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Come lasciare il mio ragazzo dopo 5 anni

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Da un po’ di tempo non sono più tranquilla, non dormo, non mangio e mi sento in colpa per i miei pensieri.

Sono fidanzata da 5 anni con un ragazzo della mia città. Non chiedetemi perché ma nell’ultimo periodo sento che non sono più focalizzata nella mia relazione, che penso ad uscire con gli amici, a divertirmi e ho un irrefrenabile voglia di essere spensierata. Il punto è che mi sento uno schifo, il mio ragazzo mi ama e non si aspetterebbe mai da me qualcosa di simile. Solo il pensiero di poterlo fare stare male mi uccide. Non so che fare, sono tanti anni che stiamo insieme e mi sembra così strano non riuscire più a provare un sentimento tanto forte da poter continuare. Non sto nemmeno bene con me stessa, mi sento uno schifo perchè lui tutto questo non lo merita. Non saprei proprio come chiudere visto che non c’è stato ne un tradimento, ne liti ne altro. Il problema sono solamente io e questo mi fa sentire uno schifo. Se potessi esprimere un desiderio sarebbe quello di non fargli provare alcun dispiacere in merito alla fine di questa relazione. Mi sento distrutta. 

Ho provato a continuare ma la mia testa è altrove.Vorrei che tutto fosse più semplice, ma davvero non trovo una soluzione. Ultimamente ho provato a distaccarmi un po’ da lui, ho cercato di essere più fredda, di abbracciarlo di meno, penso che lui se ne sia accorto ma al contrario invece di ignorarmi mi abbraccia. Dio solo sa quanto mi sento in colpa. 

Cosa posso fare?

 

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24 commenti a

Come lasciare il mio ragazzo dopo 5 anni

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  1. 1
    bateman -

    Ma con lui stai bene? Sei felice? Sei sicura che il problema sia questo?
    Comunque non credo che bisogni essere sempre focalizzati sulla relazione,bisogna coltivare i propri interessi,le amicizie…
    Magari è solo un periodo.

  2. 2
    Rossella -

    Penso che non dovresti sentirti in colpa. In genere l’entusiasmo di un ragazzo si manifesta attraverso la ripetizione di verbi che finiscono in amo (ci vediamo? ci sediamo?ecc.) e raccontano la volontà di rompere l’isolamento. L’immagine del pescatore è un’immagine simbolica che racconta la fiducia. Talvolta l’uomo sente il bisogno di una pausa di riflessione proprio perché nel suo intimo si manifesta una sorta di “conflitto”… non di rado capita che gli uomini si lamentino. Per evitare che la cosa diventi un’abitudine bisogna sottrarsi al confronto (in maniera ironica)perché lo scoraggiamento nell’uomo investe la fiducia in senso lato. E se manca la benzina? Ecc. Quindi è importante non far prevalere il rigore. Meglio prenderla molto alla lontana. In secondo luogo è fondamentale cercare di alimentare la libertà creaturale per potersi sostenere reciprocamente nella prova. La sua prova ti predispone ad affrontare una prova complementare alla sua. Il suo entusiasmo ti porta a perdere una serie di inibizioni che per quanto mi riguarda fanno parte di un modo di concepire gli affetti che non intendo mettere in discussione. Non mi vergogno di dire che alla mia età non riuscirei a dire ai miei genitori che ho conosciuto un ragazzo e che ho intenzione di sposarmi. Sì, sono cose che fai sulla scia dell’entusiasmo del momento (ma vale anche per loro)… ma poi, il sol pensiero di dover tornare a casa dei tuoi da sposata ti fa venire una sorta di magone. Da ragazza non vivi il matrimonio con la consapevolezza che si ha alla mia età. In effetti dire questo sì significa accettare di perdere la propria libertà. La libertà della quale parlo non dipende dalle rinunce materiali, perché paradossalmente potresti anche essere più libera, dipende dai compromessi che devi accettare di fare con te stessa per poter restituire agli altri la libertà che ti spetterebbe. Anche gli altri devono continuare ad essere liberi. Quando superi i trent’anni realizzi che lasciare la casa significa rinunciare alla casa in senso metafisico. L’uomo, in un certo senso, non taglia mai il cordone ombelicale, la donna ha un rapporto diverso con la madre e tende a dare molta importanza all’ascolto… infatti anche mia madre da quando è mancata la nonna spesso mi rimprovera di essere distratta. Mi sembra una cosa molto buffa e anche abbastanza tenera. Anche la sposa nella separazione tende a sentirsi sola, almeno per i primi tempi.Vedrai che con il tempo riuscirete a prendere la vostra strada. Ti saluto!

  3. 3
    gimmy -

    katrine, l’unica cosa sensata da fare è quella di affrontare l’argomento con il tuo ragazzo è dire la verità. Fara male? certamente si, ma sempre meglio che nascondere o mentirgli spudoratamente facendo finta che vada tutto bene quando non è cosi. Lascia parlare il tuo cuore, manifesta i tuoi disagi da quello che scrivi, lasci intendere una mancanza di spazi come se fino adesso la tua storia sia stata fondata solo su voi due escludendo quella parte di te stessa che ti faceva stare bene anche in relazione agli altri, o verso quello che ti piace fare. Aldilà di tutto anche se non provi più gli stessi sentimenti devi comunque farglielo sapere è un suo diritto, non puoi trattenerti per dei sensi di colpa, sono cose che accadono l’importante è essere sempre sinceri e onesti assumendosi le responsabilita degli eventi.

