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Dove risiede il limite della libertà?

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Problematica ampiamente discussa quella della libertà, declinata nei secoli in vari modi: negativa nel pensiero liberale, positiva in senso socialista e infinite altre definizioni.

In particolare, mi pongo l’interrogativo su quale debba essere il limite alla nostra libertà d’espressione. Idealmente propenderei per una totale assenza di vincoli e regole, non tanto per una limitazione effettiva alla mia libertà, quanto per il presupposto soggiacente a questa posizione, che implica l’avere a che fare con soggetti immaturi e incapaci di gestirsi. Ma è davvero auspicabile un mondo in cui non esistano limitazioni alle diverse interpretazioni di libertà d’espressione? Forse il problema risiede piuttosto nella nostra sempre più labile autocensura, che permetteva un tempo un confronto con il prossimo forse più rigido e formale, ma basato sul buon senso e un’educazione almeno di facciata. Sicuramente questo rendeva più agevoli gli scambi tra sconosciuti, o persone con contatti occasionali, non creando queste continue tensioni sempre al limite della denuncia legale o di scivolamenti nel grottesco.

Insomma, in una società definibile “civilizzata” forse bisognerebbe trovare il giusto equilibrio tra una modalità di confronto accettabile e una relativizzazione di “insulti” che in alcun modo possono scalfire la nostra vita personale o ledere la nostra immagine morale. Le vie legali lasciamole per quelle grandi ingiustizie di cui siamo tutti testimoni ogni giorno e che veramente rendono questo mondo un luogo privo di libertà.

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159 commenti a

Dove risiede il limite della libertà?

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  1. 1
    Rossella -

    Secondo me la libertà d’espressione trova un limite nel materialismo ateo. Non mi riferisco al rapporto con il sovrannaturale, perché ho rispetto di chi non crede. Ci mancherebbe. Mi riferisco al rapporto con il tempo: al futuro che, per forza di cose, deve diventare futurismo… all’estetica della velocità che solleva dall’angoscia di un presente che ci vede continuamente bisognosi di una consolazione e per questo deboli se la consolazione si vede solo nel suo risvolto materiale. Alla mia età ci sono scelte che vanno contro la mia intelligenza, ma che a maggior ragione mi fanno stare bene. Se ci penso tutto questo mi sembra paradossale; quando impari a conoscerti realizzi che solo la natura disinteressata del tuo amore ti rende veramente libera di essere te stessa. Le Tre donne di Boccioni raccontano i limiti dell’autocensura. L’autocensura può essere una scelta stilistica voluta, e comunque fine a sé stessa, che non carica la presenza di un particolare significato. A quel punto non vale la pena di entrare in conflitto con sé stessi e con il mondo perché si può vivere di apparenze e di convenzioni. Non mi sembra un mistero. L’importante è riuscire a coltivare una visione serena dell’élite alla quale si decide di appartenere. Questo senso di appartenenza ci porta sulla strada di quelle gratificazioni umane che nella vita non dovrebbero mancare mai. Invece, spesso e volentieri, ci accorgiamo che tra le persone non c’è stima, questo secondo me non è piacevole. Capisco pienamente chi si sente deluso. Le amicizie di circostanza non sono meno vere delle altre… è questione di sensibilità. Essere pop, così come essere amici “veri”, richiede la capacità di rinnovarsi in maniera ciclica. L’autocensura, in questi casi, diventa il sintomo di un malessere che si cela dietro il nostro contegno. Magari stiamo diventando più orgogliosi o semplicemente più superbi.

  2. 2
    Sofia -

    Hai ragione Susanna e condivido il tuo pensiero in particolare l’ultima parte.,.ma vedi tu sei ancora nuova qua..io ci sono già abituata e questi periodi in cui eravamo “SOTTO ASSEDIO ( DEI DEMENTI)si erano già ripetuti in passato!
    La redazione quando vede che si supera un certo limite

  3. 3
    Sofia -

    Un certo limite allora chiude il forum..e alla fine credo sia giusto così.. Perché tanto Markus sapeva solo sfinire golem ( apposta) per togliergli l”aria e l’energia vitale e quindi il loro dibattito non era costruttivo…e valinda e company non facevano altro che provocare e sputare merda ovviamente ingiusta..tu sei nuova questi personaggi non li conosci ancora…
    Walk ad esempio è la manifestazione del nulla…ha ragione mg ..lui compare dice le sue minchiate e poi sparisce..è un essere squallido e basta conoscerli…

    Valinda poi mi chiedo con quale coraggio si permette di minacciare golem dopo tutte le COSE GRAVI CHE SONO STATE DETTE DA LEI A LUI MA IN PARTICOLARE A MG..COSE ALLUCINANTI!
    cmq sta a te Susanna e alla tua intelligenza capire chi è nel giusto e chi no e questo non devo di sicuro insegnartelo io..

    Golem non è assolutamente come è stato descritto… “Se si osa dargli torto o esprimere un punto di vista diverso allora vuole denigrarti e distruggerti in ogni modo”queste sono solo grandi stronzate!golem come mg hanno sempre e solo detto il loro pensiero…ma loro sono come me hanno le palle per reagire! Noi tre siamo sempre stati molti uniti e molto forti qui..se veniamo attaccati reagiamo…SEMPRE E CMQ..ma loro a differenza mia sono ancora fin troppo bravi …io sono molto più cattiva ( se mi ci fanno diventare) e allora si crea tutto sto casino! Non si può combattere contro gli ignoranti in silenzio sai? Se noi fossimo rincoglioniti..mogi..tutti fragilotti..deboli da non reagire mica si sarebbe creato tutto ciò!

