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Con un diploma si guadagna più che con una Laurea

Buonasera, sono un uomo di 30 anni e sono uno chef, avendo girato molto per lavoro (Inghilterra, Italia) mi sono reso conto di una cosa, da noi non è raro trovare diplomati che guadagnano cifre superiori a laureati. Nella mia cerchia di amici ad esempio, ci sono medici, avvocati, statisti, economisti ed un geometra, bene è quello che guadagna più di tutti, ma come è possibile? Non è neanche l’unico caso, ne conosco tantissimi di diplomati che hanno un guadagno migliore,  un mio amico laureato in Economia è a Londra assunto da una grande multinazionale di consulenza, io stesso ad esempio sono stato Executive Chef in un noto hotel di Londra, ho fatto altre mille esperienze e mi sono professionalizzato, ora sono tornato a casa ed ho aperto un ristorante del quale sono chef e socio ovviamente. Niente, lui, il nostro amico, guadagna sempre di più, a 20 anni, a 25, a 30. Viene da una famiglia modesta, non ha parenti che lo hanno introdotto o agganci vari, si è fatto sul campo, si è diplomato ed ha iniziato a sgomitare nel mondo del lavoro, ora fa la libera professione, sempre profilo basso, non ostenta mai, ma sembra che la vita gli sorride sempre, lo conosciamo da sempre, non ha ovviamente guadagni occulti che a noi sfuggono, non so se è nel modo di pensare, a 20 anni noi pensavamo solo alle ragazze, a divertirci cose così, per noi i due soldi che guadagnavamo erano tutto l’oro del mondo, lui si divertiva, ragazze ecc…ma i due soldi che guadagnava oltre a spenderli una parte li investiva, prima stupidaggini ora cose sempre più importanti. E’ tutto normale,? notate anche voi questa cosa, si sta rovesciando il mondo?

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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8 commenti a

Con un diploma si guadagna più che con una Laurea

  1. 1
    unknow91 -

    Diploma e Laurea sono soltanto dei fogli di carta, nella vita contano di più gli obbiettivi che ti poni e quanto sei disposto a sacrificarti per inseguirli, ok certo ci vuole anche fortuna però fino a un certo punto.
    Soprattutto all’estero penso che sono più importanti le skills (anche in italia credo)
    comunque entrando nel tuo caso specifico non saprei risponderti.

  2. 2
    Pax -

    Dipende dai lavori, in più il diplomato comincia prima.

  3. 3
    Rossella -

    Secondo me è giusto fare delle distinzioni. Ci sono persone e persone. Per alcune persone che danno importanza ai rapporti umani e persone che ricercano il merito nel titolo. Infatti ci sono marchi che funzionano fino a quando l’entusiasmo popolare non si esaurisce e altri che si consolidano per il prestigio e/o la qualità dell’azienda e/o del prodotto. Le piccole e medie imprese che non valorizzano la famiglia non riescono a resistere. Un imprenditore che crede nel lavoro di squadra fa bene a valorizzare le capacità relazionali e quindi la simpatia. Ma si tratta di un fatto soggettivo. Al sud il titolo di studio ha sempre avuto un grande valore perché riusciva a valorizzare determinate chiusure del giovane. Purtroppo quando si parla delle persone del sud non si tiene conto dei caratteri, di come si sono strutturati nel corso dei secoli, e quindi della difficoltà d’inserimento. Lo spettacolo appare loro come la meta più ambita perché il divertimento sotto certi aspetti li disinibisce, ma al tempo stesso consente loro di manifestarsi. Nel medio periodo difficilmente potrebbero a credere che il posto di lavoro (in fabbrica, in ufficio, ecc.) consente di gettare le fondamenta per la costruzione del proprio futuro. Almeno a me hanno sempre dato l’idea di vivere lo stipendio come un’entrata. Non si sentivano incentivati a fare progetti perché non erano preparati all’idea che quando ti sposi devi pensare a comprare le scarpe a tuo figlio.

  4. 4
    Rossella -

    […]Non occorre un titolo di studi per arrivarci. Le uscite restano pressappoco le stesse con la differenza che altri giovani spenderanno in scarpe e abbigliamento quello che tu dovrai dividere per mandare avanti la famiglia fino a quando tuo figlio non prenderà il posto degli altri giovani che nel frattempo si sono fatti una famiglia e hanno dovuto smettere di sperperare. Io, per dire, se dovessi acquistare un anello preferirei andare in un negozio di fiducia perché quando non hai molto da spendere i rapporti umani compensano quel senso d’insoddisfazione perenne. Anche i grandi magazzini valorizzano la condivisione. Quando esci da sola non spendi mai perché il tuo obiettivo è arrivare alla fine del mese. Per vincerlo definitivamente devi fermare l’economia… dare il tuo stipendio in cambio di un solo posto di lavoro.