  4. 4
    Anna81 -

    sono daccordo con gimmy, devi affrontare l argomento. non puoi pensare di continuare ad andare avanti cosi, prima o poi comunque arriverai a un bivio. dovete parlarne e cercare di capire insieme che cosa fare. certo che lui ci starà male ma non puoi neanche negarti la tua serenità per paura di fare male a lui. in bocca al lupo!

  5. 5
    J.J Bad -

    Sono perplesso ogni volta che leggo storie simili.
    Innanzitutto poichè come ne conosco io ormai di innumerevoli storie (tra l’altro sono sempre le stesse sensazioni per tutte, la stessa disillusione, lo stesso stupore…CHE PALLEEEE!!!), le dovrebbero conoscere anche tutti i giovani al mondo, nonchè gli autori di testimonianze come questa.
    E invece no. Invece ogni volta senti un tono stupito, spaventato….
    Posso dirvi una cosa, o voi esseri spaventati dal vostro stesso menefreghismo….ma perchè non ve ne andate a fanchiulo??
    Ora siete voi gli artefici di questo dolore. Quando domani sarete le vittime, riuscirete in tal caso a dare le stesse giustificazioni che state dando a voi stesse anche al vostro carnefice?
    L’empatia questa sconosciuta…che poi la sua assenza è la principale causa delle storie che finiscono nei nostri tempi.

    Egoismo. Ipocrisia. Immaturità. Instabilità. Sentimenti falsati e viziati.
    Queste sono le motivazioni delle tue sensazioni tristi. E come lo sono per te lo sono per la stragrande maggioranza della gente dai 20 ai 50 anni.
    Perchè oggi vale tutto. Anche fare stragi di cuori. Tanto la società degli anni 2000 ha gia omologato tutta una serie di giustificazioni per questo genere di comportamenti.
    Per cui puoi anche ferire una persona cara, che tanto ne esci comunque pulito. Deresponabilizzato.

    La prova di quel che sto dicendo è che una volta non c’erano nemmeno i forum e i blog per potersi sfogare….e uno chissà come faceva!! Come affrontava questi problemi??
    Oggi basiamo molto sui rapporti virtuali e superficiali, sulla solidarietà basata sul nulla.
    Quindi uno viene qua sperando di assolvere i propri peccati, e che qualcuno ti dica “hai fatto bene”. E di gente immatura ne stiamo sfornando talmente tanta che sicuramente ci sarà qualcuno che ti dirà “hai fatto bene”.
    Prima ancora di conoscerti e di conoscere il tuo grado di maturità.

    Non c’è un modo per lasciare il tuo ragazzo senza procurargli dolore.
    E solo avere questo pensiero è sintomatico di quanto presuntuose e poco responsabili siano le persone adulte in questa società dove tutto assume il ruolo di oggetto. Anche le persone.

    Scusate la digressione sociologica.

  6. 6
    Golem -

    “L’entusiasmo di un ragazzo si manifesta attraverso la ripetizione dei verbi che finiscono in “amo” (ci vediamo? Ci sediamo?…)
    e raccontano la volontà di rompere l’isolamento”.

    Avete pensato anche voi al verbo che penso io vero? Altro che rompere l’isolamento.
    Rossella sei un amore.

  7. 7
    Harlock -

    Concordo con J.J Bad

    Tutto questo malessere ha un nome, si chiama Coscienza. Ogni tanto riesce fuori dall’abisso in cui provate a sprofondarla ripetendovi uso mantra che “bisogna prima di tutto star bene con sè stessi” e che “se l’amore finisce finisce, e che ci vuoi fare”, e quando risale è incazzata nera e picchia durissimo.

    Quando vi rendete conto di essere così, fate un favore a voi stessi e agli altri: non vi legate. Divertitevi, datevi alla pazza gioia, abusate di tutto quello che vi pare cercando il vostro Nirvana ma per piacere siate abbastanza onesti e maturi da non coinvolgere altri in questa vostra spirale di egocentrismo.

    Buona fortuna.

  8. 8
    Condor -

    @katrine se sei una Donna, con molta tranquillità gli dici la verità, che è finita, non che ti prendi una pausa, ma che è finita e che non c’è possibilità di ritorno. Senza dargli false illusioni.
    Altrimenti puoi fare come fanno la maggior parte delle donne, ti inventi un sacco di balle per dagli la colpa della fine della storia, e lo lasci.

  9. 9
    gimmy -

    Golem ahahhahhahh anch’io ho pensato allo stesso verbo, ma potrei non trovare lo stesso entusiasmo per termini come paghiamo, ammazziamo, rubiamo etc etc :-))) forse perchè non appartengo alle schiere dell’isis….Rossella sempre mitica

  10. 10
    Marius -

    Segui il consiglio di condor…inventati un po di balle del tipo che ti ha trascurata e ti tratta male e lascialo così da illuderti di avere la coscienza pulita, voi donne siete maestre nel questo genere di comportamenti.

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