, certo non quanto prima, sentendoci però abbastanza spesso. Nel mentre io avevo preso strade diverse, intraprendendo un nuovo lavoro in un’altra città, molto lontana da dove vive lui. Fino a quando, all’incirca a dicembre, mi sono accorta che il sentimento che provavo nei suoi confronti non riuscivo ad eliminarlo, e forse nemmeno volevo, e che le continue discussioni con lui, in cui venivo accusata di essere “troppo” rispetto a lui (nel senso di più brava nel lavoro, con una posizione migliore della sua, più socievole di lui, di piacere alle persone molto più di lui, ecc…) mi toglievano moltissime energie, nonostante nelle altre situazioni quotidiane riuscissi ad investire tutto l’impegno e la concentrazione di cui sono capace. Per questo decisi di chiudere definitivamente i rapporti, con sue ovvie rimostranze ed anche accuse di non aver dato nessun preavviso (come se poi dovessi licenziarmi…) nè segnale preventivo. Passa un altro mese e mezzo, e mi accorgo che molto di lui mi mancava, mi sentivo come se volessi volare ma avessi un’ala spezzata e la parte mancante potesse restituirmela solo lui, l’ho ricontattato, chiedendogli di tornare come amico. A mia insaputa, però, un amico comune l’aveva incontrato e gli aveva detto che io stavo già con un altro. Dopo un primo mese in cui era reticente nel tornare indietro all’amicizia, si è fatto risentire esordendo con un messaggio poco carino, in cui era evidentemente stizzito dal fatto che stessi con un’altra persona e mi rimbeccava dicendo che ci avevo messo poco a trovare un altro, che ero un’ipocrita e che ero stata falsa perchè probabilmente tutto quello che avevo detto di provare tempo prima per erano solo bugie. Nella realtà non sto con nessuno, ed anzi penso spesso a lui. Ma dopo questa prima incursione, ho cercato di calmarlo e stargli vicino dandogli supporto. Pochi giorni prima, in una telefonata che doveva essere solo di sostegno, mi dice che sta già uscendo con un’altra ragazza. All’inizio ho persino fatto una battuta, ma poco dopo realizzando quanto mi aveva fatto sentire in colpa dandomi dell’ipocrita un mese prima, mi sono scaldata e gli ho riversato addosso molte cose che avevo pensato di lui ma che non avevo magari detto per mancanza di occasione, tra cui rinfacciandogli quanto mi aveva fatta soffrire con le sue indecisioni e quanto si appoggiava sempre a me quando stava male, facendomi sentire a tratti usata. Lui ha ammesso di essere stato depresso, come mi aveva già detto tempo prima e motivo per il quale gli ero stata vicina come sola amica, soffrendo per la sua ammissione di non essere innamorato di me. Ora continua a farsi sentire, abbiamo provato a chiarire le cose al telefono, ed ha ammesso di essere tornato da me perchè dopo tutto continuava con la sua vita ma gli mancava sempre qualcosa, io. Cosa ne pensate? Non so più che dire…grazie a tutti!

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8 commenti a

Due calamite che si respingono

  1. 1
    rossana -

    Giulia,
    quanto hai scritto rispecchia molto bene l’attuale modo di “costruire” rapporti in realtà quasi del tutto inesistenti. scusami per la franchezza.

    secondo me, in ogni indecisione, in ogni tentennamento, in ogni via-vai nei cambi di ruolo, si nasconde il nulla dal punto di vista sentimental-amoroso, a cui ci si sforza di dare forma. i veri innamoramenti sono molto più travolgenti, e altrettanto ben più deciso e prorompente è qualsiasi amore maturo.

    non accenni alle vostre età: pertanto, spero per voi che siate giovanissimi!

  2. 2
    Rossella -

    Penso che un’amicizia che nasce in questo modo difficilmente riuscirà ad evolversi in qualche cosa d’altro. Vi trovate nella posizione di due amiche che perdono i rispettivi compagni e decidono di fare vita comune; un tempo accadeva. Oggigiorno non accade più perché sono state codificate nuove forme di convivenza che escludono questi vincoli. Molte persone per cultura e per sensibilità non accetterebbero mai di fare vita comune con un’amica per conservare un diritto alla morte di una delle due. Dividono le spese ma resta un rapporto come quello che può passare tra un padre e un figlio che non hanno un patrimonio da tramandarsi diverso dall’amore. Scegliere di vivere con un’amica è una scelta importante che implica la totale fiducia, quella che magari non riusciresti ad accordare al tuo partner. Per la stessa ragione è difficile che un uomo e una donna possano mettersi insieme su questi presupposti… potranno decidere di fare vita comune ma saranno dei compagni e la loro amicizia non tramonterà mai. Quando tra un uomo e una donna subentra l’istinto sessuale quell’unione necessita di una forma di tutela perché ci si può fare del male e questo non è giusto per nessuno dei due. Se un domani andassi a vivere con mio cugino o con un amico starebbe alla mia coscienza includerlo nel testamento. Molte leggi confondono le carte in tavola!