    Cmq la colpa È SOLO E SEMPRE DI CHI INIZIA PER PRIMO AD ATTACCARE..MAI DI CHI SI DIFENDE!
    E CREDIMI..MG E GOLEM MAI ATTACCANO!

  4. 4
    Golem -

    Il limite della libertá è un concetto astratto, essendo direttamente proporzionale all’intelligenza di chi la pratica e a quella di chi la “subisce”. Uno stesso comportamento apparirà bianco a una persona compiuta e nero ad una immatura, questo perché il secondo, in quanto tale, NON si conosce, e regola il limite della propria “tolleranza alla libertà” – sia propria che altrui – secondo i momenti e gli stati d’animo, non avendo un proprio equilibrio interiore, che cerca di trovare senza riuscirci SOLO all’esterno, attraverso gli altri. Se poi il soggetto in questione è, come spesso capita, anche ignorante, non è difficile immaginare quanto la percezione di quella tolleranza sarà ondivaga.
    Insomma, se si ha a che fare con il solito “apparato digerente” deambulante non c’è niente da fare. Se quel giorno ha mangiato “pesante” sarà difficile che possa “digerire” quello che potrebbe digerire in un altro momento.
    Ecco perché il detto che la propria libertà finisce dove comincia quella dell’altro non ha senso. Quale altro?

    Il bon ton e le regole sono un “moderatore sociale” su basi ipocrite, che comunque non darà mai luogo a rapporti “veri”, dove vero non sempre corrisponde a “bello”. Si tratta della solita scelta tra realtà e finzione, dibattuta inutilmente nella “vexata questio” appena chiusa.
    Ma non c’è scampo, perché la verità verrà sempre a galla, per il semplice motivo che questa non è altro che l’altra faccia della tanto discussa REALTÀ. Con la quale, se si vorrà appartenere alla categoria dei “maturi”, bisogna fare SEMPRE i conti.
    >>>

  5. 5
    Golem -

    >>>
    Certo, se si potessero avere le opinioni delle tre donne di Boccioni e di qualche materialista ateo, o anche di un fondamentalista partenopeo, ma persino di un toponomasta fiorentino, il dibattito assumerebbe un’altro spessore. Ma per il momento accontentiamoci di quel poco che passa la mensa aziendale.
    Comunque é vero quello che recita la Scarly: la mia elitè di appartenenza io l’ho conquistata e la vivo con molta serenità. E in effetti mi sento a mio agio e libero. Nei “BOYS” dell’Inter.
    Il limite di quella libertà? Battere i Gobbi come domenica scorsa. Lo farei a tutti i costi. Anche con metodi “illegali”

  6. 6
    maria grazia -

    Ti ringrazio Sofia per il tuo gentilissimo sostegno e per essere una dei POCHISSIMI che hanno il coraggio di dire le cose come stanno. Dubito purtroppo che i nostri interlocutori acquisiranno la capacità di ammettere obiettivamente le cose, senza farsi condizionare da simpatie o antipatie personali. Ma capisco anche che chi viene qui per trovare conferma alle sue convinzioni più che per confrontarsi, ha molta difficoltà anche solo a rapportarsi in maniera tranquilla verso chi si oppone alla sua visuale. Qui la libertà o l’ eleganza di espressione centrano poco. Ci sono altri fattori in gioco…

  7. 7
    Sirio -

    La nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri..

  8. 8
    Anna81 -

    brava suzanne, lettera lucida, completa e ben articolata. sono d’accordo… io più volte ho chiesto l’intervento dei moderatori sul forum perchè non mi piacevano assolutamente le diatribe che c’erano… certo, non mi aspettavo nemmeno una misura cosi drastica… certo è che comunque bisognava darci un taglio perchè la situazione si era fatta abbastanza pesante.
    credo inoltre che quando si arriva a scontri di questo genere non penso ci sia uno che attacca e l’altro che si difende, ma penso che la colpa stia nel mezzo… per come la vedo io era una cosa reciproca, senza vittime nè peccatori. ha ragione chi dice di darsi una calmata, non ne vale la pena litigare in questo modo!

  9. 9
    gimmy -

    Io penso che la libertà espressiva sia un diritto di ognuno di noi, ma questa termina nel momento stesso in cui diventa lesiva o offensiva gratuita nei confronti di chi può subire una provocazione. I vincoli devono essere necessari, altrimenti si fa passare per giusto, qualunque pensiero passi per la testa pur sfociando nella maleducazione. Le idee possono essere contrastanti, non per questo errate o inverosimili, si può non condividere un concetto, uno stile di vita, un modo di essere, qualunque capacità comunicativa, però il rispetto dovrebbe essere un atto dovuto come forma civile a favore di chiunque. Cè molta saccenza in giro e poca umiltà, se aprissimo tutti le menti alla ragionevolezza e alla considerazione dei vari punti di vista, sono sicuro che l’insolenza assumerebbe una moderazione su qualunque giudizio.

  10. 10
    Suzanne -

    Io parlo di libertà individuale. Non mi sono mai piaciute le coesioni che celano le responsabilità del singolo.

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