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Disestesia dei miei fili nervosi

Nessuno la riconosce, eppure esiste

la multipla sclerosi dei fili nervosi

che accompagnano, silenziosi, la vita,

la mia, di condannato alla condizione

disestetica che s’ammala, disastrosa.

Massimo Palladino malato di sclerosi multipla dal 1995

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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8 commenti a

Disestesia dei miei fili nervosi

  1. 1
    Rossella -

    Ciao,
    penso che non dovresti angosciarti perché quando la vita ti porta stare tanto tempo in famiglia realizzi quanto sia difficile la comunicazione. Insomma, non ti sembra neanche tanto difficile perché ti abitui a costruire l’unità intorno alle cose visibili, nella certezza di poter contare sul sostegno di chi ti sta vicino nei momenti lieti e in quelli meno lieti. Poi è chiaro che la storia di ogni famiglia ha la sua evoluzione. Durante l’adolescenza ricordo di essere stata più inquieta dei miei fratelli proprio perché mi sembrava di avere delle cose da dire. I miei fratelli crescevano in sapienza, invece io tendevo ad inorgoglirmi. Ancora oggi quando si estraniano per giocare mi ricordano che il Signore si rivela nelle opere, e quindi li sento molto vivi e molto presenti. Io sono sempre stata una solitaria, ma da sola con i miei pensieri mi sentivo esclusa durante l’adolescenza. Adesso ci sono momenti in cui mi estraneo, ma il fatto che mia madre lo noti mi fa capire che esiste una conoscenza attraverso la fede che il mondo naturale non ha e che deve essere sostenuto da un impegno. Il mio proponimento è quello di diventare più costante nella cura di me, della casa o di qualsiasi altra attività che non abbia come scopo l’apparenza. Infatti mia madre tante volte mi consiglia di prepararmi anche per stare in casa. Lei non si trucca, ma ha mille cose da fare che la portano ad essere sempre vigile. Mia nonna aveva delle abitudini da “caserma”… nel senso impegnato della parola. Non trascurava niente. Ti dico che quando andavi a dormire da lei – anche se non te lo faceva pesare- preferiva che ti lavassi i piedi prima di andare a dormire, anche se magari avevi fatto la doccia prima di cena.

  2. 2
    Golem -

    Massimo, no non possiamo capire ma possiamo provarci. Per la tua situazione hai la mia solidarietà, per quello che può servire. Non riesco neppure ad immaginarmi come potrei vivere con una disgrazia come la tua.
    Per quanto riguarda il primo post ti dico di non prendere in considerazione quello che ti scrive Rossella, che tu non puoi conoscere essendo nuovo del forum. Con te è andata ancora più fuori tema del solito. Quindi non sentirti sconcertato se per caso non avessi compreso il nesso con quello che hai scritto.
    Auguri Massimo.

  3. 3
    Pax -

    Golem,
    di solito salto i commenti di ross, mi destabilizzano per la nulla connessione con la lettera. Spinto dal tuo commento l’ho letta. Si è superata! Adesso è in fase legata alla fede ed ho apprezzato la madre che non si trucca e le fa lavare i piedi.

    Massimo la tua è una condizione condivisa con molte persone. Ne ho conosciute parecchie nella tua condizione. Ci sono persone che reagiscono abbandonandosi alla tristezza, altre con rabbia, altre con fatalismo. E’ un po’ che non sento un’amica che ha avuto questa sventura. Ti ringrazio perché mi hai dato lo spunto per telefonarle. Delle lunghissime telefonate. E’ fra le poche persone dove la telefonata non ha limiti di tempo.

  4. 4
    Yog -

    Se invece hai capito quello che ha scritto Rossella, allora è grave. Ci mancava pure la lavanda dei piedi della nonna, Rossie in un certo senso è una miniera.

  5. 5
    Golem -

    Pax, a me di Rossella non interessa niente, ma non sopporto che un’immagine stereotipicamente serafica come la sua possa essere sdoganata come inoffensiva, sia pure involontariamente.
    Questo è uno dei tanti retaggi di un certa ipocrisia pseudobuonista molto frequente su questo forum, di cui io in particolare continuo a verificarne la presenza. Pensa che c’è una lettrice che è certa che la lettera di Palladino l’abbia scritta io. L’ho letto poco fa. Ti basti questo per capire chi gira su queste pagine.

    Tornando allo specifico, una persona che ha quel male così infame, (ho un’ex caro collega in quelle condizioni) ma pure molti altri in questi anni, non ha bisogno di sentirsi pure sconcertato da una utente che si rende credibile per una certa padronanza della lingua ma che inganna pregiudizialmente sul valore del contenuto delle cose che scrive, che è pressoché nullo. Il fatto è che l’incomprensibilità di quanto viene scritto, 95 volte su 100 viene imputata dal lettore ad una propria inadeguatezza, confondendo ulteriormente le idee a chi invece qui cerca inutilmente di chiarirsi. Oltretutto si ha a che fare con un soliloquio senza senso, per il quale se “credi” di aver capito e replichi non riceverai mai una risposta. Insomma un’anomalia evidente che assurge a norma per un peloso senso dell’educazione? Mah.
    Bisogna avere il coraggio di dire apertamente come stanno le cose, visto che qui si dovrebbe parlare per farsi capire, e io lo faccio, con tutte le critiche che ne derivano ma che non affrontano il nocciolo della questione, e cioè che quei post sono surreali.
    Ciao.

  6. 6
    Pax -

    Golem,
    condivido.
    E’ l’unica utente che salto nel leggerla, contributo zero, dialogo zero. Credo che quasi tutti noi abbiamo fra le nostre amicizie o conoscenze persone colpite da questa sfortuna. E certi problemi di cuore, non cardiaci, siano fisime e paranoie rispetto a fatti reali come questo.
    Del resto ognuno ha i propri problemi…. per certe persone è un grave problema essere spettinato. Questa lettera mi ha spinto a chiamare la mia amica, una amica con la quale ho condiviso molti fatti della mia vita. Ricordo che me lo disse in un messaggio telefonico non firmato dopo che aveva cambiato da poco il numero. Rimasi impietrito per la durezza del messaggio e non sapevo chi me lon avesse mandato.

  7. 7
    Golem -

    Quel ragazzo era pieno di energia e si è ammazzato di lavoro, per poi ritrovarsi nel giro di pochi mesi in carrozzella, e ci veniva al lavoro in quel modo. Una forza inumana condannata a spegnersi lentamente. Sono rimasto colpito al punto tale che in occasione delle mie dimissioni pregai una segretaria che semmai i colleghi pensassero ad un regalo per me, di inviare i soldi a nome mio alla Ricerca per la Sclerosi Multipla. Mi sarei sentito in colpa se non l’avessi fatto. Io mi suiciderei se mi capitasse un’infamia del genere. Per fortuna ormai è troppo tardi. La SM colpisce preferibilmente i giovani purtroppo.

  8. 8
    rossana -

    Pax,
    ti scrivo in chat, se ti va di leggere…

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