  3. 3
    GiuliaB -

    @rossana: grazie mille per il commento ed anche per la franchezza. Abbiamo 24 anni, e purtroppo temo che non siamo più in quella fascia d’età in cui essere considerati giovanissimi. In effetti, definire su cosa si basa il nostro rapporto è difficile, ed a tratti mi sono anche chiesta se non fossi io a seguitare nel farlo continuare solo per testardaggine. La realtà delle cose, però, è che il sentimento che provo è molto più forte di quello che pensavo, e non capisco nemmeno come sia possibile essere amici e mancarsi in questo modo quasi viscerale. Purtroppo infatti ci manchiamo tantissimo reciprocamente, se ne va una parte di noi quando non possiamo sentire l’altro, e questo perchè penso che entrambi siamo riusciti a mostrare all’altro cose di noi che nessun altro sa. Ora, mi chiedo anche però dove sia il confine tra amicizia ed amore in questo caso. Perchè ammettere di continuare la propria vita ma rendersi conto che non si sta mai bene perchè l’altra persona non ti è vicina, penso che sia qualcosa che va al di là di una semplice amicizia. Dal canto mio infatti ho pochi dubbi riguardo ciò che provo, mentre lui direi che ne ha molti di più.

  4. 4
    GiuliaB -

    @Rossella: credo che il discorso sia molto diverso, ma forse perchè nella lettera mi sono espressa male ed in poche parole. L’amicizia di cui parli è senz’altro un tipo di legame forte, che potrebbe unire due amiche ma che nel mio caso non è ciò che è accaduto. I motivi che ci hanno spinti a conoscerci e poi ad essere amici sono stati del tutto casuali e ciò che ci spinge a tornare dall’altro è un continuo senso di malessere e mancanza, che nessun altra persona è in grado di eliminare. Ed allora è questo il punto che genera dubbi, il fatto che sia un continuo rincorrersi, cercarsi, in un certo senso aver bisogno dell’altro, ma dover tenere il tutto sul piano dell’amicizia. Se confronto questo rapporto con altri amici che ho (tra cui uno in particolare che per me è davvero come un fratello), mi accorgo subito che ci sono molti punti differenti tra le due cose: l’amico che considero come fratello non vede l’ora di vedermi felice, mi sostiene, condivide con me i racconti di ciò che faccio, ed ogni vola che ci si vede è come essere stati comunque sempre insieme, so che c’è e che io ci sono per lui. Con il ragazzo della lettera è ben diverso: dire ad un’amica che è un’ipocrita perchè sta con un altro quando prima era innamorata di te, e deprimersi perchè lei è felice e magari te lo racconta, secondo me nasconde altro al di sotto che non è amicizia. Altro forse di cui mi accorgo io ma non lui. Grazie comunque del commento, perchè una riflessione in questo senso è sempre utile.

  5. 5
    Golem -

    Io sono arrivato all’amicizia con mia moglie attraverso l’amore, e non vedo perché non dovrebbe accadere il contrario. Se dovessi giudicare i rapporti sentimentali ti direi che questi possono durare solo se nasce anche l’amicizia. Voi l ‘avete già, approfittatene perché è una rarità la situazione nella quale vi trovate.
    Gli innamoramenti esplosivi sono fuochi di paglia ingannatori, e quasi sempre finite le fiamme resta solo il fumo. L’amore è un mare calmo sul quale navigare senza timori di naufragare.

  6. 6
    BOHNONCICAPISCOPIUUNACCA -

    Secondo me siete tutti e 2 condizionati dalla paura di innamorarvi… xo se uno dei 2 non fa il primo passo rischiate di continuare ad andare avanti cosi e tu rischi di perderlo, quindi prova tu( anche a costo di prenderti qualche no iniziale)

  7. 7
    Yog -

    In ogni caso basta ruotare la calamita di 180 gradi. Una sola però, non tutte e due.

  8. 8
    GiuliaB -

    @BOHNONCICAPISCOPIUUNACCA: lo farei, se non fosse che lui ora sta con un’altra e temo che il rischio è quello di perderlo davvero…anche se forse, visto il fastidio di lei nei miei confronti (lui le ha raccontato di noi, e lei si è infastidita non poco), mi sa che l’unica strada possibile è dividersi…

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