  5. 5
    Ottavio -

    Ti rispondo da uomo, da padre, da laureato. La Laurea non determina la remunerazione, il mercato del lavoro ed anche la mentalità delle persone fa la differenza. Senza accorgertene la risposta c’è già nel tuo racconto, a 20 anni il vostro amico oltre a sperperare, investiva, dopo 10 anni ha una situazione più florida della vostra è ovvio. Il tuo racconto sembra iniziare con “c’era una volta uno chef, uno scienziato, un astronauta ed uno scemo”, guarda che il geometra non è poi così sprovveduto, fra le altre cose se dobbiamo basarci solo sul titolo di studio, quello che ha passato meno ore sui libri sei proprio tu chef. In Italia per diventare geometra ci voleva un diploma (ora una Laurea), un tirocinio, un esame di stato nazionale, e l’iscrizione ad un albo professionale. Il fatto che nel 2017 programmi televisivi e social network facciano andare per la maggiore la figura del cuoco (questo era fino a 10 anni fa) , non significa che il mercato del lavoro debba pagare meno un geometra, frequentare una scuola di cucina (le chiamano accademie fa più tendenza) a volte nemmeno quello, partire per l’estero a fare la gavetta, aprire un sito internet o un profilo social e caricare le foto di piatti gourmet, non fa della figura dello Chef una professionalità altamente specializzata rispetto al Geometra, anzi. Il punto è che…

  6. 6
    Ottavio -

    …è vero “Executive Chef Kensington hotel of London” fa più figo rispetto a “Capocantiere a Cinisello Balsamo” ma il secondo guadagna di base almeno il doppio, e se parliamo di geometra smaliziato diciamo anche il triplo con tutti gli introiti che possono girare intorno a quella figura, sicuramente non potrà caricare le foto delle pratiche urbanistiche sui social, ma ci vogliono mille piatti gourmet ad arrivare alla parcella di un geometra, questo è il mondo del lavoro. Forse il vostro amico, lavora a 10 km da casa, voi per il tipo di lavoro che avete scelto siete emigrati a 3mila km, questo non fa di lui una figura meno professionalizzata, di per se è proprio il tipo di lavoro che per essere svolto al top, devi essere radicato sul territorio (dove sei nato e cresciuto per logica). Per concludere, credo che il vostro amico non guadagni di più in quanto diplomato, ma in quanto persona che ha capito come funziona l’economia, è in pratica su un altro piano rispetto a voi. Voi da come raccontate, dovreste paragonarvi al geometra dell’ufficio tecnico comunale (ha un’ altra mentalità ma è sempre geometra), o all’impiegato dello studio privato, allora guadagnerete di più, ma se vi paragonate a chi sta su un altro livello. E’ come se il vostro amico geometra si paragonasse allo chef Cracco, è normale che guadagna di meno, sta su un altro livello, ma Cracco guadagnerà meno del Geometra Flavio Briatore.

  7. 7
    Marco -

    La penso come Ottavio, sono un giovane chirurgo, qualche mese fa parlavo della stessa cosa con un mio caro amico, chirurgo anche lui, emigrato all’estero appena finita la specializzazione tre anni fa. Si lamentava del fatto che nostri amici/colleghi fossero più che benestanti nonostante avessero la metà della professionalità sua. Gli ho spiegato chiaramente che la questione è tutta nella testa e negli obiettivi, c’è chi con una parte di quello che guadagna in specializzazione ci accende mutui e investe/risparmia e chi fa viaggi infiniti, macchine costose e serate megagalattiche. Il mercato del lavoro è uno e gira intorno determinati equilibri, pure l’economia funziona così, ognuno prende la strada che più lo aggrada e se ne assume le responsabilità. Lui ha passato una vita a dire di voler emigrare, l’ Italia di qua e di la, non si impara nulla, si guadagna poco e via discorrendo. Ora i nostri amici si sono introdotti nel settore privato, volevano sabati e domeniche libere, si sono fatti il loro giro di cliniche private con piccoli interventi di cosiddetta chirurgia semplice, ma costosa, è ovvio che a fine mese portano a casa belle cifre e investendole ne avranno sempre di più, ma la metà degli interventi che sa fare il mio amico (ed io) non li saprebbero fare, professionalmente può essere svilente? Probabile ma è una loro scelta e va rispettata…

  8. 8
    Marco -

    …quindi inutile lamentarsi, loro avevano un obiettivo lo hanno inseguito e raggiunto, non gli interessava affatto finire nei libri di chirurgia, gli interessava farsi i fine settimana in barca con figli e moglie. Io stesso, che sono rimasto in Italia ma ho sempre anteposto la professionalità ai guadagni, porto a casa un quinto rispetto ai miei amici che passano le giornate a fare sempre gli stessi interventi che pagano bene, ed un terzo rispetto al mio amico esterofilo, ma non invidio nessuno di loro perchè sto bene con me stesso e con la mia scelta, decisione che mi ha permesso qualche mese fa, di far parte di un’ equipe che per la prima volta ha portato a termine un intervento con un approccio chirurgico innovativo, prima volta al mondo, significa che sulla faccia della Terra 3 chirurghi in una sala operatoria italiana, sono stati pionieri di un qualcosa, sono uno dei tre, questo mi basta e mi avanza, altro che guadagni, sapevo fin dal principio che in campo medico la professionalità ed i guadagni non vanno di pari passo, ho fatto la mia scelta consapevolmente e sono fiero.

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